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Pause nel solfeggio

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LuxMax:
Un saluto a tutti,
è da un po' che non mi collego, comunque stavo seguendo il corso base di solfeggio di pianosolo e ho un dubbio riguardo le pause.
Nel corso Christian consiglia di solfeggiare le pause di minima e semiminima con il rispettivo numero dove si trovano effettivamente all'interno della battuta.
Quando studiavo tanti anni fa ricordo che il professore ci faceva solfeggiare usando sempre "uno-due" o "uno" indipendentemente dalla posizione in cui si trovava la pausa.
Ad esempio:
versione di Christian: do-DUE-re-QUATTRO | do-re-TRE-QUATTRO
versione del mio prof.: do-UNO-re-UNO | do-re-UNO-DUE


comprendo che la versione di Christian sia più precisa, ma penso di non aver capito realmente il motivo che c'è dietro.
Durante il solfeggio, mentre guardo avanti e noto una pausa nel mio metodo ho già i nome fissato essendo una costante, mentre in questo altro metodo devo aggiungere un ragionamento per chiedermi su quale tempo sta cadendo.
Non che sia un ostacolo insormontabile... solo penso che mi stia sfuggendo un aspetto che magari non sto considerando.

Pianoth:
A livello direttoriale è importante che non si perda di vista il movimento preciso in cui ti trovi, altrimenti rischi di cambiare gli accenti o saltare movimenti per sbaglio. Detto ciò, trattandosi di pause, è completamente irrilevante il modo con cui le conti, fintanto che non ti perdi.

Tra l'altro, non ti dico quante volte mi capita di suonare brani di insieme di musica moderna o contemporanea con pause complicate da contare, e spesso, per semplificare, volutamente mi conto in testa le pause NON considerando la posizione nella battuta, perché è a volte è solo inutilmente più complicato fare diversamente.

Antonio27:
Anch'io con diversi insegnanti ho usato i due diversi metodi.
Entrambi però, quando la pausa era parziale, usavano solo il numero uno (tipo: un-do un-re in un 2/4).
Ma è solo un formalismo all'interno di un corso di solfeggio.
Quando poi ho la necessità di solfeggiare un pezzo complesso prima di suonarlo, la pausa non la conto, ma faccio solo una vera pausa.
Contarla sarebbe poi controproducente nell'esecuzione.

Pianoth:
In esecuzione la pausa va contata, ma ovviamente non ad alta voce. Se sono ritmi semplici si può anche andare ad orecchio, ma è sempre meglio contare, almeno in testa.

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