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Ravel703

Taubman Approach
Giugno 26, 2018, 11:37:02 pm
Buonasera a tutti.
Questo post è dedicato al Taubman Approach, ovvero il risultato degli studi sulla tecnica pianistica di Dorothy Taubman. Sebbene questo topic sia da intendersi come il proseguimento di quest'altro ( https://forum.pianosolo.it/di-tutto-e-di-piu/bach33-in-crisi-seconda-puntata/ ) non è necessario leggere il topic citato per capire questo. Ho deciso di aprire un nuovo topic perché credo che potrebbe essere interessante e d'aiuto per molti pianisti.
Ho conosciuto la tecnica Taubman grazie a pianoth che ha pubblicato una serie di 4 articoli sull'argomento. Dal momento che non ho Facebook e quindi non posso porre a pianoth le mio domande nei commenti (come suggerisce di fare alla fine dei suoi articoli) ho aperto questo topic. Le domande non sono poche e soprattutto le farò nel corso del tempo , di pari passo con il mio tentativo di retraining.
Ovviamente le mie domande sono rivolte a Pianoth o a qualunque altro membro del forum che conosca e faccia uso del Taubman Approach.
(rivolto a Pianoth: mi rendo conto che può essere fastidioso o scocciante e che sono tante domande e assolutamente non do per scontato che mi risponderai né intendo in alcun modo approfittare della tua disponibilità. Per cui anche se non hai modo o voglia di rispondere a tutte le domande non è un problema. Ti ringrazio a prescindere, anche nel caso non avessi tempo o voglia di rispondermi , poiché mi hai già aiutato MOLTISSIMO con i tuoi articoli e in precedenza tante altre volte)
 
QUINDI procediamo con le domande

                                                                  PARTE 1 (primo articolo)
1. Alla fine del primo articolo è scritto: "nota aggiuntiva della Milanovic: “Ferrario, Marci, Biffi e Sforza notano che tra molti pianisti concertisti, le dita non-suonanti non toccano i tasti, mentre amatori, studenti e insegnanti permettono alle dita non-suonanti di sdraiarsi sui tasti. Si parte dal presupposto che le dita non-suonanti vengano sollevate, il che è inefficace e richiede sforzo e possibilità risultanti in suscettibilità ai PRMD. Tuttavia, se le dita che non suonano sono bilanciate, non tenute su rigidamente, l'efficienza aumenta, in quanto devono solo cadere nella nota successiva, invece di alzarsi e poi cadere nel tasto.”] Durante tutto il sollevamento e la caduta libera, niente è rilassato o pesante. Piuttosto, la mano e le dita sono “infuse con l'energia che permette il movimento”. Poiché questo fondamentale movimento è alla base di ogni nota, può essere utile, anche a livelli avanzati, controllare la libertà del sollevamento e della caduta lontani dal pianoforte."

Ma quindi le dita vanno appoggiate sulla tastiera o tenute su in modo da poter cadere senza prima doverle alzare?
Inoltre che cosa vuol dire " la mano e le dita sono infuse con l'energia che permette il movimento?
Ultima modifica: Giugno 26, 2018, 11:39:27 pm da Ravel703

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Pianoth

Re:Taubman Approach
Giugno 27, 2018, 10:44:07 am
Prima di rispondere a qualunque tua domanda, mi occorre fare questa precisazione, anche per futuri lettori di questo topic: non sono un maestro ufficiale della Taubman, né mi ritengo tale. Ho studiato questa tecnica per molto tempo e in maniera attenta e approfondita, e l'ho implementata per quanto possibile nel mio modo di suonare, ma quello che dico in queste risposte potrebbe non essere necessariamente corretto al 100%. In generale cercherò di affidarmi alle fonti che dispongo per rispondere.

In una nota al primo DVD si legge:

One of the purposes of training for "resting on the keys without the keys moving down" is to learn how to distribute the weight among all the limb parts so that the sum total will equal the weight of the keys. No one part is thereby too heavy, and in this way the arm is "keyboard balanced." (You might visualize a doctor’s scale being balanced.) This is one way both arm hovering and keybedding (digging) can be avoided. For staccato playing the surface balance is essential.
This training is used with discrimination— sparingly—just enough to give the arm the " message" as to how to relate to the instrument. It is particularly important for those who show evidence of the above-mentioned flaws. Unfortunately, these flaws are all too common.
The same balance is how one should feel at the bottom of the key when playing legato. However, the "fingertip connection" is not a factor here because the fingers have a "floor" to stand on.
Do not misconstrue this concept to mean that all the fingers rest on the keys when playing. Indeed, for the most part only playing fingers touch the keys. Non­ playing fingers generally hover close to the keys but do not touch them, except in specific soft touches where one plays from the point of sound to the keybed.


Tradotto:

Uno degli scopi dell'allenarsi a "far riposare le dita sui tasti senza che i tasti vengano premuti" è quello di imparare a distribuire il peso tra tutte le parti dell'arto in modo che la somma totale sia uguale al peso dei tasti. Nessuna parte è quindi troppo pesante, e in questo modo il braccio è "bilanciato rispetto alla tastiera". (Si potrebbe visualizzare la bilancia di un medico in equilibrio.) In questo modo sia l'hovering che il keybedding possono essere evitati. Quando si suona staccato l'equilibrio rispetto alla superficie è essenziale.
Questo allenamento deve essere fatto con discriminazione, con parsimonia, solo per dare al braccio il "messaggio" su come relazionarsi con lo strumento. È particolarmente importante per coloro che dimostrano di avere i difetti di cui sopra. Purtroppo, questi difetti sono fin troppo comuni.
Lo stesso equilibrio lo si dovrebbe percepire in fondo al tasto quando si suona in legato. Tuttavia, la "connessione delle punte delle dita" non è un fattore in questo caso, perché le dita hanno un "pavimento" su cui appoggiare.
Non interpretare erroneamente questo concetto nel senso che tutte le dita poggiano sui tasti mentre si suona. Infatti, per la maggior parte del tempo, solo le dita che suonano toccano i tasti. Le dita che non suonano si librano generalmente vicino ai tasti ma non li toccano, tranne che in specifici tocchi leggeri dove si suona dal punto di produzione del suono alla base della tastiera.

Questa nota si riferisce a un punto del DVD in cui Edna Golandsky afferma che, quando ci si siede all'altezza corretta, si dovrebbe essere in grado di percepire questa sensazione di appoggio sui tasti, senza che i tasti vengano premuti, senza che il braccio mantenga forzatamente la mano sulla tastiera, senza che si percepisca alcuno svolazzamento, e senza che il polso si rilassi andando verso il basso.

In altre parole, non c'è un rilassamento, ma c'è assenza di tensione (per evitare discussioni inutili di biomeccanica, chiarisco che per "assenza di tensione" intendo semplicemente la percezione di non essere in tensione, ossia l'essere in tensione il meno possibile, perché tecnicamente, ogni movimento muscolare causa tensione).
Tuttavia mentre si suona, le dita trasferiranno rapidamente e continuamente il peso lungo tutta la tastiera, e affinché questo avvenga in maniera efficiente, è necessaria una piccolissima rincorsa prima di premere il tasto, che garantisce il controllo sul suono oltre che una maggiore libertà di movimento (prova a pensare ad esempio a dei salti ampi, o a dei passaggi di ottave), ossia le dita che non suonano necessitano di non toccare i tasti prima di premerli. Quindi si hanno sostanzialmente due opzioni: o si alzano e abbassano le dita, o si utilizza la rotazione dell'avambraccio combinata a un movimento verso il basso delle dita. Nel primo caso, avviene una co-contrazione, che alla lunga porta a un accumulo di tensione, nel secondo invece l'assenza di tensione è garantita fintanto che l'equilibrio di tutti i movimenti viene mantenuto.

In parole povere, per rispondere alla tua prima domanda, le dita non-suonanti non dovrebbero toccare i tasti prima di premerli, ma dovrebbero comunque essere molto vicini, quasi sfiorandoli.

Riguardo la seconda domanda, la tesi non l'ho scritta io, quindi non posso essere certo di quello che la Milanovic intendesse con quella metafora, tuttavia quasi sicuramente si riferiva semplicemente al fatto che il Taubman Approach non è basato sul rilassamento, ma sull'assenza di tensione, il che è ben diverso e ha varie conseguenze.

Se devi fare una lunga camminata, cosa è più efficiente energeticamente, camminare a un passo costante senza fermata, oppure riposarsi sedendosi da qualche parte dopo un certo numero di passi? La risposta è che il secondo modo è meno efficiente perché l'atto di alzarsi da seduto, per riavviare la camminata, utilizza molta energia. Trasferendo questa metafora al pianoforte, il rilassamento non è efficiente perché per suonare dopo un rilassamento è necessario spendere più energia di quella necessaria se si parte da una posizione neutra. Questo per non parlare delle conseguenze del suonare con il polso basso, e così via (4ª parte). Per cui, in questo senso, si potrebbe dire che tutto l'apparato suonante deve essere sempre "infuso con l'energia" richiesta per suonare.

Quello che può succedere quando si inizia a suonare con una posizione priva di tensione è che si può notare che le dita potrebbero leggermente vibrare quando sono per aria. Fintanto che si percepisce che le dita non sono tenute rigidamente in su, e la posizione della mano è naturale, questo è normale, ed è segno anche del fatto che le dita sono pronte a suonare quando lo devono fare.
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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