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Giga in sol minore di Domenico Alberti al pianoforte

(1/1)

drmacchius:
È il primo brano di clavicembalisti italiani che ho studiato e il primo brano classico che ho studiato da solo senza la supervisione di un maestro o senza aver studiato un brano simile per epoca e Stile compositivo con l‘aiuto di un maestro.

Fin‘ora ho suonato i bassi in modo portato, tenendoli ben staccati , ma velocizzando il pezzo e assumendone consapevolezza lasciandomi trasportare a „sentimento“ ci sono dei punti del primo ritornello (tredicesima e quattordicesima battuta) e del secondo ritornello (dalla dodicesima alla quattordicesima battuta) che mi viene di fare il basso Legato con una sorta di rinforzo del tema, insomma come in Beethoven o in Chopin si fa avvolte col pedale. Le battute in questione sono delle sorte di ripetizioni in cui sembra si riporti il brano sul tema iniziale dopo averne fatto una variazione.


Sentendo esecuzioni di gulda e Schiff ho notato che fanno cose analoghe in alcuni passaggi di bach.

Di questo brano non trovo nessuna esecuzione titolata e non riesco a farmi un‘idea.

Montani non dice molto nella sua revisione e a parte un paio di legature in una frazione del brano in cui il basso passa alla mano destra al lato del canto, si limita solo a mettere la diteggiatura.

È scorretto suonare il basso in quel modo in un brano così (quando il basso viene suonato dal lato del canto montani mette la legatura) ? Se è lecito farlo la cosa va fatta a tratti o per tutto il brano?

https://youtu.be/tpJZ6mXNTS4

PS in questa versione arrangiata non so da chi il brano è suonato alla metà della velocità riportata da montani (allegro vivo) per un brano suonato agli ottavi su tempo 12/8

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