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Roberto S. Persi

un paio di domande su schiena Beyer e Czerny
Maggio 26, 2013, 05:19:02 pm
Rieccomi con le mie solite domande, magari un pò banali ma per me importanti.
Mentre suono ho la tendenza a non tenere la schiena eretta (insomma ad ingobbirmi un pochettino), quando me ne rendo conto subito correggo, ma appena mi concentro sugli esercizi... a parte infilarmi una scopa in quel posto, ci sono suggerimenti possibili?
Ho rallentato il Beyer perchè m sto molto concentrando sul Trombone, comunque, nell'esercizio 39 fra settima e ottava battuta ci sono due re (il primo da un ottavo e il secondo da 4) alla stessa altezza senza legatura di valore, però all'inizio dell'esercizio c'è scritto sotto il rigo dei bassi "sempre legato" devo intendere che la legatura di valore è sottintesa o in ogni caso è comunque segnata?
ultima domanda velocissima, col Beyer sono da quelle parti, Con il Trombone ad un livello simile di difficoltà, posso iniziare lo studio del Czerny o è ancora prematuro? Premetto che ho assaggiato i primi, sicuramente tosti (per me) ma digeribili.
 
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antares

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l'op 599 è fattibile....almeno i primi esercizi non sono complessi
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

berebè

Per la schiena: hai provato ad abbassare lo sgabello?

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Roberto S. Persi

non penso sia un problema di altezza ma di postura, io non mi sento scomodo ma ad intuito credo non sia una posizione corretta. Tutto questo penso verrà risolto da un insegnante e credo che quanto prima mi deciderò.
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berebè

Ho capito che è un problema di postura, ma le due cose possono essere collegate :)
A me ha aiutato abbassare lo sgabello fino a quanto le braccia sono esattamente perpendicolari alla tastiera (con la schiena dritta): a quel punto, ingobbirsi diventa oggettivamente scomodo, perchè abbassa il livello dei gomiti e quindi impedisce di scaricare bene il peso.

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Roberto S. Persi

penso di aver capito e ci proverò. Pensavo anche di aumentare l'altezza degli spartiti (ora guardo verso il basso per leggerli) così da costringermi ad una posizione più eretta, vediamo... grazie . 
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berebè

Anche quella è un'idea :)

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antares

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l'altezza degli spartiti è un ottima idea che dovrei utilizzare pure io appena mi viene in mente come...
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

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Roberto S. Persi

Ci sto lavorando e se trovo una soluzione comoda vi farò sapere. Invece... andando sulle lezioni del Beyer postate su questo sito mi sono accorto che il mio quesito sull'esercizio 39 si complica perchè nello  spartito riportato nel sito medesimo la quarta nota della settima battuta (nel rigo dei bassi mano sinistra) non è un re ma un si, capitano spesso queste differenze fra edizioni diverse? La mia è edizione Ricordi del 2011. Può essere refuso di stampa? Se fosse rarità come il famoso "Gronchi rosa" magari ci faccio qualche migliaio di €....... a parte gli scherzi chi ha ragione? Penso che il si abbia più senso.
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Lorenzo221

Rispondendo direttamente al primo post:
La postura corretta dovrebbe essere schiena dritta, tastiera all'altezza dell'ombellico (più o meno) e sgabello posto molto più indietro di come verrebbe da mettere: per quanto riguarda la schiena, anche se la prassi dice di tenerla dritta, è una cosa piuttosto soggettiva, dipende anche dal proprio stile e metodo di esecuzione, di solito chi inarca ,la schiena concentra sui dettagli e sulla melodia la propria attenzione, come a volersi avvicinare il più possibile alle note e alla tastiera, mentre chi ha la schiena bella dritta ha uno sguardo generale e complessivo ma che non è sempre positivo. Se ci riesci prova a restare con la schiena dritta altrimenti pazienza. Pure in alcuni video di Glenn Gould si vede lui inarcato sulla tastiera.
Per quanto riguarda l'altezza è molto più soggettiva la cosa, l'ombellico è un punto di riferimento variabile, di solito si tende a stare più bassi ma è normale... L'importante è sentirsi comodi.
Mentre il fatto di tenere indietro lo sgabello e sedersi sul pizzo aiuta l'uso corretto e comodo del pedale (senza sfracellarsi la caviglia  :) ) e permette una libertà maggiore a braccia e quindi nei grandi intervalli. 
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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Roberto S. Persi

grazie a tutti, anche se mi è rimasto il dubbio (di lana caprina) sul 39 del Bayer, ma credo sia proprio un refuso di stampa sulla mia edizione. Sarà ora un insegnante a verificare la mia postura (domani ho un incontro spero positivo). per l'altezza dello spartito ho risolto ponendo un classico leggio a  treppiede dietro il piano, ma io ho un piano elettrico, tasti pesati e tutto, che mi permette di fare in questo modo,con un bel piano classico la cosa si complica, comunque dover tenere lo sguardo ad una altezza superiore mi sembra che aiuti. A presto.
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Giulio

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Nell'esercizio 39 del Beyer c'è una legatura di portamento, non di valore! Hai la legatura di valore quando le note sono della stessa altezza e si aggiunge il valore della nota legata.
Quindi, ti viene data un'indicazione su come alcune frasi musicali sono organizzate e devono essere eseguite!
L'ultima nota, nel gruppetto a due, deve essere eseguita "scivolando" il dito, quasi accarezzando il tasto e dando un suono più leggero. Quando prende più note dovresti cercare di tenerle più legate possibile.
In conclusione, in questo esercizio tieni sempre abbastanza legato, in particolare dove lo evidenzia la scrittura.

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Roberto S. Persi

ho capito, e cerco di farne tesoro comunque, ma il problema era/è che ho visto che nella lezione riportata nel sito l'ultima nota della settima battuta (mano sinistra) non è un Re ma un Si e dunque l'ipotetica legatura di valore non può esserci in ogni caso. Trovo più coerente lo spartito riportato e penso che ci sia un errore tipografico nella mia edizone, ora suono il 39 sostituendo il Si al Re e mi trovo meglio.
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