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Dolori al polso...

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Sandanrnw:
Grazie ancora, Pianoth!
Ecco delle foto della mia postura con la mano, in cui si vede chiaramente la posizione dell'indice. Mi farebbe molto piacere se tu mi dicessi cosa c'è che non va. La foto l'ho fatta proprio mentre facevo gli esercizi dell'hanon, grazie all'autoscatto.

Pianoth:
Uhm, onestamente dalla foto non si capisce molto bene. Sembra come se tu abbia l'avambraccio inclinato verso il mignolo, ciò lo deduco dal fatto sembra che tu abbia anulare e medio sullo stesso tasto, ma allo stesso tempo sembra che il pollice tocchi la tastiera, il che mi fa quasi intuire che il pollice sia rigido, oltre che un po' l'indice.
Una foto purtroppo temo che non basti per far sì che ti dica qualcosa di certo. Comunque puoi verificare se è un problema di allineamento della mano rispetto alla tastiera: controlla che le nocche non vadano verso il mignolo quando suoni il mignolo, e assicurati che puoi sempre vedere tutte le nocche in ogni momento. È un po' difficile dirti altro in base a quella foto.

Sandanrnw:
Va bene, grazie mille per i tuoi preziosi consigli e le tue opinioni precise - sia per la postura, sia per il percorso da seguire in quanto ad esercizi e acquisizione di velocità.
 :D :D :D

Roberto S. Persi:
Scusate se mi intrometto.. ho seguito con molto interesse la vostra chiacchierata e le risposte (per me molto chiarificatrici) di Pianoth sul modo di studiare. Mi sono in questo modo liberato dalla malattia "ansia dell'Hanon" che non voleva proprio mollarmi. spiego... Leggendo quà e là prima o poi compariva sto maledetto Hanon come scoglio sul quale spiaccicarsi per diventare un vero suonatore di piano e mi chiedevo: "quando sarò finalmente pronto ad affrontare il mostro?". Ora non più, come si dice "sono nato pronto" e non me ne importa nulla.
Domanda secca sulle scale, io le sto imparando svolgendole su due ottave, vado avanti così o è preferibile affrontarle subito sull'estensione di quattro?
Domanda di riserva... lavoro sul Mikrokosmos (vol.2), il 176 del Duvernoy, Cesi Marciano, e di tanto in tanto (per il momento) butto un'occhio al corso di piano Blues, oltre a teoria e scale ovviamente, troppa carne al fuoco? E se no, è meglio affrontare il tutto a giorni alterni (due robe al giorno per dire) o è meglio fare magari poco ma sempre tutto?

c64:

--- Citazione da: Pianoth - Giugno 01, 2017, 11:03:21 am ---
Gli esercizi dell'Hanon appartengono a una scuola di tecnica superata da molti decenni ormai. Considera che le moderne tecniche scientifiche mettono totalmente in discussione già solo il fatto che abbiano una utilità per lo sviluppo della tecnica. Sai perché sono ancora molto in uso? Perché sono semplici da leggere, tengono le mani occupate, spegnendo piano piano il cervello (essendo esercizi molto sistematici e simmetrici), e sviluppano i muscoli delle dita quando vengono fatti con articolazione molto accentuata. Tuttavia, a mio avviso, è un controsenso, in quanto quello che fai a quel punto è quello che devi assolutamente evitare di fare quando vai in velocità.

--- Termina citazione ---
La mia impressione è che l'Hanon appartenga alla scuola didattica che se una cosa non è non dico divertente ma interessante, allora non è vero studio. In queste cose è simile a certe cose come il Beyer/Pozzoli, da cui sono state eliminati gli esercizi basati su melodie conosciute. Metodi più moderni hanno un approccio completamente diverso mettendo assieme studi di tecnica con l'armonia. Tanto per dire Microkosmos di Bartok o l'op. 39 di Kabalewsky. Dato che una delle poche cose che ho capito dello studio del pianoforte è che deve essere fatto con attenzione consapevole. Se si fanno gli esercizi meccanicamente i progressi sono nulli e ci si stufa rapidamente.

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