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Dinamica e segni dinamici

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AntonioFaggiano:
Ciao a tutti, ho iniziato da qualche mese a suonare con un maestro. Ho 25 anni e oltre agli esercizi che mi assegna lui (per ora beyer e scale) ogni tanto suono qualcosa di molto facile che ricorda gli esercizi (ad esempio brani dal cesi-marciano fascicolo 1). La mia domanda è:" se su un pezzo non ci sono segni di agogica devo suonare tutto piatto e allo stesso modo oppure ci può stare un po' di 'libertà' interpretativa o ancora in qualche modo si può risalire alla dinamica dal modo in cui è scritto lo spartito?" Grazie mille in anticipo  ;D

Pianoth:
Libertà interpretativa c'è sempre, anche nei brani in cui ci sono tante dinamiche indicate. Se ce ne sono poche, vuol dire principalmente che hai più libertà. Però fai attenzione: se per esempio vedi che all'inizio di un brano c'è "p", e poi a un certo punto c'è "f", è chiaro che se giochi troppo con le dinamiche prima di raggiungere il "f", raggiungendolo in anticipo, non è una cosa positiva. Piuttosto, lavora su piccoli crescendi/diminuendi all'interno delle stesse frasi, rimanendo generalmente nel contesto del "p".
A volte può dipendere anche dal contesto del brano, o dello specifico compositore, ad esempio Beethoven usava molto spesso il "subito piano", sapere queste cose aiuta a dare un'interpretazione dei brani più coerente, oltre che più fedele alla volontà del compositore.

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