0 Utenti e 2 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

dan79

Dilemmi di un povero principiante autodidatta
Marzo 26, 2020, 03:29:35 pm



Salve, sono un assoluto principiante che ha superato la quarantina ahimè e che ha deciso di imparare a suonare il pianoforte sperando che a questa età si riesca ancora a far uscire qualcosa di decente dai tasti. Da circa 2 mesi ho cominciato da autodidatta a studiare teoria con vario materiale dal web e da 25 giorni , da quando mi è arrivato il Roland fp30, ho cominciato ad affrontare il Beyer sempre da autodidatta seguendo gli spartiti ed in aggiunta anche le spiegazioni di un maestro in dei video su YouTube. Ad oggi sono arrivato all'esercizio n.21 senza tante complicazioni, anche se gli ultimi già per me cominciano ad essere molto impegnativi . La difficoltà maggiore è dovuta all'esecuzione con entrambe le mani e per questo vi chiedo cortesemente di rispondere a questi miei dilemmi:1). È normale avere già qualche difficoltà a questo punto del Beyer?2) Molti dicono di cominciare l'esecuzione degli esercizi con le mani separate e poi quando questi riescono bene e fluidi iniziare ad unire le mani . Io ho notato però su di me che questo tipo di approccio non mi porta nessun vantaggio cioè riesco a completare l'esercizio a mani separate abbastanza velocemente e senza errori e ripetendolo maniacalmente anche per tante volte eppure quando unisco le mani e come se diventasse un esercizio completamente nuovo e diverso . In poche parole mi porta più vantaggi l'approccio all' esercizio iniziandolo già con le mani unite anche se molto lentamente e con qualche intoppo . Volevo appunto sapere quale è l' approccio più consono .3) Infine volevo chiedervi se contemporaneamente al Beyer potevo iniziare pure con qualcos'altro oppure finire prima tutti i 101 esercizi e poi passare ad altro procedendo quindi con una certa gradualità.Grazie ancora sperando di ricevere tanti consigli





[/font][/url][/color]

*

sergiomusicale

Benvenuto!  riguardo all'età nessun problema, io ho iniziato molto dopo di te... e a qualche risultato mi sembra di esserci arrivato  ;) per lo studio a mani separate sono quasi del tuo stesso parere, vedi te come il tuo cervello ti guida, sempre con mo...olta pazienza, devi dare il tempo alle tue cellule di abituarsi  ;D ;D .. e non è facile. Riguardo al Beyer, non lo far diventare il tuo unico testo di riferimento, spazia, ci sono mille modi, e nel proseguio dello studio ne riparliamo. L'importante è trovare appagamento e stimolo in quel che fai, cosa che il Beyer non mi sembra proprio il massimo. Affiancaci qualche brano semplice, esistono molti brani classici semplificati che possono essere utili, e non tralasciare un pò di storia della musica ed una serie di ascolti mirati. Vedrai che in poco tempo comincerai ad avere ottimi risultati :D

Antonio27

Caro collega principiante autodidatta,
ho provato un certo disagio nel leggere le lamentele per avere iniziato a 40 anni.
Io, come molti dei miei conoscenti, abbiamo iniziato in una età ben più avanzata.
Un conto è diventare un pianista professionista, e allora già 12 anni sono troppi per iniziare.
Ma per un uso amatoriale senza pretese, con l'obbiettivo di suonare discretamente spartiti non troppo impegnativi, l'età di inizio non conta.


Comunque, tornando alla tua domanda, è verissimo quello che dici.
Anche quando si riesce a suonare discretamente con le due mani separate, nelle due diverse chiavi, il passaggio a due mani contemporaneamente è una barriera alta da superare.
Quando ho avuto ben chiaro il tempo che mi sarebbe occorso per suonare il pianoforte classico, essendo per me il pianoforte solo il secondo strumento, sono passato al pianoforte moderno.
In pratica suono la melodia con la destra, e con la sinistra suono l'armonia facendo gli accordi a tre dita.
Gli accordi in genere sono riportati negli spartiti in lettere, e cosi bypasso la chiave di basso.
I tempi di apprendimento e i risultati sono sorprendenti.
Molto meglio una discreta esecuzione con un metodo semplificato, che una pessima esecuzione con un metodo completo.
Tra l'altro ottenere dei risultati in tempi rapidi da soddisfazione e motivo di continuare (e quindi in futuro... chissà... anche riprovare il metodo classico e prendere lezioni).
Sono invece moltissimi, anche tra i giovani, quelli che dopo vari tentativi con il piano classico, rinunciano (le case sono piene di pianoforti elettrici inutilizzati).


 

dan79

Caro collega principiante autodidatta,
ho provato un certo disagio nel leggere le lamentele per avere iniziato a 40 anni.
Io, come molti dei miei conoscenti, abbiamo iniziato in una età ben più avanzata.
Un conto è diventare un pianista professionista, e allora già 12 anni sono troppi per iniziare.
Ma per un uso amatoriale senza pretese, con l'obbiettivo di suonare discretamente spartiti non troppo impegnativi, l'età di inizio non conta.


Comunque, tornando alla tua domanda, è verissimo quello che dici.
Anche quando si riesce a suonare discretamente con le due mani separate, nelle due diverse chiavi, il passaggio a due mani contemporaneamente è una barriera alta da superare.
Quando ho avuto ben chiaro il tempo che mi sarebbe occorso per suonare il pianoforte classico, essendo per me il pianoforte solo il secondo strumento, sono passato al pianoforte moderno.
In pratica suono la melodia con la destra, e con la sinistra suono l'armonia facendo gli accordi a tre dita.
Gli accordi in genere sono riportati negli spartiti in lettere, e cosi bypasso la chiave di basso.
I tempi di apprendimento e i risultati sono sorprendenti.
Molto meglio una discreta esecuzione con un metodo semplificato, che una pessima esecuzione con un metodo completo.
Tra l'altro ottenere dei risultati in tempi rapidi da soddisfazione e motivo di continuare (e quindi in futuro... chissà... anche riprovare il metodo classico e prendere lezioni).
Sono invece moltissimi, anche tra i giovani, quelli che dopo vari tentativi con il piano classico, rinunciano (le case sono piene di pianoforti elettrici inutilizzati).


Grazie Antonio per le tue considerazioni che secondo me sono giustissime , infatti sto cercando un corso per pianoforte moderno ( mi sembra che in questo sito c'è ne  sia uno ben strutturato):da affiancare agli esercizi del Beyer che sono di un noioso mortale. A me piace la musica classica ma non posso aspettare anni prima che esca qualcosa di decente dai tasti .

dan79

Benvenuto!  riguardo all'età nessun problema, io ho iniziato molto dopo di te... e a qualche risultato mi sembra di esserci arrivato  ;) per lo studio a mani separate sono quasi del tuo stesso parere, vedi te come il tuo cervello ti guida, sempre con mo...olta pazienza, devi dare il tempo alle tue cellule di abituarsi  ;D ;D .. e non è facile. Riguardo al Beyer, non lo far diventare il tuo unico testo di riferimento, spazia, ci sono mille modi, e nel proseguio dello studio ne riparliamo. L'importante è trovare appagamento e stimolo in quel che fai, cosa che il Beyer non mi sembra proprio il massimo. Affiancaci qualche brano semplice, esistono molti brani classici semplificati che possono essere utili, e non tralasciare un pò di storia della musica ed una serie di ascolti mirati. Vedrai che in poco tempo comincerai ad avere ottimi risultati :D


Grazie Sergio