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Stefano

Cervello questo sconosciuto.
Marzo 15, 2019, 08:44:25 am
Cari amici musicisti, rieccomi qui. Non ho un quesito particcolare, ma piuttosto una riflessione. I miei studi continuano tutti i giorni, una due tre ore al giorno.
Beyer, leggo gli esercizi da spartito e li suono nell'immediato, nei passaggi incerti li solfeggio anche se il mio solfeggio e' ancora ad un livello principiante.
Scale musicali; il Beyer le mette alla fine, ma io mi diverto a ricavarle, cercando di usare una diteggiatura standard in modo da sfruttare tutte le dita senza sprechi, pollice-mignolo e viceversa a secondo della mano utilizzata.
Tanta teoria; cerco di leggere di tutto, sulla teoria musicale, sul solfeggio, usando anche i tempi morti nelle pause di lavoro.
Poi ho scelto un brano che mi piace, e che studio senza grandi aspettative di intrepretazione; Il chiaro di luna di Bethoven; bellissimo. Pensate che da quando mi sto occupando di questo brano, ovunque vado mi capita di sentirlo casualmente, Un film, alla radio. Strane coincidenze?  boh.  E difficile, e non è proprio adatto al mio livello di principiante, e questo lo so, Pero' è un ottima palestra per fare esercizio sulle alterazioni di chiave, sui tagli addizionali, sulle terzine in quatto quarti con il metronomo che mi sgrida. Poi una ricerca su Bethoven, chi era, cosa faceva, perché a me i musicisti classici mi sono sempre stati antipatici. Spesso le loro raffigurazioni  nell'immaginario comune era il mezzo busto, con la parrucca, vestiti un un certo modo, quasi da anteporre un filtro di chi osserva. La musica, un brano e le emozioni che provi , la pelle d'oca che costantemente ho dall'inizio, non puoi rimanere passivo e non si puo' escludere chi la realizzata e donata agli altri. Ci sono dei passaggi del canto il sol rinforazato e La.. quel Sol La.. che a me fanno lo stesso effetto che ad alcuni fanno le campane tibetane. E bellissimo quel Sol La. Ma a me piace proprio il La, Chissa quanti brani ci sono dove viene suonato il LA :-)  Pensate che spesso quando arrivo al canto (nel Chiaro di luna) mi piace talmente tanto che cerco di intorlo con la voce, roba da manicomio.
Ho tante difficolta. Le mani, per esempio nelle scale hanno il passaggio del pollice sotto le dita (sopra è per livello hard) e il medio sotto diverso per ogni mano. Se mi concentro su una sola mano  e sperdando che l'altra non mi tradisca, sbaglio. Cerco di provare a ripetizione finche assumi quel moto perpetuo, ma appena ti dedichi ad una altra scala, sbaglio. Pero' se spengo tutte le luci, e concentro l'attenzione non sulle mani, ma sul suono prodotto, o su qualcosa d'altro, oppure se l'attenzione cade esattamente tra le due mani o in una posizione diversa da quelle delle mani non sbaglio piu'. E come se le mani avessero imparato da sole il loro compito e lo fanno egregiamente, si contraggono dove si devono contrarre,  per finire, con diteggiatura, le mani imparano da sole. Per esempio guando guidiamo un automobile, facciamo tutta una serie di azioni, anche complesse, in completa autonomia; mani, cambio, frizione, accelleratore, visuale, attenzione, e tutto questo moto sincronizzato non sequenziale, non ci sono costanti ma migliaia di variabili, e in tutto questo riusciamo pure ad ascoltare l'autoradio e parlare con l'amico. Qualcuno riesce pure a mandare sms con i pollicioni… ma io sconsiglio questa virtuosa pratica.
Quindi ritornando alle mie mani, la mia impostazione e un po questa. Mi siedo e penso che non sono ad un concerto, nessuno mi giudica, nemmeno io, non devo misurarmi con nessuno, devo suonare e cercare emozioni, spengo le luci e sposto l'attenzione ai suoni e alle immagini che producono e le dita , le mani sono compiacenti, non ho più fastidio sulla parte superiore, e se sbaglio amen.

grazie di avermi letto.

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guc

Re:Cervello questo sconosciuto.
Marzo 15, 2019, 09:01:16 am
Recentemente ho scoperto che chiudendo gli occhi alcuni passaggi mi riescono più facili. E' come se riuscissi ad entrare meglio in contatto con i miei polpastrelli e acuissi il senso del tatto (e dell'udito). Forse è per questo che ci sono musicisti non vedenti bravissimi o musicisti che anche se vedono non guardano neanche la tastiera (penso agli occhi alzati al cielo di Petrucciani mentre fa acrobazie musicali).
 
Un'altra rivelazione che ho avuto di recente è che l'ostacolo principale nel suonare prima ancora di essere tecnico è mentale. Certo, le dita lente non vanno da nessuna parte, ma molti passaggi difficili sono difficili perchè prima di tutto faccio fatica a "pensarli". Non riesco a seguire tutte le note, c'è qualche alterazione che non mi è chiara, faccio confusione con la diteggiatura, è un salto che mi richiede troppo tempo per pensarlo...
 
Anche le mie sono solo riflessioni...

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sergiomusicale

Re:Cervello questo sconosciuto.
Marzo 15, 2019, 09:27:32 am
Caro Stefano mi sembri proprio sulla buona strada! emozionarsi!!... il resto ... è noia, e non dico gioia  ;D ;D ;D; tutto nasce nella mente, il corpo poi segue, e senza distrazioni esterne (gli occhi chiusi) si riesce meglio ad apprezzarlo, ogni volta che mi siedo dinanzi alla tastiera, ad occhi chiusi, allargo le braccia a trovare i tasti estremi, poi cerco il do centrale, i do delle ottave sopra e sotto, comincio con le terze do-mi di tutte le ottave, un paio di arpeggi sull'accordo di do... e poi..do7+, qualche svisaturina sul II V I ... ed apro gli occhi, si comincia  ;) . Condivido tutto, compreso quanto dice guc! il "pensarli"  ::), se riesci a pensarli veramente bene sei già quasi arrivato alla meta  ;).