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arcatoto

Approccio alla Tecnica
Settembre 16, 2013, 12:35:37 am
Ciao a tutti,
Ho 24 anni e volevo approfittare della vostra competenza/esperienza per dubbi di fondo sulla tecnica pianistica.
Premetto che non ho mai studiato classica tranne in quest'ultimo anno e inoltre sto guardando molti video sulla tecnica e impostazione pianistica, e vedo che l'unico modo per imparare è che qualcuno giustamente ti corregga (anche millitricamente) la posizione e i movimenti della mano e pian piano interiorizzi (come ogni cosa).
Il quesito è: il mio maestro è un noto jazzista e da buon professionista aveva anche terminato i 10 anni in conservatorio (la tecnica nn gli manca); il lato jazzistico con lui procede molto bene, il lato tecnico ... pure,  ovviamente sto migliorando studiando bach e cramer, ma non dedichiamo tanto tempo sulle correzioni posturali, di impostazione del movimento e di intenzione e interpretazione del pezzo classico (attualmente 5 preludi e 5 del cramer) che alla fine penso sia quello a sviluppare la tecnica ed una buona mano. I brani classici me li fa studiare prima suonandoli staccati/appoggiati curando bene le note e poi suonarli normale e anche molto veloci, per sbloccare anche la velocita della mano, senza soffermarci tanto su come deve stare perfettamente sta benedetta postura. Io voglio imparare invece ad avere una buona mano ed esecuzione, senza grandi pretese (perchè l'ideale sarebbe 10 anni in conservatorio), ma quantomeno se un domani dovessi insegnare vorrei aver interiorizzato tutti quegli aspetti tecnici base che stanno dietro a qualsiasi strumento, pur consapevole che non mi permetterò di insegnare Chopin, perche il mio settore è un altro anche se dietro ci deve essere una buona tecnica (Franco d'Andrea so che ha studiato classica su autori contemporani, ma sinceramente non so se abbia effettuato il classico percorso accademico...non vorrei dire una bestemmia :)
Perdonate la domanda apparentemente un po vaga, cosa ne pensate a riguardo? Mi consigliate di andare comunque avanti in questa maniera (visto che i risultati comunque ci sono) oppure sarebbe meglio affiancare un altro insegnante col quale affrontare un discorso prettamente di tecnica pianista (sui brani e non) ... 
Credo che Un buon Professionista deve conoscere tutta la tecnica del proprio strumento e poi aver approfondito uno o piu linguaggi (classico, jazz, latin, e quant'altro) anche se so che in giro non ci sono tutti insegnanti cosi...
Sento di non essere pronto x insegnare neanche ai bambini fin quando non ho ben capito al 100% determinati aspetti tecnici

GRAZIE

*

Paola

Re:Approccio alla Tecnica
Settembre 17, 2013, 09:31:26 pm
Ciao forse ti posso dare le mie impressioni, in quanto studio piano jazz.

Inizio con Franco D'Andrea che non ha fatto il percorso accademico ed è un assoluto autodidatta.Ha una cultura musicale immensa. Me lo ha raccontato lui. E' prima che un pianista un polistrumentista che ha suonato moltissimi strumenti a fiato e che ha fatto ricorso al pianoforte per comprendere meglio l'armonia. Naturalmente è diventato uno dei nostri migliori jazzisti a livello internazionale e un artista meraviglioso. L'ho intervistato per Pianosolo poco tempo fa, se vuoi puoi vedere la video intervista a questo link:
http://www.pianosolo.it/intervista-franco-dandrea/

Passando al resto delle tue perplessità posso solo dirti che lo studio cambia in base a quello che vorrai suonare, in base alla tua attitudine. Ci sono molti pianisti classici fantastici che non saprebbero dove mettere le mani di fronte a un'esecuzione jazz, e viceversa molti pianisti jazz geniali che non saprebbero eseguire altrettanto bene un brano classico. Lo studio va forgiato sulla direzione artistica che intendi intraprendere. Monk, cosa che pochi sanno, aveva fatto studi classici e suonava Chopin, ma se avesse suonato Chopin nella vita forse sarebbe stato uno dei tanti che suonano la classica. Invece è stato ed è il genio Monk, perché ha indirizzato la sua ricerca musicale nella direzione che più gli si confaceva, in quella in cui sentiva di poter esprimere se stesso nel modo migliore.
Certamente un'impostazione classica aiuta, ma mentre in quel tipo di preparazione si lavora moltissimo su alcuni aspetti che sono ad esempio le dinamiche, nel jazz se ne privilegiano altre. Tecnicamente la classica ti può dare agilità e velocità anche nell'esecuzione dei soli jazz, ma se vuoi suonare jazz è chiaro che dovrai dedicare il tuo studio solo marginalmente a questi studi di tecnica classica e in via principale dedicarti invece alle metodologie didattiche più inerenti il jazz, come l'ascolto, lo studio dei pattern, la trascrizione, la memorizzazione, ecc...Se il tuo insegnante ha fatto un percorso classico prima di approdare al jazz credo che conosca molto bene le basi dell'impostazione e che tu ti debba fidare ciecamente del suo insegnamento. Perché questa idea fissa della postura? Hai mai visto le mani di Monk, o, per andare sul classico... vogliamo parlare della posizione di Glenn Gould al piano?
Io, se hai scelto un percorso jazzistico, procederei su quello e magari ambirei un domani a un insegnamento in quel settore musicale. Credo sia impossibile essere accurati nella generalità, meglio forse approfondire bene un genere.
Continua a farti la tecnica, che serve comunque, ma non le attribuire un ruolo primario. A volte è più difficile suonare una pausa di 100 note. :)

Fammi sapere ok? sono molto interessata all'argomento! :)

arcatoto

Re:Approccio alla Tecnica
Settembre 18, 2013, 05:14:21 pm
comincio col ringraziarti x tutto.
L'intervista di Franco è qualcosa di illuminante, conciso ma in 30 minuti dice tutto.

Ho sempre avuto in mente (in maniera molto grossolana) che la classica lavora sulle mani e il jazz lavora su te stesso (anche se so che nn è puramente cosi, non mi fraintendete) quindi il pianismo classico, oltre ad essere musicalmente magnifico, credo sia d'obbligo x tutti, nella misura in cui serve, come dicono in molti meglio Bach che l'Hanon, specialmente se uno (come me) vuole fare altro.

La mia fissazione per i fattore posturale,tecnico è influenzato anche dal mondo batteristico (dato che ho un amico con una grande conoscenza) esempio: Steve Smith come tantissimi altri Pro che non sto a citare, avevano già una carriera da professionisti di alto livello, ma sono cambiati radicalmente (il mio amico compreso) quando hanno conosciuto maestri che hanno riinsegnato tutto da zero correttamente a livello di impostazione, da come si tiene la bacchetta secondo un'impugnatura naturale, fino alla corretta meccanica dei movimenti ed è stato da quel momento che sono diventati quello che sono adesso (salvo casi come dejohnette che tecnicamente non ha questo tipo di "scuola", ma non puoi assolutamente dirli niente; l'unica cosa che uno si chiede: "pensa un po' se avesse studiato questa corretta impostazione tecnica, avrebbe avuto piu mezzi d'espressione...o forse no? booo)

Una volta che si conoscono certe cose, valutate "migliori" rispetto ad altre, non si puo non insegnarle, altro esempio: questo mio amico dopo piu di 10 di serio studio dello strumento, l'anno scorso, scegliendo un noto maestro latin-jazz di Milano, ha dovuto ricorreggere tutto passando 2 interi mesi sul pad, raramente sfiorando la batteria (ed era giá a buonissimi livelli)... La cosa che piu preoccupa è che, durante i passati anni ha sempre studiato con piu o meno grandi professionisti, i quali hanno insegnato come si insegna qua in Italia, ed è una delle grosse differenze tra la nostra didattica e la piu alta didattica americana...non a caso tutti i Big Italiani sono stati allievi di Lucchini che ben conosceva tutta la teoria del movimento naturale (buddy rich ne è l'esponente maggiore il quale però era autodidatta...delirio eheh)

Tutto questo discorso è assolutamente vero per ogni strumento (pianoforte compreso), quindi in un futuro potrò anche insegnare jazz con tutto ciò che c'è intorno, ma dato che ci esprimiamo con uno strumento, mi sembra anche giusto insegnare come dovrebbe essere suonato correttamente, poi ognuno prenderá la sua strada ovvio... è brutto insegnare (specialmente a bambini o novelli dello strumento) tecniche "sbagliate" o non del tutto corrette, solo che prima dovrò impadronirmene e interiorizzarle io, anche a livello teorico (cosa della quale non mi occupo al momento esplicitamente)

Questo è (quasi tutto) il mio pensiero sulla tecnica, ma invece di fare qualcosa di drastico, cercherò in qualche modo di affiancarla allo studio jazzistico, informandomi su metodi e rete

Forse ora sono stato piu chiaro...qualè il tuo pensiero ed esperienza a riguardo?
Grazie

silvie

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 16, 2013, 11:59:24 pm
Ciao a tutti,
Ho 24 anni e volevo approfittare della vostra competenza/esperienza per dubbi di fondo sulla tecnica pianistica.
Premetto che non ho mai studiato classica tranne in quest'ultimo anno e inoltre sto guardando molti video sulla tecnica e impostazione pianistica, e vedo che l'unico modo per imparare è che qualcuno giustamente ti corregga (anche millitricamente) la posizione e i movimenti della mano e pian piano interiorizzi (come ogni cosa).
Il quesito è: il mio maestro è un noto jazzista e da buon professionista aveva anche terminato i 10 anni in conservatorio (la tecnica nn gli manca); il lato jazzistico con lui procede molto bene, il lato tecnico ... pure,  ovviamente sto migliorando studiando bach e cramer, ma non dedichiamo tanto tempo sulle correzioni posturali, di impostazione del movimento e di intenzione e interpretazione del pezzo classico (attualmente 5 preludi e 5 del cramer) che alla fine penso sia quello a sviluppare la tecnica ed una buona mano. I brani classici me li fa studiare prima suonandoli staccati/appoggiati curando bene le note e poi suonarli normale e anche molto veloci, per sbloccare anche la velocita della mano, senza soffermarci tanto su come deve stare perfettamente sta benedetta postura. Io voglio imparare invece ad avere una buona mano ed esecuzione, senza grandi pretese (perchè l'ideale sarebbe 10 anni in conservatorio), ma quantomeno se un domani dovessi insegnare vorrei aver interiorizzato tutti quegli aspetti tecnici base che stanno dietro a qualsiasi strumento, pur consapevole che non mi permetterò di insegnare Chopin, perche il mio settore è un altro anche se dietro ci deve essere una buona tecnica (Franco d'Andrea so che ha studiato classica su autori contemporani, ma sinceramente non so se abbia effettuato il classico percorso accademico...non vorrei dire una bestemmia :)
Perdonate la domanda apparentemente un po vaga, cosa ne pensate a riguardo? Mi consigliate di andare comunque avanti in questa maniera (visto che i risultati comunque ci sono) oppure sarebbe meglio affiancare un altro insegnante col quale affrontare un discorso prettamente di tecnica pianista (sui brani e non) ... 
Credo che Un buon Professionista deve conoscere tutta la tecnica del proprio strumento e poi aver approfondito uno o piu linguaggi (classico, jazz, latin, e quant'altro) anche se so che in giro non ci sono tutti insegnanti cosi...
Sento di non essere pronto x insegnare neanche ai bambini fin quando non ho ben capito al 100% determinati aspetti tecnici

GRAZIE

Ciao Arcatoto, hai provato a dare un'occhiata ad alcuni video su youtube di un tizio che parla di biotecnica pianistica? è ancora all'inizio ma a quanto dice fin'ora mi pare interessante!

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Paola

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 19, 2013, 11:43:17 am
Ti riassumerò in sintesi il mio pensiero. A mio modesto parere non esiste un metodo universalmente valido.
Il didatta è stato a sua volta allievo e non a caso si parla di scuole pianistiche, proprio perché il metodo seguito può variare sensibilmente da insegnante a insegnante.
Quando tu parli di correttezza in realtà usi secondo me un termine relativo, nel senso che ciò che è corretto per un didatta può non esserlo per un altro.
L'allievo deve saper trovare in primo luogo un insegnante in cui ripone totale e assoluta fiducia e nel corso del proprio percorso di studi è del tutto naturale rivolgersi anche ad altri, con un pensiero totalmente diverso. Alcuni pianisti anzi cercano di proposito di aumentare la propria preparazione conoscendo cose nuove, nuovi metodi.
L'importante è individuare un proprio personale approccio allo strumento, riuscire a sintetizzare i vari e differenti insegnamenti in un modus operandi pianistico che sia soggettivamente efficace e che valorizzi le capacità individuali.

silvie

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 20, 2013, 12:02:12 pm
Ti riassumerò in sintesi il mio pensiero. A mio modesto parere non esiste un metodo universalmente valido.
Il didatta è stato a sua volta allievo e non a caso si parla di scuole pianistiche, proprio perché il metodo seguito può variare sensibilmente da insegnante a insegnante.
Quando tu parli di correttezza in realtà usi secondo me un termine relativo, nel senso che ciò che è corretto per un didatta può non esserlo per un altro.
L'allievo deve saper trovare in primo luogo un insegnante in cui ripone totale e assoluta fiducia e nel corso del proprio percorso di studi è del tutto naturale rivolgersi anche ad altri, con un pensiero totalmente diverso. Alcuni pianisti anzi cercano di proposito di aumentare la propria preparazione conoscendo cose nuove, nuovi metodi.
L'importante è individuare un proprio personale approccio allo strumento, riuscire a sintetizzare i vari e differenti insegnamenti in un modus operandi pianistico che sia soggettivamente efficace e che valorizzi le capacità individuali.
Mi è capitato di sentire il detto "Non esistono bravi maestri, esistono solo bravi allievi"... e ritengo che in parte sia vero, ma in parte no! Un didatta insegna diversamente dall'altro nella misura in cui ogni persona è diversa dall'altra, il che non vuol dire necessariamente che uno insegni meglio dell'altro, ma non possiamo nemmeno dire che ovunque si vada va bene perchè comunque è un bagaglio di esperienza in più che riceviamo! Quante volte ho incontrato studenti con grossi problemi, quasi cronici, alle braccia, che nulla facevano per cambiare insegnante? Poi trovo che ciò che dici, Paola, sia verissimo quando si parla di musica. E' sempre interessante sentire più opinioni, e scegliere la propria, anche attraverso lo scarto di alcune di esse; ma quando si parla di corpo umano credo si debba stare più attenti! Se un insegnante predica lo studio dell'Hanon con dei pesetti da applicare sulle braccia per rinforzare non si sa che (e ce ne sono),  è un insegnante cane! punto!

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Paola

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 20, 2013, 08:52:49 pm
Non credo che qui il fulcro sia la bravura dell'insegnante, ma il metodo. Io parto sempre dal presupposto che l'insegnante sia referenziato, ovvero abbia le corrette competenze per insegnare e dunque non crei disagio o danno nell'allievo.
Ritengo però che, come ho già detto, non esiste un metodo universalmente valido e che il rapporto fra allievo e didatta non si basi tanto sul metodo quanto su un rapporto fiduciario e su quanto l'allievo riesca a progredire con quel didatta.

Ti faccio un esempio: io posso andare dall'insegnante universalmente riconosciuto da tutti come il migliore al mondo e non imparare nulla, ma posso altresì invece andare da uno meno noto e che usa magari un metodo diverso con cui riesco a imparare più cose perché meglio si adatta alla mia sensibilità, alla mia capacità di apprendimento.

A monte di tutto ciò devo premettere che non sono una fan del tecnicismo e della postura. Se guardo Glenn Gould che suona trovo che abbia avuto una postura orrenda eppure la sua musica per me è grandiosa, così come nel jazz Keith Jarrett, o ancora Thelonius Monk, che suonava con le dita distese tipo schiacciando degli insetti eppure suonava benissimo ed era un fine esecutore, da jazzista, persino di Chopin.
Credo che questi artisti abbiano magari avuto ottimi insegnanti, ma che degli insegnamenti ricevuti abbiano fatto proprio quello in cui si riconoscevano e abbiano scartato ciò che non avrebbe valorizzato la loro arte, il loro personale modo di suonare.
Insomma non sono assolutista perché ritengo che ci sia una forte dose di relativismo persino nei metodi più quotati.

Un famoso pianista di fama internazionale, autore di una saggistica specifica sull'argomento metodo, ha di recente pubblicato un libro in cui spiega come sviluppare un sistema sicuro per non incorrere in errori durante l'esecuzione, per memorizzare i brani e concentrarsi al punto giusto. Un metodo durissimo! Alla domanda se lui applicasse quel metodo in maniera integrale la risposta è stata "No". Lo applica in primis in modo relativo, dato che se seguisse per ogni brano da studiare quel metodo forse oggi avrebbe solo 3 brani in repertorio!
Questo significa che il metodo spiega come va fatto per avere un risultato ottimo, perfetto, ma che deragliando dalla regola spesso si può ottenere un risultato differente, non peggiore, solo diverso.

silvie

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 20, 2013, 09:50:17 pm
In questo sono assolutamente d'accordo! però ecco, stiamo parlando più di musica, che di mezzi per arrivare alla musica! Non darei però troppo per scontato quindi anche lo step precedente, quello in cui si fa fatica ad esprimere un buon talento musicale, pur avendocelo! Non tutti hanno le intuizioni di Jarret o Gould, ma molti hanno comunque una grande sensibilità musicale, e meritano di poterla esprimere!

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Lapushka

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 20, 2013, 10:03:26 pm
Un famoso pianista di fama internazionale, autore di una saggistica specifica sull'argomento metodo, ha di recente pubblicato un libro in cui spiega come sviluppare un sistema sicuro per non incorrere in errori durante l'esecuzione, per memorizzare i brani e concentrarsi al punto giusto. Un metodo durissimo!

Ciao, Paola :)
chi sarebbe questo pianista? grazie in anticipo ^__*

silvie

Re:Approccio alla Tecnica
Ottobre 20, 2013, 10:35:42 pm
si, sono curiosa anch'io! :)