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Salve a tutti.

Mi scuso in anticipo se sarò prolisso e abuso della vostra pazienza.

Mi chiamo Vincenzo e vivo ad Andria (BT).
 
Mio figlio di appena 6 anni compiuti sta terminando il suo primo corso di propedeutica.
Molto probabilmente sceglierà pianoforte. Se la scelta sarà confermata ne sarò molto felice
in quanto anche io ho intenzione, nonostante la mia età, di riprendere ciò che ho abbanonato da piccolo.

Per tali ragioni ho intenzione di acquistare un pianoforte digitale con un intorno di spesa di +/- 1100,00 euro.

Avrei selezionato i seguenti prodotti:

YAMAHA: ARIUS YDP 163; CLAVINOVA CLP 625;
KAWAI:     KDP 110; CN27;

Nella mia città e nei dintorni non ci sono negozi all'altezza, per provarli ed ascoltarli. Devo spostarmi a Bari. Ma anche andando a Bari ad esempio i pianoforti KAWAI digitali non sono in esposizione. Forse se sono fortunato trovo qualche YAMAHA.

Mi sono letto tutti i post del forum pianosolo e non solo ed il consiglio è sempre quello provarli ed ascoltarli.
Ma per chi non vive a Milano o a Roma è difficile.
Ad oggi ho avuto il piacere di provare ed ascoltare un Casio Celviano AP 270 ed un YAMAHA ARIUS YDP 163.
In tutti i modi sto preferendo YAMAHA o KAWAI (per fama).

Per tali ragioni mi trovo qui a scrivervi ed a chiedervi alcuni chiarimenti e consigli per rendere la scelta più semplice.

1) Ho letto che la meccanica YAMAHA è più pesante della meccanica KAWAI. Ciò può influire positivamente o negativamente su di un bambino di 6 anni?

2) Quanto è importante la polifonia? Ad esempio il KAWAI CN27 ha polifonia 192 lo YAMAHA CLP 625 ha polifonia 256. Dovendo oggi fare quell'investimento i numeri mi fanno preferire YAMAHA.

3) Qualcuno dice che con il YAMAHA CLP 625 la figlia non riesce ad accordare il violino. Il suono è squillante.

4) In tuta onestà anche se dovessi riuscire io ad ascoltarli, non avendo alcuna esperienza, non riuscirei a cogliere le differenze. Mi sto affidando alle dimostrazioni che trovo su youtube. Ma vorrei una vostra opinione.

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In tutti i modi sto preferendo YAMAHA o KAWAI (per fama).
1) Ho letto che la meccanica YAMAHA è più pesante della meccanica KAWAI. Ciò può influire positivamente o negativamente su di un bambino di 6 anni?
Quale meccanica? Entrambi i produttori utilizzano diversi tipi di meccanica, per cui a seconda dei modelli può essere più o meno pesante.
Inoltre io non disdegnerei Roland, Korg, Casio e gli italiani Viscount ed Orla come scelta.

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2) Quanto è importante la polifonia? Ad esempio il KAWAI CN27 ha polifonia 192 lo YAMAHA CLP 625 ha polifonia 256. Dovendo oggi fare quell'investimento i numeri mi fanno preferire YAMAHA.
La polifonia è importante, ma ci sono altre cose da valutare, ad esempio se ha MIDI IN/OUT, se ha le USB MIDI HOST TO DEVICE (per salvare e caricare i midi o l'audio) o DEVICE TO HOST (per collegardi ad un PC, se la meccanica è a due o tre sensori (o doppi scappamento per riprendere la terminologia dei piani acustici).
Ma se vogliamo parlare di qualità sonora più che la polifonia in sé, bisogna valutare il motore di sintesi...
Alla fine però provare dal vivo è importante.
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4) In tuta onestà anche se dovessi riuscire io ad ascoltarli, non avendo alcuna esperienza, non riuscirei a cogliere le differenze. Mi sto affidando alle dimostrazioni che trovo su youtube. Ma vorrei una vostra opinione.
Il problema è che ognuno ha la sua opinione - quelle presentate sono tutte scelte ragionevoli. Ripeto, grazie a Google Maps ho visto che ad Andria c'è un negozio di strumenti musicali, ma anche a Barletta ed a Corato ci son negozi di strumenti musicali, eventualmente proverei afare un giro lì per farsi un idea.

Grazie per avermi risposto.

Cerco di essere più chiaro.

Riguardo la meccanica.
Dovendo far utilizzare lo strumento ad un bimbo di 6 anni mi chiedevo:
una meccanica pesante può stancare il bambino e quindi è meglio orientarsi verso una meccanica meno pesante? (Proprio del clavinova clp 625 in più recensioni ho trovato scritto che la meccanica è più stancante)

Non sono un pianista. Sono un informatico di tecnologia me ne intendo. La comprendo.
In tutti i modi del midi, di altre situazioni tecnologiche, di avere tanti suoni diversi, pattern ritmici sinceramente non sono interessato. Voglio che sia un buon pianoforte da studio.
Che imiti al meglio un pianoforte acustico verticale. Che abbia dei buoni campioni di pianoforte.
La polifonia so cos'è. Ma la mia domanda è: è davvero così importante che sia 256 anziché 192?
I pianoforti che ho elencato sono tutti con meccanica a 3 sensori di cui solo il clavinova clp 625 ha una polifonia da 256 mentre gli altri da 192.
Io principiante posso restare sulle 192 note o comunque meglio puntare a 256 note?
Se per esempio optassi per un kawai per una polifonia da 256 note devo spostare l'attenzione sul modello cn37. Ma ciò significherebbe superare di gran lunga il budget.

Riguardo l'ultimo punto
Conosco molto bene il mio territorio. Il problema non è la mancanza di negozi di strumenti musicali. La questione è la mancanza di pianoforti in esposizione da provare. Solo per farti un esempio un negoziante di un negozio di una delle città che hai elencato, mi ha detto: la settimana prossima mi arriva il seguente modello. Io gli ho risposto ah ok ci rivediamo così me lo fai provare. Mi ha frenato dicendomi che non poteva aprirlo avrebbe perso valore. Ha aggiunto che solo grandi negozi, che hanno accordi con i grandi brand, perché ne acquistano tanti, possono farteli provare. A Bari forse riesco a provare i Yamaha. Ma di Kawai neanche l'ombra.

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c64

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Non sono un pianista. Sono un informatico di tecnologia me ne intendo. La comprendo.
Anche io sono un informatico.
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In tutti i modi del midi, di altre situazioni tecnologiche, di avere tanti suoni diversi, pattern ritmici sinceramente non sono interessato. Voglio che sia un buon pianoforte da studio.
Io ho un Casio PX-5S che lo puoi usare come ottimo stage piano, come ottimo pianoforte da studio con delle buone cuffie, ma lo puoi anche usare come sintetizzatore.
Io l'ho comprato per la tastiera, che mi è piaciuta molto di più di quelle yamaha entry level e per il suono di pianoforte con il motore di sintesi AiR. Però ha anche il motore di sintesi Hex layer ed il motore di sitesi drum-tone.
Il fatto di avere un midi ed un sequencer interno od esterno permette di suonare un brano e riascoltarsi, cosa molto utile per capire dove si sta sbagliando. La registrazione la puoi fare di solito come MIDI o come audio.
Detto questo, credo che il PX-5S non sia molto adatto al tuo caso, ma se volessi prendere un pianofotre digitale a mobile io prenderei ad esempio il Celviano AP 650 (e sarei nel tuo budget) che ha lo stesso motore di sintesi AiR e la stessa tastiera
https://www.thomann.de/it/casio_ap_650_mbk_celviano.htm
Oppure un PX-360 e mobiletto con pedialiera
https://www.thomann.de/it/casio_px_360_mbk_privia.htm
https://www.thomann.de/it/casio_cs67_pbk.htm?ref=prod_rel_368393_3
https://www.thomann.de/it/casio_sp_33_sustain_pedal.htm?ref=prod_rel_234924_0
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Che imiti al meglio un pianoforte acustico verticale. Che abbia dei buoni campioni di pianoforte.
Ti devo dire... io ho sentito dei pianoforti digitali Yamaha, accanto a Roland e Casio, alla fine mi è personalmente piaciuto di più il suono Casio ed anche la risposta del tasto. O meglio, l RD2000 Roland mi è piacito più di tutti, ma era un po' costoso.

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La polifonia so cos'è. Ma la mia domanda è: è davvero così importante che sia 256 anziché 192?
I pianoforti che ho elencato sono tutti con meccanica a 3 sensori di cui solo il clavinova clp 625 ha una polifonia da 256 mentre gli altri da 192.
Io principiante posso restare sulle 192 note o comunque meglio puntare a 256 note?
Se per esempio optassi per un kawai per una polifonia da 256 note devo spostare l'attenzione sul modello cn37. Ma ciò significherebbe superare di gran lunga il budget.
Io non mi fisserei più di tanto sul livello di polifonia, è vero che una nota potrebbe essere composta da più toni ma tra 192 e 256 credo ci siano poche differenze. Quello che conta di più è l'algoritmo di sintesi e di come sono usati i campioni.
Poi credo di importante avere a bordo un registratore/sequencer appunto per registrare le performance.

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Conosco molto bene il mio territorio. Il problema non è la mancanza di negozi di strumenti musicali. La questione è la mancanza di pianoforti in esposizione da provare. Solo per farti un esempio un negoziante di un negozio di una delle città che hai elencato, mi ha detto: la settimana prossima mi arriva il seguente modello. Io gli ho risposto ah ok ci rivediamo così me lo fai provare. Mi ha frenato dicendomi che non poteva aprirlo avrebbe perso valore. Ha aggiunto che solo grandi negozi, che hanno accordi con i grandi brand, perché ne acquistano tanti, possono farteli provare. A Bari forse riesco a provare i Yamaha. Ma di Kawai neanche l'ombra.

Vabbè - direi che quel negoziante non ha intenzione di vendere! O meglio per qualche motivo quel pianoforte digitale era già ordinato.
A Torino c'è Scavino che è decisamente grande, ma ad esempio Chenna è un negozio interno cortile di 250 mq ed ha pianoforti in esposizione. Anche acustici. Allo stesso modo Music'Shop in corso Potenza, Ma anche in paesini come Sant'Ambrogio di Susa o Quincinetto qualcosa mettono in esposizione. Del resto io non comprerei mai un pianoforte acustico senza provare quel pianoforte, come fanno i  venditori di pianoforti acustici?




Grazie ancora della risposta e dei preziosi consigli.

Volevo solo aggiungere che ho selezionato quei pianoforti per una questione estetica di arredamento.
Il pianoforte digitale rimarrà a casa per cui ho scartato i portable (la moglie detta legge).

Dell'elenco che mi hai fatto mi hanno incuriosito molto i Casio Celviano:
della serie ho dato un'occhiata ai modelli AP 270 e AP 470 che rientrano nel mio badget.

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c64

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Il pianoforte digitale rimarrà a casa per cui ho scartato i portable (la moglie detta legge).
Tieni conto che se compri la base originale con la sua pedaliera il risultato estetico è buono. Lo stage piano viene avvitato alla base e quindi diventa 'fisso'.
La differenza è che il piano portatile ha di solito altoparlanti più piccoli rispetto a quelli con il mobiletto.

Citazione
della serie ho dato un'occhiata ai modelli AP 270 e AP 470 che rientrano nel mio badget.
Potrebbero essere ok. Io dato che sono nello stretto invece avevo bisogno di una cosa spostabile con facilità quindi mi sono informato molto di più sugli stage.
Poi chiaramente serve anche un panchettino regolabile: la scuola di pensiero che va per la maggiore è quello rettangolare, ma anche quello rotondo non è una cattiva idea, peso che anzi sia più facile da regolare per un bambino di sei anni: basta girare la seduta.


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sergiomusicale

Sconsiglio il panchetto tondo, ho tutti e due i tipi (anzi di panchetti tondi ne ho due),  e come stabilità non ci sono confronti, al momento dello spostamento laterale sei più in difficoltà  :( , ma anche quando sei centrale la seduta è peggiore, almeno per me che ho qualche anno più di 6  ;D ;D ;D.

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guc

Dipende dale... dimensioni retrostanti... ;)

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sergiomusicale

Uno dei pochi casi della vita in cui avere tanto c--o non aiuta  ;D ;D ;D