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LuxMax

Pianoforti ibridi
Aprile 10, 2018, 11:13:11 am
Ed eccomi qui, a parlare di pianoforti ibridi, la mia passione.

Adoro queste innovazioni nella tecnica, che abbinano una meccanica classica ai più recenti ritrovati informatici ed elettronici.

Ne posseggo uno dal 1999, un Bachmann RPT114 che monta la meccanica di un verticale ma senza le corde.

Ora vorrei fare un salto verso un modello che monti la meccanica di un coda.

Le scelte ci sono eccome, yamaha, kawai, casio da quello che so.
Ovviamente il verdetto va sempre lasciato alla prova sul campo, e per questo andrò quanto prima presso un negozio per provare.

Non capisco bene la suddivisione dei modelli però.
Parlando del Kawai, la serie CS e CA si differenzia solo per la forma del mobile?
Montano la stessa meccanica GFII e variano per qualche suono in più o in meno e un qualche W di potenza... ma all'atto pratico cosa cambia?

Stessa cosa parlando del Casio e del Yamaha...
A parte scegliere quello che si sente meglio sotto le dita, ci sono altre valutazioni da fare?

Per esempio, una cosa che a me piace molto del mio attuale è che entrando nella stanza non verrebbe da pensare che non si tratti di un pianoforte acustico a tutti gli effetti, mentre con uno di questi citati l'impatto estetico è evidente.

LuxMax

Re:Pianoforti ibridi
Aprile 15, 2018, 10:18:54 pm
Aggiungo una risposta qui per non aprire un topic sullo stesso argomento.

Questo sabato sono andato a provare alcuni pianoforti ibridi, in particolare ho provato i Kawai CS11, CS8, CA98 e il Casio GP 300.

Prima di tutto è doveroso premettere che le mie sono opinioni basate su gusti personali e la mia esperienza pianistica non è ai livelli di altri utenti di questo forum.

In breve i pianoforti in questione mi sono piaciuti.
Per quanto riguarda il Kawai CS11 è stato per me quello migliore della giornata, unico appunto a Kawai riguarda il mobile, avendo riprodotto le forme di un verticale lo avrei dotato di 10-15 cm in più di altezza per dare un impatto ancora più reale.
Per il resto la meccanica, i tasti e il suono li ho trovati tutti convincenti, in particolare mi è piaciuta la diffusione a cassa armonica.
La cura dei dettagli in questo modello è molto elevata, tanto che anche la tastiera di selezione è dotata di un coperchietto che la nasconde rendendo l'impatto ancora più tradizionale.

Il Kawai CS8 prende la stessa meccanica, tasti e suoni del fratello maggiore, avvalendosi di un sistema di diffusione che anche se meno innovativo non delude in quanto a sonorità.
 Il mobile è meno tradizionale, ma comunque gradevole all'aspetto.
Con questo modello manca l'intenzione di confondersi con un acustico, è infatti evidente dal primo sguardo che abbiamo di fronte un pianoforte digitale.

Il Kawai CA98, nonostante erediti la stessa meccanica degli altri due, e sia un modello più evoluto è quello che mi è piaciuto meno.
L'interfaccia touchscreen l'ho trovata meno piacevole dei tasti di vecchia concezione.
Il tocco, anche se dovrebbe essere equivalente agli altri due, l'ho trovato meno piacevole sotto le dita.
Forse si è trattato solo di suggestione dovuta agli sgabelli scomodissimi e lo spazio angusto.

Infine il Casio GP-300, il più piccolo della serie Celviano dotato di una vera meccanica di un pianoforte a coda, con tanto di martelletti e feltrini.
La meccanica è stata convincente, ma i tasti li ho trovati al tocco meno rifiniti dei Kawai, mi hanno dato una sensazione più "finta".
Anche il suono mi è sembrato meno avvolgente degli altri, ma anche qui probabilmente con un minimo di ritocco delle impostazioni si può giungere agli stessi risultati.

In definitiva, sono tutti modelli che suonerei volentieri.
In tutti i campionamenti e i modelli sonori sono molto raffinati, riproducendo anche le armoniche e le risonanze tra le corde non smorzate.
Ora sto pensando di far valutare il mio attuale pianoforte, e se riesco vorrei mettermi in casa un Kawai CS11.

Un piccolo dubbio che mi è rimasto riguarda il volume, il mio vetusto pianoforte del 1998 possiede una tacca molto evidente posta a metà tra il minimo e il massimo che rappresenta IL volume di riferimento, cioè il volume che avrebbe il pianoforte se fosse un acustico.
In nessuno dei modelli provati ho trovato questa tacca o questa impostazione, il venditore mi ha detto che il volume di riferimento è direttamente il MAX. In effetti non credo di aver mai avuto necessità di andare oltre alla tacca di mezzo del mio pianoforte e avrebbe anche senso credo...

LuxMax

Re:Pianoforti ibridi
Aprile 23, 2018, 11:03:37 am
Mi auto-rispondo di nuovo per aggiungere al calderone i famosi ibridi Yamaha.
In particolare la mia curiosità va al modello NU1X, ibrido con meccanica del verticale.

Ho letto diverse cose ma non ho ancora avuto modo di mettere le mani su alcuno dei modelli Avantgrand, purtroppo.
Inizialmente mi è parsa strana l'idea di realizzare al giorno d'oggi un ibrido con meccanica verticale.
Non avendo il vincolo delle corde perché non optare sulla meccanica del coda? Le dimensioni rimangono comunque contenute.
Sulla carta comunque questo NU1X mi è sembrato superiore ai fratelli N1 e N2, e comparabile al N3X, meccanica a parte.
Mi riferisco in particolare al campionamento, numero di suoni, funzionalità aggiuntive.
Unico neo forse i tasti in resina acrilica e non in Ivorite.

Sicuramente qualcuno di voi ha avuto modo di provarli.
Rispetto a Kawai e Casio siamo ad un livello di prezzo decisamente superiore, ma la differenza è altrettanto netta anche sulle caratteristiche?
Rispetto ad un U3 con sistema Silent (SH o SH2) siamo sulla stessa fascia di prezzo e con lo stesso tipo di meccanica.
Vale la pena?

Per quanto riguarda l'aspetto esteriore, che conta fin lì ma comunque ha la sua parte, il NU1 mi piace più dei suoi fratelli.
La mia personale classifica estetica vede NU1X, N3X, N1, N2.
Ultima modifica: Aprile 23, 2018, 11:09:56 am da LuxMax