Sondaggio

Qual'è la marca del tuo pinaoforte?

BOSTON
BURGER & JACOBY
ESSEX
FARFISA
FURSTEIN
H.J.BERNSTEIN
HEILMANN
HERMANN
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KAWAI
KREUTZBACH JULIUS
KREUTZER
KREUTZER PIANO CO
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Tarita Ya1

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Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 08, 2012, 04:53:10 pm
yamaha A1 .... a me personalmente piace da morire..anche se credo che la cosa sia soggettiva.. cmq yamaha è una delle marche che preferisco!

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 09, 2012, 12:43:44 pm
Non saprei, di certo la yamaha, è una delle marche più influenti sul mercato (come si può vedere anche dal sondaggio :D ), ma personalmente, oltre alla Burger & Jacoby (che è il mio pianoforte) che mi hanno detto che è rivale della Petrof, io preferisco gli Stenwey & Sons.
Prima del Burger & Jacoby, avevo un Yamaha verticale, adesso non vorrei fare una critica, magari era uno dei modelli peggiori, ma preferisco di gran lunga il mio nuovo pianoforte.
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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Carm

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 09, 2012, 12:55:24 pm
Come diceva non ricordo chi, la musica è la voce dell'anima. E ogni pianoforte ha la sua voce, quindi ognuno di noi quando va in negozio e prova degli strumenti per l'acquisto alla fine opta per quello che sente più "suo", che meglio si "armonizza" con la sua personalità.
Io dopo aver provato un Bosendorfer 185 ormai sono stregato dal suo suono. Purtroppo però non posso (ancora) permettermelo, sia per questione di spazio che per una questione meramente economica.

Quindi è ovvio che il tuo A1 ti faccia impazzire, e che il Burger&Jacoby di Loryea sia più bello del suo vecchio Yamaha .)
"L'arte musicale è godimento sublime per chi l'ascolta, e al tempo stesso, tormento perenne per chi la produce"

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 09, 2012, 01:02:38 pm
Così come l'hai detto, sembra che ormai saremo legati per sempre ai nostri pianoforti...
Anch'io prima o poi voglio un mezzacoda.
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

*

Tarita Ya1

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Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 09, 2012, 10:56:43 pm
Come diceva non ricordo chi, la musica è la voce dell'anima. E ogni pianoforte ha la sua voce, quindi ognuno di noi quando va in negozio e prova degli strumenti per l'acquisto alla fine opta per quello che sente più "suo", che meglio si "armonizza" con la sua personalità.
Io dopo aver provato un Bosendorfer 185 ormai sono stregato dal suo suono. Purtroppo però non posso (ancora) permettermelo, sia per questione di spazio che per una questione meramente economica.

Quindi è ovvio che il tuo A1 ti faccia impazzire, e che il Burger&Jacoby di Loryea sia più bello del suo vecchio Yamaha .)
pienamente d'accordo.. ognuno s'innamora della voce d'un pianoforte a seconda della propria anima..
e comunque secondo me si crea davvero una specie di legame..io penso che se dovessi vendere il mio codino (per ragioni che, ovviamente, vanno oltre la mia volontà) mi scenderebbe tranquillamente una lacrima.. si crea quel legame con quel pianoforte, precisamente quello, che permette solo a "lui" di darti certe emozioni... sempre secondo me..

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 13, 2012, 12:43:45 pm
Come diceva non ricordo chi, la musica è la voce dell'anima. E ogni pianoforte ha la sua voce, quindi ognuno di noi quando va in negozio e prova degli strumenti per l'acquisto alla fine opta per quello che sente più "suo", che meglio si "armonizza" con la sua personalità.
Io dopo aver provato un Bosendorfer 185 ormai sono stregato dal suo suono. Purtroppo però non posso (ancora) permettermelo, sia per questione di spazio che per una questione meramente economica.

Quindi è ovvio che il tuo A1 ti faccia impazzire, e che il Burger&Jacoby di Loryea sia più bello del suo vecchio Yamaha .)
pienamente d'accordo.. ognuno s'innamora della voce d'un pianoforte a seconda della propria anima..
e comunque secondo me si crea davvero una specie di legame..io penso che se dovessi vendere il mio codino (per ragioni che, ovviamente, vanno oltre la mia volontà) mi scenderebbe tranquillamente una lacrima.. si crea quel legame con quel pianoforte, precisamente quello, che permette solo a "lui" di darti certe emozioni... sempre secondo me..

Beh, questo è vero, ma perchè non legare con più di un pianoforte se possibile? ;)
Anch'io prima o poi vorrei un piano a coda... ma sempre conservando il mio amato Burger&Jacoby. :)
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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milonga

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 20, 2012, 03:09:40 pm
Dear Giulio...perchè pazzo chi ha un Fazioli?? L'ho ascoltato al concorso Chopin( solo in streaming purtroppo......) mi sembra straordinario! Una bella descrizione della produzione viene fatta anche su di un libro di una giornalista statunitense.....Per quello che mi riguarda ....voto per il mio Petrof, mezza coda, anzianello è vero, ma il fascino dei tasti d'avorio il suono dolcissimo non hanno paragoni!!! Ho anche un pianoforte digititale che però proprio non riesco più ad usare...non c'è verso, ci appoggio le dita e mi passa la poesia!! Riguardo al fatto che Petrof ha una meccanica più dura credo che ciò riguardi i verticali....Ho provato sabato scorso qeullo del mio maestro, ma ci vogliono veramente le dita d'acciaio!!!.... ;D

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gpiano

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 20, 2012, 03:44:38 pm
Dear Giulio...perchè pazzo chi ha un Fazioli?? L'ho ascoltato al concorso Chopin( solo in streaming purtroppo......) mi sembra straordinario! Una bella descrizione della produzione viene fatta anche su di un libro di una giornalista statunitense.....

Penso che Giulio abbia usato quel termine (pazzo) perché i Fazoli costano moltissimo!
"Dove le parole finiscono, inizia la musica" - Heinrich Heine

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 23, 2012, 10:36:26 am
Dear Giulio...perchè pazzo chi ha un Fazioli?? L'ho ascoltato al concorso Chopin( solo in streaming purtroppo......) mi sembra straordinario! Una bella descrizione della produzione viene fatta anche su di un libro di una giornalista statunitense.....Per quello che mi riguarda ....voto per il mio Petrof, mezza coda, anzianello è vero, ma il fascino dei tasti d'avorio il suono dolcissimo non hanno paragoni!!! Ho anche un pianoforte digititale che però proprio non riesco più ad usare...non c'è verso, ci appoggio le dita e mi passa la poesia!! Riguardo al fatto che Petrof ha una meccanica più dura credo che ciò riguardi i verticali....Ho provato sabato scorso qeullo del mio maestro, ma ci vogliono veramente le dita d'acciaio!!!.... ;D

Di qualità non c'è da lamentarsi, ma di prezzo... E' un po' come la Apple dei pianoforti.
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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71demy

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 24, 2012, 09:22:41 pm
Ciao a  tutti. Avrei molte cose da dire: ho un Kawai mezzacoda acquistato nel '94 da un prestigioso maestro accordatore. Il suono, col, tempo, si "apre", prestandosi bene a certo repertorio (jazz, prokof'ev, liszt) e meno ad altro (Debussy, Skrjabin ecc.). La meccanica però è davvero notevole visto il rapporto qualità-prezzo. Ho provato di recente un Boston (sottomarca di Steinway): molto buono, meccanica regolare, bassi profondi, pieni, espressivi ma... da quel che si dice, dopo qualche anno "cala". Ho provato anche Petrof e Schimmel: bel suono per entrambi (specie Schimmel), ma tastiera troppo liquida (gli studi di Chopin ti "sfuggono" da sotto le dita) e corsa bassa, che impedisce di accompagnare il suono fino in fondo. Yamaha ha fatto ottimi progressi. Ho provato anche un mezzacoda Bosendorfer: splendida risonanza di armonici nei corali Bach-Busoni. Molti anni fa provai Bechstein: stratosferica sonorità: lo studio di Chopin op 25 n. 11 ne risulta portentoso. Ho provato anche il mitico Grotrian-Steinweg: pesantissima meccanica e una fatica enorme per farlo "cantare" a dovere. Schulze-Pollman (fatto a Bolzano...): buon suono ma tastiera in plastica di scarsa qualità e "scivolosa" dopo che ci si suona un po'. Spero di esservi stato utile! :D
Ultima modifica: Luglio 24, 2012, 09:36:51 pm da 71demy

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 25, 2012, 11:19:30 am
E alla fine che hai votato?  ;D
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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71demy

Re:Marca del proprio pianoforte
Luglio 25, 2012, 11:23:24 am
Kawai! La meccanica è indistruttibile, anche se le corde tendono a rompersi credo più facilmente che in altri pianoforti. :)

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pianoforteverona

Re:Marca del proprio pianoforte
Settembre 01, 2012, 09:34:36 am
Io ho votato "altro", perché non ho trovato nell'elenco la marca del mio pianoforte: è un Grotrian-Steinweg, una marca tedesca che risale al 1830 e che all'inizio della sua storia era associata con l'azienda di Heinrich E. Steinweg (il quale poi, emigrato negli USA, fondò la Steinway).

Ho comprato questo pianoforte nel 2004, dopo una lunga seduta di prove in un negozio molto fornito. In nove anni, benché non sia uno strumento nuovo, non mi ha mai "tradito". L'ho preferito ad altri per il suo suono morbido, avvolgente, particolarmente adatto per il repertorio classico e del primo romanticismo. Mi sono trovato molto bene e tuttora non lo cambierei con altri.
Maestro Sfredda
Soddisfa il tuo bisogno di fare musica attivamente, per il tuo benessere.
Suonare Cantare Star bene

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Lorenzo221

Re:Marca del proprio pianoforte
Settembre 03, 2012, 12:08:34 am
Grazie per le votazioni sempre crescenti, questo sondaggio sta diventando davvero ricco.
Una domanda, secondo voi è sensato (non hai miei livelli, ovviamente) avere più pianoforti per i vari stili di musica, ad esempio, uno con un suono armonico per Chopin e Beethoven, uno con un suono più meccanico per lo stile barocco, ecc. ?
Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l’ineffabile è la musica.
E. Jabès

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71demy

Re:Marca del proprio pianoforte
Settembre 03, 2012, 10:01:32 pm
io la mia risposta l'ho già data (Kawai mezzacoda), ma intervengo ancora per "invidiare" (bonariamene, s'intende) Maestrosfredda e il suo Grotrian. Pianoforte meraviglioso: ricordo di avervi strimpellato sopra un corale Bach-Busoni e non mi sembrava vero. Le corde continuavano a risuonare come se sotto le mie dita ci fosse un organo. Credo che abbia una "personalità" ed un timbro molto più definiti che in uno Steinway che, oggi, tende ad omologarsi.
Altro pianoforte provato di recente, un Boston. Molto interessante il rapporto prezzo-consistenza del tasto-timbrica. Purtroppo pare che i materiali adoperati non siano di primo ordine. :D :D