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mauriziopiano

Senza entrare troppo nel merito della sensazione e risposta al tocco per la quale si dice, si è detto tanto ed è puramente soggettivo...vorrei puntare l'attenzione sulla durabilità di una meccanica.


Esempio: personalmente mi ritrovo ogni 4 anni circa ad avere i rullini degli stiletti ovalizzati e da cambiare nella parte centrale della tastiera di un coda acustico, causa ore di studio e prove.


Suono ed ho suonato decine di strumenti diversi per lavoro (pianoforti a coda e digitali stage di livello) le domande che mi pongo sono le seguenti:


La meccanica di un pianoforte a coda, oggi ancora considerata il top è un qualcosa che dal punto di vista ingegneristico è stata messa a punto nell'800 e da inizio 900 è praticamente rimasta invariata, utilizza materiali semplici, prevalentemente legno, feltro, metalli, ancora davvero è il meglio che possiamo utilizzare in generale ?


Oggi esistono materiali speciali che certo non esistevano nell'800 (vedi leghe, compositi, carbonio, titanio) e tecnologie che allora erano impensabili, è davvero possibile che un sistema di leveraggi in legno e feltro sia ancora il massimo della vita ?


Tale visione non sarà forse retaggio di una formazione culturale e della mano basata sullo studio su strumenti classici ?


A mio parere una meccanica di un digitale puro ha migliori chance di mantenimento delle caratteristiche nel tempo rispetto ad una meccanica tradizionale montata sugli acustici così come negli ibridi.


Vorrei però sentire qualche altro parere a questa "provocazione" che in un ambiente classico troverebbe sicuramente degli oppositori  ;D


 






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guc

Vorrei però sentire qualche altro parere a questa "provocazione" che in un ambiente classico troverebbe sicuramente degli oppositori  ;D



Il primo l'hai trovato!  ;)
Non sono un tecnico però penso che materiali diversi da quelli "tradizionali" inciderebbero inevitabilmente sul suono. Non è solo la cassa armonica che fa il suono ma l'intero strumento ed è questa la magia del pianoforte (come di tanti altri strumenti).
Probabilmente c'è anche una questione economica. Se trovassero alternative a legno metallo e altro sono sicuro che li utilizzerebbero solo se costassero meno.


Inoltre ammetto che il retaggio culturale su di me avrebbe una bella presa. Senza dubbio preferirei comprare un piano tradizionale che da circa tre secoli la fa da padrona tra gli strumenti classici!  ;D ;D ;D

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sergiomusicale

Esistono già strumenti con meccanica non "tradizionale", vedi ad esempio:
https://www.kawai-global.com/data/catalogue/K_Series_brochure_IT_2018.pdf
Le  domande che mi pongo alcune volte sono:
1 - quale sarà la durata?
2 - come si potranno sostituire le parti usurate, danneggiate o rotte quando saranno passati degli anni e tali serie saranno fuori produzione?
3 - le regolazioni potranno essere eseguite con facilità?
4 - è davvero necessario? il costo/prestazione lo giustifica?
5 - I tecnici del settore sono pronti a questa rivoluzione.

Purtroppo molte domande non hanno al momento risposta, almeno per me,  La mia pratica di "bricolage" ha verificato la possibilità di riparare ogni tipo di strumento che avesse materiali "normali" (legno, metalli vari etc...) mentre in presenza di parti in plastica o composito il tutto diventa difficilissimo, se non impossibile, perchè anche il disegno delle parti diviene diverso, e le tecniche di stampaggio etc. non sono simili alle lavorazioni tradizionali su macchine utensili (tornio, fresa, etc...)
Forse la stampa 3D potrebbe migliorare l'approccio, ma l'uso di materiali speciali non credo lo possa ammettere semplicemente.
In definitiva uno strumento fatto da materiali tradizionali e disegnato per la realizzazione con macchine "tradizionali" garantisce nel tempo durata e riparabilità, cosa che al momento vedo dura in altre forme.
Il rischio è che anche gli strumenti divengano un oggetto di consumo dalla vita programmata; forse anche a Voi sarà capitato ultimamente di dover buttare via scarpe che si sbriciolano, borse di finta pelle che si sfogliano, oggetti che avevano resistenza appena l'anno precedente, che improvvisamente collassano... merito della plastica, delle nuove raccomandazioni di riciclo etc... una volta la scarpa di cuoio aveva vita quasi infinita!!! la riparavi, sostituivi le suole, i tacchi, la ricucivi... adesso è impensabile, tutto è fatto per durare un tempo finito e breve e diventare rifiuto, non vorrei che questo succedesse anche al nostro beneamato strumento, quindi guardo il tutto con una certa apprensione.

mauriziopiano

E' un aspetto importante quello che indichi sergiomusicale. Conosco i prodotti kawai, il mio topic fa riferimento indiretto a questo tipo di scelte innovative che a mio parere sono solo all'inizio.
Potremmo distinguere durata ed efficienza nel medio-breve periodo (vantaggio di materiali innovativi) e vita dello strumento a lungo termine (vantaggio con semplicità di costruzione e materiali riparabili), è chiaro che tecnologie primitive sono più facilmente riparabili e le parti sono sostituibili da personale meno qualificato.
Sarà vero che un pianoforte acustico fra 30 anni avrà la potenzialità di funzionare perfettamente ed essere riparato ma il bellissimo display a colori e touch delle nuove serie kawai si troverà o sarà sostituibile ? i dubbi sorgono... Tuttavia vale la pena non evolvere solo perchè l'uso di tecnologia rende meno "democratico" intervenire e sostituire parti ? Torniamo al retaggio culturale, se ragionassimo in questo modo avremmo ancora l'abaco ed usare un computer sarebbe una bestemmia, meglio palline, tondini di legno e colla animale.
Una macchina fotografica digitale di oggi, fra 30 anni non sarà più collegabile ad un computer....non per questo il mondo non evolve. Il rischio della centralizzazione della produzione ed il consumismo, la carenza di tecnici adeguati c'è ma vale la pena rimanere all'era del legno e delle pelli ?
E sarà vero poi che fra 30 anni saremo in grado di riparare un pianoforte acustico ? o i tecnici saranno spariti e sarà agevole trovare persone in grado di sostituire una scheda, un display ma scollare un rullino da uno stiletto diventerà un impresa ardua ? ;D

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sergiomusicale

Capisco e ti do' ragione... io al momento sono dinanzi ad un computer con Windows 10, doppio monitor, scheda audio Steinber, tavoletta grafica, con programmi di tutti i tipi, che piloto con un Kawai MP10 ... ma quando voglio rilassarmi e sognare sono davanti al Klingmann dei primi del 900 ( con tutti i suoi difetti... ma anche con tutta la sua irripetibile poesia)... tradotto : forse ci vogliono tutti e due  ;D ;D
Ultima modifica: Settembre 07, 2020, 08:50:45 pm da sergiomusicale

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c64

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  • Mit der Dummheit kämpfen Götter selbst vergebens.
https://www.chuppspianos.com/teflon-bushings-the-steinway-sons-teflon-piano-era/
Anche la Steinway nel tentativo di innovare fece un errore, che richiede adesso di cambiare tutte le boccole se uno ha questa marca di pianoforte, e stiamo parlando di uno dei migliori costruttori al mondo.
Ma le case piu` famose cercano sempre di migliorare i loro prodotti, sia dal putno di vista dei costi di produzione che della qualita` degli strumenti. A volte va bene, a volte meno.

Detto questo, anche a me piacerebbe avere un pianoforte acustico, ma per tutta una serie di motivi mi devo accontentare di un Casio. Ma se il Casio non esistesse sicuramente non mi sarei messo a studiare musica. Quando si rompera` definitivamente e nessuno riuscira` a ripararlo, pazienza. Ma d'altro canto avendolo pagato 700 euro se mi dura sette anni mi sono pagato ampiamente la manutenzione che avrei dovuto fare su un acustico.
Da quello che so, Yamaha continua a fornire assistenza alle loro migliori tastiere, come il CS-80 od il DX-1, ed anche al CP-80 che e` un elettromeccanico. D'altro canto un verticale anni '70 da 110 cm che non tiene l'accordatura se va bene lo si ricicla cosi`: