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Post - Pianorganist

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Salve.
Ripeto, so benissimo cosa si studia al corso di composizione. Ma hai detto bene .. al corso superiore .. Ma Debussy è del 1900 .. ma il 90% di quello che si studia in conservatori, nei corsi di strumento, è tutto basato sulla musica tonale. Quindi, mettiamo in discussione tutto ciò ?
Poi, mi farebbe un esempio di compositore noto MODERNO (in vita) che scirva musica atonale ? Rimando nell'ambito della musica classica .. s'intende ..
Saluti.

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Salve.
Perchè praticamente sta mettendo in discussione tutta l'armonia e tutto ciò che si basa su di essa (contrappunto, fuga, ecc..) che si è fatta sino al giorno d'oggi. A questo punto, se la musica del futuro sarà atonale, cosa sta ancra lì a fare il corso di armonia/contrappunto/fuga e composizione nei conservatori ?
Saluti.

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Tecnica / Re:Hanon: pro o contro?
« il: Gennaio 03, 2011, 05:32:37 pm »
Salve.
Anatres, mi spiace dirlo ma per uno che fa il Gradus (di Clementi, suppongo), certe affermazioni e superficialità non me l'aspetto.
Chiunque dica che Hanon è noioso, ripetitivo, sui soli tasti bianchi, poco musicale, ecc, ecc, mi sa che di tecnica pianistica ne avrà capito ben poco. Senza offesa per nessuno, eh.
Hanon è un OTTIMO strumento che non mira a sviluppare la musicalità di ognuno di noi .. bensì mira a sviluppare 4 caratteristiche importantissime e fondamentali per lo studio corretto e l'applicazione corretta della tecnica pianistica: forza, indipendenza, perfetta uguaglianza del suono, agilità .. oltre a rinforzare le dita. Hanon non serve solo a "scaldare le mani" .. anche perchè, per scaldare le mani posso benissimo farmi tutte le scale maggiori, minori, per moto retto, contrario, terza, sesta, doppia terza, doppia sesta nell'estensione di quattro ottave (dove è possibile). Hanon, infatti, va studiato in un primo momento molto molto lentamente curando: affondo (forza), articolazione, peso del braccio e perfetta uguaglianza del suono. Un trasporto di mezzo tono e un tono sopra e sotto non farebbe male. L'applicazione delle varianti, non farebbe male. In un secondo momento (dopo averlo fatto in questo modo per un bel po' di tempo ..), quando si padroneggiano queste prime caratteristiche, si potrebbe iniziare ad accellerarlo per sviluppare la caratteristica mancante (agilità). E va fatto con consapevolezza (e non meccanicamente .. sennò non serve a nulla) tutti i giorni. Almeno fino al compimento inferiore. Ciò non toglie che sarebbe opportuno farlo anche sino al X. la teoria "per riscaldarmi faccio meglio Bach" è una teoria insensata perchè, coem ho appena detto, non è questione di riscaldarsi le mani.
Saluti.

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Tecnica / Re:Novello autodidatta cerca aiuto!!
« il: Gennaio 03, 2011, 05:13:40 pm »
Salve.
Purtroppo quando si suona non si "leggono le note". Suoanre un ostrumento è tutt'altra cosa. In 3 giorni penso che tu abbia solo letto le note. In un epzzo, oltre alle note, c'è da curare la tecnica, il tocco, i dinamismi, la velocità, la diteggiatura, ... Se, invece, vuole continuare cona lettura delle note .. passi pure al Czerny op.599 (il primo maestro, 100 studi giornalieri) o Czernyana fascicolo 1, Duvernoy op.176, Rossomandi, Bertini op.137, Pozzoli: i primi esercizi in stile polifonico, Kunz: 100 piccoli canoni, Clementi op.36: 6 sonatine per pianoforte o Dussek op.20 (6 sonatine per pianoforte) e chi più ne ha, più ne metta.
Saluti.

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Salve.
Mah, si, quando si compone, comunque delle influenze ci sono. Ma ciò che voglio dire io è che, se una persona ha studiato composizione, prende un foglio pentagrammato e butta giù un qualche cosa .. con un suo stile, con tutto ciò che vuole .. ma comunque, butta già un tema e, con le proprie conoscenze, ci mette l'armonia ... è come scrivere un tema. Uan persona che non ha studiato composizione, magari, non sa nemmeno da dove iniziare .. ed allora, in determinati momenti, vengono in mente delle melodie, le si scrive e, a suo modo, metterà l'armonia. Non sa che differenza c'è tra un preludio, una bourrè, un minuetto, una sarabanda, ecc .. magari, inconsapevolmente, scrvierà un qualcosa di "simile a" .. ma inconsapevolmente .. quindi scriverà in base a ciò che sente .. in base all'aspirazione.

Per il dicorso tonale/atonale ..  priam di tutto, cosa intende lei precisamente per "atonale" ? Perchè su questo termine ci si filosofeggia un pò  .. Schoenberg, in suo manuale, scrisse che spesso questo termine viene usato in un modo "non giusto".

P.S. Può darmi benissimo del tu :-)

Saluti.

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Salve.
Certamente, è come dice lei. Ma una persona che, come penso la persona che ha aperto il topic, non ha studiato composizione a livello "di conservatorio", non ha fatto l'esame di IV, di VII e di X anno, magari non conosce nemmeno gli stili, non ha un proprio stile, "compone" in base a ciò che sente e, qui, gioca molto l'ispirazione.
per il "oggi come oggi non ha molto senso scrivere tonale", non la condivido, mi spiace.
Saluti.

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Salve.
Conosco benissimo i programmi ministeriali del corso di Composizione e so benissimo che fare Armonia non significa solo armonizzare bassi o canti dati .. Ho preso queste due cosette per fare un esempio. Non mi sembrava il caso di parlare di contrappunti, fughe, doppi cori, opere sinfoniche o chissachè. Ma, ripeto,  una conoscenza ottima dell'armonia ci permette si di comporre .. come e quando vogliamo .. ma, ripeto, per qualcosa di proprio, di originale, di sentito, se non si è ispirati, non si compone prorprio nulla. E poi, il pezzo di pianoforte da comporre al IV anno, è su tema dato.

P.S. Ma l'amministratore non potrebbe bannare ?

Saluti.

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Tecnica / Re:Tecniche per suonare senza partitura brani complessi.
« il: Gennaio 02, 2011, 11:58:29 pm »
Salve.

Mah, partendo dal presupposto che un musicista, specialmente un pianista, può può "far uso" di vari tipi di memoria. Può avere una memoria visiva, una memoria tattile o una memoria relativa all'armonia del brano. Questo è quello che sanno tutti ... Personalmente penso che sia una questione di metodo di studio. Se lei studiasse inizialmente col metronomo, se partisse da una determinata velocità ed, aumentando di un pò alla volta, arrivasse alla velocità richiesta dla pezzo, penso che, dopo tante e tante volte che la mano ha fatto sempre la stessa cosa, un pò di memoria entri in funzioni. Certo, se ripetiamo la stessa cosa meccanicamente .. un pò come si usa fare con Hanon, posso ripetere la stessa cosa anche 100 volte, ma, dopo pochissimo tempo, sarà lavoro perso. O molte volte, è questione di passione .. Se a me un brano piace, lo suono mettendoci anima e passione, lo sento mio, me lo sento dentro, può star tranquillo che dopo anni me lo ricorderò ancora. Se un brano non le piace, lo fa solo perchè il maestro le ha detto di farlo, beh .. tranquillo che non lo imparerà a memoria.
Spero di esserle stato d'aiuto,
Saluti.

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Salve.
Non son perfettamente d'accordo con ciò che dice Compositore1980 e Horowitzian. L'armonia, l'analisi, il contrappunto, la fuga, ecc .., si può anche studiare perfettamente. Si può anche essere diplomati in Composizione ma, non stiam parlando di un basso da armonizzare .. o di un canto da armonizzare .. o di comporre su un tema dato .. dove, per tutto ciò che ho elencato, è indispensabile una conoscienza non indifferente delle materie citate. Stiam parlando di scrivere di sana pianta un pezzo e, le assicuro, che se non si riesce a trovare una fonte di ispirazione, si compone ben poco! O, come spesso succede, quando si compone perchè si è pagati, spesso, col passar del tempo, vengono fuori cose più o meno "uguali", non originali, che danno l'impressione di "già sentito" perchè, appunto, vengon composti senza alcuna ispirazione. Senza dubbio, un'ottima conoscienza della composizione, permette di comporre anche quando non si è ispirati .. butti 10 righe di canto e si armonizza sotto ... ma, ripeto, non verrà mai qualcosa di originale. E' come scirvere poesie. Posso anche avere una laurea in lettere e/o filosofia .. ma se non sono ispirato, cosa scrivo ? Ho tutte le conoscienze per poter scrivere una poesia .. ma cosa scrivo ?

Riguardo la risposta di Raul Pugno, penso che sia totalmente inadeguata in una comunità dove, penso, che la regola fondamentale, anche morale (potrebbe anche non essere scritta) ed etica, sia quella del rispetto reciproco.

Saluti.

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Libri e Materiale didattico / Re:LANARO METODO PER PIANOFORTE....
« il: Dicembre 30, 2010, 04:47:10 pm »
Salve.

Se non ha particolare fretta, consiglio di arrivare quasi alla fine del Beyer (anche se, didatticamente, avrei preferito "Trombone, il primo libro per lo studio del pianoforte"). Poi, quando è vero la fine e nota i miglioramenti di manualità ed indipendenza, potrebbe affiancare Czerny op.599 o, ancor meglio, Czernyana (una raccolta di studi tratti dalle più note opere di Czerny: 599, 299, 740, 636, 549, ecc .. trattati e revisionati da Alessandro Longo ..  distribuiti in 10 fascicoli graduali). Per il primo anno, o comunque all'inizio si parte, logicamente, dal fascicolo uno con 60 studietti. Ovviamente può affiancarlo a qualche antologia (cesi-marciano va bene).
Dei metodi Lanaro, mai sentiti.
Saluti.

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Armonia / Re:Ci vorrebbe il mare
« il: Dicembre 30, 2010, 03:24:35 pm »
Salve.

http://xoomer.virgilio.it/masinimarco2004/sito/accordi/mare.html

Da un primo e veloce ascolto al brano ed una priva e veloce cista degli accordi, mi sembra più o meno corretta.

Saluti.

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Armonia / Re:orhestrazione
« il: Dicembre 30, 2010, 03:18:23 pm »
Salve.
L'armonizzazione, che sia poi di un basso o di un canto (come penso nel suo caso .. lei avrà la melodia in testa e vorrebbe armonizzarla a 3 parti), si rifà a ben precise regole dell'armonia. Bisognerebbe prima conoscere un pò di teoria musicale, ad esempio:

- Intervalli: Cosa sono, come si classificano, teoria dei rivolti, regola del 9, consonanze e dissonanze.

- Scale: Com'è fatta una scala, i gradi di una scala, le funzioni melodiche dei principali gradi, principali tipi di scale e differenze (maggiore, minore naturale, minore armonica e minore melodica)

- Accordi: Cos'è un accordo, triade perfetta maggiore e minore, tavola delel triadi costruite su ogni grado della scala.

E poi, qualcosina in sintesi estrema, giusto per darle un "input", di armonia:

- Scrittura a più parti, moto delle parti, quinte e ottave parallele e nascoste, posizioni melodiche delle tradi, funzioni armoniche dei gradi di una scala (o più semplicemente: concatenazioni armoniche ..), cadenze.

Se ha la possibilità di prendere qualche testo ti consiglio: "Luigi Rossi" per teoria musicale (andando a cercare quegli argomenti che le ho citato) e "Gennaro Napoli, elementi fondamentali di armonia" (un libro molto semplicistico e col sunto del sunto del sunto del sunto .. ) le prima pagine, fermandosi all'inzio delle settime (son pochissime pagine .. anche piccole ..).

Non so il suo grado di preparazione, ma spiegarle su due righe come armonizzare (specialmente un canto poi .. prima si dovrebbe avere una certa esperienza con l'armonizazzione dei bassi), e sopratutto se lei è veramente principiante e non conosce nemmeno quelli argomenti di teoria sopra citati, la vedo difficile.
Se magari qualche argomento già lo conosce, possiamo anche tentare di spiegare qui.

Altrimenti, segua l'orecchio. Tanto, penso che non dovrà mostrarlo in commissione ad un esame di composizione o armonia complementare.

Saluti.

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