Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - Pianoth

Pagine: 1 [2] 3 4 ... 79
16
Tecnica / Re:Suono non legato
« il: Maggio 22, 2019, 05:10:27 pm »
Dipende dal contesto, e dalla prassi del compositore specifico. Potrebbero doversi suonare legate, oppure no. Nella maggior parte dei casi si suonano legate comunque.

17
Tecnica / Re:Piccolo dubbio
« il: Maggio 09, 2019, 11:43:21 pm »
Cerca di avere più pazienza con le risposte, sei in un forum, i tempi richiesti per ottenere una risposta sono quelli che sono. In ogni caso una semiminima con il doppio punto equivale a una semiminima legata a una croma puntata, ossia una semiminima legata a una croma legata a una semicroma. Matematicamente, 1/4 + 1/8 + 1/16 = 7/16, cioè vale 7 semicrome.
Il numero di “movimenti” nel solfeggio dipende da cosa si sta battendo.

18
Tecnica / Re:Pausa sopra e nota sotto?
« il: Maggio 05, 2019, 09:58:14 pm »
Sono due voci. È come se fossero 3 pentagrammi, uno per la mano sinistra, uno con solo il SI semibreve, e un altro con pausa di croma e le altre crome che seguono.

19
Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Maggio 02, 2019, 02:24:53 pm »
Da qui in poi ogni scuola di tecnica pianistica dice la propria, quindi mi limiterò a fare lo stesso: mentre si suona bisogna assolutamente lavorare di avambraccio. Il braccio, anche se non rigido, deve sempre partecipare solo in maniera passiva per il semplice motivo che si muove molto lentamente, a differenza dell'avambraccio che è in grado di ruotare molto rapidamente senza sforzo. Dunque, anche nel caso di una caduta, è solo l'avambraccio che dovrebbe alzarsi, formando, in altre parole, una "V" con il braccio, che diventa "L" quando l'avambraccio compie la caduta.


Se il polso scende al di sotto della tastiera, il peso inevitabilmente diventa un fattore limitante invece che un elemento chiave per suonare. Se il polso è troppo alto, le dita non riescono ad agire nel modo più conveniente. Il polso dunque non deve essere altro che un elemento di passaggio, deve diventare una sorta di quarta falange di ogni dito, con altezza non fissa: bisognerebbe quasi smettere di pensare ad esso.


Il modo in cui il peso dovrebbe essere trasferito, idealmente, è tramite una lieve (e in velocità invisibile) rotazione dell'avambraccio. La rotazione permette anche di creare un meccanismo di preparazione, e anche di lancio, il che è utile nel caso dei salti. In altre parole, se si ha un salto ampio, non si dovrebbe attivamente muovere l'avambraccio per far muovere la mano, ma si dovrebbe ruotare nel senso opposto del salto, in modo da letteralmente lanciare la mano verso la destinazione. Sia chiaro che, anche se l'avambraccio diventa così un elemento chiave del sistema, le dita devono necessariamente sempre partecipare assieme ad esso, altrimenti tutto il lavoro va a carico dell'avambraccio e anche questo è inefficiente.


Non ho tempo di articolare maggiormente la risposta, spero abbia chiarito qualche dubbio.

20
Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Maggio 01, 2019, 06:19:54 pm »
Fermo restando che non troverai un singolo autore che concorda pienamente su quello che dice qualunque altro autore, e fermo restando che esistono almeno 2 vie per la biomeccanica pianistica che sono quasi completamente opposte... Normalmente al pianoforte, per ottenere il massimo vantaggio in termini biomeccanici, ci si siede a un'altezza tale da avere 90° tra braccio e avambraccio (ma anche un angolo leggermente ottuso va bene), e a una distanza tale da avere il gomito leggermente davanti al busto mentre si suona (sennò si ha difficoltà quando la destra suona nel registro grave e la sinistra nel registro acuto), ma non molto avanti (sennò si perde efficienza in termini di leve). La lunghezza delle gambe è un fattore che influenza in maniera minore il modo in cui ci si siede: nel caso si hanno gambe corte, ad esempio per i bambini, idealmente occorre un supporto per non avere i piedi per aria (talvolta bastano anche scarpe con un po' di tacco), mentre nel caso si hanno gambe molto lunghe potrebbe essere necessario allontanarsi leggermente di più, e dunque avere un angolo leggermente ottuso tra braccio e avambraccio, pur sempre con la schiena dritta (esempio). Nell'immagine che segue, D è troppo vicino, E è a una distanza ottimale, F è troppo lontano.

Detto ciò, attenzione a tutto ciò che riguarda il "rilassamento". Troppo rilassamento implica un maggiore sforzo quando ciò che viene rilassato deve essere messo in moto nuovamente, pensa ad esempio a come sia più facile iniziare a camminare partendo da alzati invece che da seduti. Quindi, più che rilassarti, pensa ad essere privo di tensione. Impara ad individuare la tensione, cerca di capire bene com'è fatto il tuo corpo, quindi dove sono situate esattamente tutte le parti del tuo corpo, in modo tale da essere molto più consapevole anche di cose apparentemente banali, anche ad esempio cosa vuol dire "avere la schiena dritta".

21
Libri e Materiale didattico / Re:Suggerimento libro di Storia della musica
« il: Febbraio 10, 2019, 12:58:13 pm »
L'ultima che hai menzionato ("A History of Western Music", 10ª edizione che uscirà a breve) è tra quelle che conosco, e sarà senz'altro tra le più complete ed aggiornate. In generale con le storie della musica conviene sempre prendere quelle più aggiornate, perché vengono scoperte nuove fonti continuamente, che possono rivelare informazioni importanti oltre che smentire informazioni che avevamo prima (le prime 3 che hai menzionato hanno tutte piccoli errori dovuti al fatto che sono datate, nonostante siano tutte e 3 valide).
Non conosco la differenza tra la "International edition" e quella normale, ma a giudicare dal numero di pagine indicato, è pesantemente tagliata: la nona edizione si trova su scribd, ed è chiaramente oltre le 1000 pagine.
La "Norton Anthology" è da abbinare a tale storia della musica, dato che è solo un'antologia strapiena di spartiti di brani da ascoltare. Tale antologia sarebbe anch'essa da abbinare alle registrazioni di tutti i brani scelti, ossia "Norton Recorded Anthology of Western Music".

22
Tecnica / Re:Come eseguire il preludio N.7 op. 28 di Chopin
« il: Febbraio 09, 2019, 06:17:35 pm »
Ecco un mio tentativo di interpretarlo nella maniera più autentica che mi è possibile:
https://youtu.be/X43REPrfHDs
Ho utilizzato per la registrazione un modello fisico creato su Pianoteq, modificato personalmente per riprodurre più fedelmente possibile il suono di un vero Pleyel dell'epoca di Chopin (avendolo suonato credo di esserci piuttosto vicino). A livello interpretativo, spesso all'epoca si rallentava quando si andava sul forte, e si accelerava quando si andava sul piano (non è proprio così, ma spiego così per semplificare le cose), quindi il tempo durante l'esecuzione è molto variabile, anche se in media credo di essermi mantenuto intorno a 92. Un altro dettaglio interpretativo è l'acciaccatura di battuta 15, fatta in battere dato che pare che Chopin, seguendo la tradizione classica, interpretasse quasi tutti gli abbellimenti sempre in battere (come dimostrano delle linee di verticalità in vari spartiti di suoi allievi).

23
Tecnica / Re:Come eseguire il preludio N.7 op. 28 di Chopin
« il: Febbraio 09, 2019, 05:15:57 pm »
Il calcolo è giusto, la formula diretta è:
60 * (3 quarti per battuta) * (16 battute) / (100 quarti per minuto) = 28,8 secondi
Semplicemente, al giorno d'oggi tutti i tempi moderati e lenti tendiamo a farli più lenti rispetto a come si facevano all'epoca, anche perché gli strumenti odierni, specialmente i gran coda, si chiamano velocità molto più lente.
Mi è capitato una volta di dover registrare una composizione di un compositore che aveva indicato una certa velocità, basata su come suonava sul suo verticale. Quando l'ho dovuta registrare su un gran coda, me l'ha fatta suonare quasi alla metà di quanto aveva indicato, perché gli piaceva di più così su quello strumento.
Nonostante queste considerazioni, comunque, una velocità appropriata, specialmente se si dovesse suonare su strumenti d'epoca, è quella che ho detto, cioè 90-110. 80 temo che sia già un po' troppo lontano dalle velocità lente dell'epoca, anche se ovviamente questo non significa che sia completamente sbagliato.

24
Tecnica / Re:Come eseguire il preludio N.7 op. 28 di Chopin
« il: Febbraio 09, 2019, 01:59:31 pm »
Riguardo una velocità che può essere ritenuta filologica, l'edizione di Kullak solitamente dà buone indicazioni metronomiche, in linea con quelle di Chopin. Nel caso di questo preludio, questa è la velocità che suggerisce:



Mettendo in conto la possibilità di errori metronomici, o la volontà dello stesso Chopin di essere un po' più veloce o più lento, un range di velocità considerabili autentiche direi che è Semiminima = 90-110.

25
Tecnica / Re:Come eseguire il preludio N.7 op. 28 di Chopin
« il: Febbraio 09, 2019, 01:53:31 pm »
Non sono riuscito ad eleggere un preferito perché ci sono cose che mi piacciono e non mi piacciono in tutte le esecuzioni.
Ti dico le mie impressioni.
La maggior parte per me sono troppo lente e in molte il pedale viene tenuto troppo a lungo e sporca un po' la frase successiva. Non capisco perché molti fanno l'accordo di FA# (bat 12) ppp, alcuni anche arpeggiato.
Forse quella che mi piace di più è quella di Rubinstein
Il pedale un po' dovrebbe sporcare, d'altronde l'autografo ha il pedale chiaramente indicato, e Chopin era molto preciso sulla pedalizzazione:

Preciso che avendolo provato su pianoforti storici, la sporcatura del pedale si sente lo stesso in questo caso, è solo un po' meno invadente.

Riguardo l'accordo che alcuni arpeggiano, la PWM (Jan Ekier) dice che Chopin ha dato questa variante autentica nello spartito di un allievo con mani piccole:

Di conseguenza, arpeggiare è un'opzione considerabile autentica.

Riguardo un'esecuzione preferita, non mi esprimo.

26
Tecnica / Re:Rapporto nell'uso pedale Tonale e pedale di Risonanza
« il: Gennaio 05, 2019, 07:03:03 pm »
Quando il pedale tonale è in azione, gli smorzatori vengono tenuti su indipendentemente dall'azione del pedale di risonanza.
Quindi, ad esempio, è possibile sostenere il SOL# nella battuta 6 del preludio op. 3 n. 2 di Rachmaninov, mentre si usa il pedale di risonanza per legare gli altri accordi:


Infatti, è anche possibile utilizzare tutti e 3 i pedali contemporaneamente, tecnica che ho brevemente descritto in questo mio articolo.

27
Teoria musicale / Re:tempo composto gruppi irregolari: quartina su 12/8
« il: Dicembre 29, 2018, 09:55:28 pm »
La quartina di crome è come se fosse una serie di crome con il punto. Bisogna fare sentire la quartina, certamente, ma a livello di solfeggio non è complesso perché tutte le semicrome del 12/8 evidenziano già tutte le suddivisioni necessarie per fare sentire la quartina facilmente.

28
Teoria musicale / Re:tempo composto gruppi irregolari: quartina su 12/8
« il: Dicembre 29, 2018, 02:14:39 pm »
Le semicrome sono le semicrome del 12/8, se fai le semicrome a tempo si trova anche la quartina.

29
Area Spartiti / Re:Misterioso studio di Czerny
« il: Novembre 07, 2018, 04:57:28 pm »
Sembra una versione pochissimo diversa dallo studio Op. 823 N. 31:


Se trovo lo studio esatto lo scrivo, altrimenti forse è proprio questo ma leggermente cambiato dall'editore.
Modifica: dopo altri 20 minuti di ricerca, non ho trovato altri studi simili. Non è comunque da escludere che si tratti di uno studio di Czerny, e che sia Czerny stesso ad averlo composto in maniera diversa più volte (dopotutto le sue opere hanno tantissimi studi che sono simili l'uno all'altro).

30
Area Spartiti / Re:Misterioso studio di Czerny
« il: Novembre 07, 2018, 04:03:04 pm »
Puoi mettere una foto dello studio in questione?

Pagine: 1 [2] 3 4 ... 79