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Post - Pianoth

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Problemi tecnici / Re:tasti pesati
« il: Maggio 22, 2020, 03:24:17 pm »
Guarda, io ho conseguito il diploma di vecchio ordinamento, con voto massimo, lode e menzione, e non ho neanche mai posseduto un acustico. Ho studiato tutto sempre sul mio Yamaha Clavinova (da circa 1000€, quindi neanche di alta fascia), che ormai ho dato via, per prendere un altro digitale migliore. Giusto per dire. Ovviamente studiare su acustico è importante, è utile, e più strumenti si suonano più la capacità di adattamento è migliore, però al giorno d'oggi i digitali sono buoni, e non è neanche realmente necessario possedere un acustico, fintanto che si ha la possibilità di suonare o studiare su uno frequentemente.

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Problemi tecnici / Re:tasti pesati
« il: Maggio 22, 2020, 09:45:37 am »
Il problema risiede nella capacità di adattamento che il pianista sviluppa negli anni, con l'esperienza di tanti pianoforti diversi. Ti assicuro che se avevi un petrof vecchio e poi suonavi su uno yamaha nuovo, il problema sarebbe stato il medesimo. Insomma, non è problema del digitale in sé per sé. Tra l'altro, in linea generale, è meglio avere un pianoforte con i tasti più duri per studio, perché così sei forzato ad adoperare una tecnica pianistica più appropriata (sennò ti stanchi).

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Tecnica / Re:Come suono questa battuta?
« il: Maggio 04, 2020, 01:35:30 am »
Se hai la mano grande puoi suonare tutto senza pedale, suonando le prime 3 note con la sinistra e le rimanenti 3 con la destra (suonando FA SOL FA tutto con il pollice, dato che la destra è impegnata a mantenere altre note). Fare tutto con sola mano sinistra senza pedale è impossibile, l'estensione richiesta è semplicemente troppo ampia per qualsiasi mano.
Se hai la mano piccola, puoi usare un po' di pedale giusto nella prima metà della battuta, poi mentre la destra suona FA SOL FA, alzi il pedale mentre ripremi silenziosamente il basso, per continuare a farlo risuonare come se l'avessi mantenuto. Un po' macchinoso, ma fattibile.
Una opzione meno macchinosa, è suonare così com'è scritto, ma senza mantenere il basso, usando mezzo pedale invece del pedale pieno, e magari alzandolo un altro pochino sul terzo e quarto movimento, prestando attenzione a non perdere il basso.
Un'ultima opzione, che però non è attuabile su tutti i pianoforti, è usare il pedale tonale sul battere, abbassandolo immediatamente dopo averlo suonato.
Queste sono tutte le possibilità di cui disponi per suonare il passaggio.

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Di tutto e di più / Re:Trascrizione spartito da mp3
« il: Aprile 24, 2020, 07:57:55 pm »
Purtroppo non esiste nessun programma, né gratuito né a pagamento, che è in grado di trasformare in maniera sufficientemente accurata un audio in un MIDI, e di conseguenza non è possibile ottenere neanche lo spartito. Solo alcuni programmi, e solo se si tratta di brani polifonicamente molto semplici, a volte producono risultati vagamente accettabili. Se la domanda l'avevi fatta perché vorresti generare uno spartito in tempo reale mentre suoni, ci sono vari programmi che più o meno ci riescono, ammesso che vai perfettamente a tempo mentre suoni, e suoni con un pianoforte digitale collegato al computer via MIDI, ma solo un pentagramma alla volta (oppure 2 ma con separazione dei pentagrammi fissa su una nota tipo il DO centrale). Detto ciò, esiste, a dire il vero, un programma a pagamento che è in grado, in teoria, di rilevare automaticamente quello che fa la sinistra e quello che fa la destra, e tra l'altro funziona anche senza pianoforte digitale, e ti dà subito lo spartito (approssimativo) di quello che hai suonato, come vedi in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=YEkPWMDCW_A
ScoreCloud, però, oltre ad pagamento, ed oltre ad essere l'unico programma di questo tipo che conosco, per quello che ho provato in ogni caso non funziona granché bene, e non so realmente se può avere delle applicazioni pratiche, a parte casi semplicissimi (per i quali però probabilmente si fa meglio a scrivere a mano o su un programma di notazione qualsiasi).
Quindi, detto ciò, probabilmente fai molto prima a rinunciare all'idea di trascrivere un audio via programmi e metterti a trascrivere a mano. Se non ne sei in grado, purtroppo non esiste ancora (e forse non esisterà mai) la tecnologia in grado di aiutarti.

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Di tutto e di più / Re:I pianoforti di Beethoven
« il: Aprile 05, 2020, 03:43:38 pm »
La domanda sicuramente ha potenziale di essere interessante, ma non sono sufficientemente informato in merito da darti una risposta... Se hai Facebook, prova ad iscriverti al gruppo del team di ricerca Beethoven Autentico, e poni la domanda lì. Sicuramente ti sapranno dire qualcosa a riguardo.

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Area Spartiti / Re:Schumann Album for the Young op 68
« il: Aprile 05, 2020, 11:47:50 am »
Dall'edizione Bärenreiter dell'Album für die Jugend op. 68 di Schumann (clicca l'immagine se la vuoi scaricare):

Devi sapere che l'edizione Bärenreiter introduce addirittura 3 appendici: il primo appendice contiene 8 brani contenuti nella copia autografa utilizzata dall'editore che però non sono stati pubblicati; il secondo appendice, in cui è contenuto il brano in questione, contiene 7 brani aggiuntivi per Maria (una delle figlie di Schumann); il terzo appendice contiene altri 3 brani presi da schizzi manoscritti.

In ogni caso, puoi facilmente osservare dallo spartito che l'esecuzione che hai proposto è molto libera, aggiunge molte dinamiche non indicate. Mi permetterei di dire che è anche abbastanza fuori stile: il titolo tradotto vuol dire "Danza dell'orso". Ti è parso danzante? A me no  ;D

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Tecnica / Re:Come leggere questa misura?
« il: Aprile 03, 2020, 11:54:29 am »
Ritmicamente, è equivalente a questo:

Spesso, quando le mani suonano alternandosi, vedrai che, invece di trovare le pause, troverai tutte le note unite da un solo gambo, come nel passaggio che hai evidenziato. Un altro esempio più chiaro è in questo studio di Czerny:

In quest'altro studio, il ritmo indicato nella prima battuta è assolutamente equivalente al ritmo indicato in tutte le battute seguenti. Il motivo per cui viene indicato così è che si rende la scrittura più semplice e immediata da leggere.

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Tecnica / Re:Danza campestre Beethoven
« il: Marzo 29, 2020, 10:59:40 am »
Quasi sicuramente la velocità è del revisore, non di Beethoven, tuttavia non è da escludere che sia realmente la velocità a cui andrebbe suonato il brano, quindi fai il possibile per andarci almeno vicino. Riguardo le note staccate con il pedale, capita spessissimo in musica, alla fine non c’è nulla di strano, l’importante è rispettare l’articolazione, che si sentirà anche se metti il pedale.

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Tecnica / Re:Aiuto!! consiglio
« il: Marzo 24, 2020, 09:59:58 am »
Quello che mi hai chiesto è se devi cambiare il modo di suonare quando vai veloce. Ti ho detto nel precedente post invece che devi prima trovare il movimento giusto, poi devi provare ad andare veloce mantenendo lo stesso movimento. Se non riesci, vuol dire che o lo stai cambiando senza rendertene conto (in tal caso vuol dire che devi arrivarci più gradualmente), o che il movimento che fai da lento non è efficiente abbastanza. Sicuramente più veloce si vuole e più aiuta stare leggeri, però non è che le dita devono iniziare a sfarfallare sui tasti, devi sempre raggiungere il fondo del tasto, senza spingere.


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Tecnica / Re:Aiuto!! consiglio
« il: Marzo 24, 2020, 12:11:32 am »
Lo sforzo al braccio deriva da movimenti scorretti, vuol dire che mentre suoni stai assumendo posizioni che ti fanno accumulare tensione. Quando suoni più lento, cerca di percepire ogni tensione delle tue braccia, e fai il possibile per trovare un movimento che non causa tensione. In velocità dovresti cercare di replicare la sensazione del non avere tensione. Non è realmente necessario studiare con grandissima gradualità per raggiungere velocità elevate, bastano 5-6 velocità intermedie, possibilmente aumentando in maniera logaritmica: ad esempio se devi andare da 80 a 120, fai 80 - 100 - 110 - 115 - 118 - 120, invece di aumentare a gruppi sempre uguali, che sarebbe inefficiente a mio avviso. Il metronomo non è d'obbligo, ma può aiutare se non hai un buonissimo senso ritmico.

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Tecnica / Re:Passaggio edizione Casella Beethoven sonata
« il: Marzo 21, 2020, 11:33:59 pm »
Citazione
Che è l'edizione che non ha pdf disponibili su IMSLP
Guarda, se è questo il problema, in linea di massima basta anche studiare da una qualsiasi altra edizione che non fa molti altri ritocchi, ad esempio la Breitkopf e la Peters che spesso sono su IMSLP. L'unico problema in generale delle edizioni su IMSLP è che contengono spesso degli errori, perché sono edizioni datate e non sono più protette da copyright, quindi magari non è stato sempre possibile consultare tutte le fonti necessarie per fare una buona edizione, e comunque i criteri con cui venivano composte queste edizioni erano diversi da quelli odierni. Le edizioni ABRSM che ho consigliato ovviamente non sono su IMSLP perché sono tutte edizioni molto recenti, con meno di 20 anni, quindi abbondantemente ancora protette da copyright. Purtroppo se vuoi un'edizione buona per gli standard odierni devi acquistare un'edizione creata ai tempi odierni, mi sembra logico, no?  ;)

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Teoria musicale / Re:Determinazione tonalità (di un brano)
« il: Marzo 19, 2020, 07:33:52 pm »
Quello che hai descritto è corretto. Naturalmente questo ti permette di trovare l'ipotetica tonalità maggiore, quella relativa minore sarà una terza minore più sotto, ad esempio se ottieni che la tonalità è SIb maggiore allora la corrispondente possibile tonalità minore sarà SOL minore.

La tonalità del brano si capisce generalmente dal contesto armonico in cui si muove il brano, di solito in particolare si riesce a capire all'inizio o alla fine del brano (ammesso che non modula ad altre tonalità prima di raggiungere la fine). Ad esempio, se un brano con 3 bemolli in chiave (MIb maggiore / DO minore) inizia con una melodia con le note:

DO RE MIb FA SOL MIb DO

è più probabile che sia in DO minore, mentre se comincia con una melodia con le note:

MIb FA SOL LAb SIb SOL MIb


è più probabile che sia in MIb maggiore.


Purtroppo però possono capitare casi in cui la melodia da sola potrebbe funzionare in entrambe le tonalità, ad esempio se inizia con una seguenza di note come:

SOL FA MIb RE MIb FA SOL


È assolutamente impossibile dire con certezza se il brano è in MIb maggiore o DO minore. Per questo è importante osservare il contesto armonico, la melodia da sola non sempre è sufficiente.

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Tecnica / Re:Passaggio edizione Casella Beethoven sonata
« il: Marzo 19, 2020, 01:21:16 pm »
L'edizione che consiglio per quasi qualsiasi cosa è l'edizione ABRSM, perché solitamente scelgono studiosi o ricercatori autorevoli per fare l'edizione, quindi il risultato finale è praticamente urtext, ma allo stesso tempo l'edizione propone varie aggiunte, sempre rigorosamente segnalate, che rendono l'edizione più facilmente utilizzabile rispetto ad una Urtext più pulita come la Bärenreiter o la Henle. Nel caso sia di Bach che di Beethoven, l'edizione più autorevole è la Bärenreiter, ma è un'edizione che spesso non ha diteggiature, e pur contenendo indicazioni di prassi e commenti molto estesi e dettagliati sul testo, è parecchio complessa da usare per chi si approccia all'autore la prima volta. La Henle è un tantino più semplice perché solitamente è diteggiata, e i commenti sono un po' più semplici, a volte forse è proprio sui commenti ad essere carente. La ABRSM ha diteggiature, ma ha commenti molto più estesi, e ha più indicazioni che sono adeguate a chi si approccia all'autore la prima volta. Naturalmente il consiglio di quest'edizione in particolare è senza conflitto d'interessi: personalmente ho solo il secondo e il terzo volume dell'edizione ABRSM delle sonate di Beethoven curata da Barry Cooper, autorevolissimo studioso di Beethoven, e l'idea che ho di questa edizione è basata su tali volumi. In ogni caso, puoi farti un'idea anche dando un'occhio a questo PDF.


Detto ciò, ho preparato un confronto tra 4 edizioni, per rendere ancora più chiaro il confronto tra le edizioni, e in particolare perché sconsiglio Casella. Da un'occhio alle 4 immagini presenti in questo link.


Sono le prime battute del secondo movimento della sonata op. 81a di Beethoven, rispettivamente sono l'edizione Barenreiter di Jonathan Del Mar, la nuovissima edizione Henle di Norbert Gertsch e Murray Perahia (ci sono anche vecchie edizioni Henle, in particolare la più diffusa è edita da Bertha Wallner, non è una buona edizione in quanto è sostanzialmente priva di commenti), la nuova edizione ABRSM di Barry Cooper (c'è anche un'edizione vecchia ABRSM, curata da Donald Tovey, piuttosto buona ma non quanto l'ultima), e l'edizione Ricordi di Casella.


Noterai subito che la Barenreiter è pulitissima. L'unica aggiunta che fa al testo è una legatura a battuta 7, tratteggiata, in modo da segnalare subito e chiaramente a chi usa l'edizione che è un'aggiunta dell'editore. L'edizione è completamente priva di qualsiasi suggerimento di diteggiatura.


La nuova Henle, d'altro canto, presenta moltissimi suggerimenti di diteggiatura (di Murray Perahia, in questo caso), e presenta due aggiunte al testo, una legatura a battuta 6 e una a battuta 7, messe tra parentesi. A mio avviso mettere le legature tra parentesi rende meno immediato vedere cosa è stato scritto da Beethoven e cosa no, ma almeno le aggiunte vengono segnalate.


La nuova ABRSM presenta 4 legature aggiunte, una a battuta 3, una a battuta 6, e due a battuta 7, tutte segnalate abbastanza chiaramente con quel taglio in mezzo. Presenta suggerimenti di diteggiatura, senza eccedere con i suggerimenti, e propone anche una risoluzione filologicamente appropriata di tutti gli abbellimenti.


L'edizione di Casella infine... Beh. Si commenta da sola. Fa un numero di aggiunte al testo così grande che non sto neanche a contarle. Alcune sono segnalate, tramite delle parentesi, ma moltissime non sono segnalate (le forcelle, le legature cambiate o aggiunte, la pedalizzazione suggerita, e persino alcune articolazioni). Qual è il problema con l'usare un'edizione così, se si ottiene un risultato finale buono lo stesso? Il problema è che se tu studi da un'edizione così, non hai la più pallida idea di ciò che ha scritto Beethoven, e starai interpretando quella che è sostanzialmente un'interpretazione, che magari può essere anche tutto sommato accettabile, ma non è una cosa buona, a mio avviso.


Spero che con questo confronto ho chiarito maggiormente perché sconsiglio Casella.

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Tecnica / Re:Passaggio edizione Casella Beethoven sonata
« il: Marzo 19, 2020, 10:45:36 am »
In ogni caso, nota che in queste prime battute quelle note aggiuntive non sono affatto l'unico ritocco fatto da Casella: confronta le legature ad esempio, noterai che le ha modificate in maniera radicale, sia nella mano destra che nella mano sinistra. Questo ti dovrebbe far capire perché tale edizione da musicisti seri non viene più usata: il passaggio così come indicato nella prima edizione è molto diverso, immagina cosa può voler dire studiare l'intera sonata...

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Tecnica / Re:Passaggio edizione Casella Beethoven sonata
« il: Marzo 18, 2020, 10:24:10 pm »
Casella spesso nella sua edizione fa dei ritocchi alla partitura di Beethoven, spesso non sono nemmeno segnalati.
In questo specifico caso, l'autografo della sonata è andato perduto (l'unica cosa sopravvissuta è una bozza delle prime 6 battute, che però è priva di dinamiche e articolazioni quindi è irrilevante), e l'unica fonte di riferimento è dunque la prima edizione, queste sono le prime battute:

(l'intera prima edizione è visualizzabile gratuitamente da qui, anche se l'immagine che ho postato è presa da una scansione manualmente pulita per renderla più leggibile)


Quindi, quelle legature non ci sono, e non le troverai in nessuna edizione urtext, in quanto si limitano semplicemente a riprodurre questa prima edizione (a cui vengono comunque fatte varie correzioni, solitamente, dato che le prime edizioni ai tempi di Beethoven spesso avevano errori).


Allora ti chiederai, perché Casella le ha messe? Ci sono due motivi. Il primo è di natura armonica. Infatti, il battere di battuta 3 e di battuta 5 presenta un'armonia incompleta, e la nota che completerebbe l'armonia è proprio quella che Casella lega. Il secondo riguarda la prassi dell'epoca, infatti era prassi, in alcune circostanze, mantenere delle note, anche se non c'era scritto, in modo da completare l'armonia. È questa la circostanza giusta? Ho i miei dubbi, specialmente considerando che Casella, di prassi beethoveniana, non poteva saperne granché (ai suoi tempi erano diffuse moltissime false notizie).
Tuttavia, mantenere una frazione di secondo in più la nota di sotto del bicordo non credo che faccia danni in questo caso, quindi, se ti piace l'effetto, perché no. Io mi limiterei a suonare quello che è riportato nella prima edizione, però.

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