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Post - Pianoth

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Le mie esecuzioni / Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
« il: Giugno 27, 2013, 05:35:10 pm »
Certo, non esiste un modo perfetto di suonare nessun pezzo al mondo, infatti ci sono sicuramente tanti grandissimi pianisti che suonano tutto il pezzo senza il pedale 1C.
Comunque forse non ti è chiara una cosa: tu dici "concordo a pieno sul non sentire le terzine", mentre io ho cercato di dire l'esatto opposto, in effetti mi sono espresso un po' male.
Le terzine danno ritmo al pezzo, immagina come se ci fosse qualcuno che sta girando qualche manovella in continuazione per sentire il pezzo, le terzine dovrebbero dare quella sensazione. È complicato da spiegare. Insomma, prova ad immaginare questo pezzo senza le terzine. È una noia indescrivibile, nessuno al mondo vorrebbe neanche suonare un pezzo del genere...
Quello che è importante è che siano sempre perfettamente regolari e che non siano più importanti della melodia. Tutto qui.
Comunque anche se ci sono infiniti modi di interpretare il pezzo, è importante che sia tutto pianissimo, nella tua esecuzione spesso sei andato sul forte. È importante che sia tutto pianissimo sia perché lo dice proprio all'inizio del pezzo e sia soprattutto perché questo pezzo è una meditazione, il forte verrà ripagato nel terzo movimento.
Spero che tu capisca che intendo.  :D

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Tecnica / Re:Come studiare scale e arpeggi?
« il: Giugno 27, 2013, 03:57:36 pm »
Le più difficili sono le minori armoniche e melodiche (stiamo parlando sempre di moto contrario). Nelle melodiche la sinistra che scende deve suonare la minore naturale, mentre la destra che sale la minore melodica. Ritornando è al contrario. Dopo un po' di pratica comunque si riescono ad imparare. Le scale più difficili, almeno per le mie mani, sono Si♭ minore armonica, Mi♭ minore armonica e forse anche La♭ minore melodica.

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Le mie esecuzioni / Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
« il: Giugno 27, 2013, 03:47:41 pm »
Io l'ho studiata con la mia insegnante del conservatorio per tantissimo tempo. Ti posso dire che se l'hai studiata da solo, va più o meno bene, ma se la vuoi suonare per bene, allora non te la prendere se ti dico che non la suoni bene.

La sonata op. 27 n. 2 è composta di tre movimenti. Il primo movimento è una sorta di meditazione, il secondo può essere quasi considerato con una specie di movimento di passaggio, mentre il terzo è uno "sfogo", che va suonato con rabbia e agitazione. La sonata andrebbe suonata per intero senza fermata: alla fine di ogni movimento Beethoven scrive infatti "attacca subito il seguente Allegretto" e "attacca subito il Presto".

Parliamo del primo movimento quindi: va suonato tutto pianissimo, non bisogna mai esagerare con le dinamiche!
Beethoven scrive "Si deve suonare tutto questo pezzo delicatisimamente e senza sordino" e "sempre pp e senza sordino". Nell'edizione di Casella (e non solo) si trova scritto "N. B. 1 C. sino alla fine del pezzo": dato che il pianoforte spesso gonfia parecchio, personalmente sono completamente d'accordo con questo suggerimento. Va ricordato dopotutto che Beethoven non ha composto questa sonata per il pianoforte.
Mentre si suona il pezzo bisogna stare estremamente concentrati, bisogna pensare assolutamente solo a ciò che si sta suonando e bisogna fare assolutamente in modo che non sia noioso (personalmente io la faccio un po' più velocemente per questo motivo). Chiunque penserebbe che questo è un pezzo facile, specialmente i principianti: invece è un pezzo terribilmente difficile a livello interpretativo.
Le terzine vanno praticate (non suonate) staccando tutte le note (delle terzine). Questo aiuta ad evitare di sbagliare note, fare in modo che tutte le note delle terzine siano suonate pianissimo e soprattutto fare in modo che la melodia sia messa in evidenza senza necessità di suonarla molto più forte. Le terzine devono essere uguali per tutta la durata del pezzo. Deve essere leggermente accentata la prima nota di ogni terzina, facendo sempre attenzione che le note della melodia siano in massima evidenza, senza suonarle forti. Quando c'è un crescendo o un diminuendo bisogna fare attenzione a fare in modo che le terzine non sembrano parte della melodia.
La melodia deve essere più semplice possibile, bisogna rispettare con massima attenzione le legature ed evitare di fare crescendo e diminuendo dove non è segnato. In molte esecuzioni la melodia viene eseguita con un evidente rubato. Se si vuole imitarlo allora non bisogna mai esagerarlo, proprio perché la melodia deve essere semplice.

Il primo movimento, come ho detto prima, è una meditazione: la prima parte del pezzo deve essere assolutamente statica; quando entra la melodia bisogna sempre suonare tutto pianissimo, senza mai cambiare colore. Nella battute in cui c'è crescendo e diminuendo, le terzine vanno suonate sempre identiche, con un veramente minuscolo crescendo e veramente minuscolo diminuendo per non superare la melodia; il basso legatissimo, deve evidenziare il crescendo e il diminuendo ma senza mai gonfiare troppo, senza accenti.
Nella parte in cui il basso continua a ripetere l'ottava con SOL#, la melodia "scompare", rimangono solo le terzine, che salgono e scendono per quattro volte. In quelle battute il basso deve essere profondo, ma sempre pianissimo. Devono essere sempre evidenziate le terzine, un piccolo crescendo quando salgono e un piccolo diminuendo quando scendono va bene ma deve essere sempre tutto pianissimo. Non deve essere però troppo piano: quando rientra la melodia, va suonato tutto in decrescendo, sempre di più (tu hai fatto praticamente il contrario), fin quando ritorna il tema iniziale che deve suonato sempre pianissimo.
In questa seconda parte del pezzo si trova spesso qualche "finto crescendo": non bisogna mai esagerarli, bisogna in effetti crescere, ma va sempre suonato tutto piano.
Alla fine del pezzo la melodia la fa il basso. Le terzine devono essere sempre uguali come all'inizio, il basso deve essere assolutamente evidente ma sempre pianissimo. Non bisogna mai esagerare i crescendo e i decrescendo anche qui.
Le ultime quattro battute del movimento sono le più difficili di tutto il movimento. Bisogna partire suonando pianissimo, continuando a suonare sempre più piano, possibilmente senza rallentare. Gli ultimi due accordi vanno suonati con moltissima attenzione: il penultimo accordo non assolutamente deve essere conclusivo, non deve fare sembrare che il pezzo sia concluso. L'ultimo accordo deve essere leggermente (molto leggermente) accentato, e bisogna aspettare fino a che il suono è quasi scomparso prima di attaccare il movimento successivo (questo è il significato del decrescendo finale). Entrambi devono essere suonati più piano possibile, facendo attenzione a non arpeggiarli.

Un'ottima esecuzione di questo primo movimento è quella di Claudio Arrau.

Queste sono più o meno le cose più importanti che ti posso dire sul primo movimento di questa fantastica sonata. Spero che sia chiaro ;)

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Presentiamoci / Ciao a tutti!
« il: Giugno 26, 2013, 11:58:34 pm »
Ciao, sono Pianoth. La seguente è una presentazione molto lunga (è questo il motivo per il quale non l'ho scritta subito dopo essermi iscritto), se avete da fare non leggetela (anche perché non è interessante). Se avete proprio intenzione di leggerla invece, leggete solo i primi 6 righi o leggetela tutta. Non leggetela a metà.

Ho iniziato a suonare il pianoforte all'età di 3 anni (anche se a quell'età ovviamente non facevo niente di sorprendente). Studio al conservatorio di Salerno (G. Martucci) da qualche anno, dopo un anno di "primo sperimentale" o qualcosa del genere sono entrato direttamente al quarto, anche perché avevo già fatto l'esame di Solfeggio da esterno. Non c'è una ragione particolare per la quale mi sono iscritto a pianosolo.it. Ho scoperto questo sito molti anni fa, a quei tempi lo trovavo più o meno interessante, quindi ora che mi è ritornato in mente ho deciso di iscrivermi, per fare nuove conoscenze, aiutare i dilettanti e qualora lo richiedessi in futuro, magari anche chiedere aiuto.

Sono un pianista particolare: dopo avere fatto l'esame di Solfeggio, mi sembra all'età di 11 o 12 anni, avevo ancora una tastiera con 61 tasti. Tuttavia avevo acquisito una velocità di lettura notevole, quindi feci stampare tanti (ma proprio tanti) spartiti, anche per pianoforte: li ascoltavo sentiti da qualche grande pianista, se mi piacevano li facevo stampare e mi impegnavo al massimo per impararli. Che voi ci crediate o no imparai anche pezzi di difficoltà assurda, sempre con la tastiera, e da solo! Il mio insegnante non ne ha mai saputo niente, non lo sa neanche ora.
Iniziai prima con qualche pezzo che non mi sembrava difficile da suonare, tipo qualche pezzo moderno di Giovanni Allevi, qualche pezzo classico carino e brillante come la K 545 di Mozart, poi il primo pezzo seriamente difficile che imparai fu la rapsodia Op. 79 (N. 1 e 2) di Brahms, in seguito mi sembra che imparai tanti valzer, qualche notturno, Scherzo N. 2, Polacca Op. 53 e forse anche qualcos'altro che adesso non mi viene in mente di Chopin, e perfino Mefisto valzer N. 1 di Liszt, pezzo che mi ha anche allargato parecchio le mie mani.
Ribadisco se non è chiaro: tutti questi pezzi, all'età di 12-13 anni, da solo, con una tastiera a 61 tasti. Ovviamente, poiché non c'erano abbastanza tasti, per suonare note "fuori range" usavo due pulsanti per suonare le note un'ottava più alta o un'ottava più bassa. Per mefisto valzer preferivo semplicemente fare finta che ci fossero i tasti, perché era ridicolo continuare a interrompere l'esecuzione. Anzi è ridicolo. Inoltre spesso non c'era nessun altro modo.
Comunque li suonavo perché mi piacevano, quindi in ogni caso non facevo uno studio tremendamente approfondito di tutti i pezzi: li studiavo fin quando imparavo perfettamente a memoria tutte le note, e dopo averlo fatto correggevo qualche passaggio che suonava male.

In ogni caso dopo tempo comprai un pianoforte elettrico, un Clavinova CLP-320. In omaggio con il Clavinova ho ricevuto un libro con ben 50 pezzi classici più o meno famosi. C'era di tutto: invenzioni di bach, Per elisa di beethoven, Maple Leaf Rag di S. Joplin, Arabesque 1 di Debussy, Fantasia-Improvviso di Chopin, Notturno N.3 di Liszt... Indovinate un po'? Li imparai tutti quanti, A MEMORIA, in qualcosa come 5-6 mesi (molti pezzi erano proprio difficili, c'erano 3 studi di Chopin, per esempio...).
Finalmente, arrivò il momento di andare al conservatorio. All'esame di ammissione presi un "misero" 8.75. Non sono sicuro di ricordare cosa portai. Mi sembra che portai la K 545 di Mozart e il valzer op. 64 N. 1 di Chopin. Forse anche almeno un altro pezzo classico più o meno semplice che non ricordo. Non volevo "strafare".
Alla prima lezione al conservatorio feci sentire tanti pezzi alla mia insegnante. Per alcuni era più o meno soddisfatta o stupita, come per la Fantasia-Improvviso di Chopin, che avevo studiato almeno un mese per fare in modo che fosse perfettamente pulita, mentre per altri sembrava quasi offesa. In effetti, come ho detto prima, la maggior parte dei pezzi non li studiavo bene, imparavo principalmente le note e le dinamiche "basilari". Inoltre imparavo solo i pezzi che mi piacevano: avevo studiato pochissimo Bach, conoscevo solo 2 invenzioni a due voci e una Gavotta di una Suite Francese...
In ogni caso mi preparò come se dovessi fare l'esame di quinto, facendomi iniziare ad imparare il preludio della Suite II inglese di Bach, la sonata K 331 di Mozart e, dato che conoscevo la Fantasia-Improvviso, mi fece imparare il primo Improvviso di Chopin. Imparai il preludio di Bach in una settimana, cosa che la stupì abbastanza (quasi tutti i suoi altri allievi lo studiavano da mesi e si fermavano o sbagliavano praticamente ogni 2 battute), tanto che mi sembra che mi chiamò "piccolo Mozart" o qualcosa del genere. La sonata invece la imparai in qualcosa come un mese, cioè tre lezioni, una per movimento (una a settimana). Con qualche mese in più di studio la imparai a suonare per bene. Poi comunque imparai ancora una quantità di studi e di pezzi immensa, incrementando sempre di più l'attenzione ai "particolari".

Con questa gigantesca premessa, sappiate che ora ho ancora 16 anni, e conosco una quantità di pezzi semplicemente immensa, grazie alla mia sorprendentemente allenata velocità di lettura. Questa mattina, per divertimento, ho suonato a prima vista tutti gli studi dell'opera 176 di Duvernoy, facendoli più velocemente possibile (l'ho fatto anche per curiosità, non ho mai studiato studi così "semplici").

C'è sempre qualcosa che non va in ogni caso. Non sono un pianista incredibile: nonostante ho entrambi le mani che sono in grado di prendere un'undicesima, e nonostante cerco sempre di fare in modo che le mie esecuzioni siano sempre più pulite possibile, la mia mano sinistra è abbastanza più debole della mano destra, quindi a volte per studi più o meno complessi per la sinistra mi stanco abbastanza velocemente.

Spero che se avete letto tutto non vi siete annoiati terribilmente tanto, ma se così fosse, non credete che s'è fatto apposta.

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Non conosco il pezzo e non ho lo spartito, però il fatto che risulta piuttosto gradevole da ascoltare è un fatto positivo.
Ti posso dire solo una piccola cosa che potrebbe rendere il pezzo ancora più gradevole, almeno secondo me:
Devi essere assolutamente sicuro del tempo. Quandi fai un rubato devi essere sicuro di stare facendo il rubato, non ti conviene deciderlo all'ultimo secondo. Quando decidi che un passaggio deve essere perfettamente a tempo allora ti conviene suonarlo senza accelerare e senza rallentare, esattamente come è scritto.
Questa è una cosa decisamente da non trascurare. Prova ad ascoltare la tua esecuzione al primo minuto, 1:00, ascolta il tempo. Adesso ascolta l'attacco del pezzo. Non ti sembra impreciso anche a te, o comunque un tempo completamente diverso da quello iniziale?
Il mio personale consiglio - non sei obbligato a seguirlo - è di fare più attenzione al tempo. Se sullo spartito non è segnato nessun "ritenuto", "rubato", o "accellerando", allora non ti conviene esagerare nell'esecuzione, devi essere assolutamente sicuro di quello che suoni, di tutti i più minimi particolari. Specialmente per questo pezzo piuttosto lento.

Per quanto concerne la tecnica, non mi preoccuperei troppo per questo pezzo, anche se è uno studio. Non sono un esperto di tecnica in ogni caso. L'unica cosa che ti potrei dire è che - almeno così mi sembra nel video che ho visto 2 volte - tieni il polso della sinistra un po' troppo basso in alcuni passaggi. Non mi è sembrato di notare nulla di grave comunque.

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Tecnica / Re:Schubert: improvviso op. 90 no. 2
« il: Giugno 24, 2013, 11:23:43 am »
Mi correggo, non ero davanti al piano, metto la seguente:
321 321 312 321 321 321 321 321 321 532...
Comunque il concetto è quello, per farlo con semplicità bisogna mettere la stessa diteggiatura in passaggi con difficoltà tecnica uguale.

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Tecnica / Re:Schubert: improvviso op. 90 no. 2
« il: Giugno 24, 2013, 11:10:15 am »
Io in quel passaggio metto la diteggiatura:
321 312 312 321 321 321 321 321 321 532 ...
Da notare la ripetizione del 3, per evidenziare più facilmente la terzina.
5 per dare un po' di importanza in più alla nota e perché 4 è il dito più debole della mano.
Personalmente la ritengo la migliore, non ho mai neanche pensato di provare a cambiarla dato che così esce perfettamente pulita. Ad essere sincero non ci ho mai neanche fatto caso, l'ho trovata automaticamente. Nei passaggi in cui si ripete una stessa tipologia di tecnica conviene ripetere le stesse dita. D'altronde anche Christian l'ha fatto, ripetendo (312). Io preferisco (321) perché mettere il pollice su un tasto nero potrebbe dare accidentalmente un accento non voluto. Dipende comunque anche dalla mano.

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Tecnica / Re:pedale nel preludio la goccia d'acqua
« il: Giugno 23, 2013, 02:54:21 pm »
Adesso che ci penso un po' meglio però, se non vuoi mettere il pedale nella parte centrale non devi metterlo neanche all'inizio e alla fine. La nota che ripete, ripete e ripete deve essere sempre uguale in tutto il pezzo. Se non metti il pedale nella parte centrale ma lo metti all'inizio allora in effetti è come se improvvisamente avessi completamente cambiato il pezzo, mentre invece è un pezzo unico, è un preludio tra l'altro. Comunque è sempre un'opinione personale.

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Tecnica / Re:pedale nel preludio la goccia d'acqua
« il: Giugno 23, 2013, 02:39:37 pm »
Allora diciamo che non è né giusto né sbagliato, è interpretazione.
In effetti mi viene in mente che il quarto pezzo del Children's Corner viene sempre suonato con tantissimo pedale, dall'inizio alla fine, mentre invece personalmente quando lo suono ne uso pochissimo, solo nella parte centrale.

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Tecnica / Re:pedale nel preludio la goccia d'acqua
« il: Giugno 23, 2013, 02:27:04 pm »
Secondo me invece il pedale ci vuole, perché altrimenti il suono in quella parte è troppo secco, dovrebbe essere più fluido, pieno e continuo possibile... Secondo me. Non è un parere assolutamente di cui fidarsi, però è un'opinione.

(E ovviamente, mentre postavo, pianomanvictor ha detto meglio praticamente quello che volevo dire io... Ci tengo a precisare però che "goccia d'acqua" è un nome che non è stato dato da Chopin.)

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Di tutto e di più / Re:Scrivere il programma di quinto anno...
« il: Giugno 23, 2013, 02:00:46 am »
Comprendo il tuo parere. L'anno scorso ho studiato 4 sonate di Mozart, allora diciamo che per variare un po' ho studiato questa di Beethoven che è raramente portata agli esami perché comunque difficile a livello interpretativo...
Per quanto riguarda gli studi, ho studiato tantissimi studi di Czerny e tantissimi di Cramer. Dato che, come puoi facilmente vedere, volevo portare un programma con tanti autori, ho studiato anche 4 studi di Clementi e ben 7 di Chopin... E ho scelto quelli che mi uscivano un po' meglio. In particolare Chopin: op. 10 N. 1 è perfetto per me, che ho una mano destra grande e veloce.
Ho studiato talmente tanti pezzi comunque che forse potrei addirittura fare un altro programma completamente diverso da questo. Non ho intenzione di cambiario in ogni caso, sono sicuro di tutto ciò che porto.
Direi che la prova che mi preoccupa di meno sarebbe sempre la lettura a prima vista: quando avevo qualcosa come 12 anni, ho imparato Mefisto Valzer di F. Liszt a memoria in qualcosa come una settimana (anche se a 12 anni suonavo molto peggio di come suono ora).

Grazie della risposta comunque.

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Di tutto e di più / Scrivere il programma di quinto anno...
« il: Giugno 22, 2013, 05:33:16 pm »
Come si scrive il programma di quinto anno (compimento inferiore, vecchio ordinamento)? È veramente l'unico dubbio che ho. Mi rendo conto che è un dubbio veramente stupido, credo. Cosa bisogna scrivere oltre alla lista dei pezzi da portare?
Porterò i seguenti:

____
C. Czerny  : Op. 740 N. 1, 3, 7, 8, 17, 27 e 37
G. B. Cramer - Bülow : 60 Studi Scelti per pianoforte N. 1, 8 e 35
M. Clementi : Gradus ad Parnassum N. 2 e 9
F. Chopin : Op. 10 No. 1

J. S. Bach
- Suite inglesi II e III
- Invenzioni a tre voci : 10, 11 e 15
*
D. Alberti : Giga (Allegro molto)
D. Scarlatti :
- Sonata in sol maggiore (Allegro)
- Sonata in re maggiore (Tempo di ballo)
*

L. Beethoven : Sonata (Sonata quasi una Fantasia) Op. 27 N. 2

C. Debussy : Children's Corner

Scale maggiori e minori melodiche ed armoniche per terze e per seste, per moto parallelo e contrario.

* Sono prese da "Clavicembalisti Italiani" di T. Gargiulo e G. Rosati. Sono rispettivamente N. 3, 18 e 20.
____

Grazie in anticipo per l'aiuto.

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