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Post - Pianoth

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Tecnica / Re:Chopin op. 9 n.2 - "gruppetto" finale
« il: Luglio 17, 2022, 04:14:19 pm »
Ho qualche problema anche io, ma è normale, tutti i pianoforti digitali dopo qualche anno iniziano a sviluppare alcuni problemi, ai tasti o anche alla pedaliera. Conviene farli sistemare da un tecnico ma alcune cose tecnicamente non dovrebbe essere complicato sistemarle da soli

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Tecnica / Re:Chopin op. 9 n.2 - "gruppetto" finale
« il: Luglio 16, 2022, 10:03:04 am »
Ti rispondo con un video per maggiore chiarezza.
https://www.youtube.com/watch?v=2MMtADWOD5I

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Tecnica / Re:Chopin op. 9 n.2 - "gruppetto" finale
« il: Luglio 15, 2022, 11:57:23 pm »
Può essere d'aiuto percepire come se i gruppi di 4 note partissero dal pollice, invece che dal medio. Per il resto, è una questione di tecnica, quindi è difficile aiutarti senza avere idea di come metti le mani sul pianoforte. Con una buona tecnica, non è neanche un passaggio che richiede alcuno studio, una volta lette le note dovrebbe venire e basta. L'unica cosa sensata che puoi provare a fare per forzare la velocità è la classica scalata metronomica, come tu stesso hai scritto, ma se stai rigido ottieni un suono terribile e probabilmente ti stanchi pure, quindi fai attenzione.

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Tecnica / Re:Salti con 2 mani in contemporanea
« il: Giugno 23, 2022, 12:22:27 am »
In situazioni di quel tipo, guardare la tastiera è quasi inutile. Questo pianista è cieco, ed è in grado di suonare questo brano meglio della maggior parte dei pianisti, e a un tempo molto veloce, senza mai guardare la tastiera: https://youtu.be/h3-a8g_ub8c
I salti così ampi e veloci vanno percepiti, grazie all'ausilio dei tasti neri, oltre che il semplice istinto di geografia della tastiera, che si sviluppa con gli anni. L'unica cosa che ti posso suggerire è di studiare ogni singolo salto in maniera isolata, suonando una nota e saltando passivamente sui tasti successivi senza suonarli. Specifico passivamente perché se ti sposti sempre attivamente ti stanchi.
A proposito di questo, so che non ho nessun modo di poterti fermare, ma sii consapevole che non sono rari i casi di persone che affrontano brani estremamente impegnativi senza disporre della tecnica necessaria, e finiscono con tendinite o altri disturbi muscoloscheletrici. Se la quantità di studio è effettivamente quella che hai scritto nella descrizione (ossia 3 ore settimanali, che è pochissimo tutto sommato), la probabilità di incorrere in infortuni è relativamente bassa, specialmente se non fai mai sessioni di studio più lunghe di 20-30 minuti, tuttavia, davvero, fai attenzione, perché a giudicare da quello che vedo nel video il rischio è piuttosto alto

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Quale pianoforte? / Re:Pianoteq 7
« il: Maggio 23, 2022, 03:27:07 pm »
Certo, è possibile usare Pianoteq con praticamente qualsiasi tastiera, dato che è sufficiente ottenere segnali MIDI, o via cavo Midi o via cavo USB, e praticamente tutte le tastiere hanno questo tipo di collegamento. Con alcune tastiere che hanno il Bluetooth MIDI, addirittura non serve neanche collegare il pianoforte al computer.

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Tecnica / Re:Solfeggio ed indipendenza mani
« il: Maggio 03, 2022, 03:41:35 pm »
Ti ho indicato in rosso dove sono situate le 8 crome della battuta (che coincidono con le 8 note della mano sinistra, nel caso della prima battuta), e con delle linee verticali ti ho indicato dove sono in relazione alla mano destra. Ho aggiunto delle ellissi nei casi in cui la mano destra e la mano sinistra vanno assieme (ossia sulla prima e sesta croma della prima battuta, e sulla seconda croma della seconda battuta). In tutti gli altri casi, le mani non vanno mai assieme.

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Tecnica / Re:Quali dita?
« il: Marzo 27, 2022, 10:41:20 am »
Tipicamente si userebbe 5 - 3 (oppure 4) - 2 - 1 - 4 - 2 - 1.

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Di tutto e di più / Re:Scriabin op 8 n 12
« il: Febbraio 28, 2022, 10:42:00 pm »
L'accompagnamento della sinistra è scritto tutto nel pentagramma sotto principalmente per semplicità di comprensione di ciò che succede a livello musicale: c'è una melodia in ottave, e un accompagnamento in terzine. Concretamente parlando però, le note che stanno in mezzo alle ottave conviene prenderle con la mano destra, non ha nessun reale senso prenderle con la mano sinistra. L'unica cosa a cui devi fare attenzione è al suono di quelle note, che deve comunque suonare continuo rispetto alle terzine di accompagnamento.


Riguardo la difficoltà, questo studio non è estremamente impegnativo, credo che messo vicino a quei brani che hai menzionato sia fattibile.

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Tecnica / Re:Dinamica e segni dinamici
« il: Febbraio 20, 2022, 10:21:10 am »
Libertà interpretativa c'è sempre, anche nei brani in cui ci sono tante dinamiche indicate. Se ce ne sono poche, vuol dire principalmente che hai più libertà. Però fai attenzione: se per esempio vedi che all'inizio di un brano c'è "p", e poi a un certo punto c'è "f", è chiaro che se giochi troppo con le dinamiche prima di raggiungere il "f", raggiungendolo in anticipo, non è una cosa positiva. Piuttosto, lavora su piccoli crescendi/diminuendi all'interno delle stesse frasi, rimanendo generalmente nel contesto del "p".
A volte può dipendere anche dal contesto del brano, o dello specifico compositore, ad esempio Beethoven usava molto spesso il "subito piano", sapere queste cose aiuta a dare un'interpretazione dei brani più coerente, oltre che più fedele alla volontà del compositore.

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Armonia / Re:Armonizzare un basso
« il: Febbraio 12, 2022, 09:19:37 pm »
Non è una questione di importanza, ma di metodo. Armonizzare bassi è un metodo estremamente efficace per imparare le regole di condotta delle voci.
Riguardo le regole di condotta delle voci, quelle valgono ancora, specialmente quando si scrive per orchestra è bene avere le idee molto chiare. Quello che è certo è che spesso, da un punto di vista pratico, non occorre quella fissazione sulle regole tipica della scuola, ma imparare a condurre le voci in maniera pulita porta a risultati obiettivamente migliori da un punto di vista musicale, ossia le regole non sono lì perché devono esserci e basta, ma sono lì perché effettivamente portano a scrivere musica migliore.
La realizzazione dei bassi è un metodo efficace per imparare queste regole, semplicemente perché, tendenzialmente, un basso ha poche possibili soluzioni, da un punto di vista di funzioni armoniche, mentre una melodia talvolta può avere tante soluzioni possibili.

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Tecnica / Re:Difficoltà di lettura
« il: Febbraio 09, 2022, 10:21:33 pm »
Ciao, ti consiglierei il metodo "A prima vista", di J. Norris, rigorosamente suonando tutti gli esercizi senza mai guardare la tastiera, piuttosto sforzandoti di guardare solo ed esclusivamente lo spartito.

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Tecnica / Re:Gigue dalla Partita n° 1 in Si-b maggiore BWV 825
« il: Gennaio 08, 2022, 07:08:41 pm »
Personalmente mi trovo più comodo suonando le semiminime con la destra all'inizio e passandole alla mano sinistra all'occorrenza. In ogni caso, la soluzione tradizionale è senz'altro quella di suonare le semiminime con la mano sinistra, come per l'altro specifica Czerny nella sua edizione (in cui tra l'altro suggerisce un tempo piuttosto lento, stranamente):

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Tecnica / Re:Principiante e infiammazioni
« il: Dicembre 17, 2021, 06:28:07 pm »
Problemi al polso nella maggior parte dei casi vengono a causa di un cattivo allineamento tra la mano e l'avambraccio, ossia hai molto probabilmente il polso troppo basso. Diversi studi attestano che il polso che si allontana troppo dalla gamma media di movimento ottimale è una causa significativa di infortuni, compresa la sindrome del tunnel carpale: la pressione del tunnel carpale aumenta con appena 15 gradi di variazione dalla posizione neutra.
Correggere problemi da soli, senza una supervisione esperta, purtroppo non è semplice, spesso non ci si rende conto di stare compiendo movimenti pericolosi mentre si suona, e anche pianisti/insegnanti molto bravi non sono necessariamente adeguatamente informati in merito. La maggior parte degli infortuni sono connessi a 4 cause, da sole o in combinazione tra di loro:
  • Co-contrazione muscolare, ossia l'azione simultanea di due gruppi muscolari antagonisti;
  • Posizioni scomode, ossia qualsiasi parte del corpo che raggiunge o si avvicina troppo al limite estremo del movimento;
  • Attività muscolare statica, ossia irrigidimento di qualsiasi parte del corpo, il che non consente la libera circolazione del sangue;
  • Forza applicata eccessiva.
Per ulteriori informazioni, se conosci l'inglese, puoi leggere questa pubblicazione di Brenda Wristen. Brenda Wristen è nota anche per un libro molto utile per pianisti con mani piccole, sempre in inglese, che si chiama Adaptive Strategies For Small-Handed Pianists.
Altre letture utili che ti consiglio:
Tiet Kitty - La tendinite agli arti superiori del pianista: prevenirla, riconoscerla, curarla.
Maria Lucia Costa - Il corpo è musica. La coordinazione motoria nella performance pianistica e nella quotidianità
Thomas Mark - What Every Pianist Needs to Know about the Body (lingua inglese)


Detto ciò, attento ad informarti da video su youtube. Pianosolo ha prodotto vari video di "biomeccanica pianistica", e anche Fausto Bongelli ha video apparentemente approfonditi sulla tecnica pianistica, ma trattano di biomeccanica classica, superata scientificamente, e si tratta di una strada piuttosto pericolosa da intraprendere da soli. Tra i pochi video in italiano che parlano di tecnica pianistica, che reputo accettabili, ci sono quelli di Roberto Prosseda, ma purtroppo non sono realmente sufficienti per avere un quadro completo sulla tecnica pianistica.

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Armonia / Re:Raddoppio del basso
« il: Ottobre 13, 2021, 10:08:10 pm »
La chitarra non ha esattamente lo stesso grado di libertà di ciò che è suonabile, perché alcuni intervalli o accordi potrebbero essere concretamente troppo scomodi da suonare, però grossomodo le regole di armonia rimangono le stesse in termini di priorità dei raddoppi. Ad esempio, un accordo di Mi minore da suonare sulle 6 corde, tipicamente si suona con MI SI MI SOL SI MI, e puoi notare che questo accordo ha 2 raddoppi della fondamentale e uno della quinta. Insomma, sostanzialmente le regole di priorità dei raddoppi rimangono invariate, l'unica cosa che cambia è la concreta possibilità di suonare alcune combinazioni di note

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Di tutto e di più / Re:Composizione
« il: Settembre 02, 2021, 03:14:28 pm »
A proposito, un'ultima aggiunta: per accedere al biennio di composizione, come per tutti i bienni, l'unico requisito, legalmente parlando, è avere una qualsiasi laurea triennale. Ma se il tuo obiettivo è frequentare direttamente il biennio dopo avere terminato il percorso di pianoforte, te lo puoi scordare, è completamente impossibile. Il biennio di composizione, come il triennio, prevede un'esame di ammissione, che come difficoltà è sostanzialmente equivalente al diploma del vecchio ordinamento di composizione. Quindi, all'ingresso al biennio, si dà per scontato che in realtà non solo sei già compositrice, ma sai scrivere per tutti gli strumenti, sai scrivere una fuga vocale scolastica (esposizione, 3 divertimenti e stretti) su soggetto dato in contrappunto rigoroso (quindi difficoltà ben al di là della banale armonia), sai gestire bene una grande orchestra, e conosci bene e sai scrivere in tutte le forme musicali. Entrare direttamente al biennio, sostanzialmente, è possibile solo se ti prepari per svariati anni, direi non meno di 5 anni privatamente, e correndo moltissimo su tutto il programma necessario.

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