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Post - Antonio27

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Armonia / Re:Quando ribattere un accordo?
« il: Marzo 31, 2020, 02:03:24 pm »
Dico "purtroppo"  perché facendo tutto da autodidatta ho una forte impressione di prendere un difetto che mi diventerà poi impossibile da correggere. Nell'eseguire, talvolta, l'incipit del brano, leggendo spartiti che riportano oltre alla doppia chiave per il pianoforte anche la chiave di violino per la voce, avverto un senso di migliore soddisfazione. Nella parte iniziale infatti non c'è necessità di suonare la "voce" per cui le mani assumono l'impostazione corretta dell'accompagnamento pianistico e credo che questa sia la corretta impostazione da metabolizzare. Quando con la mano destra ci si abitua ad eseguire l'accordo, magari arpeggiandolo, ritengo sia poi più facile far emergere anche la melodia che continuerebbe ad essere ben armonizzata con il basso. Credo anche che la corretta impostazione ci aiuterebbe a leggere la chiave di basso con maggiore scioltezza e comunque sono sempre considerazioni di un principiantissimo che si avvicina alla settantina quelle che esprimo io e magari qualche utente più ferrato potrebbe aiutare entrambi dandoci un parere più pertinente e ferrato.
A me invece sembra che il pianoforte classico:
cioè chiave di violino per la melodia con la mano destra, e chiave di basso (oppure accordi) per la mano sinistra,
e il piano moderno (o di accompagnamento):
cioè accordi con la mano destra, e la sinistra che li rafforza,
siano due strumenti diversi.
Non ho mai sentito qualcuno che pratica le due tecniche indifferentemente.



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Tecnica / Re:Esercizi per aumentare l'apertura della mano?
« il: Marzo 30, 2020, 06:48:06 pm »
Io ci andrei molto piano con gli esercizi.
Schumann a furia di fare esercizi si è rovinato una mano e non ha più potuto esibirsi come pianista.
Mi pare che si era anche costruito una aggeggio per esercitare la mano.

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Armonia / Re:Quando ribattere un accordo?
« il: Marzo 30, 2020, 06:40:08 pm »
Mi sono spiegato male ed è molto giusto ciò che affermi quando dici che il pianista suona l'accordo con la destra e con la sinistra esegue la nota del basso lasciando che la melodia la esegua il canto o qualunque altro strumento solista. Avevo comunque percepito che tu cercavi di suonare l'accordo con la sinistra e la melodia con la destra ed eri alla ricerca di sapere quando dovevi ripetere l'accordo che tendi a fare sul terzo tempo in un brano da 4/4.


Capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo (cercando il rovescio più comodo per le dita) con la sinistra e lasciare la destra libera per eseguire la melodia e leggendo vari spartiti dove è indicata la sola sigla dell'accordo ho notato che il punto preciso in cui la sigla dell'accordo è trascritta corrisponde sempre ad una pausa nei righi della melodia o ad una delle "tre o quattro" note dell'accordo. Ritengo che il punto dove è trascritto l'accordo non sia affatto una combinazione grafica ma l'esatto momento in cui l'accordo deve essere suonato. Per quanto riguarda il basso, qualora si voglia eseguirlo con la sinistra, è spesso indicato negli spartiti anche dove c'è la sola chiave di violino e corrisponde molto spesso alla nota che da il nome all'accordo. Armonizzare il basso con l'accordo è proprio la caratteristica dello studio dell'armonia. Se sei riuscito a visualizzare il brano che ti ho allegato puoi notare l'indicazione delle note scritte in maniera più piccola nelle prime battute e (sono tutte una serie di MI) che andrebbero a raddoppiare, con le loro relative pause indicate, il tempo della battuta se fossero riferite alla stessa battuta dove compare la parte melodica.
Avevi percepito esattamente. Suono gli accordi con la sinistra e con la destra faccio la melodia.
Alla domanda di quando ripetere l'accordo all'interno della battuta, avevi risposto in maniera molto soddisfacente.


Perchè mai dici "capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo con la sinistra"?
Se non hai ambizioni di cantare o accompagnare altri, ma suoni il piano e basta, secondo me questo è il metodo giusto.
Ho sempre il sospetto che chi fa gli accordi con la destra è solo perchè eccessivamente destrimano.

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Armonia / Re:Quando ribattere un accordo?
« il: Marzo 30, 2020, 12:46:39 pm »
Negli spartiti di musica pop mi capita spesso di notare che l'accordo indicato è posto, esattamente, nella posizione in cui ti trovi ad eseguire, con la destra, una nota che fa parte dell'accordo che devi suonare con la sinistra
Ilmioregno,
ti ringrazio per avermi risposto, in modo chiarissimo, sulla questione della ribattuta dell'accordo.
Suono da una vita strumenti a fiato, quindi sono forte sulla melodia, ma molto debole con l'armonia.
Volevo chiederti una cosa al di fuori del tema di questa discussione.
Nella tua risposta fai riferimento all'accompagnamento pop in cui si esegue l'accordo con la sinistra (quindi parte bassa), e con la destra si ripete (o si completa) una nota dell'accordo, quindi nella parte più acuta.
In genere ho letto che chi suona il pianoforte solo per accompagnamento si concentra sugli accordi, eseguiti con la destra, duplicando la nota più bassa dell'accordo (che è quella più importante) con la mano sinistra, nel registro più grave.
In questo uso solo armonico del pianoforte la melodia viene lasciata al canto, o ad uno strumento solista melodico (ad esempio tromba o sax).
Celeberrimi i filmati di Mercury che suona (mentre canta) Bohemian Rhapsody, facendo gli accordi nella parte centrale con la destra (senza mai spostarla, quindi con largo uso di rivolti), mentre con la sinistra suona una nota nella parte bassa del piano. Ma in una sola occasione la suona nella parte alta, portando il braccio sinistro a destra, incrociando sopra a quello destro.
Io suono gli accordi con la sinistra, ma eseguo la melodia con la destra.
Invece quello che tu descrivi, cioè pianoforte armonico, con accordi nella parte bassa e rinforzo con una nota nella parte acuta, non lo conoscevo.
 


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Tecnica / Re:Dilemmi di un povero principiante autodidatta
« il: Marzo 27, 2020, 12:05:33 pm »
Caro collega principiante autodidatta,
ho provato un certo disagio nel leggere le lamentele per avere iniziato a 40 anni.
Io, come molti dei miei conoscenti, abbiamo iniziato in una età ben più avanzata.
Un conto è diventare un pianista professionista, e allora già 12 anni sono troppi per iniziare.
Ma per un uso amatoriale senza pretese, con l'obbiettivo di suonare discretamente spartiti non troppo impegnativi, l'età di inizio non conta.


Comunque, tornando alla tua domanda, è verissimo quello che dici.
Anche quando si riesce a suonare discretamente con le due mani separate, nelle due diverse chiavi, il passaggio a due mani contemporaneamente è una barriera alta da superare.
Quando ho avuto ben chiaro il tempo che mi sarebbe occorso per suonare il pianoforte classico, essendo per me il pianoforte solo il secondo strumento, sono passato al pianoforte moderno.
In pratica suono la melodia con la destra, e con la sinistra suono l'armonia facendo gli accordi a tre dita.
Gli accordi in genere sono riportati negli spartiti in lettere, e cosi bypasso la chiave di basso.
I tempi di apprendimento e i risultati sono sorprendenti.
Molto meglio una discreta esecuzione con un metodo semplificato, che una pessima esecuzione con un metodo completo.
Tra l'altro ottenere dei risultati in tempi rapidi da soddisfazione e motivo di continuare (e quindi in futuro... chissà... anche riprovare il metodo classico e prendere lezioni).
Sono invece moltissimi, anche tra i giovani, quelli che dopo vari tentativi con il piano classico, rinunciano (le case sono piene di pianoforti elettrici inutilizzati).


 

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Armonia / Quando ribattere un accordo?
« il: Marzo 14, 2020, 02:05:41 pm »
Suono il cosidetto "pianoforte moderno" (in realtà pianoforte semplificato).
Ovvero, melodia con la mano destra, e armonici (a tre note) con la sinistra.
Utilizzo spartiti dove gli armonici sono riportati in lettere, e quindi leggo solo in chiave di sol.
Due domande:
1 Quando all'inizio di una battuta è riportato un accordo, non seguito da altri accordi in quella stessa battuta, quanto è lecito replicarlo? In un 4/4 io spesso lo replico alla terza battuta?
2 Se nelle battute seguenti non sono riportati accordi, si intende che l'ultimo accordo va replicato all'inizio di ogni battuta, o che queste battute non devono avere armonia?



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Teoria musicale / Re:Pause nel solfeggio
« il: Marzo 02, 2020, 11:40:16 am »
Anch'io con diversi insegnanti ho usato i due diversi metodi.
Entrambi però, quando la pausa era parziale, usavano solo il numero uno (tipo: un-do un-re in un 2/4).
Ma è solo un formalismo all'interno di un corso di solfeggio.
Quando poi ho la necessità di solfeggiare un pezzo complesso prima di suonarlo, la pausa non la conto, ma faccio solo una vera pausa.
Contarla sarebbe poi controproducente nell'esecuzione.

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Quale pianoforte? / Re:Pianoforte o tastiera pesata?
« il: Marzo 01, 2020, 02:32:12 pm »
Si esatto è proprio quella.
Il problema è che vuole che usi un pianoforte acustico (possibilmente acquistato da lui) e non una "tastiera".
Ma in un appartamento e con i miei orari farei fatica a suonarlo.
Prima di approdare al pianoforte ho suonato vari strumenti a fiato.
Ebbene, con ogni strumento, dopo un certo numero di lezioni, tutti gli insegnanti mi hanno proposto (con insistenza) di acquistare un loro strumento.
O almeno di poterne acquistare uno per me. O, al limite, di accompagnarmi ad acquistarlo in un posto di loro conoscenza.
Niente di scandaloso. La cosa è comprensibilissima. Con le lezioni di musica si guadagna poco, ed è normale ed umano cercare qualche entrata che vada al di là della retribuzione oraria.
Quello che mi infastidiva era la motivazione tecnica, spesso chiaramente inesistente, usata per giustificare questa richiesta.

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Tecnica / Re:Accordi nella parte centrale
« il: Luglio 31, 2019, 11:45:38 am »
Ti ringrazio del consiglio.
Per quanto riguarda l'ultima tua frase (linea melodica con la destra), ti sembra accettabile (se ben fatto) suonare la melodia con la destra, e con la sinistra suonare semplicemente gli accordi?
In questo caso non ci sarebbe neanche bisogno di leggere anche in chiave di basso, perché in tutti gli spartiti é indicata la lettera dell'accordo.

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Tecnica / Accordi nella parte centrale
« il: Luglio 30, 2019, 03:34:50 pm »
Quando con le tastiere, o con il pianoforte, si vuole solo  accompagnare, si usa fare gli accordi con la mano destra nella parte centrale, rinforzando l'armonia con la nota più bassa dell'accordo (1 ottava sotto) battuto con la mano sinistra.
A volte la sinistra può battere la nota più acuta passando sopra la destra (celeberrimo l'incrocio della mano sinistra di Mercury in Bohemian Rhapsody).
Essendo capace di suonare gli accordi solo con la sinistra (sono anche mancino) é possibile fare accompagnamento suonando gli accordi con la mano sinistra nella parte centrale, rinforzando con la destra nella parte più acuta (salvo a volte incrociare a sinistra) ?



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Armonia / Re:Aggiungere l'armonia alla melodia
« il: Marzo 22, 2018, 02:12:15 pm »
Funziona!
Ho controllato alcuni semplici spartiti, e senza tener conto, come tu hai detto, delle notazioni di settima e altre variabili, quasi tutti gli accordi rientrano nei 6 derivanti dalla loro tonalità (tre accordi maggiori e tre minori) di cui parlavamo.

Tra l'altro noto che in ogni brano musicale, indipendentemente dalla tonalità e dal fatto che globalmente esprimano allegria o tristezza, si alternano caoticamente armonici maggiori e minori.
Quindi si può dire che ogni brano musicale contiene al suo interno alcune parti maggiori e alcune minori ?

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Armonia / Re:Aggiungere l'armonia alla melodia
« il: Marzo 22, 2018, 12:00:35 pm »
La cosa più semplice è quella di considerare gli accordi che ruotano attorno alla tonalità. I legami più forti sono con gli accordi di IV e V grado e considerando maggiori e relative minori.
Per esempio, nella tonalità di DO, gli accordi più "vicini" sono: FA maggiore (IV) e SOL maggiore (V) e le relative minori LA minore, RE minore e MI minore.
Ti ringrazio della risposta. Gentilissimo!

Quindi, se ho ben capito, se ho una melodia nella tonalità di Do, considererò l’accordo di DO stesso (tonica), più quello di FA maggiore (IV) e SOL maggiore (V).
E considererò la scala relativa, cioè l’accordo di LA minore, più gli accordi RE minore (IV) e MI minore (V).

Se la tonalità è in FA, considererò gli accordi: FA maggiore, SIb maggiore, DO maggiore, RE minore, SOL minore, LA minore.

Mi confermi?

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Armonia / Aggiungere l'armonia alla melodia
« il: Marzo 21, 2018, 05:09:54 pm »
Come ho già accennato nella mia presentazione, mi piace comporre melodie suonando la tromba ad orecchio (che è il mio principale strumento).
In seguito trascrivo la melodia sullo spartito, e infine tento di aggiungere gli accordi con il piano (del quale ho per ora una conoscenza limitata).
Per aggiungere gli accordi in genere seleziono tutti quelli che  includono le note principali di ogni battuta, e scelgo quello che mi suona meglio.
Spesso devo provarne moltissimi, e più volte. E' un processo interminabile.
Sapete suggerirmi dei criteri, magari meno empirici, che mi permettono di selezionare il minor numero possibili di accordi potenzialmente adatti ?

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Presentiamoci / Re:Un saluto, e una domanda.
« il: Marzo 21, 2018, 03:34:51 pm »
Vi ringrazio degli incoraggiamenti.
Avete ragione entrambi. E' un primo passo, magari col tempo...
E per me, dopo aver suonato una vita solo strumenti a fiato, quindi solo melodie, la sensazione di produrre degli armonici è veramente affascinante.

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Presentiamoci / Un saluto, e una domanda.
« il: Marzo 21, 2018, 01:11:38 pm »
Buongiorno a tutti !

Sono un suonatore di strumento a fiato, non più giovane.
Sono arrivato al piano perché volevo aggiungere l’armonia alla parte melodica di una mia composizione.

Ho studiato una quarantina di accordi a 3 note, per la mano sinistra, con i rivolti per comprimerli in una ottava.
Gli accordi sono descritti solo con lettere, non con la chiave di basso. 
Aiutato dal fatto che sono mancino, riesco a passare agevolmente da un accordo all’altro.

Ora che lo scopo della composizione è stato raggiunto, vorrei proseguire lo studio del piano, pur rimanendo di base un suonatore di strumento a fiato.
Ho però constatato che uno studio classico, con uso contemporaneo delle due chiavi, mi è proibitivo in un contesto di secondo strumento.

E allora vi chiedo: per un uso amatoriale, suonare il piano eseguendo la melodia solo con la mano destra, lasciando alla sinistra l’uso degli accordi espressi solo con lettere, e quindi senza lettura della chiave di basso, è ammissibile e dignitoso, oppure è un approccio troppo limitante?

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