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Post - mark_c

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Tecnica / Re:i progressi nel tempo quando arrivano
« il: Luglio 22, 2015, 06:54:57 am »
se può servire un controesempio: da informatico non ho mai studiato un linguaggio partendo dal linguaggio ma direttamente dal problema che volevo risolvere ed ha sempre funzionato, aggiungo che io ci vivo grazie all'informatica. In questo modo ho imparato decine di linguaggi, ciò significa che esistono diversi approcci allo studio e che funzionano. Il Chang non è un metodo ma un libro che ti insegna come fare per ottenere certi risultati. Io dopo 20 esercizi del Beyer non ero arrivato da nessuna parte e di pazienza e passione ne ho da vendere. Penso solo e vale solo per me, che il Beyer non sia il mio metodo giusto, forse è utile da bambini. Ora attraverso lo studio diretto dei brani ottengo più risultati ed i minor tempo.
Ovviamente poi tutto dipende da perchè si suona, io lo faccio perchè amo la musica, la voglio capire e credo che sia un argomento infinito che non si è mai finito di studiare e se fosse banale studiare forse, perderebbe tutto il suo fascino: va conquistata.

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Tecnica / Re:i progressi nel tempo quando arrivano
« il: Luglio 21, 2015, 06:00:20 pm »
Tutto questo però presuppone tanta pratica e studio anche quando non riesci a notare il progresso.

questa va incorniciata

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Tecnica / Re:i progressi nel tempo quando arrivano
« il: Luglio 20, 2015, 07:28:45 pm »
comunque ti avviso che il Chang odia i vari metodi tipo Beyer e compagnia bella in quanto li considera una perdita di tempo. Nella mia modesta opinione, formatasi anche nella lettura del Chang, nei vari metodi vi sono molti esercizi di tecnica ma non è detto che nella tua vita pianistica li incontrerai mai nei brani che vorrai suonare. Il Beyer ha più di 200 anni, possibile che nel frattempo i vari maestri si sono rigirati i pollici?

Io preferisco prendere un brano, capire cosa ci sta sotto ed in base a questo studiare ciò che serve; mi diverto e risparmio tempo.

Considera il Chang come un libro che ti dice come suonare e come ottenere determinate prestazioni e come eliminare gli errori.
Il Clementi me lo avevano consigliato appunto perchè è esso stesso un ottimo esercizio che racchiude numerose tecniche: scale, trilli etc.. e poi è un brano piacevolissimo che non annoia anche dopo averlo ripetuto migliaia di volte.

Ciao

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Tecnica / Re:i progressi nel tempo quando arrivano
« il: Luglio 20, 2015, 06:23:21 pm »
magari sarebbe interessante sentire il tuo livello visto che oggi tutto è possibile. Io sono al primo anno di sudio e il Clementi l'ho voluto inserire io di proposito, il maestro voleva farmi partire dall'esercizio 56 del Beyer ma dopo la lettura del Chang ho optato per lo studio diretto dello spartito. Potrebbe essere solo una questione di metodo nell'eseguire, io ti consiglio iuna lettura del "chuan chang i fondamenti dello studio del pianoforte" visto che lo trovi gratis online, se non lo conosci ti svela quali sono i problemi durante l'esecuzione (muri) che a volte creiamo noi incosapevolmente.
Io dopo 2 mesi di studio, 1 ora a giorno, ammetto di non riuscire a suonarlo tutta la Sonatina 1 Op 36 ma solo la prima parte, però mano destra e sinistra con metronomo settato a 200. Comuqnue ognuno ha i suoi tempi e gli errori si eliminano solo facendo esercizi e capendo i propri errori, il Chang aiuta in questa direzione.

Buon lavoro

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Tecnica / Re:Cesi Marciano Vol. 1 n. 12
« il: Giugno 13, 2015, 01:32:26 pm »
seppure principiante, coi passaggi che mi sembrano ostici studio a mani separate, poi quando viene bene metto insieme.
Se una parte non viene diminuisco il numero di note sino ad arrivare al minimo, anche due, poi a mano a mano aggiungo. Le parti che mi vengono bene ovviamente non continuo a suonarle per non inserire anche qui errori e mi concentro solo su quelle che non vengono.

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Tecnica / Beyer vs Pozzoli vs Bona
« il: Giugno 11, 2015, 06:01:52 pm »
ciao,
leggo pareri piuttosto contrastanti circa questi metodi, alla fine viene voglia di lasciarli tutti in libreria.

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Tecnica / Re:Note troppo distanti
« il: Giugno 09, 2015, 05:38:07 pm »
quelle più piccole dovrebbero essere abbellimenti, quindi non strettamente obbligatori

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Tecnica / Re:Pozzoli vol 1
« il: Giugno 05, 2015, 06:20:02 pm »
se hai qualcosa di più aggiornato ben venga  :)

Io sto studiando le due scale sfruttando le sonatine di Clementi, principalmente la sonatina n°1 Op 36; purtroppo avendo ancora poca dimestichezza nella lettura tutto avviene molto lentamente.

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Tecnica / Re:Pozzoli vol 1
« il: Giugno 05, 2015, 06:00:18 pm »
Pozzoli solfeggio vol. 1
Per la teoria ho il Luigi Rossi e molti altri.

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Tecnica / Re:Pozzoli vol 1
« il: Giugno 05, 2015, 04:51:31 pm »
grazie per la risposta.
Ma devo usare come riferimenti: sol, si, re, fa, la per le righe e la,do,mi,sol per gli spazi?

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Tecnica / Pozzoli vol 1
« il: Giugno 05, 2015, 04:22:09 pm »
ciao,
allo scopo di imparare a leggere speditamente lo spartito nelle due chiavi sol/fa mi è stato consigliato tale libro, ne avete di migliori oppure va benissimo solo quello consigliatomi?

grazie

p.s.
il mio livello è che leggo in chiave di sol non speditamente ma senza errori, in chiave di fa sono parecchio lento per via del dover pensare alla chiave di fa come una chiave di sol con una riga spostata sopra

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Teoria musicale / Re:Imparare le scale in funzione del pezzo da suonare
« il: Maggio 29, 2015, 11:07:09 am »
Per questo ti dicevo che era presto per fare quelle scale lì. Meglio cominciare dalle scale che non iniziano con un tasto nero ;-) Il consiglio che ti do è di non cominciare a costruire la casa dal tetto! Altrimenti ti areni subito.

è sufficiente dirti grazie?  :)
Comunque cercavo di capire come si forma l'associazione note lette sullo spartito in una determinata scala e pressione dei tasti giusti ma mi sembra di capire che non ci sono trucchi o strategie, ma solo molta pratica attraverso gli esercizi.

grazie ancora

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Teoria musicale / Re:Imparare le scale in funzione del pezzo da suonare
« il: Maggio 28, 2015, 05:42:47 pm »
ti ringrazio per i preziosi consigli che seguirò alla lettera in quanto li considero ottimi.

Per quanto riguarda invece il riconoscimento delle note sul pentagramma, ad esempio nella scala di La♭ maggiore ho: LA♭ SI♭ DO RE♭ MI♭ FA SOL come riuscire ad associare/ricordare che il LA non è un tasto bianco, per intenderci, ma uno nero? E' solo una questione di esercizi in quantità con le scale e se si, vi sono esercizi mirati per rinforzare il riconoscimento?

grazie ancora

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Teoria musicale / Re:Imparare le scale in funzione del pezzo da suonare
« il: Maggio 28, 2015, 02:58:41 pm »
dunque, il mio obbiettivo sarebbe quello di arrivare a leggere uno spartito non troppo complesso, per ora e suonarlo con una certa disinvoltura.

Ho inziato a Ottobre a seguire lezioni in una scuola ma per come sta andando il corso ho perso molta fiducia verso i metodi adottati e coloro che insegnano.
Prima di questa avventura, lo scorso anno avevo seguito un ciclo di 5 lezioni e quell'insegnate mi aveva insegnato la scala a di Sol maggiore e relativa minore attraverso un brano scelto da lui. Tale scala quindi l'ho imparata inconsciamente. Ora per tutti i brani in Sol maggiore mi viene istintivo premere il FA# in luogo del FA.

Forte di questa esperienza volevo affrontare il problema delle scale partendo dal problema, il brano, e da questo attrezzarmi via via con le varie scale.

Ora ad esempio sono alle prese con Sophisticated Lady il brano di Duke Ellington, brano che attualmente mi riesce di suonarlo ma piuttosto lentamente. E' un brano in Ab e per tale occasione sto studiando questa scala maggiore e relativa minore. Il problema è che mentre sulla tastiera ricordo perfettamente quali note appartengono a questa scala, leggendo le note sullo spartito per la scala Ab devo fermarmi e ragionare: è bemolle o no?

A questo punto dico tra me e me, ma allora non ho un problema nel riconoscere le scale sulla tastiera ma ho un problema a mettere in relazione la nota sul pentagramma e la sua alterazione o meno; premere il tasto corrispondente poi mi è quasi automatico.

Detto questo chiedo se attraverso scale mirate prese magari dal Tommaso Alati risolvo il problema.

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Teoria musicale / Re:Imparare le scale in funzione del pezzo da suonare
« il: Maggio 28, 2015, 12:42:18 pm »
scusa ma non intendevo dire di non studiare tutte le scale ma usare un approccio allo studio diverso. Studio una scala in base al pezzo e se poi voglio trasporre il brano in una scala diversa studio anche quella scala diversa: sarebbe efficace come metodo di studio allo scopo di ottimizzare il tempo o in ogni caso si perde qualcosa e se si, cosa?

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