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Post - Pianoth

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Eventi e spettacoli / Re:Cremona Musica_Piano Experience 2018
« il: Settembre 13, 2018, 07:57:17 pm »
Sarò presente tutti i giorni ;)

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Teoria musicale / Re:Domanda su generi musicali
« il: Agosto 27, 2018, 02:31:53 pm »
Principalmente l’arrangiamento. A dimostrazione di ciò, tieni conto che molti pezzi classici sono stati riscritti in versione rock, pop o altro. Tuttavia, alcune melodie non sono necessariamente adatte per ogni genere. Però questo non rende falso il fatto che il genere è definito principalmente dall’arrangiamento, cioè dal ritmo usato, dagli strumenti usati e così via.

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Le mie esecuzioni / Re:Chopin op. 10 n. 4
« il: Agosto 24, 2018, 10:15:20 pm »
Per essere registrato con il cellulare non è male, ti consiglio un'altra volta di posizionarlo semplicemente più lontano dal pianoforte.
In ogni caso, in generale l'esecuzione è molto buona. Le dinamiche, a dirla tutta, non sono chiare, non si capiscono bene dalla registrazione, forse potrebbero essere molto migliori. L'unica cosa che proprio non mi piace è quel cambio di tempo improvviso che fai a 1:45, per poi riprendere subito il tempo sul battere. Non so se è un errore di solfeggio, cioè se conti male gli accordi, o se è una cosa voluta, per tentare di metterci del tuo nel brano. Il punto è che, indipendentemente dalla circostanza, l'impressione che dai in quel punto è che hai sbagliato a contare gli accordi, perché li fai durare esattamente il doppio di quanto dovrebbero durare, e non è una cosa positiva, verresti senz'altro penalizzato per una cosa simile. Al limite, se, proprio vuoi farli sentire più importanti, arrivaci con un graduale e ben calibrato rallentando, ma deve essere proprio minimo, a malapena percepibile, altrimenti l'effetto che si ottiene non è buono.

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Segnalazioni / Re:RICERCA
« il: Agosto 23, 2018, 02:11:49 pm »
Con il link che avevo messo di tanto in tanto lo fa ancora (ho provato ora).
"Le risorse del server sono sovraccariche, e non è possibile trovare tutte i topic non lette."

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Tecnica / Re:Taubman Approach
« il: Giugno 27, 2018, 10:44:07 am »
Prima di rispondere a qualunque tua domanda, mi occorre fare questa precisazione, anche per futuri lettori di questo topic: non sono un maestro ufficiale della Taubman, né mi ritengo tale. Ho studiato questa tecnica per molto tempo e in maniera attenta e approfondita, e l'ho implementata per quanto possibile nel mio modo di suonare, ma quello che dico in queste risposte potrebbe non essere necessariamente corretto al 100%. In generale cercherò di affidarmi alle fonti che dispongo per rispondere.

In una nota al primo DVD si legge:

One of the purposes of training for "resting on the keys without the keys moving down" is to learn how to distribute the weight among all the limb parts so that the sum total will equal the weight of the keys. No one part is thereby too heavy, and in this way the arm is "keyboard balanced." (You might visualize a doctor’s scale being balanced.) This is one way both arm hovering and keybedding (digging) can be avoided. For staccato playing the surface balance is essential.
This training is used with discrimination— sparingly—just enough to give the arm the " message" as to how to relate to the instrument. It is particularly important for those who show evidence of the above-mentioned flaws. Unfortunately, these flaws are all too common.
The same balance is how one should feel at the bottom of the key when playing legato. However, the "fingertip connection" is not a factor here because the fingers have a "floor" to stand on.
Do not misconstrue this concept to mean that all the fingers rest on the keys when playing. Indeed, for the most part only playing fingers touch the keys. Non­ playing fingers generally hover close to the keys but do not touch them, except in specific soft touches where one plays from the point of sound to the keybed.


Tradotto:

Uno degli scopi dell'allenarsi a "far riposare le dita sui tasti senza che i tasti vengano premuti" è quello di imparare a distribuire il peso tra tutte le parti dell'arto in modo che la somma totale sia uguale al peso dei tasti. Nessuna parte è quindi troppo pesante, e in questo modo il braccio è "bilanciato rispetto alla tastiera". (Si potrebbe visualizzare la bilancia di un medico in equilibrio.) In questo modo sia l'hovering che il keybedding possono essere evitati. Quando si suona staccato l'equilibrio rispetto alla superficie è essenziale.
Questo allenamento deve essere fatto con discriminazione, con parsimonia, solo per dare al braccio il "messaggio" su come relazionarsi con lo strumento. È particolarmente importante per coloro che dimostrano di avere i difetti di cui sopra. Purtroppo, questi difetti sono fin troppo comuni.
Lo stesso equilibrio lo si dovrebbe percepire in fondo al tasto quando si suona in legato. Tuttavia, la "connessione delle punte delle dita" non è un fattore in questo caso, perché le dita hanno un "pavimento" su cui appoggiare.
Non interpretare erroneamente questo concetto nel senso che tutte le dita poggiano sui tasti mentre si suona. Infatti, per la maggior parte del tempo, solo le dita che suonano toccano i tasti. Le dita che non suonano si librano generalmente vicino ai tasti ma non li toccano, tranne che in specifici tocchi leggeri dove si suona dal punto di produzione del suono alla base della tastiera.

Questa nota si riferisce a un punto del DVD in cui Edna Golandsky afferma che, quando ci si siede all'altezza corretta, si dovrebbe essere in grado di percepire questa sensazione di appoggio sui tasti, senza che i tasti vengano premuti, senza che il braccio mantenga forzatamente la mano sulla tastiera, senza che si percepisca alcuno svolazzamento, e senza che il polso si rilassi andando verso il basso.

In altre parole, non c'è un rilassamento, ma c'è assenza di tensione (per evitare discussioni inutili di biomeccanica, chiarisco che per "assenza di tensione" intendo semplicemente la percezione di non essere in tensione, ossia l'essere in tensione il meno possibile, perché tecnicamente, ogni movimento muscolare causa tensione).
Tuttavia mentre si suona, le dita trasferiranno rapidamente e continuamente il peso lungo tutta la tastiera, e affinché questo avvenga in maniera efficiente, è necessaria una piccolissima rincorsa prima di premere il tasto, che garantisce il controllo sul suono oltre che una maggiore libertà di movimento (prova a pensare ad esempio a dei salti ampi, o a dei passaggi di ottave), ossia le dita che non suonano necessitano di non toccare i tasti prima di premerli. Quindi si hanno sostanzialmente due opzioni: o si alzano e abbassano le dita, o si utilizza la rotazione dell'avambraccio combinata a un movimento verso il basso delle dita. Nel primo caso, avviene una co-contrazione, che alla lunga porta a un accumulo di tensione, nel secondo invece l'assenza di tensione è garantita fintanto che l'equilibrio di tutti i movimenti viene mantenuto.

In parole povere, per rispondere alla tua prima domanda, le dita non-suonanti non dovrebbero toccare i tasti prima di premerli, ma dovrebbero comunque essere molto vicini, quasi sfiorandoli.

Riguardo la seconda domanda, la tesi non l'ho scritta io, quindi non posso essere certo di quello che la Milanovic intendesse con quella metafora, tuttavia quasi sicuramente si riferiva semplicemente al fatto che il Taubman Approach non è basato sul rilassamento, ma sull'assenza di tensione, il che è ben diverso e ha varie conseguenze.

Se devi fare una lunga camminata, cosa è più efficiente energeticamente, camminare a un passo costante senza fermata, oppure riposarsi sedendosi da qualche parte dopo un certo numero di passi? La risposta è che il secondo modo è meno efficiente perché l'atto di alzarsi da seduto, per riavviare la camminata, utilizza molta energia. Trasferendo questa metafora al pianoforte, il rilassamento non è efficiente perché per suonare dopo un rilassamento è necessario spendere più energia di quella necessaria se si parte da una posizione neutra. Questo per non parlare delle conseguenze del suonare con il polso basso, e così via (4ª parte). Per cui, in questo senso, si potrebbe dire che tutto l'apparato suonante deve essere sempre "infuso con l'energia" richiesta per suonare.

Quello che può succedere quando si inizia a suonare con una posizione priva di tensione è che si può notare che le dita potrebbero leggermente vibrare quando sono per aria. Fintanto che si percepisce che le dita non sono tenute rigidamente in su, e la posizione della mano è naturale, questo è normale, ed è segno anche del fatto che le dita sono pronte a suonare quando lo devono fare.

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Di tutto e di più / Re:Bach33 in crisi : seconda puntata
« il: Giugno 21, 2018, 09:47:53 pm »
E tu pianoth dai lezioni di pianoforte?
Sì, e di solito in poche lezioni (di persona, altri mezzi non li reputo efficaci) riesco sempre a ottenere risultati notevoli, ma purtroppo non ho molto tempo a disposizione da dedicare a insegnare, per via degli impegni di composizione e tutto il resto.

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Di tutto e di più / Re:Bach33 in crisi : seconda puntata
« il: Giugno 21, 2018, 08:03:56 pm »
Quoto guc, purtroppo un insegnante che non dà peso a questi problemi non è un buon insegnante. Ho un amico che è stato 5 anni con la stessa pessima insegnante, non ha mai voluto cambiare, poi lo convinsi ad andare da un altro insegnante, e si è reso conto prestissimo della situazione disastrosa in cui questa insegnante lo aveva portato. Ora non so se la situazione in questo caso è simile, però ovviamente i miei articoli non posso bastare da soli, è pur sempre necessario la guida di qualcuno un minimo preparato sulla materia.

Comunque giusto per dire, in Italia non ci sono maestri Taubman ufficiali, tuttavia conosco alcuni maestri italiani che sono stati allievi diretti della Taubman o di altri insegnanti certificati, quindi qualcuno potenzialmente preparato su questa specifica scuola tecnica c’è (senza contare me stesso ovviamente). Ma al di là di questa scuola scientifica e molto specifica, ti serve una scuola un minimo applicabile innanzitutto, perché non puoi continuare a suonare se il tuo corpo non fa altro che dirti di smettere!

Ah, comunque per risponderti nel retraining, la risposta in realtà è nel primo articolo: l’ordine in cui vengono esposti i concetti è un ordine possibile che viene proposto a un allievo che fa un retraining da zero, quindi si insegna come ci si siede, l’allineamento, la caduta, la rotazione, l’in e out ecc. in questo ordine precisamente. Solo in qualche caso viene saltata qualche fase, ma è principalmente solo quando si è sicuri al 100% che l’allievo ha già completamente acquisito quella specifica competenza. Comunque, non si può fare retraining da soli, perché è facile tornare accidentalmente a movimenti scorretti, oppure mentre si corregge qualcosa, si inizia a sbagliare qualcos'altro, insomma questa tecnica pianistica è piuttosto impegnativo impararla da soli, però ti consigliai questi articoli perché in qualche modo ti avrebbero sicuramente dato qualche vaga idea di cosa proprio non va bene nella tua tecnica.

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Area Spartiti / Re:Beethoven-Adieu au piano
« il: Maggio 09, 2018, 03:12:11 pm »
Tenendo sempre in conto il fatto che questa composizione molto probabilmente non è di Beethoven, quindi non ha moltissimo interesse a livello filologico, almeno per quello che ho trovato io dovrebbe essere così l'originale:

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Di tutto e di più / Re:Bach33 in crisi : seconda puntata
« il: Aprile 25, 2018, 06:39:05 pm »
Sicuramente è un libro piuttosto importante storicamente. Purtroppo personalmente lo ritengo un po' datato: considera che Brugnoli è morto nel 1937, più o meno nello stesso periodo o poco più avanti ci sono stati personaggi come Matthay, Whiteside e Ortmann, che sicuramente hanno dato grandissimi contributi, ma sono superati ormai, con il Taubman Approach, la Alexander Technique, o personaggi come Sandor, Barbara Lister-Sink, Dr. Kathleen Riley, Alan Fraser, Feldenkrais e infiniti altri. In sostanza, dopo Brugnoli sono state fatte tante scoperte, che talvolta possono anche mettere un po' in discussione delle cose che afferma, anche se non tutto ovviamente. Non ritengo necessario fare esempi, anche considerando che più sopra ho condiviso quell'articolo in 4 parti sulla tecnica principale che seguo. Se proprio devo consigliare un libro sulla tecnica pianistica in italiano, direi Pianosophia: tecnica ed arte di Giovanni Stelli e Paolo Spagnolo, decisamente un po' più attuale, anche se non si tratta propriamente di un trattato di tecnica pianistica.

Comunque, essendo la tecnica pianistica un argomento piuttosto delicato e di difficile comunicazione e comprensione talvolta, quando incontri qualche punto dubbio chiedi pure, cerco di chiarire meglio, nei limiti del possibile.

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Di tutto e di più / Re:Bach33 in crisi : seconda puntata
« il: Aprile 22, 2018, 07:24:35 am »
Ciao, e benvenuto di nuovo.

Ti consiglio la lettura del mio articolo in merito alla postura (e se vuoi anche un po’ delle parti successive se vuoi): https://www.facebook.com/groups/134026159943470/permalink/1903678386311563/

Il link funziona anche nel caso non avessi Facebook. La postura e la tecnica di cui parlo è nota proprio per avere risolto tanti problemi a pianisti.

Per quanto riguarda quello che noti nei grandi pianisti, sappi che, anche se si può suonare bene anche con una postura non efficiente al 100%, gli effetti negativi si incontrano con il tempo, di solito. Lo stesso Gould ha sofferto moltissimo, arrivò al punto in cui non riusciva proprio a suonare più (probabilmente a causa di una distonia, causata presumibilmente proprio dalla sua tecnica pianistica). Quindi il mio consiglio è di restare sempre bene o male sempre all’interno di certi limiti. Giusto per informazione comunque, tra sedersi bassissimo e sedersi altissimo, il male minore a mio avviso è sempre il secondo. Detto ciò, ti lascio alla lettura dell’articolo.

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Tecnica / Re:Diteggiatura Do# minore
« il: Aprile 15, 2018, 02:02:37 pm »
Diteggiature convenzionali per DO# minore:

In DO# minore armonica ti consiglio di studiare entrambe le diteggiature per la destra.

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Di tutto e di più / Re:Concerti concorso busoni
« il: Aprile 08, 2018, 05:12:28 pm »
Non vedo nessun senso nel cercare di classificarli in un grado di difficoltà tecnica, onestamente... Anche perché in parte è anche soggettiva. Comunque in teoria i concerti di Beethoven sono quelli tecnicamente un po' meno impegnativi, mentre quelli di Rachmaninov e Prokofiev (forse anche Scriabin, Ravel e Bartòk, ma non li conosco abbastanza per dire con certezza) sono ovviamente i più impegnativi. Riguardo tutti gli altri è difficile ordinarli in maniera oggettiva, direi che stanno tutti in un larghissima gamma di difficoltà medio-alta.

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Segnalazioni / Re:RICERCA
« il: Marzo 30, 2018, 01:39:17 pm »
Capita talvolta anche con la pagina per vedere tutti i messaggi non letti:
https://forum.pianosolo.it/unread/?all;start=0

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Di tutto e di più / Re: Problema cuffie auricolari ed Hertz
« il: Marzo 04, 2018, 03:39:32 pm »
Guarda, io ho l’orecchio assoluto e non mi è mai capitato di notare una cosa simile. Quindi, o hai cuffie scadenti, o è una tua impressione, o comunque si tratta di un aumento di frequenza così minimale da non essere percepibile, cioè sicuramente ben inferiore ai 2 Hz (altrimenti me ne accorgerei sicuramente pure io). Se può essere d’aiuto personalmente uso solo auricolari della Apple, o cuffie Beats (al limite AKG).

Non credo di utilizzare cuffie scadenti ma a questo punto sto pensando di valutare l' acquisto di cuffie migliori  :)

A riguardo di Apple o cuffie Beats ti consiglio di guardare questo video di Marques Brownlee, uno youtuber che sicuramente conoscerai e mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito
https://www.youtube.com/watch?v=ZsxQxS0AdBY
Guarda, io prima delle beats avevo delle AKG (che hanno un'ottima reputazione in campo di cuffie per musicisti). Non mi trovavo affatto male con le AKG, tuttavia hanno smesso di funzionare molto più presto di quanto mi aspettassi (saranno durate poco più di un annetto). Le Beats attuali che uso le ho pagate 80€ (meno delle AKG che avevo prima), non suonano affatto male e non le trovo scomode. Quindi onestamente qualunque recensione positiva o negativa che sia non mi fa cambiare l'opinione in merito, mi trovo bene con le Beats.

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Di tutto e di più / Re: Problema cuffie auricolari ed Hertz
« il: Marzo 04, 2018, 08:18:48 am »
Guarda, io ho l’orecchio assoluto e non mi è mai capitato di notare una cosa simile. Quindi, o hai cuffie scadenti, o è una tua impressione, o comunque si tratta di un aumento di frequenza così minimale da non essere percepibile, cioè sicuramente ben inferiore ai 2 Hz (altrimenti me ne accorgerei sicuramente pure io). Se può essere d’aiuto personalmente uso solo auricolari della Apple, o cuffie Beats (al limite AKG).

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