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Post - Pianoth

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Direi che definitivamente, il punto su cui maggiormente non mi trovo d'accordo è proprio l'ultimo che sostieni, «l'esecuzione durante la quale le mani procedono "da sole"». Mentre suono, avvengono tantissime cose a livello celebrale, ragiono sui gruppi di note che giustificano la diteggiatura che sto utilizzando, ragiono sullo stato d'animo che voglio comunicare, ragiono sulle tensioni armoniche e sulle rispettive risoluzioni di tali tensioni, che influenzano le dinamiche, e il "timbro", e conseguentemente anche il modo in cui suono, e così via. Se le mani procedessero completamente "da sole", otterrei un risultato musicalmente del tutto insoddisfacente.

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No, non sono d'accordo. Anche se fosse solo a livello inconscio, il fatto di avere compreso che in un determinato punto ad esempio c'è una cadenza, o c'è un'appoggiatura, influenza concretamente e fortemente il modo in cui suono, perché mi aiuta a seguire meglio il discorso musicale che sto portando avanti. Così come se memorizzi una poesia, il fatto che conosci dettagliatamente il significato di ogni singolo verso, e il significato di ogni singola parola all'interno del verso, può modificare in maniera molto sostanziale il modo in cui leggi la poesia. Per di più, analizzare da un punto di vista più tecnico (come nell'esempio del salto di terza), da un significato più preciso al gesto cinestetico che ho memorizzato, quindi rende molto più solida la memorizzazione.

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A mio avviso, durante un'esecuzione le mani non devono andare completamente da sole: se succede, vuol dire che ci sta affidando troppo ad una memoria di tipo meccanico, che da sola è fragile in tutti quei punti che inevitabilmente hanno avuto meno attenzione nello studio, soprattutto in brani lenti, o sezioni lente. Detto ciò, tutto ciò che riguarda lo studio concettuale del brano, ossia lo studio dell'armonia che costituisce il brano, lo studio della forma, della struttura e della macrostruttura che lo compone, nonché tutto ciò che riguarda l'analisi e la storia del brano più in generale, resta non solo un potente mezzo di supporto alla memorizzazione dello stesso, per lo stesso motivo per cui memorizzare una sequenza di caratteri senza senso è molto più difficile di memorizzare una frase di senso compiuto, ma è anche utile ai fini di decidere o raffinare l'interpretazione del brano.
Più in generale, seppur è chiaro che in fase esecutiva, la memoria di tipo cinestetico ha priorità sulle altre, in quanto l'esecuzione musicale è costituita da una sequenza molto complessa di movimenti corporei, tutte le altre componenti della memoria, visiva, uditiva e concettuale sono tutte importanti ai fini di una memorizzazione sicura e priva di buchi.

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Teoria musicale / Re:Trilli...omg
« il: Ottobre 25, 2022, 10:51:26 pm »
Si considerano le alterazioni in chiave. Ti ho fatto uno schema con vari esempi, probabilmente ti può aiutare a chiarire eventuali dubbi.

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Armonia / Re:Differenza tra tonale e modale
« il: Ottobre 15, 2022, 08:38:21 am »
No, è semplicemente un genere di musica diverso, concepito secondo regole non proprie della musica tonale. Il fatto che venga anche interpretata in maniera diversa dipende semplicemente da ragioni storiche.

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Armonia / Re:Differenza tra tonale e modale
« il: Ottobre 14, 2022, 04:25:23 pm »
È tutto il contrario. La musica modale è quella basata sui 7 modi (di cui a dire il vero se ne usavano solo 4), mentre la musica tonale è basata sulle tensioni di natura armonica, e sull'esistenza di armonie maggiori e minori.

In ogni caso, per farla molto breve, ci sono differenze molto sostanziali nell'utilizzo del ritmo, nell'utilizzo di certe verticalità, e in generale la musica è composta in maniera del tutto diversa. Inoltre, quando si parla di musica modale generalmente si fa riferimento per lo più a musica vocale. La musica "modale" che si compone oggi è più musica che cerca di imitare l'aria sonora della vera e propria musica modale. Nel mondo jazz, inoltre, assume un significato completamente diverso, e si riferisce semplicemente nell'utilizzare le scale modali, solitamente in un contesto di improvvisazione, dato che ogni scala modale ha un colore diverso.

Per avere un'idea più chiara, sicuramente può giovare ascoltare tanti esempi. La musica modale più pura la trovi nelle composizioni sacre di Palestrina: https://youtu.be/YrjF3w7x-w4
Eccoti una selezione di esempi di composizioni più brevi (Versetti/Mottetti/Madrigali):
- https://youtu.be/gJ202eG0PEI
- https://youtu.be/769GKNefB6s
- https://youtu.be/vWP_1nTVTLg
- https://youtu.be/KX0CjgwNRtw

- https://youtu.be/JB7s5pVY_RM
- https://youtu.be/uz5_TOhwlv8
- https://youtu.be/tyjfo-MOIfk
- https://youtu.be/JXxVA-r3c_8


Per approfondire, potresti leggere il libricino di Malcolm Boyd, Lo stile di Palestrina. Lo studio della polifonia del Rinascimento. Introduzione pratica.

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Libri e Materiale didattico / Re:Musicca: ovvero un ottimo sito di test
« il: Ottobre 04, 2022, 07:46:45 pm »
Wow, davvero notevole. Una delle mie tante idee in sospeso (causa mancanza di tempo) era sviluppare una webapp in qualche modo simile a questa, ma molto più avanzata: l'idea sarebbe di avere esercizi di lettura generati sul momento, a seconda delle note e a seconda degli intervalli che l'app rileva che sono più impegnativi per chi sta usando l'app, in base al tempo di reazione che ci si mette a rispondere. Un'app molto complessa, ma l'idea c'è e sarei in grado di svilupparla, però ci vuole un bel po' di tempo per sviluppare un progetto del genere

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Teoria musicale / Re:Trilli...omg
« il: Ottobre 04, 2022, 07:31:19 pm »
  • Nell'immagine A tutti i trilli sono RE MI RE MI ..., anche l'ultimo, non vedo perché dovrebbe essere diverso. Il trillo è sempre l'alternanza della nota su cui è indicato con il grado successivo, che può essere a distanza di tono o semitono a seconda delle alterazioni in chiave, oppure se è indicata qualche alterazione sopra al simbolo del trillo. In questo caso non c'è nulla in chiave né tantomeno c'è qualche alterazione sopra ai simboli dei trilli, quindi sono tutti semplicemente costituiti da RE e MI. Sarebbe stato diverso se ad esempio c'era un bemolle sopra il simbolo del trillo, oppure se c'era il MIb in chiave, in tal caso il trillo sarebbe stato RE MIb RE MIb ...
  • Anche nella seconda immagine, tutti i trilli sono RE MI RE MI ...
  • Si tratta di tremoli. Devi alternare il più velocemente possibile (come quando si suona un trillo) prima il LA# e il DO#, poi il LAq e il RE#, poi nella mano sinistra il FA# e il DO# per l'intera battuta.
Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti chiedi pure.

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Teoria musicale / Re:Non so come si suona questa battuta
« il: Ottobre 03, 2022, 10:29:05 pm »
In sostanza, l'edizione ti sta proponendo di risolvere l'abbellimento nel modo seguente, ridistribuendo anche delle note alla mano sinistra:


Per chiarezza, sì, il FA della mano destra è naturale, sul FA# della sinistra. C'è una dissonanza sul battere.

Il trillo potrebbe anche svolgersi non in maniera così misurata, a seconda del tempo.

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Teoria musicale / Re:Problemi di lettura in due chiavi
« il: Settembre 30, 2022, 07:39:46 pm »
Se ti senti comodo a leggere la chiave di basso, è sufficiente che tu veda la chiave di violino come un proseguimento verso l'alto della chiave di basso. Vedi come nell'immagine è possibile scrivere SOL LA SI DO RE MI FA SOL, tutte note consecutive, ottenendo che la chiave di violino risulta graficamente come se fosse una continuazione verso l'alto del pentagramma inferiore.



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Armonia / Re:Tono tono tono semitono tono tono tono semitono?
« il: Settembre 06, 2022, 03:22:16 pm »
DO RE MI FA SOL LA SI DO, esempio di scala maggiore di DO, hai T - T - ST - T - T - T - ST

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Teoria musicale / Re:SF/FZ delucidazioni su "sforzato" e "forzando"
« il: Agosto 29, 2022, 09:50:51 am »
Sf / Fz (sono sinonimi nella maggior parte dei casi) = Dai enfasi, contestualmente alla dinamica da cui provieni, ad una singola nota / accordo.


Si può filosofeggiare parecchio sulla differenza tra accento e sforzato, però, in termini di risultato sonoro, non c'è granché differenza. Tuttavia, di solito l'accento lo si trova quando si vuole effettivamente spostare l'accento metrico, o quando lo sforzato sembra un'indicazione eccessiva. In presenza, ad esempio, di accenti seguiti da sforzati, gli sforzati sarebbero più forti.
Poi, alcuni autori probabilmente davano significati aggiuntivi agli sforzati, ma la faccenda diventa complessa a livello filologico. In breve, non è possibile dare una risposta esaustiva che valga per tutta la musica mai scritta.

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Quale pianoforte? / Re:yhama ydp 145 o kawei kdp 120
« il: Agosto 20, 2022, 12:24:20 pm »
Sono entrambi modelli attualmente non vecchi, più o meno sono equivalenti, è questione di preferenza personale. Sono entrambi degli entry level accettabili, ma non ti aspettare miracoli sotto i 1000€.


Ti potrei consigliare anche di tenere considerazione il Gewa DP 300 G, che pure sta su questa fascia di prezzo, ma solo se hai possibilità di provarlo: ho un amico che lo possiede che l'ha preferito rispetto ad altri nella stessa fascia di prezzo, ma non l'ho mai visto né provato personalmente, inoltre è un modello più vecchio rispetto ai due che hai menzionato. Il fatto che è un modello più vecchio è importante perché i digitali in generale tendono ad avere una vita molto più breve degli acustici, soprattutto in termini di possibilità di essere riparati in futuro, dato che certe componenti dopo un po' diventano obsolete e non vengono prodotte più.

Tra i due che hai menzionato invece, in genere trovo che i Kawai digitali siano più soddisfacenti da suonare, ma è una considerazione strettamente personale, c'è chi preferisce di più il suono dei digitali Yamaha.

Se vuoi acquistare da internet e vuoi un prezzo onesto, Thomann ha un bundle che include panca e cuffie sia per il Kawai che per lo Yamaha. L'unico problema di Thomann (e di vari altri negozi online) è che non offrono un servizio di montaggio dello strumento, né tantomeno te lo portano in casa, quindi se non abiti al piano terra può non essere poi così semplice portare su lo strumento e montarlo, parliamo comunque di strumenti piuttosto pesanti e ingombranti, entrambi intorno ai 45-50 kg contando anche la panca.


Detto ciò ci tengo a precisare che non sono un rivenditore né ho rapporti con Thomann, lo consiglio come negozio semplicemente perché è rinomato in tutto il mondo e ho acquistato personalmente varie volte da lì.

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Tecnica / Re:Chopin op. 9 n.2 - "gruppetto" finale
« il: Luglio 17, 2022, 04:14:19 pm »
Ho qualche problema anche io, ma è normale, tutti i pianoforti digitali dopo qualche anno iniziano a sviluppare alcuni problemi, ai tasti o anche alla pedaliera. Conviene farli sistemare da un tecnico ma alcune cose tecnicamente non dovrebbe essere complicato sistemarle da soli

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Tecnica / Re:Chopin op. 9 n.2 - "gruppetto" finale
« il: Luglio 16, 2022, 10:03:04 am »
Ti rispondo con un video per maggiore chiarezza.
https://www.youtube.com/watch?v=2MMtADWOD5I

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