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Post - Pianoth

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Armonia / Re:Richiesta aiuto analisi armonica
« il: Luglio 01, 2020, 06:48:05 pm »
Non riesco a capire la notazione che hai usato. O meglio, riesco a capire alcune cose, ma non tutto. In questo caso il brano ha armonie tonali e con funzione tonale, e si presta senza dubbio meglio ad un'analisi secondo l'armonia classica. Se il tuo obiettivo era cercare di analizzarlo secondo l'armonia jazz, il tutto necessità di una notazione molto diversa, e in ogni caso non avrebbe avuto molto senso dato che la funzione degli accordi nel jazz è diversa. Vediamo quindi come si dovrebbe analizzare secondo l'armonia classica.


Il brano, ha 3 alterazioni in chiave, e dato che comincia chiaramente con armonie attorno al fa# minore, possiamo dire che il brano comincia in fa# minore, e quindi giustamente hai scritto fa#:, in minuscolo. Se fosse stata una tonalità maggiore, l'avresti dovuto scrivere in maiuscolo.


Battuta 1: nella mano destra, il SOL# e il MI della destra sono chiaramente note di passaggio, quindi l'armonia è FA# LA DO#, ossia I grado. Fin qui tutto ok.


Battuta 2: Hai scritto VI, che in fa# minore corrisponde a RE FA# LA, con RE al basso. In questo caso, però, abbiamo FA# al basso. Quindi la tua analisi è senz'altro scorretta. Io analizzerei così: intanto capiamo quali sono le note importanti dell'armonia. Nella prima metà della battuta, abbiamo FA# LA RE, quindi VI in primo rivolto, che si indica con VI 6 (i rivolti delle triadi si indicano rispettivamente 6 e 46). Nella seconda metà della battuta abbiamo un SI, che si aggiunge al FA# LA RE della sinistra, e che dobbiamo senz'altro considerare, dato che non si tratta di una nota di passaggio o un ritardo o qualche altro tipo di dissonanza momentanea. Di conseguenza nella seconda metà della battuta abbiamo l'armonia FA# LA SI RE, che è il secondo rivolto dell'accordo di settima SI RE FA# LA, che sarebbe il IV 7. Essendo in secondo rivolto, si indica come IV 34 (i rivolti degli accordi di settima si indicano rispettivamente con 56, 34 e 24). Ricapitolando: nella seconda battuta abbiamo VI 6 sul primo movimento, e IV 34 sul secondo movimento.


Battuta 3: qui francamente non riesco a seguire il tuo ragionamento che ti ha portato a scrivere "VII9". Vediamo di che si tratta. Intanto, il LA nella mano destra è nota di passaggio. Quindi le note dell'accordo sono solo FA# SOL# e SI. Rispetto al basso, abbiamo un'intervallo di seconda e uno di quarta, ossia, 24. Da questo puoi intuire che si tratta di un terzo rivolto di un accordo di settima. In particolare, si tratta del terzo rivolto dell'accordo SOL# SI (RE) FA#, ossia un II 7 in cui il RE è stato omesso. Quindi, in questa terza battuta abbiamo II 24. Nel dubbio, per trovare la fondamentale di un accordo di settima, trova la nota che forma con il basso l'intervallo pari più piccolo, in questo caso si tratta dell'intervallo di seconda (2 è numero pari) da FA#, ossia SOL#.


Battuta 4: qui e in altri punti onestamente non so cosa intendi con quel "ARM" che hai scritto vicino il grado. In ogni caso, in questa battuta, nella prima metà della battuta abbiamo le note MI# SOL# SI RE (il RE non è solo una nota di passaggio, quella seconda aumentata melodica MI# - RE non la fa percepire come tale), che formano l'accordo di settima diminuita costruito sul settimo grado, ossia semplicemente VII 7, mentre nella seconda metà della battuta abbiamo le note MI# SOL# SI DO#, ossia il primo rivolto dell'accordo DO# MI# SOL# SI (V7), quindi semplicemente un V 56. Interessante che in sole 4 battute si siano incontrati tutti i rivolti di accordi di settima.


Battuta 5: il SOL# della destra è nota di passaggio, quindi abbiamo solo FA# LA, che a dire il vero da solo è ambiguo (se aggiungiamo una terza nota può cambiare moltissimo di significato, prova ad aggiungere un DO, un DO# o un RE e capisci che abbiamo tre armonie completamente diverse). Tuttavia, provenendo da un'armonia di dominante, nella battuta precedente, è chiaramente implicata un'armonia di tonica qui, quindi scrivere I è corretto.


Battuta 6: hai scritto "IV6/4", di cui francamente non comprendo il significato. Nella prima metà della battuta, abbiamo RE FA# SI, ossia SI RE FA#, in primo rivolto. Quindi IV 6 (senza 4, se fosse stato IV 46 avremmo avuto FA# SI RE). Nella seconda metà della battuta, il SI sale cromaticamente, e otteniamo l'accordo RE FA# SI#, che è un'accordo di sesta aumentata, in particolare un'accordo di sesta aumentata italiana in questo caso, che non è altro che un'accordo costruito sul IV grado innalzato. Quindi lo indichiamo come IV+ 6 (ossia IV grado innalzato in primo rivolto, dato che allo stato fondamentale sarebbe SI# RE FA#).


Battuta 7 ed 8: V grado. Non c'è altro da aggiungere: la sinistra semplicemente arpeggia sulle note del V grado. Solo nell'ultima nota di battuta 8 abbiamo una nota estranea, il SI, in entrambe le mani, e possiamo dire è implicato un V7.


Battute 9, 10, 11 e 12: precisamente le stesse armonie di battute 1, 2, 3 e 4, con le stesse motivazioni. Le uniche piccole differenze sono che l'armonia di IV34 non è completa a battuta 10, e nella prima metà di battuta 12 abbiamo un DO# croma nel pentagramma inferiore che ha una priorità ritmica rispetto al RE, quindi in questo caso effettivamente il RE si percepisce come nota di passaggio e il DO# come nota dell'accordo. Otteniamo quindi V6 (MI# SOL# DO#), invece di VII7 (MI# SOL# SI RE).


Battute 13 e 14: a battuta 13, in cui ci saremmo aspettati semplicemente un I grado, come a battuta 5, dato che proveniamo da un'armonia di dominante, troviamo l'armonia FA# LA# DO# (il SOL# della destra è una nota di volta quindi non la contiamo come parte dell'armonia), in cui il LA# è una nota estranea dalla scala di fa# minore. Vuol dire che stiamo modulando verso un'altra tonalità? Non necessariamente. Per capirlo, dobbiamo prima verificare se si tratta semplicemente di una dominante secondaria, o comunque di una tonicizzazione momentanea di un grado della scala di fa# minore. In questo caso, se consideriamo FA# LA# DO# come dominante, allora vuol dire che dopo dovrebbe seguire un'armonia di SI minore o maggiore, dato che il V grado di SI è FA#. Vediamo quindi cosa succede a battuta 14: nel primo movimento abbiamo le note RE# FA# SI, che altro non sono che il primo rivolto di SI RE# FA#! Quindi ecco svelato l'arcano: a battuta 13 abbiamo semplicemente una tonicizzazione momentanea del IV grado di fa#, in cui a battuta 13 abbiamo V, e nella prima metà di battuta 14 abbiamo I6 (con terza innalzata, quindi in SI maggiore invece che SI minore). Ma raggiunto questo punto, in effetti siamo già ritornati a fa# minore, quindi non abbiamo realmente compiuto nessuna modulazione. Resta ancora la seconda metà di battuta 14, in cui abbiamo RE FA# SI#. Quest'accordo l'abbiamo già incontrato a battuta 6, è semplicemente un'accordo di sesta aumentata italiana, indicato come IV+6.
Ricapitolando, abbiamo a battuta 13 SI: V, e a battuta 14 I6 fa#: IV+6.
Un altro modo per indicare tutto ciò sarebbe quello di scrivere a battuta 13 [V e a battuta 14 I6](IV#) IV+6. Questo tipo di notazione rende più chiaro che in realtà non è avvenuta nessuna modulazione, le parentesi quadre indicano quello che è successo nella tonalità del grado indicato tra parentesi tonde. "IV#" significa semplicemente IV grado con terza innalzata.


Battute 15 e 16 sono sostanzialmente identiche a battute 7 e 8.


Ho allegato il tuo file in cui ho corretto l'analisi che avevi scritto in base alle indicazioni che ti ho dato. Sono arrivato fino a battuta 19, giusto per darti un input sul tipo di ragionamento da fare per continuare, quali note considerare come parte dell'armonia e quali no.

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Tecnica / Re:Considerazioni sul come sedersi al pianoforte
« il: Luglio 01, 2020, 05:22:18 pm »
Trattandosi di argomenti che riguardano ciò succede prima ancora di mettere le mani sulla tastiera e suonare effettivamente qualsiasi nota, purtroppo non è possibile inserire "esercizi". Dopotutto, che tipo di esercizi potresti mai mettere? Per suonare qualsiasi tasto nel modo corretto occorre necessariamente avere già tutta questa base pronta e chiara. In effetti, un insegnante dovrebbe verificare tutte queste cose e istruire l'allievo a trovare la posizione corretta in pochi istanti. È difficile fare tutto ciò, da soli, senza dubbio, ma non è un limite dettato dalla mancanza di esercizi, piuttosto è un limite dettato dalla difficoltà stessa del suonare il pianoforte in maniera corretta ipotizzando di partire da zero.

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Tecnica / Re:Mignolo dritto o piegato?
« il: Giugno 26, 2020, 01:29:18 pm »
Premesso che non concordo con i principi di tecnica pianistica espressi da Tiziano Poli, per ragioni che non ho spazio di argomentare dettagliatamente qui, se senti dolore è sempre segno che c'è qualcosa che non va, a meno che la tecnica sia costruita sul dolore e l'esercizio muscolare, in maniera decisamente poco sana.
Detto ciò, il problema probabilmente si risolve se, invece di porre attenzione alle singole dita, cosa che - a mio avviso - fa erroneamente il maestro Poli, poni attenzione al metacarpo e in generale all'integrità della struttura della mano. Probabilmente, non volendo, stai tenendo la mano (o anche tutto il resto del corpo) in una posizione in cui l'articolazione crea co-contrazione muscolare, o troppa attività muscolare statica. Oppure, semplicemente, stai muovendo le dita facendo partire il movimento dal punto sbagliato. Purtroppo ci sono troppe cause possibili specifiche per puntare il dito verso qualcosa di più concreto. Per questo, come ho detto, ti consiglio di spostare l'attenzione verso la mano, e anche l'avambraccio, piuttosto che sul singolo dito.


P.S. Vergognoso il fatto che nel video che hai linkato il maestro Poli affermi che l'altezza alla quale ci si siede non abbia rilevanza, come se la catena di tensioni generate dalla compensazione non esistessero, e come se tutte le parti del nostro corpo agissero allo stesso modo e con la stessa efficienza!

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Tecnica / Re:Velocità sullo studio di Chopin n°2 op.25
« il: Giugno 22, 2020, 12:26:51 pm »
Io da un po' di tempo a questa parte procedo così quando voglio rendere sicuri dei passaggi veloci impegnativi: mi assicuro che il passaggio sia assolutamente perfetto a livello motorio quando viene suonato lento. Procedo con il suonare il passaggio al tempo a cui vorrei arrivare, e, consapevole del fatto che ancora non sono in grado di suonarlo, ne approfitto per far caso a cosa sto facendo di diverso rispetto a quando suono lento. Una volta individuati i difetti, che generalmente si concentrano su piccoli gruppi di note, divido il passaggio in piccolissimi gruppi (parliamo di gruppi di dimensione da 2 a 8 note, non di più), e mi assicuro di essere in grado di suonare direttamente a tempo ogni singolo gruppo. Nei singoli gruppi, per portarli a velocità, posso ricorrere ad alcune strategie addizionali, come le varianti ritmiche. Una volta che ogni gruppo è perfetto al tempo a cui vorrei arrivare, provo ad unire i gruppi, due gruppi per volta, poi 3 gruppi per volta e così via finché riesco a suonare il passaggio a tempo. Ma ora che so suonare il passaggio a tempo non mi fermo, non lo do per concluso: torno di nuovo a farlo lento, e solo ora inizio a fare una scalata metronomica, con andamento logaritmico (in altre parole, man mano che mi avvicino alla velocità obiettivo, rendo più vicini gli step del metronomo, invece che aumentarli sempre in maniera costante).
Procedere in questo modo mi permette di avere un controllo molto più solido e duraturo del passaggio in velocità. Se è un passaggio particolarmente impegnativo, potrebbe essere necessario ripetere l'intero il procedimento più volte nell'arco di una settimana.

Preciso che questo metodo ha senso solo se si è in grado di trovare una sequenza di movimenti perfetta quando si suona lenti, ed è di conseguenza consigliabile solo quando si è già arrivati a un certo grado di perfezione tecnica, purtroppo.

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Regole del forum e guida / Re:Corsi conservatorio
« il: Giugno 22, 2020, 12:15:57 pm »
Che io sappia, una qualsiasi laurea di primo livello, triennale, apre l'accesso a tutti i bienni conservatoriali, a patto che si sia in grado di superare l'esame di ammissione, e siano soddisfatti altri eventuali requisiti richiesti (ad esempio un titolo di pianoforte o altro). Conosco qualcuno che ad esempio è entrato direttamente al biennio di canto possedendo solo un triennio di biologia. Con un triennio o un biennio conservatoriale vale lo stesso discorso.

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Di tutto e di più / Re:Pentagramma e scrittura note per chitarra
« il: Giugno 22, 2020, 12:12:13 pm »
La chitarra usa la chiave di violino, ed è uno strumento traspositore, ossia le note indicate sullo spartito sono diverse da quelle reali: in particolare, la chitarra ha i suoni reali che corrispondono a un'ottava sotto rispetto a quanto riportato sullo spartito. Di conseguenza, per indicare precisamente le stesse note che hai scritto alla stessa altezza su una chitarra, dovrai annotarle così:

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Quale pianoforte? / Re:Steingraeber a coda opinioni
« il: Giugno 22, 2020, 12:05:15 pm »
Premesso che è impossibile stimare il prezzo di un qualsiasi pianoforte solo da una foto, in quanto dipende dallo stato della meccanica, dal tipo di meccanica, la grandezza del pianoforte, il suono del pianoforte e così via, Steingraeber è una marca piuttosto pregiata, quindi probabilmente non scenderei sotto i 5000. D'altro canto, a giudicare dalla presenza di due soli pedali intuisco che è un pianoforte molto vecchio, il che sfortunatamente diminuisce considerevolmente il valore e la possibilità di vendita. Consiglio di rivolgersi a un rivenditore di pianoforti per qualche consiglio.

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Manutenzione / Re:Accordatura pianoforte
« il: Giugno 12, 2020, 05:37:07 pm »
Dico solo una cosa: buona fortuna a suonare con altri strumenti, con un pianoforte scordato.

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Tecnica / Re:Tecnica arpeggio
« il: Giugno 08, 2020, 06:21:41 pm »

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Ti rispondo con un video per maggiore chiarezza.
https://www.youtube.com/watch?v=pTuy9cU14-8

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Problemi tecnici / Re:tasti pesati
« il: Maggio 22, 2020, 03:24:17 pm »
Guarda, io ho conseguito il diploma di vecchio ordinamento, con voto massimo, lode e menzione, e non ho neanche mai posseduto un acustico. Ho studiato tutto sempre sul mio Yamaha Clavinova (da circa 1000€, quindi neanche di alta fascia), che ormai ho dato via, per prendere un altro digitale migliore. Giusto per dire. Ovviamente studiare su acustico è importante, è utile, e più strumenti si suonano più la capacità di adattamento è migliore, però al giorno d'oggi i digitali sono buoni, e non è neanche realmente necessario possedere un acustico, fintanto che si ha la possibilità di suonare o studiare su uno frequentemente.

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Problemi tecnici / Re:tasti pesati
« il: Maggio 22, 2020, 09:45:37 am »
Il problema risiede nella capacità di adattamento che il pianista sviluppa negli anni, con l'esperienza di tanti pianoforti diversi. Ti assicuro che se avevi un petrof vecchio e poi suonavi su uno yamaha nuovo, il problema sarebbe stato il medesimo. Insomma, non è problema del digitale in sé per sé. Tra l'altro, in linea generale, è meglio avere un pianoforte con i tasti più duri per studio, perché così sei forzato ad adoperare una tecnica pianistica più appropriata (sennò ti stanchi).

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Tecnica / Re:Come suono questa battuta?
« il: Maggio 04, 2020, 01:35:30 am »
Se hai la mano grande puoi suonare tutto senza pedale, suonando le prime 3 note con la sinistra e le rimanenti 3 con la destra (suonando FA SOL FA tutto con il pollice, dato che la destra è impegnata a mantenere altre note). Fare tutto con sola mano sinistra senza pedale è impossibile, l'estensione richiesta è semplicemente troppo ampia per qualsiasi mano.
Se hai la mano piccola, puoi usare un po' di pedale giusto nella prima metà della battuta, poi mentre la destra suona FA SOL FA, alzi il pedale mentre ripremi silenziosamente il basso, per continuare a farlo risuonare come se l'avessi mantenuto. Un po' macchinoso, ma fattibile.
Una opzione meno macchinosa, è suonare così com'è scritto, ma senza mantenere il basso, usando mezzo pedale invece del pedale pieno, e magari alzandolo un altro pochino sul terzo e quarto movimento, prestando attenzione a non perdere il basso.
Un'ultima opzione, che però non è attuabile su tutti i pianoforti, è usare il pedale tonale sul battere, abbassandolo immediatamente dopo averlo suonato.
Queste sono tutte le possibilità di cui disponi per suonare il passaggio.

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Di tutto e di più / Re:Trascrizione spartito da mp3
« il: Aprile 24, 2020, 07:57:55 pm »
Purtroppo non esiste nessun programma, né gratuito né a pagamento, che è in grado di trasformare in maniera sufficientemente accurata un audio in un MIDI, e di conseguenza non è possibile ottenere neanche lo spartito. Solo alcuni programmi, e solo se si tratta di brani polifonicamente molto semplici, a volte producono risultati vagamente accettabili. Se la domanda l'avevi fatta perché vorresti generare uno spartito in tempo reale mentre suoni, ci sono vari programmi che più o meno ci riescono, ammesso che vai perfettamente a tempo mentre suoni, e suoni con un pianoforte digitale collegato al computer via MIDI, ma solo un pentagramma alla volta (oppure 2 ma con separazione dei pentagrammi fissa su una nota tipo il DO centrale). Detto ciò, esiste, a dire il vero, un programma a pagamento che è in grado, in teoria, di rilevare automaticamente quello che fa la sinistra e quello che fa la destra, e tra l'altro funziona anche senza pianoforte digitale, e ti dà subito lo spartito (approssimativo) di quello che hai suonato, come vedi in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=YEkPWMDCW_A
ScoreCloud, però, oltre ad pagamento, ed oltre ad essere l'unico programma di questo tipo che conosco, per quello che ho provato in ogni caso non funziona granché bene, e non so realmente se può avere delle applicazioni pratiche, a parte casi semplicissimi (per i quali però probabilmente si fa meglio a scrivere a mano o su un programma di notazione qualsiasi).
Quindi, detto ciò, probabilmente fai molto prima a rinunciare all'idea di trascrivere un audio via programmi e metterti a trascrivere a mano. Se non ne sei in grado, purtroppo non esiste ancora (e forse non esisterà mai) la tecnologia in grado di aiutarti.

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Di tutto e di più / Re:I pianoforti di Beethoven
« il: Aprile 05, 2020, 03:43:38 pm »
La domanda sicuramente ha potenziale di essere interessante, ma non sono sufficientemente informato in merito da darti una risposta... Se hai Facebook, prova ad iscriverti al gruppo del team di ricerca Beethoven Autentico, e poni la domanda lì. Sicuramente ti sapranno dire qualcosa a riguardo.

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