Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - Pianoth

Pagine: [1] 2 3 ... 83
1
Presentiamoci / Re:Paganini-liszt no. 2, davvero?
« il: Gennaio 02, 2021, 10:45:25 am »
Guarda, non ti fare spaventare dalla velocità delle scalette o di alcuni brevissimi passaggi tecnici. Sono superabili con un po' di studio. Inoltre, complessivamente, il brano non è più impegnativo dell'op. 22 di Chopin.

2
Presentiamoci / Re:Paganini-liszt no. 2, davvero?
« il: Dicembre 31, 2020, 02:53:48 pm »
Sì. Fattibilissimo al tuo livello.

3
Tecnica / Re:Beethoven, op. 31 n. 2
« il: Dicembre 21, 2020, 04:46:23 pm »
Entrambe le soluzioni sono attuabili, ma se devo scegliere preferirei non fare l'incrocio, perché non c'è realmente alcun motivo per farlo, non semplifica il passaggio in alcun modo

4
Teoria musicale / Re:Accordo di settima dominante
« il: Dicembre 10, 2020, 09:25:56 am »
Non era quello che ho cercato di spiegare, tuttavia diciamo che nella maggior parte dei casi sì, l'accordo di settima di dominante si dà incompleto solo quando è allo stato fondamentale, ossia se lo dovessimo scrivere a 4 parti potremmo omettere la quinta e raddoppiare la fondamentale (ad esempio, SOL SI FA SOL invece di SOL SI RE FA). Ciò non toglie che si possa trovare occasionalmente settime di dominante in rivolto incomplete, specialmente se le voci complessive sono meno di 4 (e quindi siamo letteralmente forzati a rimuovere una nota dell'accordo, che il più delle volte sarà la quinta).

5
Teoria musicale / Re:Accordo di settima dominante
« il: Dicembre 08, 2020, 02:50:57 pm »
Non credo ci sia una particolare motivazione. Bisognerebbe vedere nel contesto del metodo. Gli accordi in SOL e in FA li ha disposti precisamente nello stesso modo, infatti quelli in FA sono precisamente un tono sotto rispetto a quelli in SOL. Riguardo quelli in DO, per disporli nello stesso modo, avrebbe dovuto scrivere FA SOL SI (letto dal basso verso l'alto) nella prima battuta, e SI FA SOL nella seconda.
Comunque, effettivamente, volendo ipotizzare un secondo rivolto di una quadriade, abbiamo la quinta dell'accordo al basso, quindi non è possibile ometterla. Volendo rimanere con solo 3 voci, e dovendo quindi scegliere cosa eliminare, l'unica scelta possibile è rimuovere la terza: se rimuovessimo la fondamentale, otterremmo RE FA SI, che non è un V7 di DO, ma piuttosto un primo rivolto dell'accordo costruito sul VII grado (SI RE FA); se rimuovessimo invece la settima, otterremmo RE SOL SI, che è un secondo rivolto dell'accordo di triade costruito sul V (SOL SI RE), in altre parole non è più una quadriade a quel punto (per renderla quadriade però si potrebbe anche inserire la settima in un'altra mano o in un altro strumento, a dirla proprio tutta). Di conseguenza, l'unica nota che possiamo rimuovere nel secondo rivolto del V7 che mantiene l'accordo sempre riconoscibile è proprio la terza.

6
Libri e Materiale didattico / Re:Quale edizione consigliate?
« il: Dicembre 08, 2020, 02:37:49 pm »
Per ogni autore, e persino per ogni brano o collezione di brani diversa, di solito conviene scegliere una differente edizione. Questo perché non è solo il nome dell'edizione che è importante, ma chi l'ha edita, e secondo che tipo di metodologia. Le edizioni Henle, Bärenreiter, Wiener e ABRSM di solito godono della migliore reputazione, per il semplice motivo che solitamente scelgono musicologi competenti per creare le edizioni. Inoltre, di solito le loro edizioni sono con poche (o assenti) aggiunte editoriali: la Henle ad esempio di solito aggiunge diteggiatura, e se l'editore ritiene necessario aggiungere legature/dinamiche e così via viene segnalato tutto tramite parentesi (questo, almeno, nelle ULTIME edizioni Henle, nelle vecchie edizioni Henle alcuni cambiamenti non erano segnalati). La Bärenreiter invece, di solito cerca sempre di proporre il testo musicale nella versione più pulita e meno edita possibile: pochissime aggiunte editoriali (legature, dinamiche ecc.), e spesso prive di diteggiatura, a meno che sia stata indicata dall'autore. La ABRSM è un po' una via di mezzo. La Wiener è simile alla Henle, ma qualitativamente di solito è peggiore.
Tuttavia, spesso anche nelle loro edizioni più recenti ci sono scelte editoriali (o musicologiche) discutibili. Quindi non è possibile suggerire un'unica edizione per tutto. Esiste questo sito, che raccoglie buoni suggerimenti per edizioni da acquistare. Purtroppo non è sempre aggiornatissimo, ad esempio manca l'ultima edizione Bärenreiter, recentissima, delle sonate di Beethoven, che per certi aspetti potrebbe essere ancora più accurata della ABRSM, che è suggerita come prima edizione (ma la ABRSM è comunque una bellissima edizione, e ha più suggerimenti pratici rispetto la Bärenreiter). Inoltre mancano alcuni suggerimenti molto buoni: ad esempio, la ABRSM ho notato che è veramente un'ottima edizione per le sonate di Mozart: da quando l'ho acquistata uso praticamente solo quella. Per Chopin, inoltre, consiglio perlopiù le edizioni che vengono suggerite qui. Per Bach, la Bärenreiter è la migliore, ma per certe cose (tipo le variazioni Goldberg) è ancora meglio l'edizione di Tatiana Shabalina, un'edizione russa assolutamente non menzionata in quel sito.
Nota che, fra tutti questi suggerimenti che ho menzionato, della Henle non ce n'è neanche l'ombra. La Henle, personalmente, la consiglierei solo per Schumann e poche altre cose.
Riguardo la Alfred, di solito propone ristampe di altre edizioni, come la Dover, ma spesso aggiunge un CD per l'ascolto. Non la sceglierei praticamente mai come edizione. Non che sia necessariamente una cattiva edizione, ma non rappresenta praticamente mai la scelta qualitativamente migliore.

Detto ciò, in linea di massima, direi che puoi comunque affidarti a tale sito che ho linkato per scegliere le edizioni.

7
Tecnica / Re:Imparare a memoria i passaggi difficili?
« il: Dicembre 03, 2020, 12:25:16 am »
  • leggo che bisogna leggere "per intervalli" e non per note: presumo si intenda vedere le note relazionate tra di loro, capire la distanza che hanno e quindi agire di conseguenza con le dita, però non è facile nel senso che non sempre abbiamo il pollice (dito 1) ed il mignolo (dito 5) su tasti consecutivi; suggerimenti in tal senso ?
  • leggo che bisogna "leggere la battuta o le due battute successive a quella che si sta suonando, ecco, qui x me è difficilissimo, come ci si può riuscire ?

1. Una volta lette le note, tali note vengono immagazzinate nella memoria a breve termine. Con l'esercizio della lettura a prima vista, questo processo avviene più velocemente, ed è possibile leggere gruppi più grandi di note. Tuttavia, affinché tale sviluppo della lettura a prima vista sia effettivamente utile, naturalmente è necessario anche conoscere principi che consentono di diteggiare velocemente. Per questo è importante studiare scale, arpeggi, ed espandere il repertorio il più possibile: si affrontano tante differenti situazioni tecniche, si impara più presto a trovare la diteggiatura migliore, o perlomeno una diteggiatura utilizzabile, e questo è effettivamente un altro requisito per una buona lettura a prima vista. Però, mentre per il non guardare la tastiera è sufficiente esercitarsi in maniera sistematica, per la diteggiatura bisogna necessariamente affrontare più brani possibili, il che di per sé tra l'altro potenzia ancora di più la lettura a prima vista (dato che leggendo tanti brani ci si esercita anche a velocizzare la memoria a breve termine).


2. Certo che è difficile. Richiede, per l'appunto, una rapidissima memoria a breve termine, oltre che una buona capacità a trovare subito una diteggiatura utilizzabile. Ma bisogna esercitarsi, affinché ciò diventi possibile.


Io, da principiante, a prima vista non riesco a suonare proprio nulla. E a furia di studiare e ripetere una cosa, è inevitabile impararla a memoria. Così come è inevitabile, in certi passaggi dove si muovono tanto le dite, sbirciare la tastiera. Ma credo che sia un'abilità anche imparare a passare da spartito e tastiera senza perdere il posto.
In ogni caso, anticipare è fondamentale, ma è difficile. Lo facevo trent'anni fa quando suonavo il sax, adesso sto cercando di riabituarmi e di imparare a farlo tenendo d'occhio l'armonia, non solo la melodia.
A furia di ripetere senza ragionare sullo spartito, si memorizza quasi esclusivamente tramite memoria cinestetica, il che è da evitare in quanto è un tipo di memoria piuttosto fragile, che tra l'altro è poco efficace nei brani lenti, proprio perché non c'è molto movimento. È meglio memorizzare in maniera conscia, ragionando sullo spartito. A ciò, naturalmente, si aggiunge anche la memoria cinestetica; l'importante è che a mio avviso si faccia anche un po' di sforzo di memorizzazione.
Affidarsi alla memoria cinestetica mentre si studia, specialmente quando si è agli inizi, è terribilmente dannoso per i progressi, proprio perché si distoglie troppo presto lo sguardo dallo spartito, si inizia a guardare la tastiera anche quando è totalmente non necessario, e dunque non si sviluppa mai la prima vista.
Purtroppo, per quanto sia difficile, è assolutamente indispensabile studiare guardando lo spartito, se si vuole sviluppare la lettura a prima vista e quindi la velocità di studio, e bisogna davvero distogliere lo sguardo il meno possibile. Meglio affrontare questa grossa difficoltà, e migliorare con il tempo, o restare fermi mesi sugli stessi brani perché non si riesce a fare progressi?

8
Tecnica / Re:Dubbi studio Beyer
« il: Settembre 17, 2020, 11:49:56 pm »
Finché si tratta di esercizi molto semplici, in cui una delle due mani fa poco o nulla, il metodo di affidarsi alla memoria dello studio a mani separate sembra comodo, ma in realtà è un'illusione che svanisce molto presto, nel momento in cui entrambe le mani fanno cose distinte nello stesso momento. Anche per questo motivo spesso vengono usati i canoni di Trombone o di Kunz a scopo didattico: le mani fanno la stessa cosa, ma una mano entra dopo, quindi difatti sono esercizi in cui studiare a mani separate non giova particolarmente, perché è proprio un discorso di coordinazione.
È più difficile leggere 2 pentagrammi contemporaneamente, è chiaro, ma è un salto di difficoltà che va affrontato il prima possibile. La lettura a prima vista d'altronde non si fa certamente prima a mani separate e poi a mani unite. Sforzati ad essere veloce nel riconoscere le note. Cerca anche di abituarti presto a stare un pochettino più avanti con l'occhio rispetto al punto in cui stai suonando, il che è particolarmente utile in brani o esercizi più lunghi di un rigo, se vuoi evitare di fermarti per leggere ogni volta che si va al prossimo rigo senza affidarti alla memoria.

9
Tecnica / Re:Dubbi studio Beyer
« il: Settembre 11, 2020, 11:26:03 am »
Il punto è questo, le legature in musica non hanno solo la funzione di indicare che i suoni devono essere connessi, il che sul pianoforte si traduce nel non avere spazio tra una nota e l'altra, ma indicano anche la struttura melodica. Ad esempio, di solito alla fine di una legatura, ossia tra una legatura e quella seguente, si diminuisce un poco, e si fa sentire l'inizio della nuova legatura un pochino più forte della fine della legatura precedente.
Se invece nessuna legatura è presente in un'intera frase, non è detto che vada suonato tutto non legato. Il discorso purtroppo è assai complesso, e tra l'altro dipende anche da autore ad autore.


Nella maggior parte dei casi, la differenza tra l'avere una frase tutta legata, la stessa frase senza nessuna legatura, e la stessa frase con varie legature, si può paragonare alla differenza tra queste tre frasi:

  • Questa mattina ho mangiato un panino! Ora non ho più fame. (la frase possiede un culmine e una chiara conclusione della frase)
  • questa mattina ho mangiato un panino e ora non ho più fame (la frase non ha nessun culmine o conclusione specificata)
  • Questa mattina, ho mangiato... Un panino! Quindi, ora... Non ho più fame. (la frase è suddivisa in più momenti ognuno con funzione diversa, ma potrebbero anche avere tutti la stessa funzione)
Insomma, è una differenza, in un certo senso, di carattere che viene dato alle note, non è solo un discorso di separazione, né solo di dinamica.

Di conseguenza, per semplificare le cose, a questo livello, si separano le legature semplicemente ponendo un lieve respiro tra una legatura e la successiva. È più che sufficiente limitarsi a questo, per ora.

10
Tecnica / Re:Dubbi studio Beyer
« il: Settembre 11, 2020, 09:00:58 am »
A scopo didattico, sì, di solito si inserisce il respiro anche lì, in modo da essere certi di aver posto attenzione alle legature, e perché almeno agli inizi non è realmente possibile far sentire le legature in altri modi.

11
Quale pianoforte? / Re:Piano arrotolabile per esercitarsi
« il: Luglio 09, 2020, 11:02:58 pm »
Purtroppo bisogna arrangiarsi un po'... Tastiere non troppo pesanti con meccanica decente e 88 tasti esistono, ma oltre al fatto che, come puoi immaginare, uno strumento buono si paga, c'è il problema che una tastiera con 88 tasti occupa ancora più spazio di una tastiera a 61 tasti, oltre a pesare un po' di più. Le marche migliori di tastiere  sono sempre le solite, Yamaha, Kawai, Casio, Roland, ognuna con i propri pregi e difetti e il proprio range di prezzo. Esistono tastiere più economiche che forse vanno bene giusto per esercitarsi, ad esempio le tastiere Thomann che si possono acquistare dal sito di Thomann, ma se hai un minimo di budget rimarrei sulle 4 marche che ho menzionato.

12
Quale pianoforte? / Re:Piano arrotolabile per esercitarsi
« il: Luglio 09, 2020, 01:26:01 pm »
Sono tutti praticamente inutilizzabili. Consiglio di evitare proprio. Fidati, non è una buona idea: per permettere l'arrotolamento della tastiera, i tasti sono sottilissimi e quindi completamente privi di qualsiasi possibilità di controllare la dinamica. Inoltre, dato che i tasti sono sottilissimi, devi sostanzialmente picchiare i tasti per farli suonare, il che rende davvero complicato suonare accordi. Infine, dal momento che permettere la pressione in più punti sono presenti multipli sensori, se non tieni le dita perfettamente immobili quando stai su un tasto, il tasto ribatterà più volte come se l'avessi premuto più volte velocemente. E per di più, i tasti non suonano in ogni punto del tasto, quindi alcuni accordi non riusciresti proprio a suonarli, o li dovresti suonare con la mano molto contorta, praticamente ti peggiorerebbe la tecnica.


Praticamente, se ti porti un lungo foglio di carta e ci disegni sopra una tastiera è quasi la stessa cosa, anzi forse è anche meglio, almeno non senti quel suono stridulo e fastidioso.

13
Tecnica / Re:Imparare a memoria i passaggi difficili?
« il: Luglio 06, 2020, 01:51:38 pm »
Questione di abitudine, devi imparare a sviluppare una lettura più a blocchi di note, invece che leggere nota per nota.

14
Tecnica / Re:Imparare a memoria i passaggi difficili?
« il: Luglio 04, 2020, 11:21:45 am »
Imparare a memoria un passaggio veramente difficile è essenziale in quanto se ci sono moltissime note non si fa in tempo a pensarle tutte, occorre pensarle a gruppi di note e affinché questo succeda occorre affidarsi un po' alla memoria cinestetica. Però attenzione! Stiamo parlando di passaggi che sono davvero impegnativi, oppure sono impegnativi per una questione di lettura dello spartito che è lenta o di una familiarità della tastiera a occhi chiusi ancora non molto sviluppata? Occorre fare molta attenzione, perché se usi la scorciatoia della memoria quando leggi, non svilupperai una lettura buona e sarai sempre lento a studiare. Ovviamente non so se è il tuo caso, ma lo specifico per sicurezza. In tal caso, ti conviene avere pazienza, e leggere lento, tenendo lo sguardo fisso sullo spartito, cercando di guardare la tastiera davvero il meno possibile, idealmente non la dovresti guardare affatto.

15
Teoria musicale / Re:Passaggio di tonalità
« il: Luglio 04, 2020, 10:00:00 am »
Per rendere il cambio di tonalità chiaro, devi in quale modo necessariamente passare o utilizzare un'armonia che contiene la sensibile della nuova tonalità, sennò difficilmente si percepisce come cambio di tonalità. Una volta che sei nella nuova tonalità puoi anche non utilizzare affatto la sensibile, però ovviamente meno la usi e meno è stabile la nuova tonalità, è chiaro.

Pagine: [1] 2 3 ... 83