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Post - marpi

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Teoria musicale / Re:PEDALE DEL PIANO
« il: Gennaio 03, 2015, 01:45:42 am »
Eh no. se col pedale sempre premuto tocca il cielo ci sono solo 3 spiegazioni: o il pedale non funziona, o senza accorgersene ogni tanto lo rilascia, oppure ha pigiato il pedale sbagliato non certamente quello del sostegno.

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Teoria musicale / Re:Tonalità e alterazioni
« il: Gennaio 03, 2015, 01:32:34 am »
Non serve studiare le scale se non si imparano a memoria, cito Maria,
devi ripassarle senza leggere e automaticamente le memorizzi ma non tutte in una volta
poi nel frattempo se vuoi in altri post si spiega come sapere quali alterazioni sono in armatura.

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Teoria musicale / Re:Tonalità e alterazioni
« il: Gennaio 02, 2015, 11:14:23 am »
Grazie Stefy. Nei complimenti di prima mi sono accorto anche di aver tralasciato Pianoth e Maria. Grazie ragazzi/maestri, per noi eterni e datati allievi è sempre uno stimolo leggervi e sentirci in qualche modo accompagnati.

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Teoria musicale / Re:Tonalità e alterazioni
« il: Gennaio 01, 2015, 09:16:28 pm »
Si Stefy credo stia correndo un pochino il Tuo maestro, non hai il tempo di assimilare il lavoro svolto.
Complementi ad Antares e Sergio per contributi sempre competenti esaustivi e generosi.
Stefy, hai già finito il libro delle scale? No scherzo, dove sei arrivato/a e come va con la memorizzazione?

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Tecnica / Re:Mani che vanno da sole...
« il: Gennaio 09, 2013, 11:50:05 pm »
Perfetto, grazie, sono anch'io adulto, anzi di più ma vorrei fare comunque per quanto possibile un percorso di qualità. Vorrei avere il coraggio di rallentare parecchio le "performance" del momento - anche solo per portare gli esercizi svolti all'insegnante - per costringermi a leggere sempre ogni nota dello spartito, credo che sarebbe il modo migliore per, diciamo tra un anno non avere problemi si lettura, però non sono sicuro di riuscirci in solo un annetto e soprattutto che sia il modo migliore. Certo se penso solo alla performance non ci riuscirò mai, ma non vorrei che magari dedicando in misura diversa (che non riesco a ipotizzare) tempo agli esercizi da memorizzare e a quelli invece da leggere sempre anche lentissimamente, sia il modo migliore. Per adesso dedico solo circa 1/5 del mio tempo alla lettura (diciamo ogni ora, che è la media di studio giornaliero, 10 minuti circa, anche perchè di più mi diventa abbastanza faticoso e snervante), poi suono esercizi e pezzi dove intereagiscono automatismi memorizzati per direi un 85% e lettura di massima 15%, Hai qualche ulteriore consiglio?

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Tecnica / Re:Mani che vanno da sole...
« il: Gennaio 08, 2013, 10:06:40 pm »
Grazie risposta. Ma adesso se io mi costringo a leggere sempre ogni volta tutto, in quanto tempo riescirò a leggere all'impronta lo spartito che ho davanti per la prima volta? Anche a me piacerebbe, solo che se lo faccio adesso mi rallento talmente tanto che diventa una sofferenza studiare più di 10 minuti di seguito: per cui se studiando leggendo sempre tutto dopo diciamo uno o due mesi rendo in 3 settimane il pezzo che adesso favorendo gli automatismi faccio bene in 2 settimane, ci metterei la firma ma se invece questo mi accadrebbe dopo 2 anni di studio.. nel frattempo avrò smesso di suonare e quindi in quel caso preferisco arrangiarmi adesso e magari leggere all'impronta tra 5 anni dedicando molto meno tempo alla lettura immediata.
Non so. Tu sei contento dei progressi fatti? Puoi aggiungere qualcosa sulla Tua esperienza in merito? Grazie   

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Tecnica / Mani che vanno da sole...
« il: Gennaio 08, 2013, 09:05:13 am »
Posto e parto come premessa da un intervento in altra sezione di Pasquale Misseli (mi sembra di ricordare, mi scuso se sono impreciso):
"Partire subito con le invenzioni a 2 voci di Bach mi sembra esagerato. Io sto studiando la n. 1 da diversi mesi e ancora non ho acquistato quella sicurezza necessaria per poterla eseguire senza commettere errori. Non riesco a seguire bene tutte le note, e le mani vanno per conto loro, e così non va bene perché non ho la piena consapevolezza di quelle che sto facendo e quindi continuo a sbagliare, e non sempre nello stesso punto."
per rivolgere ai più esperti il seguente dubbio, io credo di suonare, anche gli esercizi alla fin della fiera, stimolando - forse più inconsciamente che altro - le mani ad andare per i fatti loro, un pò come quando si guida o per essere più precisi quando si segue un percorso noto in auto (mica si pensa "ora c'è una curva a destra che devo prendere in 3^ ecc."), questo comporta che le mani dopo un pò vanno da sole, è una goduria, e se sbaglio qualcosa in genere me ne accorgo subito comunque. In linea di massima credo che sia un'accorciamento dei tempi per mettersi in grado di eseguire diversi pezzi senza impegnarTi mentalmente più di tanto, infatti io ho dei tempi di messa a punto del pezzo (esercizi per adesso più che altro) abbastanza lenti (butto li il pezzo, lo eseguo, limo qualcosina, poi quando mi annoio o quando devo tenere troppo a lungo la concentrazione, che inizialmente non mi pesa, cambio pezzo o esercizio) ma poi ci arrivo comunque a farli e magari nel frattempo ho già iniziato a fare altri esercizi e pezzi (in questo modo l'oretta o 2 che dedico al pianoforte mi passa in fretta e senza annoiarmi o stancarmi). Certo che, se anche quando il pezzo è quasi memorizzato, provo nel mentre lo eseguo a controllare cosa sto facendo la cosa mi risulta difficile e spesso commetto anche errori di esecuzione che se fossi andato di sole mani non sarebbe successo. Da una parte mi chiedo ma perchè controllare cosa stai facendo se lo stai facendo bene? Infatti anche guidando se mentre guido dico a chi mi sta vicino cosa sto facendo (tipo, adesso scalo la marcia ed entro in terza nella curva a dx, poi appena intravedo l'uscita accelero e metto la quarta) inevitabilmente la mia performance diventa scadente.Dall'alta mi chiedo e se invece questo iniziale appesantimento mi servisse per andare poi più spedito e sopratuttto avendo sempre il controllo di quello che sto facendo? Non so credo di non essere portato per un tipo di studio del genere ma mi piacerebbe sapere che forse una via mi mezzo è possibile ma nel qual caso quale sarebbe, iniziare con il lavoro meticoloso e poi tra qualche anno passare agli automatismi, o al contrario inizialmente favorire gli automatismi e poi quando comunque, anche senza volerlo (ah, ah, ah), sai sempre qualcosa di quello che le tue mani fanno, iniziare a prendere un controllo più consapevole e continuo? Credo dipenda anche dalla personalità e dalla struttura mentale della persona: ci sono persone ad esempio che quando gudano ricordano perfettamente la strada che hanno fatto ecc., altre, come me ad esempio, che riescono a ricordare una strada fatta non prima della 4^/5^ volta che la fanno e non sempre peraltro (mi aiuta ad esempio sbagliarla qualche volta per sapere dove andare senza più dubbi, anche se non saprei descrivere il percorso comunque).
Grazie contributi alla riflessione.

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Di tutto e di più / Re:Pianoforte classico o jazz?
« il: Gennaio 07, 2013, 10:03:02 am »
Cerco di spiegare meglio il mio precedente intervento. Ci sono persone che nascono e sanno quello che vogliono fare e soprattutto quello per cui sono portati e sono in grado di fare. Nel ns campo, quelli che hanno dentro e sanno ritrovare fantasia, creatività, memoria (!) per cui diventa facile cimentarsi senza ausilio di canovacci, spartiti, ecc. e altri che invece ne hanno bisogno e addiritture non gliene frega niente di essere "schiavi" di uno spartito anzi lo preferiscono. A queste diverse persone vanno bene maestri e scuole che in qualche maniera siano consoni a quello che loro vogliono e sono, rispettivamente diversi in un caso e nell'altro. Poi ci sono persone che non appartengono nè all'una nell'altra delle categorie di cui detto. Ecco secondo me costoro, devono avere il coraggio di seguire strade proprie loro, tipo il percorso sghembo che ho consigliato, diventando anche progettisti dei loro percorsi e operando scelte difficili che neppure sono comprese dai più.

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Di tutto e di più / Re:Pianoforte classico o jazz?
« il: Gennaio 07, 2013, 09:54:54 am »
Fai un anno di jazz e poi torna a fare il classico. Ti farebbe capire, da una parte che probabilmente non sei ancora pronto ma, da un'altra, inizieresti a semirare nella direzione che poi potresti riprendere più avanti, chè la semina nel frattempo inizierebbe a germogliare.

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Libri e Materiale didattico / Che testi adottano in Inghilterra?
« il: Gennaio 07, 2013, 09:44:04 am »
Una domanda per chi è in grado di rispondere. Premessa. In tanti altri paesi europei e non la musica si studia a scuola, anche non prettamente musicale, molto ma molto più seriamente di quanto si faccia da noi. La cosa non dovrebbe sorprenderci più di tanto. Tempo fa ho ospitato un mio vecchio insegnante madrelingua di inglese, in Italia, che adesso lavora in posta come postino (spero già in pensione), il quale non aveva mai suonato in band o similari, orbene, avendo io diversi spartiti a casa quello li ha aperti (Beatles, soprattutto) e li ha suonati, avendo solo studiato il pianoforte a scuola (non di musica ripeto). Mi chiedo allora, a parte la serietà di fondo, che testi didattici adottano, ad esempio, in Inghilterra? E in cosa differisce il loro approccio allo studio dello strumento? Grazie.

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Tecnica / Re:Dubbio suonare a mani unite
« il: Gennaio 04, 2013, 09:47:19 am »
Ho avuto insegnanti diversi in epoche preistoriche e non che consigliavano ora l'uno ora l'altro approccio, ritengo che dipenda da quali siano gli obiettivi e il tempo che uno si dà per raggiungerli. Sarebbe bene secondo me suonare subito a 2 mani e solo quando c'è qualche passaggio difficile affrontarlo a mani separate, non vedo perchè iniziare sempre a mani separate (è un pò come se uno, non so ad esempio per ammirare un quadro, guardasse prima con un occhio e poi con l'altro!). Certo che se poi un'obiettivo è quello di suonare all'impronta, e quindi suonare utilizzando poco o niente gli automatismi, varrebbe comunque la pena anche su esercizi e pezzi suonati, come consigliato, subito a due mani, di tanto in tanto farli a mani separate, si avrebbero infatti delle difficoltà poichè già dopo la terza/quarta volta che si fa il pezzo a due mani si sono memorizzati automatisti che poi non si ritrovano nel suonare a mani separate. Insomma, io poi non sono andato molto avanti con gli studi ma già con i primi venti esercizi dell'Hanon se dopo averli fatti direttamente a due mani voglio farli a mani separate.. ho qualche problema iniziale, Infatti il mio dubbio, per quello che ho appena detto, è se andare avanti, perchè ho ancora tanta strada da fare, o fermarmi ogni pezzo, o quasi, ad esempio, a farlo con due mani e senza interromperlo ripeterlo a mani separate o meglio ancora con mani che si alternano, che ne pensate? O è una perdita di tempo da fare solo di tanto in tanto?

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grazie Tutti

quindi anni lavoro serio e costante e ce la si fa!

purtroppo dolori non dovuti a posizione, impostato bene da ragazzo e da giovane con insegnanti, ma ad uno sforzo di sollevamento e traspotyo tastiera, adesso basta sollevare un ananas come poco fa che sento dolore nel farlo e anche dopo

per adesso uso solo l'Hannon e qualche pezzo del programma della Lizard, ma forse non basta, nacome detto per poter suonare ub'oretta devo dedicare un'intera giornata quando posso tipo domenica suonando ad intermittenza 15-20 minuti alla volta e poi stendendomi perchè il dolore bruciore non è fortissimo ,ma è crescente se continuo e mi lascia dolorante per qualche oretta

grazie ancora consigli, anhe io come età supero i 50

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A parte un dolore scapolo-cervicale che mi impedisce di esercitarmi a lungo, sto riscontrando da ultimo, ma sono solo 6 mesi che ho iniziato a studiare il pianoforte, una certa difficoltà a suonare cose diverse tra le due mani (non so, ad esempio, con la sinistra una linea di basso "che cammina" e con la destra una scala blues). Spero non sia insormontabile, sarebbe drammatico perchè mi piacerebbe troppo imparare un pò meglio a destreggiarmi al pianoforte. Vorrei qualche cosiglio e qualche rassicurazione sul fatto che anche ad una certa età, lavorandoci, si possano superare difficoltà quali questa, e come.
Grazie.

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Di tutto e di più / Re:Fa male suonare il piano?
« il: Gennaio 03, 2013, 10:39:14 am »
Grazie interventi, anche se speravo ci fosse tra Noi un fisiatra o qualcosa di simile o almeno qualcuno con vicende simili, al computer sto tanto ma è solo quando suono il piano che sento il bruciore sulla vasta zona scapolo-cervicale e sugli avambracci. Tra 10 giorni faccio la TAC. grazie veramente aiuto morale.

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Di tutto e di più / Re:Fa male suonare il piano?
« il: Dicembre 29, 2012, 02:01:53 pm »
Grazie Sergio, è come sto facendo io, intanto sospendo il Volt.. che tanto in 2 gironi non mi ha fatto niente, dovrò farmi prescrivere dal genio del mio medico una risonanza o una tac a questo punto altrimenti solo forse il riposo assoluto perchè basta che sto in piedi (sarà forse per il peso delle braccia) o tenere un pac chetto o lavorare allo strumento o al computer il fastidio inizia e se non cambio postura o meglio verticalità aumenta il calore e il fastidio tende a divemtare dolore.
Augurissimi di buon annoA Te e a tutti i govanotti, e non, che ci leggono. 

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