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Post - guc

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Contatta il negozio. Prima ancora della garanzia della Casio la garanzia legale pesa sul venditore.
Mi raccomando, non smontare nulla altrimenti ti possono fare storie

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Tecnica / Re:Fausto Bongelli: fisiologia della mano pianistica
« il: Novembre 13, 2018, 12:12:52 pm »
Ho finalmente guardato con un pò di calma i video che hai postato.
Sicuramente sono molto interessanti per capire il funzionamento della mano da un punto di vista scientifico. Ritengo però un pò pericoloso fare gli esercizi che propone da autodidatti, per lo meno se fatti in maniera intensiva.
Ho anche guardato qualche sua escuzione è l'ho trovato molto bravo tecnicamente ma un pò troppo "meccanico" forse più concentrato sull'aspetto tecnico che quello musicale.
Comunque grazie

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Tutta la tecnologia più evoluta (dagli smartphone alle auto) proviene dalla Cina, dalla Corea o da paesi affini. Anche le "cineserie" sono prodotte negli stessi posti ma hanno una qualità evidentemente scadente. Perciò il vero problema non è, secondo me, di per se il paese di origine
ma il fatto che in molti ambiti l'obiettivo sia solo quello di abbattere i costi anche a discapito della qualità.
Di certo c'è che il costo del lavoro in questi posti è molto più basso e ciò giusto o no attira tutte le multinazionali.

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Quale pianoforte? / Re:Opinioni su Yamaha U3 silent nuovo
« il: Novembre 12, 2018, 09:34:25 am »
Per me è un ottimo pianoforte verticale.
Io ho l'U1 che è un pò più basso ma sono molto contento.
Tra i verticali per me è tra i migliori.
Rispetto ai Kawai (che reputo quasi allo stesso livello) ha un suono più squillante.
Anche il silent mi soddisfa. Certo, non è come il suono acustico, ma ci si avvicina molto.
L'unica cosa è che il mio accordatore mi ha detto che qualche anno fa la Yamaha ha spostato la produzione in Cina o Corea non ricordo bene e finchè lo producevano in Giappone aveva una buona componentistica, quando poi si sono spostati sono andati un pò "al risparmio".

Comunque la cosa migliore è che se l'hai provato e ti è piaciuto allora è quello giusto!

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Tecnica / Re:Roberto Prosseda: come studiare
« il: Novembre 07, 2018, 09:05:49 am »
Interessante.
Soprattutto il concetto che anche lo studio deve essere piacevole!

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Di tutto e di più / Re:Beethoven in bicicletta
« il: Novembre 05, 2018, 01:58:25 pm »
Me l'ha giusto fatto vedere una mia collega stamattina.
Davvero bello

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Tecnica / Re:Fausto Bongelli: fisiologia della mano pianistica
« il: Novembre 05, 2018, 01:40:38 pm »
Grazie

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Novembre 02, 2018, 11:07:37 am »

Io credo che la tua perplessità sia lecita ma anche senza risposta.
Capire perchè Beethoven abbia scelto il 2/2 anzichè il 4/4 è molto semplice ma capire perchè abbia scelto 2/2 anziche 2/4 è un pò più complicato. Se la domanda è: poteva usare il 2/4 anzichè il 2/2? Secondo me la risposta è: probabilemente sì.
Però lui ha scelto quel tempo e avrà avuto il suoi "buoni motivi".
Per esempio (ma dico le prime così che mi vengono in mente) per scrivere il basso con quelle note paricolari vuote ma collegate dalla staghetta per evitare di scrivere tutti gli ottavi (cosa che non avrebbe potuto fare nel 2/4 quando il basso sale dal DO al LA). Oppure perchè le minime staccate visivamente rendono meglio delle crome staccate (?). Chissà...


Comunque quello che secondo me conta è l'indicazione del tempo e cioè quell'"Allegro molto e con brio" che ti fa capire a quale range di metronomo lo devi suonare e con quale spirito.


Tieni presente che anche il terzo movimento è scritto in 2/2 ed è un Allegro.
Per contro, il secondo movimento che è Adagio cantabile (quindi molto più lento) l'ha scritto in 2/4 e utilizzando addirittura i sedicesimi. Questo mi lascia molto più perplesso... ma l'ha scritto così e ce lo teniamo così.


PS: ci sono anche altri brani che io scriverei in maniera diversa, uno fra tutti lo studio n.2 op.25 di Chopin ma chi sono io per criticare i mostri sacri della musica????

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 31, 2018, 02:15:42 pm »

Non ti preoccupare troppo di questa differenza perchè la scelta di un tempo piuttosto che un altro dipende da molti fattori, da ragioni storiche, da scelte soggettive del compositore, dalla tradizione musicale...
Beethoven in quel brano ha deciso che il modo migliore di rappresentare quella musica era usando quei parametri ma avrebbe potuto usarne altri. Quello che conta è che con quello spartito sia riuscito a trasmettere ciò che aveva lui in testa. Così l'ha pensato e cos' l'ha scritto.


Prendi un brano qualunque, sostituisci le minime con le semiminime, le crome con le semicrome ecc... dimezza i bpm e otterai lo stesso pezzo. Se lo farai girare con un software non troverai alcuna differenza. Ma quello che sarà diverso sarà l'impatto visivo e ciò che i due spartiti trasmetteranno all'esecutore.


Anche la velocità metronomica seconda me (esagero) lascia un pò il tempo che trova. E' utile come riferimento ma non deve essere presa alla lettera. L'importante è traspettere il "mood", non replicarlo in maniera sempre uguale. Non credo che i compositori stessi di ieri e di oggi siano in grado di suonare le proprie opere sempre alla stessa identica velocità

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 29, 2018, 10:09:00 am »

Riconfermo quello che ti ho già scritto, tra 4/4, 2/2 e 2/4 può non esserci alcuna differenza mantenendo gli stessi bpm. Dipende solo dal fatto che quello che è indicato sullo spartito deve rendere l'idea al meglio di quello che viene suonato.
Una semiminima in 4/4 ha la stessa durata di una in 2/2 e in 2/4. Non c'è alcuna differenza. Allo stesso modo una semiminima a 60 bpm ha la stessa durata di una minima a 120 bpm.
Se ti trovi davanti uno spartito pieno di semibiscrome anche se ha un bpm molto basso fai molta più fatica a pensarlo come un brano lento e tranquillo piuttosto che lo stesso brano con delle semiminime ma con un bpm più alto.
Non è solo una questione matematica

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Tecnica / Re:Impostazione delle mani al pianoforte
« il: Ottobre 22, 2018, 10:34:03 am »

Ad essere sincero avrei dovuto selezionare tutte le opzioni  :( ma alla fine credo che i problemi si riconducano tutti ad uno: la tensione. E' quella che ci fa irrigidire, sbagliare, rallentare e alla fine provare dolore.
E' cos'è che causa dolore? Nel mio caso, aldilà della postura, dell'uso scorretto delle mani e del corpo, c'è prima di tutto un fattore psicologico. E cioè la paura. Quando ho paura di sbagliare, di dimenticare il pezzo o peggio ancora del giudizio dell'ascoltatore. E' lì che mi irrigidisco e sbaglio ancora di più.
Quello che sto (ri)scoprendo in questi anni è che in realtà non è così importante non sbagliare, l'importante è suonare e gustarsi il piacere di farlo. In questo modo una parte dei problemi si risolvono già da soli come dei fantasmi che si dissolvono alla luce.

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Quale pianoforte? / Re:Ibrido Yamaha NU1X o verticale silent?
« il: Ottobre 17, 2018, 01:46:27 pm »
Aldilà dei dati tecnici e dei consigli poi deve "sbocciare l'amore" e in questo caso è successo, alla fine quello che conta è che deve piacere a te.

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Quale pianoforte? / Re:Ibrido Yamaha NU1X o verticale silent?
« il: Ottobre 17, 2018, 09:37:31 am »
Io sono un fedele sostenitore delle corde in metallo piuttosto che quelle in bit...  ;D.
Però cercherò di essere imparziale.
Secondo me dipende dall'utilizzo che ne fai. Se compri un verticale per usarlo sempre in cuffia non ha molto senso. Se invece hai la possibiltà di usarlo in entrambi i modi, allora è molto meglio ogni tanto confrontarsi con un suono "vero".

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 15, 2018, 09:33:19 am »
Il tempo tagliato (C con la stanghetta verticale) è 2/2. Il tempo di 4/4 si indica con una C senza stanghetta.
Detto questo bisogna fare una distinzione. Da un punto del tempo tra 4/4 e 2/2 (e spesso anche 2/4) non c'è alcuna differenza perchè a parità di metronomo (bpm) una semiminima nel 4/4 equivale esattamente ad una  semiminima nel 2/2 e se si mantengono gli stessi bpm equivale anche ad una semiminima anche nel 2/4.
Bisogna tenere presente però, che quando un compositore scrive uno spartito deve farlo nella maniera più aderente all'effetto che vuole dare al brano.
Quindi la differenza sta nell'interpretazione nel senso che il 4/4 significa che ogni battuta contiene 4 movimenti; invece nel 2/2 la suddivisione è in 2 movimenti per Battuta. Quando si suuona in velocità è molto più facile (e naturale) suddividere il tempo in due movimenti piuttosto che in 4.

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Di tutto e di più / Re:Come avete capito di essere dei musicisti
« il: Ottobre 10, 2018, 09:11:05 am »
sto ancora cercando di capirlo...  ;D

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