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Post - Pianoth

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Tecnica / Re:Sonata classica vecchio conservatorio
« il: Maggio 25, 2021, 01:52:23 pm »

Le sonate di Haydn che mi hai consigliato possono considerarsi di difficoltà intermedia tra la k545 e sonata chiaro di luna?

Direi di sì.
La k331 si può considerare tale?

Su Mozart ho notato in molti pianisti che è un po' soggettiva la questione della difficoltà. Personalmente la K331 la ritengo piuttosto impegnativa se la si vuole fare bene, probabilmente la piazzerei allo stesso livello della sonata al chiaro di Luna.

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Tecnica / Re:Tales from the Loop - Consigli diteggiatura
« il: Maggio 25, 2021, 01:41:24 pm »
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Tecnica / Re:Sonata classica vecchio conservatorio
« il: Maggio 20, 2021, 11:12:51 pm »
La K545 non è cosi complessa come pensi, chi dice che è facile solo in apparenza si riferisce principalmente al fatto che in Mozart in generale si è abbastanza scoperti e si avvertono facilmente tutte le imperfezioni, ma in effetti tra tutte le sonate che ho elencato la K545 è probabilmente la più semplice. L'op. 49 di Beethoven è più o meno allo stesso livello. Se vuoi qualcosa di più semplice di queste sonate, si torna alle sonatine di Clementi, Kuhlau e Dussek. È il passo immediatamente precedente.
Le prime 10 sonate di Haydn non le conosco bene ma mi sembra di ricordare che siano molto molto brevi, quindi se ti piacciono puoi leggerle, ma non si fanno spesso

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Tecnica / Re:Sonata classica vecchio conservatorio
« il: Maggio 20, 2021, 10:52:42 am »
Dopo le due sonatine di Clementi e Kuhlau che hai menzionato, sonate semplici che vengono studiate spesso sono la K 545 di Mozart, e/o le sonate op. 49 di Beethoven. Un gradino più su, K 283 di Mozart, o K 280 di Mozart. Meno popolari sono le sonate di altre autori, ma ti posso consigliare Hob. XVI:35 di Haydn, Hob. XVI:40 di Haydn, op. 37 n. 2 di Clementi, op. 14 n. 2 di Beethoven.

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Teoria musicale / Re:nome degli intervalli, esiste un'alternativa?
« il: Maggio 11, 2021, 11:31:24 pm »
DO - FA# è lo stesso tipo di intervallo di REb - SOL. Se dovessi scegliere un nome, di certo non andrei a dire "quarta diesis" per denominare l'intervallo REb - SOL.

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Scusa per il ritardo nella risposta, comunque i titoli di nuovo ordinamento, che io sappia, non è possibile effettuarli da privatisti, e per di più la frequenza a tutti i corsi è obbligatoria, anche se spesso viene offerta la possibilità di frequentare part-time, riducendo il numero di esami che vanno sostenuti ogni anno (e allungando il percorso di un anno di conseguenza, ma la frequenza ai corsi è comunque obbligatoria). A 47 anni, probabilmente, non hai realmente l'interesse a frequentare il nuovo ordinamento del conservatorio, ed essere costretto a seguire decine di corsi di cui spesso non tutti servono realmente a qualcosa, a parte raggiungere il numero di crediti minimo annuo. In aggiunta a ciò, il programma di ammissione ai corsi di primo livello, in teoria, dovrebbe essere più vicino a ciò che si portava all'ottavo anno, più che al quinto anno, quindi il livello richiesto già in partenza potrebbe essere più alto... Anche se in alcuni conservatori il livello generale è più basso, e quindi a volte si riesce a entrare anche con un livello più basso.
Quindi, se vuoi la mia opinione, è meglio se rimani sulla strada dell'affrontare gli esami del vecchio ordinamento da privatista, ammesso che ti sia effettivamente ancora possibile darli

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1) Sì, devi portare 13 studi in totale. Dei 13 studi che proponi, ne dovrai suonare solo uno. L'op. 299 temo non sia accettata, dato che è da 3º anno, quindi purtroppo ti devo dire che probabilmente stai solo a 4 studi. Però non sono sicuro al 100%. Gli studi dal Gradus di Clementi invece vanno bene, e se li hai scelti dai 23 che poi vanno fatti all'ottavo anno te li ritrovi già.
Degli studi considerati da 4° e 5° anno, principalmente vengono scelti dall'op. 740 di Czerny, e dai 60 studi di Cramer scelti da Bülow.
Solitamente, vengono fatti studiare, da Czerny op. 740, i numeri 1, 2, 3, (7), (8 ), (12), 17, 37, (41) (ti ho messo tra parentesi quelli che reputo un po' più complicati). Ottimi e non troppo complessi anche il 6, il 10 e il 38.
Da Cramer-Bülow, invece, vengono fatti studiare solitamente i numeri 1, 2, 4, (6), 8, 10, (11), 17, (19), (20), 23, (35), e 42. Non è un'opera che conosco bene come quella di Czerny, ma tendenzialmente gli studi che sono contenuti sono un po' più semplici e anche un po' più musicali, quindi ti consiglio di spingere soprattutto su questa. Di solito comunque vengono portati o perlomeno studiati studi da entrambe le opere, non solo una delle due.


2) Devi studiare tutti i brani di entrambe le suite inglesi (circa 40 pagine di musica, la seconda e terza suite inglese vanno studiate entrambe integralmente), e 3 sinfonie (invenzioni a 3 voci). All'esame verranno sorteggiati casualmente 3 pezzi, tra queste opzioni:
  • Preludio, Allemanda e Corrente della Suite in la minore
  • Sarabanda, Bourrée e Giga della Suite in la minore
  • Preludio, Allemanda e Corrente della Suite in sol minore
  • Sarabanda, Gavotta e Giga della Suite in sol minore
  • 3 Sinfonie a tua scelta
In altre parole, se ti viene sorteggiata una parte di una delle suite, non dovrai suonare le invenzioni, e se ti vengono sorteggiate le invenzioni, non dovrai suonare parte delle suite. Non c'è realmente modo di risparmiarsi di studiare tutto, in quanto il programma è ministeriale e viene sorteggiato tutto casualmente, non è a piacere del candidato.
Per la scelta delle 3 sinfonie, la più semplice è senza dubbio la n. 6, che hai menzionato. Anche la 4 è un'ottima scelta. Per la terza sinfonia, ti consiglierei la 11 o la 15.


3) Per la scelta di brani di clavicembalisti italiani, ci si rifà solitamente a questa collezione di brani (Clavicembalisti italiani di Gargiulo-Rosati). Uno vale l'altro in questa collezione.


Per la lettura a prima vista, ti consiglio di esercitarti sul libro A prima vista di Jeremy Norris. All'esame ti verrà chiesto di leggere a prima vista un brano di difficoltà grossomodo simile a ciò che è proposto negli ultimi brani di tale libro. Qualora servisse ulteriore materiale, ottima è la Biblioteca d'oro di Alessandro Longo, la maggior parte dei brani sono leggibili lenti a prima vista. Alternativamente, o in aggiunta, i primi 3 volumi del Mikrokosmos di Bartòk.


Per le scale, ricorda che vanno suonate tutte a 4 ottave, eccetto le scale per moto contrario (che possono essere fatte solo a 2 ottave), senza fermate né accenti.

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Presentiamoci / Re:Paganini-liszt no. 2, davvero?
« il: Gennaio 02, 2021, 10:45:25 am »
Guarda, non ti fare spaventare dalla velocità delle scalette o di alcuni brevissimi passaggi tecnici. Sono superabili con un po' di studio. Inoltre, complessivamente, il brano non è più impegnativo dell'op. 22 di Chopin.

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Presentiamoci / Re:Paganini-liszt no. 2, davvero?
« il: Dicembre 31, 2020, 02:53:48 pm »
Sì. Fattibilissimo al tuo livello.

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Tecnica / Re:Beethoven, op. 31 n. 2
« il: Dicembre 21, 2020, 04:46:23 pm »
Entrambe le soluzioni sono attuabili, ma se devo scegliere preferirei non fare l'incrocio, perché non c'è realmente alcun motivo per farlo, non semplifica il passaggio in alcun modo

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Teoria musicale / Re:Accordo di settima dominante
« il: Dicembre 10, 2020, 09:25:56 am »
Non era quello che ho cercato di spiegare, tuttavia diciamo che nella maggior parte dei casi sì, l'accordo di settima di dominante si dà incompleto solo quando è allo stato fondamentale, ossia se lo dovessimo scrivere a 4 parti potremmo omettere la quinta e raddoppiare la fondamentale (ad esempio, SOL SI FA SOL invece di SOL SI RE FA). Ciò non toglie che si possa trovare occasionalmente settime di dominante in rivolto incomplete, specialmente se le voci complessive sono meno di 4 (e quindi siamo letteralmente forzati a rimuovere una nota dell'accordo, che il più delle volte sarà la quinta).

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Teoria musicale / Re:Accordo di settima dominante
« il: Dicembre 08, 2020, 02:50:57 pm »
Non credo ci sia una particolare motivazione. Bisognerebbe vedere nel contesto del metodo. Gli accordi in SOL e in FA li ha disposti precisamente nello stesso modo, infatti quelli in FA sono precisamente un tono sotto rispetto a quelli in SOL. Riguardo quelli in DO, per disporli nello stesso modo, avrebbe dovuto scrivere FA SOL SI (letto dal basso verso l'alto) nella prima battuta, e SI FA SOL nella seconda.
Comunque, effettivamente, volendo ipotizzare un secondo rivolto di una quadriade, abbiamo la quinta dell'accordo al basso, quindi non è possibile ometterla. Volendo rimanere con solo 3 voci, e dovendo quindi scegliere cosa eliminare, l'unica scelta possibile è rimuovere la terza: se rimuovessimo la fondamentale, otterremmo RE FA SI, che non è un V7 di DO, ma piuttosto un primo rivolto dell'accordo costruito sul VII grado (SI RE FA); se rimuovessimo invece la settima, otterremmo RE SOL SI, che è un secondo rivolto dell'accordo di triade costruito sul V (SOL SI RE), in altre parole non è più una quadriade a quel punto (per renderla quadriade però si potrebbe anche inserire la settima in un'altra mano o in un altro strumento, a dirla proprio tutta). Di conseguenza, l'unica nota che possiamo rimuovere nel secondo rivolto del V7 che mantiene l'accordo sempre riconoscibile è proprio la terza.

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Libri e Materiale didattico / Re:Quale edizione consigliate?
« il: Dicembre 08, 2020, 02:37:49 pm »
Per ogni autore, e persino per ogni brano o collezione di brani diversa, di solito conviene scegliere una differente edizione. Questo perché non è solo il nome dell'edizione che è importante, ma chi l'ha edita, e secondo che tipo di metodologia. Le edizioni Henle, Bärenreiter, Wiener e ABRSM di solito godono della migliore reputazione, per il semplice motivo che solitamente scelgono musicologi competenti per creare le edizioni. Inoltre, di solito le loro edizioni sono con poche (o assenti) aggiunte editoriali: la Henle ad esempio di solito aggiunge diteggiatura, e se l'editore ritiene necessario aggiungere legature/dinamiche e così via viene segnalato tutto tramite parentesi (questo, almeno, nelle ULTIME edizioni Henle, nelle vecchie edizioni Henle alcuni cambiamenti non erano segnalati). La Bärenreiter invece, di solito cerca sempre di proporre il testo musicale nella versione più pulita e meno edita possibile: pochissime aggiunte editoriali (legature, dinamiche ecc.), e spesso prive di diteggiatura, a meno che sia stata indicata dall'autore. La ABRSM è un po' una via di mezzo. La Wiener è simile alla Henle, ma qualitativamente di solito è peggiore.
Tuttavia, spesso anche nelle loro edizioni più recenti ci sono scelte editoriali (o musicologiche) discutibili. Quindi non è possibile suggerire un'unica edizione per tutto. Esiste questo sito, che raccoglie buoni suggerimenti per edizioni da acquistare. Purtroppo non è sempre aggiornatissimo, ad esempio manca l'ultima edizione Bärenreiter, recentissima, delle sonate di Beethoven, che per certi aspetti potrebbe essere ancora più accurata della ABRSM, che è suggerita come prima edizione (ma la ABRSM è comunque una bellissima edizione, e ha più suggerimenti pratici rispetto la Bärenreiter). Inoltre mancano alcuni suggerimenti molto buoni: ad esempio, la ABRSM ho notato che è veramente un'ottima edizione per le sonate di Mozart: da quando l'ho acquistata uso praticamente solo quella. Per Chopin, inoltre, consiglio perlopiù le edizioni che vengono suggerite qui. Per Bach, la Bärenreiter è la migliore, ma per certe cose (tipo le variazioni Goldberg) è ancora meglio l'edizione di Tatiana Shabalina, un'edizione russa assolutamente non menzionata in quel sito.
Nota che, fra tutti questi suggerimenti che ho menzionato, della Henle non ce n'è neanche l'ombra. La Henle, personalmente, la consiglierei solo per Schumann e poche altre cose.
Riguardo la Alfred, di solito propone ristampe di altre edizioni, come la Dover, ma spesso aggiunge un CD per l'ascolto. Non la sceglierei praticamente mai come edizione. Non che sia necessariamente una cattiva edizione, ma non rappresenta praticamente mai la scelta qualitativamente migliore.

Detto ciò, in linea di massima, direi che puoi comunque affidarti a tale sito che ho linkato per scegliere le edizioni.

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Tecnica / Re:Imparare a memoria i passaggi difficili?
« il: Dicembre 03, 2020, 12:25:16 am »
  • leggo che bisogna leggere "per intervalli" e non per note: presumo si intenda vedere le note relazionate tra di loro, capire la distanza che hanno e quindi agire di conseguenza con le dita, però non è facile nel senso che non sempre abbiamo il pollice (dito 1) ed il mignolo (dito 5) su tasti consecutivi; suggerimenti in tal senso ?
  • leggo che bisogna "leggere la battuta o le due battute successive a quella che si sta suonando, ecco, qui x me è difficilissimo, come ci si può riuscire ?

1. Una volta lette le note, tali note vengono immagazzinate nella memoria a breve termine. Con l'esercizio della lettura a prima vista, questo processo avviene più velocemente, ed è possibile leggere gruppi più grandi di note. Tuttavia, affinché tale sviluppo della lettura a prima vista sia effettivamente utile, naturalmente è necessario anche conoscere principi che consentono di diteggiare velocemente. Per questo è importante studiare scale, arpeggi, ed espandere il repertorio il più possibile: si affrontano tante differenti situazioni tecniche, si impara più presto a trovare la diteggiatura migliore, o perlomeno una diteggiatura utilizzabile, e questo è effettivamente un altro requisito per una buona lettura a prima vista. Però, mentre per il non guardare la tastiera è sufficiente esercitarsi in maniera sistematica, per la diteggiatura bisogna necessariamente affrontare più brani possibili, il che di per sé tra l'altro potenzia ancora di più la lettura a prima vista (dato che leggendo tanti brani ci si esercita anche a velocizzare la memoria a breve termine).


2. Certo che è difficile. Richiede, per l'appunto, una rapidissima memoria a breve termine, oltre che una buona capacità a trovare subito una diteggiatura utilizzabile. Ma bisogna esercitarsi, affinché ciò diventi possibile.


Io, da principiante, a prima vista non riesco a suonare proprio nulla. E a furia di studiare e ripetere una cosa, è inevitabile impararla a memoria. Così come è inevitabile, in certi passaggi dove si muovono tanto le dite, sbirciare la tastiera. Ma credo che sia un'abilità anche imparare a passare da spartito e tastiera senza perdere il posto.
In ogni caso, anticipare è fondamentale, ma è difficile. Lo facevo trent'anni fa quando suonavo il sax, adesso sto cercando di riabituarmi e di imparare a farlo tenendo d'occhio l'armonia, non solo la melodia.
A furia di ripetere senza ragionare sullo spartito, si memorizza quasi esclusivamente tramite memoria cinestetica, il che è da evitare in quanto è un tipo di memoria piuttosto fragile, che tra l'altro è poco efficace nei brani lenti, proprio perché non c'è molto movimento. È meglio memorizzare in maniera conscia, ragionando sullo spartito. A ciò, naturalmente, si aggiunge anche la memoria cinestetica; l'importante è che a mio avviso si faccia anche un po' di sforzo di memorizzazione.
Affidarsi alla memoria cinestetica mentre si studia, specialmente quando si è agli inizi, è terribilmente dannoso per i progressi, proprio perché si distoglie troppo presto lo sguardo dallo spartito, si inizia a guardare la tastiera anche quando è totalmente non necessario, e dunque non si sviluppa mai la prima vista.
Purtroppo, per quanto sia difficile, è assolutamente indispensabile studiare guardando lo spartito, se si vuole sviluppare la lettura a prima vista e quindi la velocità di studio, e bisogna davvero distogliere lo sguardo il meno possibile. Meglio affrontare questa grossa difficoltà, e migliorare con il tempo, o restare fermi mesi sugli stessi brani perché non si riesce a fare progressi?

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Tecnica / Re:Dubbi studio Beyer
« il: Settembre 17, 2020, 11:49:56 pm »
Finché si tratta di esercizi molto semplici, in cui una delle due mani fa poco o nulla, il metodo di affidarsi alla memoria dello studio a mani separate sembra comodo, ma in realtà è un'illusione che svanisce molto presto, nel momento in cui entrambe le mani fanno cose distinte nello stesso momento. Anche per questo motivo spesso vengono usati i canoni di Trombone o di Kunz a scopo didattico: le mani fanno la stessa cosa, ma una mano entra dopo, quindi difatti sono esercizi in cui studiare a mani separate non giova particolarmente, perché è proprio un discorso di coordinazione.
È più difficile leggere 2 pentagrammi contemporaneamente, è chiaro, ma è un salto di difficoltà che va affrontato il prima possibile. La lettura a prima vista d'altronde non si fa certamente prima a mani separate e poi a mani unite. Sforzati ad essere veloce nel riconoscere le note. Cerca anche di abituarti presto a stare un pochettino più avanti con l'occhio rispetto al punto in cui stai suonando, il che è particolarmente utile in brani o esercizi più lunghi di un rigo, se vuoi evitare di fermarti per leggere ogni volta che si va al prossimo rigo senza affidarti alla memoria.

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