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Post - Pianoth

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Area Spartiti / Re:Misterioso studio di Czerny
« il: Novembre 07, 2018, 04:57:28 pm »
Sembra una versione pochissimo diversa dallo studio Op. 823 N. 31:


Se trovo lo studio esatto lo scrivo, altrimenti forse è proprio questo ma leggermente cambiato dall'editore.
Modifica: dopo altri 20 minuti di ricerca, non ho trovato altri studi simili. Non è comunque da escludere che si tratti di uno studio di Czerny, e che sia Czerny stesso ad averlo composto in maniera diversa più volte (dopotutto le sue opere hanno tantissimi studi che sono simili l'uno all'altro).

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Area Spartiti / Re:Misterioso studio di Czerny
« il: Novembre 07, 2018, 04:03:04 pm »
Puoi mettere una foto dello studio in questione?

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Tecnica / Re:crampi alla mano, è normale?
« il: Novembre 07, 2018, 12:09:14 am »
I dolori in generale non sono normali. Un modo di suonare scorretto può portare a seri problemi. Questi crampi potrebbero essere dovuti al suo modo di suonare il pianoforte... Tuttavia, non è detto. Dal momento che a distanza, con così poche informazioni, si possono fare solo congetture, in questi casi purtroppo l'unica vera soluzione è rivolgersi di persona a un fisioterapista, possibilmente uno bravo, in grado di ottenere più informazioni e fare ipotesi più precise sulla possibile causa di questi crampi.


Preciso che, indipendentemente da ciò che potrà dire qualunque fisioterapista, non esiste un singolo modo corretto di suonare il pianoforte senza avere problemi. Dico questo perché alcuni fisioterapisti hanno delle convinzioni piuttosto radicate in merito al suonare degli strumenti musicali. In linea di massima, per evitare problemi è sufficiente evitare (almeno quando possibile) alcune tipologie di movimenti, non raggiungere mai i limiti estremi di qualunque movimento, e avere una buona coordinazione e un buon controllo di tutti i movimenti in generale. Più facile a dirsi che a farsi, naturalmente: acquisire una buona e completa tecnica pianistica solitamente richiede molti anni.

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Armonia / Re:Modulazione Scriabin prelude.
« il: Novembre 05, 2018, 02:28:05 pm »
A battuta 8 c'è un V della tonalità in cui si ritrova attualmente, e si passa direttamente al I di un'altra tonalità a battuta 9; succede qualcosa di simile nelle battute 19-20, l'unica differenza è che il V grado della nuova tonalità appare già sul secondo ottavo di battuta 20, quindi il DO è da considerare un'appoggiatura del SI invece che già una tonica. A dimostrazione di ciò, come ho detto, basta che immagini un'armonia di SI minore a battuta 9, o un'armonia di SOL minore a battuta 20: questa è la cadenza che viene evitata. Evitando tale cadenza, Scriabin modula in maniera diretta a un'altra tonalità.

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Armonia / Re:Modulazione Scriabin prelude.
« il: Novembre 04, 2018, 07:02:14 pm »
A battuta 20 siamo già fuori dal SOL minore, il SOL minore è solamente nelle battute 18 e 19: a battuta 17, siamo in SOL (non è possibile dire che siamo in maggiore o in minore dato che non è presente una terza), sul primo quarto abbiamo la tonica, sul secondo abbiamo un'armonia di dominante (il basso compie un ritardo). A battuta 18, il SIb denota un cambio di modo rispetto a ciò che c'era prima, cioè non siamo più in SOL maggiore, ma in SOL minore, e l'armonia usata è un I6 (la mano destra compie un ritardo). Sul secondo quarto di battuta 18 abbiamo un'armonia diminuita, che continua con un altro rivolto nel primo quarto di battuta 19. Sul secondo quarto di battuta 19, abbiamo una dominante di SOL minore (il basso compie un ritardo), infatti se a battuta 20 ci fosse stato un SOL minore avresti potuto sentire benissimo che siamo in SOL minore. Ma ciò non avviene, a battuta 20 Scriabin evita la cadenza e modula improvvisamente a DO minore: è lo stesso tipo di cadenza evitata che ha fatto a battuta 9, in pratica. Tieni conto che Scriabin in generale gioca moltissimo con le cadenze evitate, non solo in questo preludio ma praticamente sempre, quindi non bisogna sorprendersi se ci sono modulazioni a particolari tonalità, ma non viene mai incontrato un vero e proprio I grado.

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Armonia / Re:Modulazione Scriabin prelude.
« il: Novembre 04, 2018, 11:06:58 am »
Ti ho scritto una breve analisi (non dettagliata a livello armonico) con tutte le modulazioni e progressioni presenti, spero sia d'aiuto. Le immagini qui sotto sono dall'edizione Henle, puoi cliccarle per vederle più grandi. Se vuoi sapere precisamente cosa succede in delle battute specifiche chiedi pure.


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Vendo / Re:Steinway & sons
« il: Novembre 03, 2018, 07:21:24 pm »
Ti mostro con questa immagine dove devi vedere:

Leggi anche questo articolo: https://www.pianosolo.it/come-conoscere-leta-di-un-pianoforte/

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Vendo / Re:Steinway & sons
« il: Novembre 02, 2018, 08:05:19 pm »
Il modello e la matricola (per sapere quando è stato prodotto) li puoi leggere a sinistra del leggio, sotto di esso, dentro il pianoforte (dentro un triangolo, c'è un numero a 6 cifre e una grossa lettera). Dalla foto che hai fatto non è possibile dire precisamente il modello né tanto meno la matricola, tuttavia posso azzardare l'ipotesi che sia uno Steinway B, con matricola iniziante per 3 (a giudicare dal logo), quindi prodotto tra il 1940 e il 1970. Potrebbe avere un buon valore, o potrebbe non averlo, dunque non posso indicarti un possibile range di prezzo. Una cosa che puoi fare, dopo avere individuato precisamente il modello e la matricola, è cercare per pianoforti simili al tuo e vedere come vengono valutati. Dopo avere fatto ciò, puoi provare a rivolgerti a un rivenditore di pianoforti.

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 31, 2018, 01:53:31 am »
Queste 3 altre tabelle forse possono chiarire meglio le cose. Sono create sulla basi dei tempi metronomici autentici, assieme a quelli di Czerny e Moscheles, su tutte le opere di Beethoven che hanno "Allegro" e sono rispettivamente in 2/4, 4/4 e 2/2.





La tua domanda è, sostanzialmente, cosa sarebbe cambiato se Beethoven avesse scritto l'"Allegro molto e con brio" in 2/4 usando semicrome invece di crome, crome invece di semiminime e così via? Guardando con attenzione la tabella, noterai che la risposta non è in contraddizione con le citazioni che ho messo sopra: in un 2/2 un "Allegro" che usa crome e semiminime sarebbe a 132-138 per metà battuta, e lo stesso Allegro in 2/4, con valori corrispondenti, cioè semicrome e crome, è a 76 per battuta, cioè 152 per metà battuta. In entrambi casi abbiamo tempi estremamente veloci, ma il 2/4 lo è ancora di più. Noi poi abbiamo non semplicemente "Allegro", ma "Allegro molto e con brio", quindi ha senso aggiungere qualche ulteriore tacca di metronomo, raggiungendo il 144 o il 152 che danno Czerny e Moscheles. Vogliamo vedere per curiosità cosa sarebbe successo se l'avesse scritto in 4/4 invece che in 2/2? Avrebbe dovuto usare gli stessi valori del 2/2, ma il tempo sarebbe stato notevolmente più lento: l'Allegro è stimato essere intorno a 92-100 per metà battuta (ci sono parentesi quadre perché è un'ipotesi basata esclusivamente su indicazioni non autentiche, in ogni caso è coerente con gli altri casi).

Quindi sì, il 2/2 è più lento di un 2/4, ma non va pensato come molto più lento. Anzi, nella maggior parte dei casi si può effettivamente dire che non ci sia affatto differenza.

In ogni caso può essere più utile leggere direttamente la fonte da cui sto prendendo queste tabelle, che è questa.

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 30, 2018, 11:03:29 pm »
Bisogna fare attenzione a basare delle considerazioni su delle citazioni, perché spesso, accumulando una grande quantità di informazioni, si scopre che molte sono contrastanti. Beethoven era molto contento dell'invenzione del metronomo proprio per questo, perché finalmente si poteva indicare precisamente una velocità per un brano. Poi certo, al giorno d'oggi nessuno rispetta i metronomi, e forse neanche all'epoca si faceva più di tanto, però tra tutti i possibili dati di cui si può disporre, un'indicazione metronomica è ciò che meno è discutibile, per quanto ci sono sempre potenziali problemi come metronomi malfunzionanti, errori di stampa e così via.

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 30, 2018, 08:32:33 am »
Aspetta, non interpretare male quello che ho detto: nel primo movimento, dopo il grave, Beethoven ha scritto “Allegro molto e con brio” (il che si potrebbe tradurre come “quasi Presto”) e non sono presenti semicrome, la nota più rapida incontrata è la croma. Questo vuol dire che il tempo è molto veloce. Solitamente infatti il 2/2 è da intendersi come più veloce del 4/4, per una questione di accenti. Per farsi un’idea migliore è sempre bene controllare le indicazioni metronomiche che danno Czerny e Moscheles: anche se non sono considerabili autentiche al 100%, valgono comunque come indicazione di carattere generale, e potrai notare che le loro indicazioni del primo tempo sono effettivamente molto veloci.

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 29, 2018, 09:42:29 am »
I tempi indicati nella tabella che ho messo si ripetono varie volte perché Czerny e Moscheles hanno dato molteplici serie di indicazioni metronomiche non sempre uguali. Gli asterischi * si riferiscono a delle serie in cui non hanno dato un'indicazione metronomica per la sonata in questione. Dal momento che entrambi sono stati in diretto contatto con Beethoven, e considerando che grossomodo si mantengono su range di velocità non troppo differenti, penso che le loro velocità possono essere considerate abbastanza autentiche. All'epoca si mettevano abbastanza spesso tempi metronomici piuttosto sostenuti, ma le indicazioni metronomiche non vanno interpretate troppo alla lettera in ogni caso, vanno interpretate più come un'indicazione approssimativa del carattere, che è strettamente collegato alla velocità. Questo vuol dire che sarebbe opportuno non allontanarsi troppo da esse, ma neanche bisognerebbe assicurarsi di essere precisamente al tempo indicato in ogni momento: il ritardando e l'accelerando a scopo espressivo esistevano già.

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Teoria musicale / Re:Il tempo tagliato e la Patetica di Beethoven
« il: Ottobre 28, 2018, 08:49:07 pm »
In termini di accenti e di tempo, non c'è differenza tra 2/4 e 2/2. Tuttavia, in un 2/2 si hanno a disposizione un maggior numero di suddivisioni. Prima di Beethoven, c'era una chiara distinzione tra i due tempi, come spiega Kirnberger:
Citazione
In Ansuhung der Taktart sind die größeren Zeiten, als der Allabreve, der 3/2 und der 6/4 Takt von schwerer und langsamerer Bewegung, als die kürzerer Zeiten, als der 2/4, 3/4 und 6/8 Takt, und diese sind weniger Lebhaft, als der 3/8 und 6/16 Takt. So ist z.B. eine loure in dem 3/2 Takt von langsamerer Taktbewegung, als ein Menuet in dem 3/4 Takt, und diese ist wiederum langsamer als ein Passepied in dem 3/8 Takt.
Tradotto:

Per quanto riguarda il metro, quelli che hanno valori più grandi, come alla breve, 3/2 e 6/4, hanno un tempo più pesante e più lento di quelli dei valori più piccoli, come 2/4, 3/4 e 6/8, e questi a loro volta sono meno vivaci di 3/8 o 6/16. Così, per esempio, una loure in 3/2 ha un tempo più lento di un minuetto in 3/4, e quest'ultimo è a sua volta più lento di un passepied in 3/8.


Da tenere in conto il fatto che la velocità dipende anche dal valore più veloce indicato, ad esempio una sarabanda è molto più lenta di un minuetto, anche se sono entrambi in 3/4, perché la sarabanda generamente usa semicrome e biscrome, mentre il minuetto usa più crome e semicrome, e questo discorso vale indipendentemente da qualunque eventuale indicazione come "Allegro", "Andante", "Adagio" o altre.


In qualche misura, tutto questo vale anche per Beethoven e autori successivi, e possiamo farci un'idea più precisa grazie al fatto che Beethoven stesso ha scritto qualcosa a proposito di questo, nella canzone Klage WoO 113:
Citazione
Das was jetzt nachkömt wird noch einmal so langsam g:[esungen] adagio oder höchstens andante quasi adagio. Andante muβ im 2/4tel Takt viel geschwinder genommen werden wie hier im lied das tempo ist. wie es scheint kan das letzte ohnmöglich in 2/4tel takt bleiben, weil es viel zu langsam dafür ist. am besten scheint’s beyde in 2/2 takt zu sezen. das erste in E dur muβ in 2/4tel T:[akt] bleiben, weil man es sonst zu langsam singen würde. man wird eher immer bey langen Noten das tempo langsam nehme[n] als bey kurzen z.B. bey vierteln langsamer als bey 8tel. Die kleinere Noten bestimmen auch das tempo z.B. die 16tel-32tel im 2/4tel Tackt machen diesen sehr langsam. Vielleicht ist auch das Gegentheil wahr.
Tradotto:

Quello che segue sarà cantato ancora più lentamente, adagio o andante quasi adagio al massimo. Un andante in 2/4 deve essere preso molto più velocemente del tempo in questa canzone. Sembra impossibile che la [seconda sezione] rimanga in 2/4, perché è troppo lenta. [Sembra che sia] meglio impostare [questa sezione] in 2/2. La prima [parte] in Mi deve rimanere in 2/4, perché altrimenti sarà cantata troppo lentamente. Viene da prendere un tempo più lento quando ci sono note lunghe piuttosto che quando ci sono quelle corte. Per esempio, con le semiminime più lente delle crome. Le note più corte determinano anche il tempo, per esempio le semicrome/biscrome in un 2/4 lo rendono molto lento. Forse è vero anche il contrario.

Dunque, in base a queste informazioni deduciamo che se Beethoven ha indicato, ad esempio, il secondo movimento della patetica in 2/4, probabilmente non lo voleva poi così tanto lento. Infatti, Frederic Lamond, allievo di Liszt, grande interprete storico di Beethoven, lo prende a un tempo abbastanza più sostenuto di come si prende solitamente oggi. Non è un caso, molto probabilmente. Le velocità metronomiche della patetica che consigliano Czerny e Moscheles sono queste:



Spero che questo chiarisca un po' di dubbi.  ;)

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Eventi e spettacoli / Re:Cremona Musica_Piano Experience 2018
« il: Settembre 13, 2018, 07:57:17 pm »
Sarò presente tutti i giorni ;)

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Teoria musicale / Re:Domanda su generi musicali
« il: Agosto 27, 2018, 02:31:53 pm »
Principalmente l’arrangiamento. A dimostrazione di ciò, tieni conto che molti pezzi classici sono stati riscritti in versione rock, pop o altro. Tuttavia, alcune melodie non sono necessariamente adatte per ogni genere. Però questo non rende falso il fatto che il genere è definito principalmente dall’arrangiamento, cioè dal ritmo usato, dagli strumenti usati e così via.

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