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tasti pesati

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Gianluca:
Volevo chiedervi se qualcuno mi sa' dire se è più leggera una tastiera di un pianoforte digitale o acustico? (con meccanica) Attualmente ho un pianoforte digitale YAMAHA arius YDP144 con tasti pesati e mi sembra che il peso non sia uguale a i tasti di un pianoforte acustico lo trovo molto più duro, girando su alcuni siti ho visto che il peso del tasto per un pianoforte con meccanica è di 55gr può essere? Purtroppo non avendo la possibilità di avere e provare un pianoforte acustico con meccanica non saprei distinguere......,forse qualcuno di voi mi può aiutare
grazie

sergiomusicale:
Non so se nel mondo esistono due pianoforti acustici con la medesima sensazione al tatto  ::) 88 possibilità moltiplicate per la differenza di peso di ognuno, per la differente inerzia, e per il coefficiente di attrito....e... credo che di veramente eguali sia difficile trovarne  ;) a parte considerazioni teoriche non credo sia veramente importante conoscere questo dato, molto di più è la sensazione che se ne riceve. Per quanto sopra detto si consiglia sempre di PROVARE, PROVARE, PROVARE! Agli inizi dello studio può andar bene anche uno strumento base, poi con il tempo la sensibilità si affina e si percepiscono sempre maggiori piccole differenze e si desiderano strumenti di maggior qualità. Anche i grandi artisti fanno regolare i loro strumenti in maniera individuale. Un digitale solitamente ha minori differenze di un acustico e la produzione in serie minimizza le differenze ma i leveraggi introducono ancora altre variabili e non si può affermare che un digitale sia più duro di un acustico, tutto dipende da come lo si è realizzato, anzi certe volte è assolutamente il contrario. Quindi difficile darti delle indicazioni, anche usando i pesi per controllare quando il tasto inizia a scendere non otteresti la reale sensazione di "peso" durante l'esecuzione  :-[. Conta poi che i tasti non debbono avere peso costante!!!

Gianluca:
Il mio problema su questo tipo di pianoforte digitale oltre i tasti pesanti è lo studio già di un medio livello tipo: studi di Clementi, Czerny tecnica studiata su questo tipo di pianoforte e quindi se dovessi poi passare a un pianoforte acustico che sicuramente non ha la stessa dinamica ....cosa succederebbe che quello che ho studiato non ha avuto la stessa efficacia come averlo fatto su un pianoforte acustico?

Pianoth:
Il problema risiede nella capacità di adattamento che il pianista sviluppa negli anni, con l'esperienza di tanti pianoforti diversi. Ti assicuro che se avevi un petrof vecchio e poi suonavi su uno yamaha nuovo, il problema sarebbe stato il medesimo. Insomma, non è problema del digitale in sé per sé. Tra l'altro, in linea generale, è meglio avere un pianoforte con i tasti più duri per studio, perché così sei forzato ad adoperare una tecnica pianistica più appropriata (sennò ti stanchi).

Gianluca:
Quindi in poche parole studiando i 23 studi di Clementi Chopin e Beethoven su questa tastiera che come dicevo ha una dinamica tutta diversa (a parte la durezza della tastiera) da un pianoforte acustico il rendimento della mano sarebbe sempre uguale come se studiassi su un pianoforte acustico? Perché dico questo? Ho sempre pensato che questi pianoforti digitali servissero solamente per chi è alle prime armi tipo BEYER, Cesi Marciano etc..

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