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Christian

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Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 01:59:59 pm
E' un classico. E' da anni che non la toccavo più, sinceramente mi annoiava. Sono un tipo che non ama i pezzi troppo famosi, ma ieri l'ho ripresa in mano, cercando di vederla sotto un altro aspetto, cercando di dare una mia interpretazione. C'è qualche errorino nel finale ma... mi piacerebbe comunque avere il vostro parere! ;)

Sonata n.14 (Op.27 no.2) "Al chiaro di Luna", Beethoven - 1° Tempo (Christian Salerno)

Grazie! ;)
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Pianoth

Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 03:47:41 pm
Io l'ho studiata con la mia insegnante del conservatorio per tantissimo tempo. Ti posso dire che se l'hai studiata da solo, va più o meno bene, ma se la vuoi suonare per bene, allora non te la prendere se ti dico che non la suoni bene.

La sonata op. 27 n. 2 è composta di tre movimenti. Il primo movimento è una sorta di meditazione, il secondo può essere quasi considerato con una specie di movimento di passaggio, mentre il terzo è uno "sfogo", che va suonato con rabbia e agitazione. La sonata andrebbe suonata per intero senza fermata: alla fine di ogni movimento Beethoven scrive infatti "attacca subito il seguente Allegretto" e "attacca subito il Presto".

Parliamo del primo movimento quindi: va suonato tutto pianissimo, non bisogna mai esagerare con le dinamiche!
Beethoven scrive "Si deve suonare tutto questo pezzo delicatisimamente e senza sordino" e "sempre pp e senza sordino". Nell'edizione di Casella (e non solo) si trova scritto "N. B. 1 C. sino alla fine del pezzo": dato che il pianoforte spesso gonfia parecchio, personalmente sono completamente d'accordo con questo suggerimento. Va ricordato dopotutto che Beethoven non ha composto questa sonata per il pianoforte.
Mentre si suona il pezzo bisogna stare estremamente concentrati, bisogna pensare assolutamente solo a ciò che si sta suonando e bisogna fare assolutamente in modo che non sia noioso (personalmente io la faccio un po' più velocemente per questo motivo). Chiunque penserebbe che questo è un pezzo facile, specialmente i principianti: invece è un pezzo terribilmente difficile a livello interpretativo.
Le terzine vanno praticate (non suonate) staccando tutte le note (delle terzine). Questo aiuta ad evitare di sbagliare note, fare in modo che tutte le note delle terzine siano suonate pianissimo e soprattutto fare in modo che la melodia sia messa in evidenza senza necessità di suonarla molto più forte. Le terzine devono essere uguali per tutta la durata del pezzo. Deve essere leggermente accentata la prima nota di ogni terzina, facendo sempre attenzione che le note della melodia siano in massima evidenza, senza suonarle forti. Quando c'è un crescendo o un diminuendo bisogna fare attenzione a fare in modo che le terzine non sembrano parte della melodia.
La melodia deve essere più semplice possibile, bisogna rispettare con massima attenzione le legature ed evitare di fare crescendo e diminuendo dove non è segnato. In molte esecuzioni la melodia viene eseguita con un evidente rubato. Se si vuole imitarlo allora non bisogna mai esagerarlo, proprio perché la melodia deve essere semplice.

Il primo movimento, come ho detto prima, è una meditazione: la prima parte del pezzo deve essere assolutamente statica; quando entra la melodia bisogna sempre suonare tutto pianissimo, senza mai cambiare colore. Nella battute in cui c'è crescendo e diminuendo, le terzine vanno suonate sempre identiche, con un veramente minuscolo crescendo e veramente minuscolo diminuendo per non superare la melodia; il basso legatissimo, deve evidenziare il crescendo e il diminuendo ma senza mai gonfiare troppo, senza accenti.
Nella parte in cui il basso continua a ripetere l'ottava con SOL#, la melodia "scompare", rimangono solo le terzine, che salgono e scendono per quattro volte. In quelle battute il basso deve essere profondo, ma sempre pianissimo. Devono essere sempre evidenziate le terzine, un piccolo crescendo quando salgono e un piccolo diminuendo quando scendono va bene ma deve essere sempre tutto pianissimo. Non deve essere però troppo piano: quando rientra la melodia, va suonato tutto in decrescendo, sempre di più (tu hai fatto praticamente il contrario), fin quando ritorna il tema iniziale che deve suonato sempre pianissimo.
In questa seconda parte del pezzo si trova spesso qualche "finto crescendo": non bisogna mai esagerarli, bisogna in effetti crescere, ma va sempre suonato tutto piano.
Alla fine del pezzo la melodia la fa il basso. Le terzine devono essere sempre uguali come all'inizio, il basso deve essere assolutamente evidente ma sempre pianissimo. Non bisogna mai esagerare i crescendo e i decrescendo anche qui.
Le ultime quattro battute del movimento sono le più difficili di tutto il movimento. Bisogna partire suonando pianissimo, continuando a suonare sempre più piano, possibilmente senza rallentare. Gli ultimi due accordi vanno suonati con moltissima attenzione: il penultimo accordo non assolutamente deve essere conclusivo, non deve fare sembrare che il pezzo sia concluso. L'ultimo accordo deve essere leggermente (molto leggermente) accentato, e bisogna aspettare fino a che il suono è quasi scomparso prima di attaccare il movimento successivo (questo è il significato del decrescendo finale). Entrambi devono essere suonati più piano possibile, facendo attenzione a non arpeggiarli.

Un'ottima esecuzione di questo primo movimento è quella di Claudio Arrau.

Queste sono più o meno le cose più importanti che ti posso dire sul primo movimento di questa fantastica sonata. Spero che sia chiaro ;)
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Christian

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Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 05:06:21 pm
Wow, che splendida analisi la tua, complimenti!

L'avevo studiata almeno 8 anni fa (solo il primo tempo), poi l'ho ripresa in mano... ieri :D .
E' veramente un pezzo meraviglioso e i tuoi consigli di certo mi saranno utili.

Concordo a pieno sul non sentire le terzine, forse la qualità della registrazione fa sentire le terzine al pari livello della melodia, ma posso garantirti che in realtà si trovavano su due piano sonori differenti ;) .

Non sono purtroppo molto d'accordo sul pedale del piano dall'inizio alla fine. Come dici tu Beethoven scrisse: Si deve suonare tutto questo pezzo delicatisimamente e senza sordino" e "sempre pp e senza sordino".

Bene, Beethoven parla di sordino e non di sordini che secondo Piero Rattalino sono due cose differenti. Il primo sarebbe una specie di sordina che veniva applicata nei pianoforti dell'epoca, e i secondi (sordini) sono invece gli smorzatori.

Se è vera questa differenza e Beethoven non voleva il "sordino", probabilmente non avrebbe voluto nemmeno il Pedale 1C sui pianoforti moderni ;) .

Dopodiché si tratta di interpretazioni e credo che non possa esistere un'interpretazione universalmente riconosciuta come perfetta, altrimenti non sarebbe più arte ma matematica e tutti cercheremmo di copiare quell'interpretazione. In più, non sappiamo come Beethoven la eseguisse quindi credo che solo lui sappia realmente come voleva che fosse eseguita :D

Questo è il mio punto di vista. Ti auguro una buona serata!

Christian
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AleBello

Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 05:10:13 pm
Eh si avevo letto la stessa cosa da Rattalino sul sordino di cui parla beethoven. La mia insegnante me lo fece suonare senza la 1C

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Christian

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Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 05:13:34 pm
Esatto anche se è davvero enigmatica questa storia del "sordino" e "sordini" ma... tuttavia... come andare contro a Rattalino :D
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Pianoth

Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 05:35:10 pm
Certo, non esiste un modo perfetto di suonare nessun pezzo al mondo, infatti ci sono sicuramente tanti grandissimi pianisti che suonano tutto il pezzo senza il pedale 1C.
Comunque forse non ti è chiara una cosa: tu dici "concordo a pieno sul non sentire le terzine", mentre io ho cercato di dire l'esatto opposto, in effetti mi sono espresso un po' male.
Le terzine danno ritmo al pezzo, immagina come se ci fosse qualcuno che sta girando qualche manovella in continuazione per sentire il pezzo, le terzine dovrebbero dare quella sensazione. È complicato da spiegare. Insomma, prova ad immaginare questo pezzo senza le terzine. È una noia indescrivibile, nessuno al mondo vorrebbe neanche suonare un pezzo del genere...
Quello che è importante è che siano sempre perfettamente regolari e che non siano più importanti della melodia. Tutto qui.
Comunque anche se ci sono infiniti modi di interpretare il pezzo, è importante che sia tutto pianissimo, nella tua esecuzione spesso sei andato sul forte. È importante che sia tutto pianissimo sia perché lo dice proprio all'inizio del pezzo e sia soprattutto perché questo pezzo è una meditazione, il forte verrà ripagato nel terzo movimento.
Spero che tu capisca che intendo.  :D
Ultima modifica: Giugno 27, 2013, 05:38:35 pm da Pianoth
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Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 27, 2013, 05:46:20 pm
Afferrato!!  8)
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71demy

Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Giugno 30, 2013, 07:56:43 am
al di là di tutte le considerazioni fatte, a me sembra un risultato più che buono, e come in ogni esecuzione... mie comprese... si può sempre fare di più.... anzi è un gioco piacevole e stimolante quello della sfida con se stessi alla ricerca di risultati sempre più gratificanti.. vai Christian!

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Christian

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Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Luglio 23, 2013, 10:28:29 pm
Thanks!! :)
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luciasciacovelli

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Re:Sonata "Al Chiaro di Luna", 1° Tempo
Ottobre 15, 2013, 09:03:43 pm
Brano semplicemente fantastico sublime :D
E se ci possono essere degli errori non si notano molto ;) ...
Poi che io non sappia mettere  insieme niente di un minimo decente; è un altro fatto :-[. Studiando si arriva a risultati migliori  :D
Per cui buon proseguimento di studio
A presto  ;)