0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

*

71demy

... non è ancora perfetto, ma per condividere con gli amici del forum della musica scritta davvero molto bene (onore al merito di Bach e Siloti) credo sia più che sufficiente... Per far meglio c'è sempre tempo... vorrei sapere che ne pensate del brano... magari se riesco allego anche lo spartito... bau!

https://www.youtube.com/watch?v=xwZr1cpH3Fk

*

sevy72

Il brano è bellissimo...
ibis, redibis non morieris in bello

*

71demy

... proprio così, Sevy; poi nell'ascoltarlo ieri sera notavo certi aspetti dell'esecuzione che al pianoforte potevano sembrarmi addirittura necessari, adesso mi sembrano tutti da rivedere. In particolare, se si osserva lo spartito si nota facilmente la somiglianza di questo brano con il Primo Preludio in do magg. del Clavicembalo ben temperato: entrambi sono costruiti con un unico fluire di note, ed ogni battuta ha un suo disegno che si ripete - più o meno uguale - sempre 2 volte, come fosse una poesia con le sue rime. La poesia però ha una sua metrica regolare, un suo ritmo! Ecco il punto: mi sono accorto di aver cercato di rendere all'ascoltatore la struttura del brano "poetico" attraverso degli stiramenti piuttosto marcati sul piano dell'agogica e del fraseggio; come a dire "qui finisce una frase, qui ne comincia un'altra". In un brano così costruito (un unico flusso di note) mi sembra francamente un po' affettato e dilettantesco, e la cosa mi infastidisce. Adesso quindi il mio prossimo passo sarà quello di rendere il fraseggio non attraverso il ritmo ad "elastico" (tira e molla....) ma attraverso le variazioni dimaniche.... inizio di frase sul "piano", poi mezzoforte, poi ancora piano in chiusura.... etc. etc.... che ne pensate?

*

sevy72

La somiglianza con il preludio in Do maggiore è molta, lo stile di Bach è inconfondibile, e se per un certo verso sia questo brano che quello in DO mag. possono sembrare monotoni, per un altro le sonorità e l' atmosfera che creano mi sorprendono ogni volta che li ascolto.
A me piace come lo suoni, mi piace il fraseggio tira-molla in questo tipo di pezzi. Variare solo la dinamica suonando tutto come un orologio non è una soluzione che mi attira.
Certo la poesia ha un suo ritmo, come la musica, ma anche lì il tempo non è una costante ed entra a far parte delle variabili dell' interpretazione.
Questo è un mio parere, senza pretese, ti ripeto a me piace molto il fraseggio , lo trovo molto più comunicativo.
ibis, redibis non morieris in bello

*

71demy

... quel che dici è molto giusto, e adesso sono nuovamente nel dilemma; che fare? Però ti dico che mi piace molto questo nostro "spazio" virtuale proprio perché quando pensi di aver conquistato finalmente un tuo punto di vista ne sopraggiunge un altro forse ancora più valido. Magari mi sono espresso male: potrebbe starci bene giocare sul fraseggio, ma semplicemente in maniera un po' meno "eclatante"... insomma, cercare un compromesso ai nostri reciproci punti di vista... vorrei proporti l'interpretazione di "riferimento" per questo brano, che è quella dell'inarrivabile (ahimé) Gilels...

https://www.youtube.com/watch?v=Yu06WnXlPCY

che ne pensi?

*

Pianoth

L'importante è che non sia mai troppo fuori stile. L'interpretazione di Gilels è anche la mia preferita ;)
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
Canale youtube | Ascoltarmi suonare dal vivo su twitch!
Supporta il mio contributo

*

gyan

Si anche secondo me sarebbero da evitare tutti quei rallentando,potebbe essere utile magari ascoltare il preludio originale di Bach:

http://youtu.be/wp5mPL7IPMc

Qui la linea del basso (che nel preludio arrangiato da Siloti è trasferito alla mano destra) scorre continua e senza interruzioni  :)
Secondo la mia opinione dovresti accentuare le note più alte degli accordi al basso (quelle cerchiate nell'immagine) come fossero una melodia



Che poi diventano la prima nota delle quartine alla mano destra

"Il mal d'Italia, sarà sempre il male delle anime belle." (Franz Liszt)


*

71demy

... ok, per i "respiri" penso sia giusta la soluzione di mezzo fra il "faccio" e il "non faccio...", per le note accentate sono d'accordo anch'io la preferisce farle sentire di più nel "da capo" forse per dare più l'effetto sorpresa....

*

sevy72

... quel che dici è molto giusto, e adesso sono nuovamente nel dilemma; che fare? Però ti dico che mi piace molto questo nostro "spazio" virtuale proprio perché quando pensi di aver conquistato finalmente un tuo punto di vista ne sopraggiunge un altro forse ancora più valido. Magari mi sono espresso male: potrebbe starci bene giocare sul fraseggio, ma semplicemente in maniera un po' meno "eclatante"... insomma, cercare un compromesso ai nostri reciproci punti di vista... vorrei proporti l'interpretazione di "riferimento" per questo brano, che è quella dell'inarrivabile (ahimé) Gilels...

https://www.youtube.com/watch?v=Yu06WnXlPCY

che ne pensi?

Io faccio un lavoro tecnico, e nell' ambito tecnico una cosa o è bianca o è nera. Qui invece è tutto relativo, troppo relativo. Questo tipo di pezzi sono difficili, perchè hanno una struttura ripetitiva e non è banale dargli una interpretazione che comunichi qualcosa e non annoi. Io Bach lo trovo spiazzante, geniale, ma anche molto complicato, impiego sempre un po' per "capire" la sua musica. E' poco "predittivo", delle volte mentre ascolti pezzi di altri autori sai già quale sarà la prossima nota, con Bach non è così, ti spiazza, ti sorprende.
Ora, la domanda che mi pongo io è: ma esistono e se si, hanno un senso, canoni interpretativi standard ? Cioè ha davvero senso dire: Chopin va suonato così... Bach va suonato così.... Come si legge la Divina Commedia? qualcuno lo ha spiegato a Benigni?
Ultima modifica: Luglio 12, 2014, 10:38:25 am da sevy72
ibis, redibis non morieris in bello

*

71demy

.... ahahahah bellissima! io per la Divina Commedia ho sempre preferito Gassman... taciamo di Bene...

*

maria_pianista

Citazione
Cioè ha davvero senso dire: Chopin va suonato così... Bach va suonato così.... ?
A mio parere ha senso non considerare la musica romantica come se fosse barocca e non considerare la musica barocca come se fosse romantica...  :D
Ogni musica va suonata come è scritta. Tutto il resto (un margne ristretto, molto ristretto) è interpretazione personale.

*

sevy72

Citazione
Cioè ha davvero senso dire: Chopin va suonato così... Bach va suonato così.... ?
A mio parere ha senso non considerare la musica romantica come se fosse barocca e non considerare la musica barocca come se fosse romantica...  :D
Ogni musica va suonata come è scritta. Tutto il resto (un margne ristretto, molto ristretto) è interpretazione personale.

Forse dipende un po' dai punti di vista. Io ho detto questo perchè non mi interessa "riprodurre" la musica in modo accurato  per come era suonata un tempo. Se un pezzo mi da qualcosa lo suono come mi piace. E' un po' come le rappresentazioni moderne delle opere liriche, sono lette in chiave moderna, non sono una vera e propria rappresentazione filologica dell'opera.
ibis, redibis non morieris in bello

*

maria_pianista

Io non sono tanto d'accordo su questo punto perché un'opera d'arte, del tipo che sia, non contiene solo tratti (se è un disegno), colori (se è una pittura) o note (se è uno spartito). Contiene l'anima, il cuore, il pensiero dell'autore. Riprodurre questi sentimenti e far rivivere quest'anima è la cosa più bella, secondo me, che può fare un'esecutore, con più fedeltà possibile, perché al contrario di quello che si pensa a volte, più fedeli si è all'originale e più si ritrova se stessi, con un qualche cosa in più, un arricchimento, il compositore dentro di sé. Questo è bellissimo.
Adattare alle proprie esigenze un brano di Bach, di Chopin, di uno di questi grandi io lo trovo un tradimento.
Quando il "tradimento" avviene in modo inconsapevole o perché nonostante ogni attenzione non si riesce a causa delle difficoltà tecniche è un "peccato" più leggero.
Farlo di proposito mi sembra invece un peccato grave.  :) È un po' come quando si dipinge la Gioconda di Leonardo con i baffi o con la barba o bionda o con il costume da bagno per tentare di fare qualcosa di proprio.  :o Semplicemente si rovina l'opera d'arte.
Ultima modifica: Luglio 21, 2014, 03:47:52 pm da maria_pianista

*

71demy

... c'è del vero in tutte le vostre affermazioni. Neppure io, francamente, sono un cultore delle esecuzioni filologiche, che qualche volta annoiano e altre volte sono illuminanti. Dico solo che il pezzo l'ho letto qua e là, senza molte pretese, anche perché studiare col caldo della mia Sicilia è micidiale... però, ad un livello di esecuzione almeno accettabile, decoroso, si dovrebbe cercare un compromesso tra forma e contenuto, visto che il legame fra queste due entità è comunque sempre presente in tutto ciò che facciamo. Legame tra forma e contenuto vuol dire che non entri in chiesa in costume da bagno e non vai in spiaggia in giacca e cravatta. Allo stesso modo, dando un 'occhiata al testo, notavo la profonda somiglianza con il Preludio n. 1 in do magg. del "Clavicembalo" di Bach: un brano fluido, sereno, da suonarsi espressivamente ma senza fretta come, anche, senza pause. I "respiri" non sono scritti, devi essere tu a vederli sullo spartito, a sentirli fra le note. Così mi è stato insegnato a suo tempo. Come mi è però stato insegnato che se i respiri sono eccessivi rischi di cadere nel dilettantismo. Ed è quello che mi è successo. Studiando meglio e di più - malgrado quest'afa temibile - credo di riuscire a conquistare quella visione di mezzo che ho imparato a suo tempo... Buon caldo a tutti! ahahaha!

*

71demy

... io continuo a studiarlo, forse qualcosa è cambiato...

https://www.youtube.com/watch?v=hbKdGNA2deE