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Educazione musicale in Italia
Febbraio 09, 2012, 11:22:39 pm
Vi dico brevemente come sono entrato a contatto con la musica

Sono cresciuto a ritmo di Beatles e canzoni classiche napoletane (Papà è un grande appassionato), verso i 10 anni ho avuto la tendenza ad abbandonare questo tipo di musica per avvicinarmi a quella leggera che si porta al momento, musica pop rap r&b, mi piacevano Laura Pausini, Tiziano Ferro, Paolo Meneguzzi, Fabri Fibra e simili......poi alle medie ho cominciato a studiare musica e ho chiesto alla mia famiglia di imparare a suonare il pianoforte, solo che a 12 anni non avevo mezzi economici per studiare piano, per farla breve a 15 e mezzo la situazione economica è un pò migliorata (non che ora sia florida) e con molti sacrifici anche da parte della famiglia ho cominciato a studiare pianoforte. Ora ho 18 anni e studiare pianoforte ha cambiato completamente la mia mentalità, mi ha fatto maturare tantissimo, studiare musica non è per niente un gioco da ragazzi ma la passione c'è, tantissima, e grazie a questo riesco ad andare avanti....ho conosciuto quelli che sono veramente i grandi geni della musica (Bach, Beethoven, Mozart.......ecc) e la musica che ascoltavo prima è diventata per me banale, ripetitiva e di bassissima qualità.....ora ascolto quasi sempre musica classica...e ho notato che mi sono di gran lunga allontanato dalla gente comune, musicalmente ignorante, che ascolta per la stragrandissima maggioranza musica Disco.

E' quest'ultima musica commerciale, fatta esclusivamente per fare soldi (al pari come si fabbricano saponette o qualche altra cosa in una catena di montaggio), sfruttando l'ignoranza musicale di molta gente.....e intanto la musica classica, la musica vera, quella che è arte è per la maggior parte ascoltata da gente anziana o esclusivamente da strumentisti....credo sia molto difficile che un ragazzo che non suona nessuno strumento si avvicini a beethoven o altri simili......probabilmente direbbe che Beethoven è per vecchi e il suo idolo musicale sarebbe David Guetta.


Per arrivare al nocciolo della questione credo che in Italia l'educazione musicale (quella vera, non quella banale che ho studiato alle medie) sia riservata solo a poche persone "aristocratiche" che hanno cultura e buone se non ottime disponibilità economiche...intanto nel nostro bel paese (non in senso ironico,potrebbe essere veramente un paese meraviglioso) si tende a favorire lo spazio a una musica molto banale e ripetitiva specchio di questa società moderna marcia e corrotta in buona parte.
Eppure siamo nel paese dell'opera, del bel canto, invidiato dai compositori dei secoli precedenti.....come siamo caduti in basso.

Ovviamente queste sono mie riflessioni personali e ognuno è (ovviamente) libero di non essere d'accordo, anzi scrivo questo post proprio per essere criticato e venire a conoscenza di quello che pensate anche voi.

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sevy72

Re:Educazione musicale in Italia
Febbraio 10, 2012, 08:43:38 am
Credo che su questo tema si possa scrivere la divina commedia, perchè è un "problema" che tocca un pò tutta la cultura in generale.

Quello che stiamo diventando lo puoi intuire guardando una mezzoretta di tv, superficialità e mediocrità elevate a sistema.
Con questo discorso non voglio fare lo snob, anche perchè in certi momenti ci sta anche qualcosa di intellettualmente poco impegnativo e leggero ( tanto per dire io ascolto Verdi o Mozart ma anche Allevi, tutto è cultura), però quello che noto è una certa volontà di omologazione.
Chi si distingue e ragiona con la sua testa molte volte ti costringe a pensare, ti insinua il dubbio e non va bene... meglio seguire gli altri senza fare domande, con la certezza che "lo fanno anche gli altri, quindi sarà la strada giusta".
Mi sono posto molte volte questo problema, anche perchè ho 3 figli e non voglio che crescano con questi esempi o con la spazzatura che propinano in tv.
Purtroppo non è facile per un ragazzo uscire dal "tunnel della massa", se non ha la fortuna di avere accanto degli esempi o comunque qualcuno che gli faccia da guida, ma sai, io non me la prendo nemmeno con i ragazzi, ma lo Stato e i media in questa deriva culturale hanno grande responsabilità.
Ci stiamo "americanizzando", con la scusa della "modernità" stiamo invece tornando indietro. Guarda su sky i programmi che fanno in america, da far drizzare i capelli in testa.... e arriveremo anche a quello, questione di tempo. Ciao.
ibis, redibis non morieris in bello

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sergiomusicale

Re:Educazione musicale in Italia
Febbraio 10, 2012, 02:41:10 pm
Io sono ottimista  :D , moderatamente... ma ottimista... il solo fatto che  Daniele abbia fatto quei commenti (che condivido appieno) la dice lunga ... si può arrivare a conoscere di più e meglio senza dover essere dei Paperon dei Paperoni !! ovviamente occorre la volontà e sapere che un'altro mondo può esistere ... ed anche per questo sono contento che esista PIANOLOSO  e tutti gli amici del forum ... facciamo conoscere anche questa realtà, ed ogni persona conquistata alla cultura potrà farsi portavoce di un mondo migliore  ::)

Massimiliano1

  • Visitatore
Re:Educazione musicale in Italia
Febbraio 10, 2012, 04:44:46 pm
Hai ragione, concordo su tutto, però fa attenzione a non diventare uno snob xD
Avevo già aperto un topic sulla musica di oggi, sono state scritte molte cose interessanti da vari utenti, potresti buttarci un'occhio se ti va. Il mio pensiero l'ho già scritto li però ribadisco che la musica di oggi non è musica. Sono stanco sopratutto di queste facili canzoni italiane alla disney di cui ancora non ci siamo liberati, fatte di vocali lunghe che non terminano mai tipo : PERCHE' TI AMOOOOOOOOOOOO, STAI CON MEEEEEEEEEEEEE, LA FORZA DELLA MUSICAAAAAAAAAAAAAAA  che cavolo!

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Carm

Re:Educazione musicale in Italia
Febbraio 10, 2012, 09:22:15 pm
Personalmente ritengo di essere stato fortunato perché la mia insegnante di musica alle Media ama il suo mestiere e lo porta avanti con passione. E lei mi ha trasmesso la voglia di curiosare tra le epoche, gli autori, i brani e anche gli interpreti.
E ciò che mi ha permesso tutto questo è stata la cultura di mamma, diplomata al Conservatorio in pianoforte che per farmi stare buono quando ero piccolo piccolo mi suonava Mozart e Chopin (dice che non appena premeva il Sib del notturno n9 entravo in estasi ed iniziavo a battere le mani come una di quelle scimmiette con i piatti xD).

Cmq sia, tornando ai giorni nostri. Credo che si dovrebbe insegnare la storia della musica anche al liceo, affiancandola a quella dell'arte e della letteratura.
E devo purtroppo realizzare che nella piazza principale della mia città ogni sabato sera si posizioni una bancarella che vende cd e proprina a ripetizione i primi due brani in classifica italiana, quasi sempre pausini e qualcuno dei nuovi di Amici/X-Factor o che so io.
Possono anche essere belle canzoni, ma alla lunga seccano davvero.

Ma è anche vero che mettere una persona "non consapevole" all'ascolto di un concerto di Rachmaninoff sia come mandare la famosa scimmietta in un centro commerciale: non ci capirebbe più nulla u.u
"L'arte musicale è godimento sublime per chi l'ascolta, e al tempo stesso, tormento perenne per chi la produce"

Massimiliano1

  • Visitatore
Re:Educazione musicale in Italia
Febbraio 10, 2012, 09:43:10 pm
Ma infatti non ha senso fare storia dell'arte figurativa e non fare storia della musica...

Comunque non sono fra quelli che sostengono la divulgazione della musica classica, anche se paradossalmente l'obiettivo lo abbiamo in comune: ridimensionare il gusto critico dell'arte e sbarazzarci una volta per tutte di questi imbroglioni.
Credo che l'opera artistica sia la proiezione della psiche dell'autore; questo significa, secondo me, che se a una persona piace Beethoven non è perché da piccola ha ascoltato musiche simili appartenute alla sua stessa corrente ma perché si riconosce proprio nella psiche di quel brano.
Io per esempio ero estraneo alla musica classica fino ai 15-16 anni quando ho cominciato a interessarmi all'opera lirica e solo a 19-20 ho scoperto Mozart ed è stata una scoperta incredibilmente emotiva. Poi l'anno scorso Rachmaninov col secondo concerto e quasi sono impazzito quella sera perché sentivo il bisogno spasmodico di "farne qualcosa" di quell'emozione.
Quindi escludo totalmente che sia una questione culturale. Escludo anche la tesi secondo la quale le persone di oggi sono come dei pezzi di ghiaccio: penso che in tempi passati, quando il tasso di mortalità era elevato e le speranze di un futuro roseo tramontavano già alla nascita, le persone fossero meno emotive e più pratiche di quanto lo siamo noi (è risaputo che le persone oziose e viziate sono più facilmente preda di depressioni e malattie mentali, mali che colpivano nell'800 più la classe aristocratica che quella popolare).

No, io credo sia piuttosto un'effetto collaterale del consumismo che porta a vedere la creazione artistica alla stregua di un qualsiasi bene di consumo (basti pensare alle musichette di mtv che in media durano  4 minuti, quasi fosse uno standard da non violare)
Ultima modifica: Febbraio 10, 2012, 09:49:16 pm da Principiante 85