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Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 01:28:39 pm
Bello jarret mi piace , ecco mi è venuta l'idea per un nuovo topic :D

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Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 02:52:46 pm
Si è vero quel che dice Antares,si improvvisava già prima..


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Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 04:25:17 pm
Sì, verissimo, si improvvisava anche molti secoli prima, ma la musica poi ha preso una direzione diversa, quella della composizione scritta.

Adesso, ma è solo una mia opinione, il futuro, ovvero la possibilità di dire cose nuove sta in quel tipo di espressione musicale.

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Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 04:51:27 pm
mmm no non sono d'accordo con Paola,non possiamo lasciare tutto nella testa dell'artista,penso sarebbe meglio che qualcosa vada scritta.Se fosse stato tutto non-scritto non saremmo arrivati a molto credo..

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sergiomusicale

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 09:36:38 pm
Scritto... non scritto... non credo sia questo il problema, ma quel che si ha da dire... nessun problema se poi una sessione di Jarrett fosse successivamente "scritta", di certo la scrittura è stato un passo in avanti nella cultura umana e non vorrei rinunciarvi  ;)  ... è parecchio tempo che mi impegno a leggere musica e non vorrei proprio pensare che non serva a nulla  ;D  ... che ne pensereste di un Jarrett che a fine concerto riprende la sua registrazione e ne crea un estratto scritto di quel che pensa sia il vero "succo" del suo lavoro ....

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Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 10:19:57 pm
no no... non lo vorrei vedere.... esistono trascrizioni delle improvvisazioni di Jarrett, ma suonarle è praticamente impossibile e le snatura nel profondo.

Quello che conta in quel tipo di performance è il rapporto con lo strumento e con se stessi, un rapporto diretto, immediato, privo di filtri. Non è un casuale sedersi al piano e pestare i tasti, è piuttosto la sintesi di ciò che l'artista ha assimilato finalizzandolo alla creazione.

Ci vuole una grande padronanza dello strumento, una discreta conoscenza dei linguaggi musicali e una creatività che sa lasciarsi andare. E' un cercare la musica mentre la si fa.
Se un improvvisatore si mettesse a scrivere ciò che improvvisa allora non sarebbe più improvvisazione, bensì composizione.

Forse sono stata fraintesa. Io non ho detto che la musica scritta debba essere sostituita dall'improvvisazione, io dico che se devo vedere uno scenario di innovazione nella musica oggi lo vedo soprattutto nella composizione in tempo reale.

Molto dipende poi dal perché facciamo musica. Il fine secondo me veicola anche il mezzo con cui si cerca di raggiungerlo.

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Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 10:33:19 pm
Aggiungo, c'è anche chi, come il Maestro Enrico Pieranunzi, fra le tante cose stupende che ha fatto, ha improvvisato sulla musica scritta.
Lui in particolare ha dedicato un intero lavoro, intitolato "1685", l'anno di nascita di Bach, Scarlatti e Handel, a improvvisazioni sulle composizioni di questi tre maestri della musica.
Io lo trovo un bel modo di appropriarsi del passato musicale e restituirlo al presente con la coscienza della contemporaneit .
Eccone qualche esempio:

http://www.youtube.com/watch?v=o8EOlxeWhdw

http://www.youtube.com/watch?v=k6TIKac4NEM

Se volete saperne di più, ecco la recensione che feci a suo tempo su questo lavoro:

http://www.pianosolo.it/2011/05/08/enrico-pieranunzi-1685-enrico-pieranunzi-plays-bach-handel-scarlatti-2011-camjazz/

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sergiomusicale

Re:Il futuro della musica
Settembre 14, 2012, 10:07:48 am
Paola scusa se riprendo la tua citazione:
"Se un improvvisatore si mettesse a scrivere ciò che improvvisa allora non sarebbe più improvvisazione, bensì composizione."
ed aggiungo ... OK!  allora parliamo di composizione "futura" come lo vedi il futuro della composizione ? ... (indipendentemente dal mezzo con cui realizzarla- digitale od altro-) hai un'idea di cosa siano le tendenze? ... antares parlava di modalità ....

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Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 16, 2012, 08:52:55 pm
Il modale non sarebbe una novità Sergio, pensa a Coltrane o a Bill Evans... ne hanno fatto per lunghi periodi della loro attività musicale un modus operandi. Per la composizione non so risponderti, non ho idea di quali saranno le prossime tendenze, ma faccio una riflessione.
Io vado a non so quanti concerti l'anno e ho il dovere di essere informata praticamente su tutto (o quasi), ecco, i concerti a cui vado sono o di musica classica o di jazz e purtroppo quelli che mi vendono come nuovi compositori spesso appartengono a un genere che veramente non apprezzo, perché non porta novità, non mi fa sobbalzare sulla sedia e dire "cavoli! questo cosa sta facendo?".
Trovo più interessante, appunto, l'improvvisazione. Qui si che sobbalzo sulla sedia e seguo in religioso silenzio... non so dove andrà a finire.

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Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 17, 2012, 12:00:21 am
'chi vivrà vedrà' diceva Gaetano :)

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antares

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Re:Il futuro della musica
Settembre 17, 2012, 12:22:38 am
nessuno ha detto debba essere una novità credo...
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

Re:Il futuro della musica
Settembre 17, 2012, 07:50:53 am
io penso che l'unica soluzione per fare in modo che la musica "colta" non scompaia sia "il ritorno al passato rielaborato nel presente", il passato non solo inteso come barocco,classicismo, romanticismo, ma anche come medioevo, rinascimento ed anche riferito a ciò che fino a pochi decenni fa era "contemporaneo" Stravinsky, Bartok.... persino il minimalismo di Glass, Reich, Adams, è quasi parte del passato.

Abbiamo a disposizione una tavolozza di colori da poter utilizzare, abbiamo la possibilità di prendere spunto dal passato, abbiamo i mezzi per poter rielaborarlo?

perchè cercare a tutti i costi la sperimentazione? (Lachemann, Donatoni...)
oppure per forza la semplificazione eccessiva? (Einaudi, Allevi...) perchè non evitare gli estremi, dirigendoci verso una musica che tenti l'equilibrio tra vari elementi: complessità/semplicità, contrappunto/melodia accompagnata,
passato/presente, musica popolare/musica colta... musica scritta/ improvvisazione....?

abbiamo mille possibilità per comporre musica che possa ancora dire qualcosa... ma dobbiamo crederci.

L'improvvisazione secondo me è una delle tante possibilità, non l'unica, è un mezzo per elaborare materiale di base semplice o complesso... cosi come lo si può elaborare con il contrappunto o la variazione...






Re:Il futuro della musica
Settembre 17, 2012, 08:04:52 am
aggiungo:

forse per un pò bisognerebbe che la musica si allontanasse dal clamore del successo per trovare un angolo di rilfessione,
ci mancano le "schubertiadi", le "prime esecuzioni in forma privata"... ci manca quell'intimità di cui la musica necessiterebbe per respirare... basta stadi, basta televisione...
almeno per qualche anno e poi?
e poi vedremo...

La musia dovrebbe nascere dalla nostra anima, dovrebbe essere una necessità interiore, prima in noi stessi e poi essere esternata al pubblico, oggi succede il contrario è il pubblico che comanda l'artista...

é come se la musica necessiti di andare su in montagna tra i passi alpini, tra i laghetti più isolati, a meditare, su dove si sente solo il vento, solo la pioggia, sola il suono ovattato di quando la neve scende...


Re:Il futuro della musica
Settembre 17, 2012, 09:50:48 am
Fantastico pensiero Andrea :)