0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 12:04:24 pm
Ieri leggevo la biografia di Beethoven . Si dice che sia stato sempre un grande ribelle , in ambito musicale , e abbia superato ogni schema che al tempo era definito "classico" .
La gente piangeva , addirittura sveniva durante le sue esecuzioni . Doveva essere qualcosa di scoinvolgente , all'epoca .
Così ho pensato : al giorno d'oggi , tra tutta l'immondizia commerciale che ormai circola e viene ascoltata assiduamente  , impoverita armonicamente e così omologata da far vomitare (almeno a me fa questo effetto :D) , cosa dovrebbe fare un nuovo Beethoven ?
Personalmente , l'ascolto di musica classica , perfortuna , mi da gioia . Ma se dobbiamo parlare di innovazione , come si dovrebbe evolvere la musica ? Un ritorno al passato ? Un nuovo sistema musicale che abbandoni l'attuale teoria musicale ?

Cosa ne pensate ? :)

Ciao da Giuseppe

*

Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 01:45:03 pm
La musica classica dell'800-900 ormai non si scrive più a quanto so,predomina la musica contemporanea che non fa parte del 'classico'e tante volte tali composizioni non vengono capite  subito,e quindi non apprezzate.Penso che l'uomo abbia bisogno di un periodo di allontanamento e rottura del comune pensiero,per poi evolvere in qualcosa di nuovo e strabiliante partendo da quella sfasciatura. Penso che ora stiamo attraversando quel periodo e dobbiamo quindi aspettare..un nuovo genio!
Ultima modifica: Settembre 12, 2012, 02:02:16 pm da Giordi

*

sergiomusicale

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 02:16:24 pm
Non sono proprio dell'idea di Giordi... forse un nuovo genio verrà... ma se non creiamo un'incubatore denso di presenze tra le quali potrà emergere un "genio" la cosa si complicherà parecchio...(e poi... c'è proprio bisogno del "genio"... io non credo ai santi, ai geni, agli uomini mandati da dio... solitamente quando si arriva a questo -la storia insegna- ci sono stati già mille e mille che hanno preparato l'evento, di fatto il genio non è altro che il momento di punta, o così considerato, formato da una molteplicità di scalini spesso non noti ai più )   io ricordo il mio esordio musicale (anni 60) in cui moltissimi ragazzi si rivolgevamo alla musica creando complessi musicali tra i quali poi sono emersi Beatles etc etc.. era naturale avere a disposizione molte idee, molti pensieri, tra i quali selezionare , oggi mi sembra un pò offuscato il tutto... credo comunque che come tutte le gaussiane ci sia il  momento di risalita, forse proprio noi che ne stiamo parlando siamo le avvisaglie di questo rinnovamento! anche il ritorno al passato certe volte crea del futuro ... La Camerata dei Bardi cercava un ritorno al passato e di fatto ha creato un futuro ... quindi ... l'importante è che ci sia fermento, un ribollire di idee, un'attenzione al problema, volontà di indagine, di analisi di applicazione, spirito di creazione, "creatività"... non voluta a tutti i costi, ma realmente interiormente desiderata, ed a quel momento avremo il nuovo prodotto... e se per caso non ci fosse un nuovo prodotto, ma si continuasse ad avere buona produzione con canoni antichi?... nessun problema, vorrà dire che non siamo ancora pronti al salto... ;) , ma creiamo le premesse perché ciò avvenga...  ::)

*

antares

  • Dio della musica
  • Mostra profilo
  • *****
  • 3102
  • pianista perdigiorno ma non perditempo
Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 04:07:51 pm
beh basta pensare anche agli esordi del melodramma.... un ritorno al passato? potrei essere interessato a un ritorno al sistema modale per quanto complesso
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 04:40:20 pm
Quello che mi turba è che fino al secolo scorso tutto ciò che era musica era complesso , articolato , ma sopratutto bello ! Ora non è così , tutta questa omologazione , questa musica commerciale non mi da nessuna speranza .
Secondo me si dovrebbe tornare indietro , non è detto che l'evoluzione sia a senso unico . Tornare indietro e ispirandosi alle grandi cose dei geni adoperare un salto di qualità .
Sono davvero curioso di sapere come ci si riuscirà , con quali strumenti , con quale filosofia , con quali tecniche e strutture musicali .

*

sergiomusicale

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 04:52:05 pm
Forse dovremmo fare un distinguo: noi parliamo di musica odierna "commerciale"... e la dovremmo forse rapportare alla musica popolare del passato, non alla musica della elite colta, ascoltata in cerchie comunque ristrette, oggi tutti ascoltano musica, un tempo forse non era così, certo un imbarbarimento della classe "dominante" c'è stato, passando dalla classe colta alla classe abbiente... ma i soldi non creano automaticamente cultura, d'altro canto la cultura costa in termini di tempo, applicazione e dedizione personale, si fa prima a comperare una bella macchina che ad imparare a suonare il pianoforte... prima suonare il piano, conoscere, avere cultura creava status symbol, oggi si pensa di surrogare il tutto con quel che si possiede .. "le cose"..., finché non si rovescer  questa idea difficilmente riavremo una elite colta con quel che consegue...

Ad antares suggerisco questo post sull' armonia modale... come vedi è un tema ricorrente, che ha dei sostenitori convinti  ;)
http://forum.pianosolo.it/armonia/armonia-3070/

*

antares

  • Dio della musica
  • Mostra profilo
  • *****
  • 3102
  • pianista perdigiorno ma non perditempo
Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 07:27:15 pm
la musica è dalla fine del 1700 che ha quasi una distribuzione di massa... (quasi)
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

*

Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 07:39:59 pm
Se cerchiamo il genio del nostro secolo usando come parametro un compositore dell'Ottocento è chiaro che non lo troveremo mai.
Il talento, l'innovazione, la creazione di musica immortale è un fenomeno che non possiamo valutare nella contemporaneità. Saranno i nostri posteri a giudicare se il nostro tempo sia stato più o meno attraversato dal genio.
Ritengo che quel genio di cui si parla vada oggi cercato in altre direzioni che non sono quelle tradizionali. La musica rispetto al passato ha compiuto un salto in avanti notevole arrivando a contaminarsi nei generi. Oggi l'aggettivo "classica" non ha più alcun senso, anzi se ci pensate bene non lo ha mai avuto, in quanto "classico" è riferito a un'epoca storica circoscritta. Oggi la "classica" incontra il jazz, si fonde con le culture popolari, genera un prodotto che non sarà mai la "forma-sonata", anzi quando si attesta su forme del passato solitamente non produce nulla di innovativo, scimmiotta qualcosa di defunto.
Quindi il genio va cercato altrove. Spesso mentre la musica evolve l'ascoltatore resta un conservatore e in questo senso sarà sempre deluso.
E' l'atteggiamento che deve cambiare. Cercare, cercare, cercare, in tutti i contesti musicali possibili e comprendere dov'è la novità, dove il talento, dove la forza innovatrice di un compositore del nostro tempo.
Quanto alla musica commerciale, come fenomeno di massa, è sempre esistita e non era così bistrattata, anzi. La sua funzione è sempre stata e lo è tuttora quella di intrattenere, senza velleità di approfondimento culturale, ma contemporaneamente svolge un serio ruolo sociale. Pensate alla nascita del rock... fu fenomeno di massa a un certo punto, moda, stile di vita e ci ha regalato cose stupende come la musica dei Beatles, che non morirà mai, proprio come quella di Beethoven.
Il fattore bellezza è sempre e in tutte le cose soggettivo.

*

antares

  • Dio della musica
  • Mostra profilo
  • *****
  • 3102
  • pianista perdigiorno ma non perditempo
Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 07:48:04 pm
vero era già presente all'epoca di Bach...
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

*

Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 08:02:15 pm
Il genio che dico io non va cercato prendendo come punto di riferimento il passato,per genio intendo un innovatore,pertanto non si può dare uno sguardo al passato poichè servono cose nuove,un nuovo genere magari. Comunque qualcosa di gradevole non commerciale,di impatto culturale e di un certo livello. Degno di rientrare nell'ambito di  'musica colta'. Quello che è stato scritto è stato scritto e rimane li,non vedo perchè guardare indietro per andare avanti.

La 'classica' sarà anche circoscritta in un periodo,c'è da dire però che è molto vasto quest'ultimo,il che fa pensare che c'era un discreto interesse in certa musica,e questo interesse dov'è finito?

Oggi ci si interessa principalmente a ciò che piace, e ciò che piace è la cosa semplice,la musica pop. L'artista pop sa cosa vuole il pubblico glielo da e riscuote successo, e con lui la sua musica che così ha modo di andare avanti e inglobare sempre più persone e così via. non trovo grandi innovazioni in questo genere di musica.

Se parliamo del Jazz si,lo apprezzo e quando si creano questi ibridi Classico-Jazz sì si notano delle belle novità,ma non basta se dobbiamo tornare al discorso musica colta,o almeno penso sia così.


*

Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 10:51:53 pm
"qualcosa di gradevole non commerciale,di impatto culturale e di un certo livello. Degno di rientrare nell'ambito di  'musica colta'".... questo c'è, esiste, ne sono fermamente convinta. Io ascolto musica bellissima di questo secolo degna di Beethoven, ogni giorno. Ascolto anche Beethoven certo, e Bach, che considero il massimo, ma ci sono cose attuali che sono di pari valore. Solo che... sono diverse...

In realtà non è cambiato nulla, la musica colta esiste, solo che è diversa nelle forme, nelle modalità di espressione. Colto è legato al concetto di cultura e la cultura non è un concetto statico che si cristallizza in un punto. Cultura è espressione di valori, contenuti che sono legati al tempo in cui vengono prodotti. Non esiste cultura astrattamente intesa come valore assoluto.

E' giusto che ci si interessi a ciò che piace, non possiamo interessarci a qualcosa forzatamente, per quello c'è la scuola direi e il fatto che ci piacciano cose diverse rende meravigliosa la nostra diversità.
Personalmente non ascolto musica pop, non mi piace, anche se radio e tv me la propinano in tutti i modi, ma riconosco a quella musica la funzione di intrattenimento che ha e che deve avere e il fatto che spesso parli alla gente di cose che ognuno vive. La gente cioè ci si riconosce e per questo la apprezza. Non possiamo negare alla musica valore solo perché non è una composizione armonicamente complessa. Non dimentichiamo il modo in cui la musica è nata, la funzione che aveva nell'antichità. Quando una comunità si riconosce collettivamente in un prodotto artistico-culturale, vuol dire che quel prodotto rappresenta la comunità stessa, che ne è l'espressione diretta e, che ci piaccia o no, è cultura anche quella.

Più grave il discorso della non-educazione musicale che si fa in generale. Ma questa è un'altra storia.

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 11:02:13 pm
Paola , per curiosità , qual è la musica del nostro secolo che è alla pari di quella di Beethoven ? :)

*

Giordi

Re:Il futuro della musica
Settembre 12, 2012, 11:53:44 pm
Si la musica è musica in tutte le sue forme ed è anche un bene che si sia diversi anche in ciò che si ascolta.Quello che non mi va bene e la banalità,soprattutto nei temi affrontati,di questa musica popolare.

Bisogna dare aria ai cervelli che vengono bombardati dalle solite cose. Ma credo che chi la diffonde lo sappia,come ho detto prima si sa cosa la gente vuole,non si fa altro che  accontentare e la musica viene omologata per questo.

Necessitiamo di un innovazione,o almeno ne sentiamo il bisogno noi che ci rendiamo conto di ciò che di musicale ci circonda ma farebbe davvero bene a tutti,c'è bisogno di un tipo di musica che non imiti il passato e non sia banale ma che coinvolga tutti. Certo è vero che un genio non viene compreso mai nel secolo in cui vive,magari verrà notato solo da chi dopo di noi,ma secondo me ai 'posteri' non stiamo lasciando niente di che o che comunque potrebbe fare la storia.

Se dovessimo parlare dell'educazione musicale si non finiremmo più,ma dico solo che se ci fosse un sistema migliore (parlo dell'Italia) già ci sarebbe una predisposizione a una musica che oggi è destinata a pochi :)

*

Paola

Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 11:23:06 am
Paola , per curiosità , qual è la musica del nostro secolo che è alla pari di quella di Beethoven ? :)

Per me il futuro della musica è nell'arte dell'improvvisazione. La musica non scritta.
Paul Bley, Keith Jarrett e molti altri.
Jarrett ha una formazione classica, un'esperienza jazzistica, ma non è né un artista classico né un jazzista. La musica di Jarrett rester  per sempre.
Quello che ha inventato lui mettendo insieme le conoscenze accademiche, il blues, la musica popolare americana, i compositori classici contemporanei, Bach, Debussy, ecc... non ha prezzo in termini di valore.
Non è musica scritta, ma considerato che i mezzi di tradizione della cultura sono cambiati, abbiamo, rispetto alla partitura, il supporto fonografico e l'esibizione diretta del compositore. Non mi pare poco.

Sentite, questi video sono solo per fare un esempio di quello di cui parlo:

http://www.youtube.com/watch?v=eUWYhWuf1VE&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=xro8j0kMRvc

E considerate che quello che avete appena visto Jarrett non lo legge, sta tutto nella sua testa. Si chiama "composizione in tempo reale".

*

antares

  • Dio della musica
  • Mostra profilo
  • *****
  • 3102
  • pianista perdigiorno ma non perditempo
Re:Il futuro della musica
Settembre 13, 2012, 12:20:14 pm
l'improvvisazione è anche il passato della musica,,,
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so