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Emanuele Crupi

PERDONAMI PARIDE *_* D: le tue parole hanno rinvigorito ancor di piu' la mia forza d'animo.. ore 2.52 xD AL MOMENTO SOLFEGGIO XD DOPO AVER SUONATO QUALCOSINA HAHAHHA XD ad ogni modo proprio oggi... dopo aver fatto colazione alle 13.50 xD DEL POMERIGIGO HAHAHA dopo una nottata insonne davanti al buon Art Tatum .-. mi venne voglia di frugare in cantina hahahaha ho ritrovato il mio primo amore :)... adesso la bontempi è esposta vicino il piano e la Roland... per ricordarmi da dove sono venuto :) provero a caricare le foto :D su facebook domani D: :'( quanti ricordi  :'(
Ultima modifica: Settembre 08, 2011, 10:27:04 pm da Emanuele Crupi

michele lenzi

Ciao a tutti.
Ho 45 anni.
Da qualche mese si è ficcata in testa l'idea, o meglio, la voglia di imparare a suonare il pianoforte per diletto. la musica comunque la seguo e mi piace. So benissimo che dovrei iniziare dalle basi (non ho mai suonato uno strumento) ma questo non mi spaventa.  La mia grande paura è che, alla prima difficoltà di tipo tecnica, possa subito scoraggiarmi. non ho problemi a seguire delle lezioni private anche se qualcuno dice che si può fare da autodidatta. Credo di non essere portato per fare l'autodidatta.
in parole povere: quale tempo da dedicare per poter imparare. Generalmente il fine settimana sono più disponibile.
Accetto consiglio anche quelli più duri. Grazie.
Michele

DarkKnight

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Con la passione per il pianoforte ci sono nato.
Purtroppo essendo del 1946, appena finita la guerra, non potevo permettermelo.
Il primo impatto con la tastiera � stato nel 1952 a 6 anni quando era stato aperto un Centro di ritrovo per bambini e ragazzi vicino a casa mia dove uno studente del Conservatorio di Milano impartiva due volte a settimana lezioni gratuite a chi lo desiderava, il pianoforte era fornito dal centro. Dopo un mese eravamo rimasti in 2 e dopo 3 mesi ero l'unico studente.
Mi sembrava di toccare il cielo con un dito!
Ma anche i sogni finiscono e a settembre dopo le ferie estive i corsi non ripresero.
Sono tornato a lezione gli ultimi 3 anni di liceo dalla madre di una mia compagna di scuola che, scoperta la mia passione, si era offerta di darmi lezione quasi gratis una volta a settimana.
Con molti sacrifici mi sono procurato un vecchio pianoforte da studio e ho studiato per 3 anni buttandoci dentro l'anima.
Terminata la maturit� ho purtroppo perso il padre e son dovuto andare a lavorare subito.
Non volendo rinunciare a studiare mi sono iscritto all'universit� ma ho dovuto abbandonare il pianoforte perch� lavoravo di giorno, studiavo di notte e dormivo solo 5 ore al massimo.
Non avrei potuto comunque suonare un pianoforte acustico in un appartamento, tantomeno in orari poco ortodossi: i vicini mi avrebbero sparato! Ce l'ho comunque fatta, mi sono laureato, ho messo su famiglia ma, con mio grande dispiacere, mio figlio cui avrei potuto offrire quello che io non avevo potuto avere, non ne ha mai voluto sapere di suonare: viveva le lezioni come un'imposizione.
Ho ripreso a studiare da autodidatta, ora che sono in pensione ed ho molto tempo a disposizione, con un pianoforte digitale che mi consente di suonare anche di notte usando la cuffia: ora sono felice!
Mi piacerebbe iscrivermi al Conservatorio, ma quale insegnante prenderebbe sul serio un �ragazzo� un po' stagionato come me per prepararlo all'ammissione?


Sei un grande!!!
adesso ti manca solo una cosa, trovare un insegnate iscriverti al conservatorio e continuare a suonare sempre più il pianoforte :)

DarkKnight

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Mio padre mi regal� una pianola-giocattolo "Bontempi" quando avevo 4 anni. Qualcuno si ricorda di questi attrezzini? Credo che ancora li producano...
E insomma... amore a prima vista! Me la sequestravano perch� non mi staccavo mai da questa pianola... a tutte le ore!  ;D
C'erano i metodi quelli numerici, a ogni tasto veniva assegnato un numero e un colore, cos� si potevano suonare dei piccoli brani. Mio padre mi stava dietro e a orecchio mi faceva suonare le colonne sonore dei film, alcune canzoni degli anni 70. Poi ho cominciato gli studi classici e a 11 anni ho avuto in regalo il mio primo pianoforte verticale. Avevo gi� una bella discoteca di musica classica, lp in vinile con concerti suonati da Sviatoslav Richter, da Horowitz ecc... poi, 5 anni fa... il piano jazz! L'utopia di padroneggiare un pianoforte senza bisogno di partitura, l'ambizione di suonare tutto! E... ci stiamo ancora lavorando.... ci lavoreremo sempre credo...  :)

:)
a 4 anni più o meno trovai un vecchio giocattolo di mia madre nel baule di mio nonno, era un pianoforte in miniature, se ricordo bene solo solo 2 ottave con tasti adatti per un bambino...ecco, non sono più riuscito a fare a meno di avere davanti quella distesa bianca punteggiata di nero, ed ancora adesso, anche se l'ho messa da parte per un bel pò di anni, mi ha ritrovato, impossibile cercare di sfuggire...:P

*

71demy

... per caso,
mia madre lavorava lontano da casa, ed io - che non potevo restar solo a 5 anni - passavo i pomeriggi con mio padre al Conservatorio, dove lavorava come centralinista. Vedevo quest'oggetto scuro e minaccioso ma capace di emettere suoni affascinanti. Chiesi di poterlo studiare e il mio desiderio fu esaudito. Inizia qui un percorso in cui, credo, molti si riconosceranno. Si nasce, talvolta, col talento (... e non so se sia il mio caso...) ma non si nasce certo con le mani sulla tastiera o le note in testa... sono tutte cose che bisogna imparare. Così, a 9 anni ho un insegnante di solfeggio simpaticissimo, ma molto ben preparato, ed una insegnate di pianoforte dolce ma esigente alla follia, gran concertista. Crescendo arrivano anche momenti di sconforto, in cui gli impegni di scuola e di conservatorio sono talmente tanti che penso di mollare. Poi, però, torno in salotto e "lui", l'oggetto minaccioso e affascinante è là... e capisco che senza di "lui" sarò solo uno dei tanti, e la mia vita sarà vuota. Così, a poco a poco, decido, e comincio piano piano ad essere severo con me stesso e il mio studio. Al quarto anno la mia insegnate dolce e severa nota un cambiamento totale e decide di sottopormi al primo saggio: Chopin, Valzer op. 64 n. 2. Da lì capisco che "ho capito" come si fa ad andare avanti: bisogna essere severi... ma con se stessi e mai con gli altri... e questa grande lezione la porto dentro ancora oggi... non amo giudicare il mio prossimo, ma ascoltarlo e capirlo; ma questa è un'altra storia. A sedici-diciassette-diciotto anni il conservatorio diventa la mia seconda casa, e i miei compagni di studi musicali gli unici compagni che ho. Le "uscite" al pomeriggio o al sabato sera sono cosa rara, ed io - come tutti i votati alla musica - conduco vita ritirata. A casa, mentre finisco di fare un disegno tecnico (che non amo) ascolto l'Incompiuta di Schubert (... di Bohm) e divoro ogni vinile di Magaloff e Berman. Finalmente ho capito il "sistema". Le soddisfazioni musicali adesso ci sono, e a 20 suono davanti ad Aldo Ciccolini (... perdonate questa piccola citazione edonistica)... e non mi sembra vero. Però la mia vita sociale è un disastro... eppure qualcosa mi spinge ad andare avanti... Comincio ad andare ai concerti... e ascolto Magaloff dal vivo a 79 anni che suona Chopin... Pogorelich che esegue "Studi Sinfonici" (... da paura...), Berman l'Ottava sonata di Prokof'ev... poi conosco proprio Lazar Berman (... a cui regalo uno spartito) è scopro in quell'omone con l'aspetto da orso un essere meraviglioso, e di una dolcezza immensa... quando si parla della "sua" musica... si anima, si agita, grugnisce se sbagli... eppure si esalta... eppure suona e suona e suona per ore senza stancarsi mai... perché la Musica è la sola ragione della sua vita. Ancora adesso faccio fatica nel mio rapporto con gli altri... e spesso, quando vedo del "brutto" intorno a me, mi chiudo a riccio e me ne sto in compagnia della mia musica... allontanandomi dagli amici anche per mesi (molti...), ma se non avessi la musica mi sentirei vuoto... ed invece mi sento "ricco" di emozioni - che non a tutti sono concesse - quando ascolto l'incipit della Quarta Sinfonia di Brahms... il secondo movimento del Concerto per violoncello di Lalo... il Trio Elegiaco n. 1 di Rachmaninov... e il mio amato Skrjabin... e tanto altro ancora. Sono fortunato.

*

Lapushka

demy, bellissimo post^^ è un piacere leggerti.

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71demy

... grazie per il complimento, eppure è tutto vero... quando io ascoltavo Chopin e Magaloff, o Berman e Skrjabin i miei compagni di scuola ammattivano per Jovanotti e Madonna e mi guardavano come un alieno... e lo stesso facevo io con loro.. ahaha
grazie anche per il simpatico gattino! :) :) :)

Pegasofly

Devo dirvi la verità: non me lo ricordo affatto !!!  :-[ :-\ :-[ :-\ :'(

AleBello

Anche io per caso
Avevo 12 anni e i miei genitori frequentavano un facoltoso signore (ricchissimo) che suonava il pianoforte (suonava principalmente canzoni di Mina e cose del genere, ricordo bene che quello che suonava non mi piaceva). Però, appena si alzava dal pianoforte e usciva dalla stanza con i miei, io mi sedevo e cominciavo a fare il cretino come se avessi avuto 4 anni. Alchè, pochi giorni dopo andai timidamente da mia madre (che, insieme a mio papà, di musica non ne ha mai saputo niente) e le dissi che mi sarebbe piaciuto imparare uno a suonare il pianoforte. I miei adorati genitori mi diedero una possibilità: dopo 3 mesi di lezioni mi comprarono un tastiera, e dopo 3 anni arrivò il mio Kawaii.
Presto smisi di prendere lezioni per impegni di studio, anche se non ho mai smesso di suonare. Tutt'ora suona da autodidatta, ma medito di trovare un insegnante (anche se non so assolutamente a chi rivolgermi),

*

gbyblos

La passione...credo di averla sempre avuta.
Ogni volta che sentivo il suono del pianoforte o la semplice vista di una tastiera mi ha sempre provocato un emozione difficilmente spiegabile. Vedere poi qualcuno muovere le dita tra quei tasti mi pareva un miracolo che solo poche persone potevano compiere. Ma la vita raramente ci aiuta a seguire le passioni: le possibilità economiche dei genitori e il lavoro in giro per il mondo  non mi permettevano di esaudire il desiderio di provare a cimentarmi con questo meraviglioso strumento musicale.
Tutto questo fino all'età di 50 anni quando, merito di un lavoro più "fisso" e lo stimolo di un amico musicista,  mi sono lanciato e che dire: sono felicissimo e ho un gran rimpianto di non aver cominciato prima. Ogni volta che suono, parafrasando Fabrizio De Andrè, è meraviglioso pensare che dove finiscono le mie dita debba iniziare un pianoforte.

Un pianistico saluto a tutti.

 

*

cliomaxi

l'immagine sbiadita di questo fratello di circa 12 anni più grande di me... seduto davanti questo pianoforte tedesco e verticale che sbagliava ripetutamente brani di Scriabin e Chopin... il suo nervosismo alle stelle perchè l'esame del conservatorio era vicino ed io recriminavo la mia ora di lezione che lui stesso doveva impartirmi!
ero così piccolo e ingenuo da non capire neanche che quel nervosismo non avrebbero facilitato le mie lezioni. bensì avrebbero mandato all'aria ben presto qualcosa che oggi rimpiango di non saper fare.
per di più oggi ho un lavoro che non mi permette di vivere in un posto preciso al punto che un "senza fissa dimora", sapendo di me potrebbe deridermi.
Chissà, magari un giorno, come Paride, metterò un punto a tutto questo e comincerò per bene!

*

Fioredipiano

18 anni fa, all'età di 4 anni, mia nonna, ex insegnante e spesso pianista del San Carlo di Napoli, mi prendeva tra le sue braccia e mi metteva sulle sue gambe. Avevo davanti a me tanti tasti banchi e neri, prese il mio dito e mi aiutò a suonare "tanti auguri a te" perchè era il mio compleanno. Poi mia nonna mi insegnò per una decina d'anni non solo quella canzone, ma anche a distinguere i tasti, e suonare opere e canzoni. Purtroppo ho dovuto interrompere, a causa dei troppi impegni, i più importanti: lo studio scolastico.
Un giorno, a 16 anni, mi inserisco nel coro di una chiesa come mezzosoprano, e ogni volta che cantavo e provavamo i canti da fare, vedevo un armonium abbandonato, Mi scendevano le lacrime solo a vedere uno strumento così importante e bello in un brutto stato. :'(
Così con l'aiuto del chitarrista, ho intrapreso a studiare di nuovo, non del piano, ma dell'armonium. Dopo due anni, una parente mi lascia in eredità un pianoforte verticale. E così adesso suono e canto sia in casa che in chiesa.