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sevy72

Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 10, 2014, 10:55:13 am
E' un po' che non mi faccio vedere, purtroppo per vari impegni sopraggiunti sono stato costretto ad abbandonare lo studio del piano. Non suono da almeno 3 mesi, stavo quasi pensando di finirla e vendere il piccoletto, perchè è inutile suonare 1 ora la domenica, mi viene soltanto angoscia.
Purtroppo la situazione attuale non mi permette di avere il tempo ( e la traquillità) che avevo prima e comunque mi aspettavo che prima o poi la cruda realtà sarebbe venuta a bussare alla mia porta.
Ieri, mentre ero assorto tra i miei pensieri e vagavo senza meta su youtube, ho ascoltato la terza consolazione di Liszt eseguita dalla Lisitsa; non ho parole per descrivere cosa ho provato e mi sono seduto al piano, ho provato a suonare qualche brano che ancora ricordo, anche se le dita si muovono a fatica ho ri-provato la forte emozione che dall' inizio mi ha spinto fin qui.
Ho maturato quindi la decisione di non vendere nulla, di continuare a suonare, anche di notte ma andare avanti, anche molto a rilento ma non mollare.
Che senso ha la vita se togliamo tempo alla bellezza.

Un abbraccio a tutti voi, ci risentiamo presto, sperando di non dover mai più scrivere post così.
ibis, redibis non morieris in bello

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pianoforteverona

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 10, 2014, 10:59:34 am
Grazie Sevy72, la tua testimonianza è molto bella e sono molto d'accordo con te. Capisco che spesso sia difficile riuscire ad organizzare la giornata e incastonare anche lo studio del pianoforte, però se si riesce a mantenere questo tipo di rapporto con la musica, come tu hai descritto, cioè un rapporto di amore e di emozione, anziché di dovere e fatica, la musica saprà sempre restituirci qualcosa di grande e di bello.
Maestro Sfredda
Soddisfa il tuo bisogno di fare musica attivamente, per il tuo benessere.
Suonare Cantare Star bene

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eligen

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 10, 2014, 11:46:02 am
Sevy, ti capisco benissimo. Sono stato operato recentemente e, tornato a casa, dopo "solo" alcuni giorni di lontananza dal nostro amico a 88 tasti (e non tre mesi come nel tuo caso ...), ieri ho trovato la forza per sedermi qualche minuto e provare a suonare qualcuno dei pezzi che avevo studiato: sono rimasto basito, tutto dimenticato, dita pesanti, come se non avessi mai suonato, come se fosse la prima volta che mi sedessi al piano, la tastiera una perfetta sconosciuta, un disastro insomma ... mi sono chiesto il perchè di tutto questo e la voglia di buttare tutto al vento e di smettere di suonare è stata davvero grande. Questa notte però ho pensato ai tanti progressi fatti in questi tre anni, a tutte quelle piccole soddisfazioni che il piano è riuscito a darmi nel tempo, alla pace e serenità che avevo sempre mentre suonavo o cercavo di imparare dei nuovi pezzi, a quanto mi ha fatto crescere e apprezzare la musica, alle emozioni che ogni volta riusciva a trasmettermi ... E allora perchè smettere ? Bisogna ricominciare, con calma, con pazienza, a testa bassa, senza mollare mai, trasformando i nostri bei ricordi passati in uno stimolo per il futuro. Hai perfettamente ragione quando scrivi "che senso ha la vita se togliamo tempo alla bellezza" e aggiungo che senso ha la vita se non facciamo in modo che i nostri sogni possano crescere e diventare realtà ? Caro Sevy, mi raccomando, continua a suonare così come continuerò anch'io, un caro augurio per il futuro e per le prossime suonate, eligen

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maria_pianista

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 10, 2014, 02:15:22 pm
Grazie Sevy, per aver condiviso con noi un'esperienza così profonda.
Ringrazio anche Nicolafredda ed Eligen anche per questo pensieri così belli e pieni dell'armonia e della bellezza che un musicista vero porta dentro di se.
Anch'io ho avuto tre momenti in questo percorso molto difficili in cui avrei potuto mollare, perché la testa era ingombra di altri pensieri: una malattia grave di mio marito e due miei interventi.

Che dire, Sevy, non so se ti possa servire, ma tu non mollare mai la bellezza e la musica, perché è grazie a questi valori che la persona può affrontare nel migliore dei modi tutte le avversità della vita. Per quanto ti possa essere di conforto, ti sono vicina, nelle tue difficoltà, nella fatica che fai per trovare il tempo e lo stato d'animo adatto.
Qualche giorno fa un amico pianista ha condiviso con me un pensiero che mi ha molto aiutata, e a cui ritorno spesso in questi giorni: immagina, mi ha detto, che tu sia un bicchiere pieno d'acqua e che anche il pianoforte lo sia. Nello studio tu versi un po' della tua acqua e il pianoforte fa altrettanto, ma il pianoforte è più lento del nostro desiderio! Quindi anche se dedichi un po' meno tempo allo studio rispetto a prima, lui arriverà a darti tutta l'acqua di cui hai bisogno nel tuo percorso e lo farà con generosità. Tu farai altrettanto per quanto le circostanze ti consentiranno. Ma l'importante è continuare a ricevere e a dare acqua.
Un abbraccio.
Ultima modifica: Maggio 10, 2014, 09:55:49 pm da maria_pianista

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71demy

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 10, 2014, 09:19:03 pm
... vorrei dire molte cose e non so da dove iniziare. Ci provo.
Ho dedicato buona parte della mia vita alla Musica ed al Conservatorio, che per anni è stato tutta la mia "realtà". Poi, dopo il diploma, le cose hanno preso una piega diversa, ed oggi mi ritrovo a fare tutt'altro mestiere. La musica però non mi ha mai abbandonato, o forse io non ho mai voluto abbandonare Lei. Per anni il coperchio del mio pianoforte è rimasto chiuso, ed anch'io, che avrei voluto un futuro "musicale", ho sentito la profonda angoscia, la sensazione frustrante del sedersi al piano e non essere più padrone delle proprie mani, e di sentire letteralmente "ridicolizzate" le mie emozioni più profonde dall'incapacità di muovere le dita fra quegli 88 tasti. Già, mi sentivo come Quasimodo, Quasimodo il gobbo, non il poeta; Quasimodo che prova l'amore, lo sente, lo patisce e se ne vergogna perché cantato da lui, dal suo corpo sgraziato e goffo, l'amore sembra solo brutto. E le mie dita adesso erano graziate e goffe. Finché ho pensato che non avesse molto senso studiare e donarsi alla Musica solo per diventare "concertisti". Ma chi se ne importa. La musica - come avete detto tutti voi - è Bellezza pura, quella bellezza di cui abbiamo un disperato bisogno dopo una delusione d'amore, dopo la perdita di una persona cara, dopo una malattia grave e sofferta. La musica è voglia di vita, e a me ha salvato la vita cinque anni fa. Ho ripreso a suonare, magari non bene, ma a me basta. Ho ripreso a "leggere" nuovi brani non per l'intento di portarli ad un livello esecutivo di perfezione "da concorso", ma solo perché anch'io ho ripreso a stupirmi davanti alla Bellezza: avete dato un'occhiata ai "Canti dell'Alba" di Schumann... Sublimi. Scritti da un compositore vittima dei suoi Fantasmi a quattro mesi dalla sua scomparsa. Non riconosceva più né amici né parenti, eppure riconosceva benissimo la Bellezza della Musica, il pentagramma, le note, la tonalità... ma non la moglie, non i figli! Mi chiedo come fosse possibile, Eppure è stato possibile, e i Canti dell'Alba sono lì, pubblicati da ogni autore che si rispetti...e tutti possiamo leggerli e suonarli... forse non come Pollini, ma fa lo stesso, perché dobbiamo - specie noi pianisti - imparare a cogliere non solo la Bellezza dell'interpretazione dei Grandi, ma anche quella della Scrittura degli Immortali; Mozart, Chopin, Schumann. Mi sono allora seduto al pianoforte e a poco a poco le mie mani hanno ripreso a muoversi discretamente bene.... ma quel che più importa è che ho cominciato a stare al pianoforte sempre un po' di più, e quindi ho tolto spazio alla mediocrità della vita di ogni giorno (... il collega maldicente, la portinaia ficcanaso ed altro) per dare spazio alla Bellezza... e faccio in modo che la mia vita sia sempre più bella. Sapete che c'è? C'è che ho ricevuto un invito venerdì prossimo... ma la compagnia che avrei avuto venerdì proprio non la digerisco, e così ho rifiutato. E indovinate quale sarà il mio programma di venerdì pomeriggio... Lo sapete già. Tutto come una volta, come quando passavo al pianoforte non meno di sei ore al giorno... evitando così persone e situazioni a me non gradite... e mantenendo sempre la mia integrità. E' un bene, ragazzi, che le dita non si muovano dopo un lungo periodo di lontananza dallo strumento, perché se vuoi la Bellezza la devi conquistare, corteggiare a lungo... e non sedurre e abbandonare, come vorremmo fare tutti, nel giro di mezza giornata. I musicisti sono infatti i più abili seduttori, spesso senza saperlo. E scusate se è poco. Oggi la Musica non è il mio lavoro, ma è comunque parte della mia vita; suono, leggo e ascolto musica... e lo faccio soprattutto quando le brutture quotidiane rischiano di avere il sopravvento, cosa che non posso permettere. Insomma, con la musica, letta solo per piacere di leggerla, suonata ed ascoltata per il bisogno di commuoversi, almeno la mia vita è tornata ad essere in parte quella di un tempo... quando proprio il metro di paragone della Musica e della sua Bellezza mi faceva percepire all'istante lo "spessore" o la mediocrità delle cose e della gente intorno e me, ed era quindi la mia guida spirituale. A quattordici anni ho pianto, proprio pianto, ascoltando questo...


https://www.youtube.com/watch?v=5P7AIKPb1Wo


Buona Bellezza a tutti.
Demetrio
Ultima modifica: Maggio 10, 2014, 09:22:08 pm da 71demy

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sevy72

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 11, 2014, 03:25:19 am
Un grazie a tutti per i vostri interventi, mi hanno fatto ulteriormente riflettere e spronato ad andare avanti.
La verità è che non riesco a capacitarmi , non riesco ( e non voglio) arrendermi a questa direzione materialistica e superficiale della vita moderna, dove tutto è budget, tutto è resa .... tutto è soldi !
Delle volte penso a quanta Bellezza uccidono i broker o le banche che giocano con la vita delle persone, a quanti giovani, quanti disoccupati, quanti padri di famiglia  non possono coltivare i loro sogni perchè questo sistema squallido (a mio modo di vedere) non glielo permette.
Chissà quanti Beethoven, quanti Chopin sono in fabbrica a lavorare e vengono considerati pure fortunati! che paradosso!!

Sono arrivato alla conclusione che la nostra vera ricchezza è il tempo, tutto è nulla senza tempo, perciò dovremmo impiegarlo nel migliore dei modi.
Chissà cosa ci riserva il futuro, chissà se l' uomo riprenderà a coltivare la Bellezza.....

71Demy: Quel concerto è spettacolare.... lo sto sentendo in loop da un bel pezzo .



Ultima modifica: Maggio 11, 2014, 03:50:42 am da sevy72
ibis, redibis non morieris in bello

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71demy

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 11, 2014, 10:30:30 am
Sevy, ti chiedi se l'uomo riprenderà a coltivare la Bellezza, ma la risposta è già qui... nel post, nei tuoi interventi, nei nostri... noi lo stiamo già facendo. Come in tutte le cose, la rivoluzione comincia sempre a noi, non dagli altri. Whitman scrisse che "tu sei qui / che esiste la vita e l'identità / e il potente spettacolo del mondo continua / e tu puoi contribuire con un tuo verso".
Bye!

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maria_pianista

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 11, 2014, 11:00:12 am
Grazie per quello che avete scritto.
Demy, trovo molto di me stessa nel tuo post, anche se (e forse proprio perché) io suono da poco tempo.
Non so se d'ora in poi mi chiamerò Quasimodo, il gobbo, non il poeta. Mi sono stampato su carta il tuo post e lo conserverò.
Citazione
Quasimodo che prova l'amore, lo sente, lo patisce e se ne vergogna perché cantato da lui, dal suo corpo sgraziato e goffo, l'amore sembra solo brutto
. Mi sento esattamente così.
Ma togliere spazio alla mediocrità di ogni giorno, come dici tu, alle brutture della vita, è la soluzione per conquistare la Bellezza, al di là dei nostri risultati concreti.

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71demy

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 11, 2014, 11:30:03 am
... e vivere meglio!
(grazie per l'onore che mi fai)

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Paola

Re:Che senso ha la vita senza la bellezza.
Maggio 11, 2014, 06:15:22 pm
Mi sono commossa leggendo le vostre parole e le vostre esperienze personali, forse perché anche io vivo di sacrifici, di difficili corse ad ostacoli per barcamenarmi fra la bellezza e il quotidiano.
Quando ho iniziato a lavorare per Pianosolo l'unico scopo che mi sono prefissa è quello di spargere un po' di questa bellezza intorno a me, condividere.
Il lavoro è duro, non remunerativo, tanto è vero che sono costretta anche a farne un altro, ma per ogni persona che decide di mettere anche solo un dito su un pianoforte grazie a Pianosolo, io vengo ripagata di ogni sforzo.
Quello che sacrifico di più è proprio quello che mi appartiene come cosa personale: lo studio della musica. Spesso fra scrivere un articolo e studiare un brano scelgo di scrivere per Pianosolo e per tutti quelli che lo seguono, ma non ho rimpianti.
Come dice Demy si può godere della bellezza pur essendo lontani dalla perfezione.
Aggiungo che la bellezza per me sta proprio nella meravigliosa imperfezione che genera l'amore per qualcosa, nella dedizione spirituale che riusciamo a coltivare interiormente che ci porta a comprendere ciò che amiamo spesso in maniera più profonda di chi ne ha fatto un mestiere.
Bill Evans, per me uno dei più grandi pianisti e compositori di tutti i tempi, in una intervista fiume a lui dedicata poi diventata un documentario e intitolata "The Universal Mind Of Bill Evans", afferma di non condividere il pensiero che il giudizio di un musicista non professionista sia di minore valore di quello di un professionista, proprio per una questione legata all'identità.
Vi lascio alla sua musica, che mi commuove e mi rende quell'idea di bellezza di cui parlavate.
Il brano è di Duke Ellington e Bill Evans ne fa un capolavoro:

Bill Evans plays piano solo "Reflections in D" Carnegie Hall 1978