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skywalker139

Uso dei rivolti
Maggio 03, 2013, 09:08:50 pm
Ciao Ragazzi...volevo porvi dei quesiti sull'uso dei rivolti quando si armonizza un basso.
Ho trovato sul mio testo di armonia che è buona regola armonizzare un VI grado che va al V o un IV che sale al V con il primo rivolto; mi viene riportato anche la regola (di buon uso) secondo cui un VI grado (nell suddette condizioni)  con almeno due movimenti può essere armonizzato prima con l'accordo perfetto di triade e poi con il primo rivolto; l'esempio riportato sul testo mi fa vedere un VI grado di 4/4 su cui viene costruita la melodia (3 5) di 2/4 e la (3 6) sempre di 2/4....negli esercizi mi riporta sempre questo tipo di esempio...se non ricordo male il movimento (ricordi di solfeggi) è costituito da un battere e un levare che nel tempo di 4/4 si traduce in 1/4.....è possibbile dare questo tipo di armonia anche quando in una battuta ho un VI grado da 2/4, ossia al basso ho una minima e la armonizzo con una semiminima con (3 5) e una con (3 6)? Vorrei sapere anche dove posso reperire informazioni sulle relazioni che esistono tra i gradi di una scala...difatti per ora ho capito che i principali sono I, IV e V......però voglio capire perchè un accordo viene scritto in modo o con un rivolto quando si trova in presenza di altri accordi....grazie

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antares

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Re:Uso dei rivolti
Maggio 03, 2013, 09:36:30 pm
direi la cosa migliore da fare a mio parere sia se le note sono lunghe fare sottodominante, sopratonica in primo rivolto, dominante, se le note non sono abbastanza lunghe puoi usare a tua discrezione una delle 2 per la VI che alla V non credo sia il caso di usare sia la fondamentale che il rivolto ma su questo passo la parola ad altri
Suonate con tutta la vostra anima e non come un uccello ben addestrato. (Johann Sebastian Bach)

Sarebbe un'illusione credere che si possa fissare sulla carta ciò che determina la bellezza e il carattere dell'esecuzione (Franz Liszt)

La verità è che la vera musica non è mai 'difficile'. Questo è so

fkt

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 12:33:05 pm
Non ho ben inquadrato la questione descritta nel tuo post, nel dubbio dimmi tonalità e note del basso, e poi esploriamo le varie possibilità armoniche, o alcune delle possibili.

Per quanto riguarda:
>difatti per ora ho capito che i principali sono I, IV e V

Diciamo che la sintassi è cambiata nel tempo, il percorso I IV V è molto seicentesco, già nel ‘700 si usa I II V, man mano sono state introdotte tante varianti per rendere sempre più interessante il discorso musicale.
… per cui bisogna prima inquadrare il contesto stilistico.

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antares

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Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 01:09:42 pm
immagino siano semplici esercizi di armonia quindi basati su uno stile classico...
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fkt

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 02:45:31 pm
immagino siano semplici esercizi di armonia quindi basati su uno stile classico...

Questo è quello che fa "credere" una certa scuola ...anche un po' datata. Se parli di classicismo è una cosa, se parli di classico vuol dire tutto o niente.

Come dicevo ogni periodo ha la sua sintassi, bisogna sapere su cosa si sta lavorando. Barocco? Classicismo? Romanticismo, Tardo Romanticismo? Etc.

In base al periodo da approfondire c’è da conoscere…e non solo in termini armonici, di fioritura, retorica, etc.


Almeno, volendo lavorare con coscienza e in modo serio...altrimenti va bene tutto :) Ma saremo sempre nel campo del teorico, che non trovano un riscontro tangibile nel repertorio o comunque con la realtà. Insomma, tempo speso male ...

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antares

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Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 03:22:01 pm
beh questo devi chiederlo a skywalker non so che libri usi ahahah io per classico intendevo classicismo.... di norma i bassi almeno inizialmente tendono ad ispirarsi a quel periodo..... e se è agli inizi almeno non credo abbia problemi di fioritura dato partono quasi nota contro nota eheheheheh almeno per gli inizi...
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skywalker139

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 04:00:41 pm
Si stò parlando di semplici esercizi di armonia, a cui comunque vorrei dare una buona base che non sia solo quello che leggo sul testo. Per intenderci, ho capito che certi passaggi sono dovuti al modo di operare dei vari compositori nelle varie epoche (proprio come accade per le correnti letterarie o artistiche), ma ciò scaturise anche dall'importanza che hanno certi gradi rispetto ad altri (ad esempio la cadenza perfetta V-I o II-V-I è tale da affermare una tonalià perchè V e I sono gradi molto forti in una scala). Difatti mi sono posto il problema di come armonizzare al meglio un basso seguendo non solo le regole descritte nei testi di armonia. Per ora mi limito ad armonizzare cosi ma vorrei capire quando derogare dalle regole classiche. Ieri ho trovato in alcuni esempi un IV grado armonizzato con un primo rivolto e subito dopo con laccordo perfetto, invece sul testo trovo la regola che per "un IV grado che va al V con almeno due movimenti" si armonizza con accordo perfetto  e primo rivolto...oppure mi sono imbattuto spesso in una sintassi che mi riporta il III grado armonizzato con l'accordo perfetto invece di avre un primo rivolto. Premetto che sono pochi mesi che studio armonia...ho studiato l'armonia consonante e sto completando l'armonia dissonante (ma solo fin agli accordi di 7 dominante), le maggiori difficoltà le stò avendo sulle modulazioni...pur rispettando le regole che mi da il testo non sempre negli esercizi riesco ad individuare mondo modula....ad ogni modo vedrò di postare in serata una foto con il basso dato, cosi sarò più chiaro

skywalker139

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 04:01:42 pm
Inteso sono agli inizi....il testo è il Mazzotta (e un vecchio libro Tissoni), ma stò leggendo qualcosa anche dal Piston

fkt

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 05:04:59 pm
> Difatti mi sono posto il problema di come armonizzare al meglio un basso seguendo
> non solo le regole descritte nei testi di armonia.
Quindi non vorresti vincoli stilistici e affrontare con modernità la tonalità? Giusto? Oppure no…?

>Per ora mi limito ad armonizzare cosi ma vorrei capire quando derogare dalle regole classiche
Per derogare una cosa devi conoscerla, I IV V non è una sintassi del classicismo ma seicentesca...già dovresti usare I II V o meglio, VI II V potrebbe essere una buona base di partenza.

Ma ad esempio alcuni rivolti si usano solo in certi periodi…ripeto, se tu fossi nel primo caso, allora parliamo di modernità e cancelliamo ad esempio la cadenza perfetta (V I) ormai desueta…ci sono tante tecniche per restare nella tonalità ed evitare di sembrare Mozart

Ripeto, questione di obiettivi...cosa vuoi fare?

Armonia in chiave storica o affrotnare l'argomento con modernità?...che non ti salva dalla consocenza dell'armonia in chiave storica...
Ultima modifica: Maggio 06, 2013, 05:06:38 pm da fkt

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antares

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Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 05:15:53 pm
ahahahhaha il finale è stupendo  :D

ps. una domanda ora te la pongo io  :D se al posto di VI II V usassi IV II V? col II in primo rivolto magari
Ultima modifica: Maggio 06, 2013, 05:17:40 pm da antares
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skywalker139

Re:Uso dei rivolti
Maggio 06, 2013, 08:04:22 pm
Ragazzi, vi ringrazio delle risposte....credo di essermi espresso male...io ho riportato degli esempi che ho trovato sul testo, e stò parlando di un testo per chi inizia, su cui sono riportate delle regole che io dovrei imparare a memoria....spesso però in pochi esempi svolti ci sono delle armonizzazioni che non seguono queste regole (almeno credo), e volevo capire il perchè.....se poi certe regole sono superate non ne ho idea.....io mi attengo al testo di armonia....sono all'inizio e ho pensato di partire con quello che trovo sul testo. Mi chiedo solo se certe regole, almeno per chi inizia, sono categoriche (magari mi permettono una evoluzione successva) oppure sto perdendo tempo e devo seguire uno studio diverso.....comunque appena rientro vedo di postare alcuni esmpi su cui ho trovato delle difficoltà...magari posso chiarire meglio le mie richieste......

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antares

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Re:Uso dei rivolti
Maggio 14, 2013, 05:48:10 pm
> Difatti mi sono posto il problema di come armonizzare al meglio un basso seguendo
> non solo le regole descritte nei testi di armonia.
Quindi non vorresti vincoli stilistici e affrontare con modernità la tonalità? Giusto? Oppure no…?

>Per ora mi limito ad armonizzare cosi ma vorrei capire quando derogare dalle regole classiche
Per derogare una cosa devi conoscerla, I IV V non è una sintassi del classicismo ma seicentesca...già dovresti usare I II V o meglio, VI II V potrebbe essere una buona base di partenza.

Ma ad esempio alcuni rivolti si usano solo in certi periodi…ripeto, se tu fossi nel primo caso, allora parliamo di modernità e cancelliamo ad esempio la cadenza perfetta (V I) ormai desueta…ci sono tante tecniche per restare nella tonalità ed evitare di sembrare Mozart

Ripeto, questione di obiettivi...cosa vuoi fare?

Armonia in chiave storica o affrotnare l'argomento con modernità?...che non ti salva dalla consocenza dell'armonia in chiave storica...


il libro che uso io di armonia sugli esercizi si basa principalmente su barocco e classicismo fino a mozart indicativamente e il primissimo beethoven ma di rado...
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