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Il cuore di Pianosolo => Armonia => Topic aperto da: Antonio27 - Marzo 14, 2020, 02:05:41 pm

Titolo: Quando ribattere un accordo?
Inserito da: Antonio27 - Marzo 14, 2020, 02:05:41 pm
Suono il cosidetto "pianoforte moderno" (in realtà pianoforte semplificato).
Ovvero, melodia con la mano destra, e armonici (a tre note) con la sinistra.
Utilizzo spartiti dove gli armonici sono riportati in lettere, e quindi leggo solo in chiave di sol.
Due domande:
1 Quando all'inizio di una battuta è riportato un accordo, non seguito da altri accordi in quella stessa battuta, quanto è lecito replicarlo? In un 4/4 io spesso lo replico alla terza battuta?
2 Se nelle battute seguenti non sono riportati accordi, si intende che l'ultimo accordo va replicato all'inizio di ogni battuta, o che queste battute non devono avere armonia?


Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: ilmioregno - Marzo 30, 2020, 08:07:57 am
Suono il cosidetto "pianoforte moderno" (in realtà pianoforte semplificato).
Ovvero, melodia con la mano destra, e armonici (a tre note) con la sinistra.
Utilizzo spartiti dove gli armonici sono riportati in lettere, e quindi leggo solo in chiave di sol.
Due domande:
1 Quando all'inizio di una battuta è riportato un accordo, non seguito da altri accordi in quella stessa battuta, quanto è lecito replicarlo? In un 4/4 io spesso lo replico alla terza battuta?
2 Se nelle battute seguenti non sono riportati accordi, si intende che l'ultimo accordo va replicato all'inizio di ogni battuta, o che queste battute non devono avere armonia?
Antonio, comprendo benissimo la tua domanda che mi sono spesso posto anche io nelle prime fasi di approccio al pianoforte e provo a darti la mia risposta che non va considerata comunque risolutiva proprio perché mi ritengo ancora molto principiante. Rispetto a quanto chiedi credo che ti sia opportuno approfondire alcuni elementi di teoria musicale e magari anche pochi di armonia. Se come dici ti viene di replicare l'accordo sul terzo tempo (non sulla terza battuta!!) è perché è probabile che il brano che vai ad eseguire abbia un andamento che nel solfeggio viene indicato con "forte/ piano/ mezzoforte/ piano" e tu ribatti l'accordo quando l'accento ti cade sul mezzoforte. L'andamento del tempo, fin dalle prime battute te lo indica anche la struttura del brano dove puoi capire, ad esempio anche dall'armatura della chiave di violino (diesis o bemolle) in quale tonalità va affrontato e se sei davanti ad una scala di maggiore o minore. Nulla ti vieta comunque di arpeggiare (con la mano sinistra) l'accordo che viene indicato che nel caso dei quattro quarti puoi dividere anche in otto crome anzichè batterlo congiuntamente con il tempo che dai alle "minime". Negli spartiti di musica pop mi capita spesso di notare che l'accordo indicato è posto, esattamente, nella posizione in cui ti trovi ad eseguire, con la destra, una nota che fa parte dell'accordo che devi suonare con la sinistra per cui, se ti trovi ad esempio a dover eseguire un accordo di settima, dove occorrerebbe suonare con la sinistra 4 note contemporaneamente, puoi limitarti a suonarne tre perché l'altra risuona con la destra. Sulla seconda questione che poni darei per scontato che il ripetersi dell'accordo è funzionale alla melodia anche se non viene trascritto. Di solito se guardi la linea melodica (dove sotto non vi è indicato l'accordo) ti rendi facilmente conto che prosegue la linea  precedente senza sostanziali varianti. Provo, se ci riesco, ad allegare la parte iniziale di uno spartito di Tenco (autore del quale potresti chiedermi ogni cosa) nel quale puoi vedere che sotto le battute 5-6 e 7 vi sono trascritti tre accordi che poi vanno riportati anche nelle battute 9-10 e 11 anche se sotto la nove non lo trovi trascritto perché è sottinteso. Spero di aver risposto alle tue domande anche se magari non avrò usato le parole appropriate.
Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: Antonio27 - Marzo 30, 2020, 12:46:39 pm
Negli spartiti di musica pop mi capita spesso di notare che l'accordo indicato è posto, esattamente, nella posizione in cui ti trovi ad eseguire, con la destra, una nota che fa parte dell'accordo che devi suonare con la sinistra
Ilmioregno,
ti ringrazio per avermi risposto, in modo chiarissimo, sulla questione della ribattuta dell'accordo.
Suono da una vita strumenti a fiato, quindi sono forte sulla melodia, ma molto debole con l'armonia.
Volevo chiederti una cosa al di fuori del tema di questa discussione.
Nella tua risposta fai riferimento all'accompagnamento pop in cui si esegue l'accordo con la sinistra (quindi parte bassa), e con la destra si ripete (o si completa) una nota dell'accordo, quindi nella parte più acuta.
In genere ho letto che chi suona il pianoforte solo per accompagnamento si concentra sugli accordi, eseguiti con la destra, duplicando la nota più bassa dell'accordo (che è quella più importante) con la mano sinistra, nel registro più grave.
In questo uso solo armonico del pianoforte la melodia viene lasciata al canto, o ad uno strumento solista melodico (ad esempio tromba o sax).
Celeberrimi i filmati di Mercury che suona (mentre canta) Bohemian Rhapsody, facendo gli accordi nella parte centrale con la destra (senza mai spostarla, quindi con largo uso di rivolti), mentre con la sinistra suona una nota nella parte bassa del piano. Ma in una sola occasione la suona nella parte alta, portando il braccio sinistro a destra, incrociando sopra a quello destro.
Io suono gli accordi con la sinistra, ma eseguo la melodia con la destra.
Invece quello che tu descrivi, cioè pianoforte armonico, con accordi nella parte bassa e rinforzo con una nota nella parte acuta, non lo conoscevo.
 

Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: ilmioregno - Marzo 30, 2020, 03:41:09 pm
Negli spartiti di musica pop mi capita spesso di notare che l'accordo indicato è posto, esattamente, nella posizione in cui ti trovi ad eseguire, con la destra, una nota che fa parte dell'accordo che devi suonare con la sinistra
Ilmioregno,
ti ringrazio per avermi risposto, in modo chiarissimo, sulla questione della ribattuta dell'accordo.
Suono da una vita strumenti a fiato, quindi sono forte sulla melodia, ma molto debole con l'armonia.
Volevo chiederti una cosa al di fuori del tema di questa discussione.
Nella tua risposta fai riferimento all'accompagnamento pop in cui si esegue l'accordo con la sinistra (quindi parte bassa), e con la destra si ripete (o si completa) una nota dell'accordo, quindi nella parte più acuta.
In genere ho letto che chi suona il pianoforte solo per accompagnamento si concentra sugli accordi, eseguiti con la destra, duplicando la nota più bassa dell'accordo (che è quella più importante) con la mano sinistra, nel registro più grave.
In questo uso solo armonico del pianoforte la melodia viene lasciata al canto, o ad uno strumento solista melodico (ad esempio tromba o sax).
Celeberrimi i filmati di Mercury che suona (mentre canta) Bohemian Rhapsody, facendo gli accordi nella parte centrale con la destra (senza mai spostarla, quindi con largo uso di rivolti), mentre con la sinistra suona una nota nella parte bassa del piano. Ma in una sola occasione la suona nella parte alta, portando il braccio sinistro a destra, incrociando sopra a quello destro.
Io suono gli accordi con la sinistra, ma eseguo la melodia con la destra.
Invece quello che tu descrivi, cioè pianoforte armonico, con accordi nella parte bassa e rinforzo con una nota nella parte acuta, non lo conoscevo.
Mi sono spiegato male ed è molto giusto ciò che affermi quando dici che il pianista suona l'accordo con la destra e con la sinistra esegue la nota del basso lasciando che la melodia la esegua il canto o qualunque altro strumento solista. Avevo comunque percepito che tu cercavi di suonare l'accordo con la sinistra e la melodia con la destra ed eri alla ricerca di sapere quando dovevi ripetere l'accordo che tendi a fare sul terzo tempo in un brano da 4/4. Capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo (cercando il rovescio più comodo per le dita) con la sinistra e lasciare la destra libera per eseguire la melodia e leggendo vari spartiti dove è indicata la sola sigla dell'accordo ho notato che il punto preciso in cui la sigla dell'accordo è trascritta corrisponde sempre ad una pausa nei righi della melodia o ad una delle "tre o quattro" note dell'accordo. Ritengo che il punto dove è trascritto l'accordo non sia affatto una combinazione grafica ma l'esatto momento in cui l'accordo deve essere suonato. Per quanto riguarda il basso, qualora si voglia eseguirlo con la sinistra, è spesso indicato negli spartiti anche dove c'è la sola chiave di violino e corrisponde molto spesso alla nota che da il nome all'accordo. Armonizzare il basso con l'accordo è proprio la caratteristica dello studio dell'armonia. Se sei riuscito a visualizzare il brano che ti ho allegato puoi notare l'indicazione delle note scritte in maniera più piccola nelle prime battute e (sono tutte una serie di MI) che andrebbero a raddoppiare, con le loro relative pause indicate, il tempo della battuta se fossero riferite alla stessa battuta dove compare la parte melodica.
Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: Antonio27 - Marzo 30, 2020, 06:40:08 pm
Mi sono spiegato male ed è molto giusto ciò che affermi quando dici che il pianista suona l'accordo con la destra e con la sinistra esegue la nota del basso lasciando che la melodia la esegua il canto o qualunque altro strumento solista. Avevo comunque percepito che tu cercavi di suonare l'accordo con la sinistra e la melodia con la destra ed eri alla ricerca di sapere quando dovevi ripetere l'accordo che tendi a fare sul terzo tempo in un brano da 4/4.


Capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo (cercando il rovescio più comodo per le dita) con la sinistra e lasciare la destra libera per eseguire la melodia e leggendo vari spartiti dove è indicata la sola sigla dell'accordo ho notato che il punto preciso in cui la sigla dell'accordo è trascritta corrisponde sempre ad una pausa nei righi della melodia o ad una delle "tre o quattro" note dell'accordo. Ritengo che il punto dove è trascritto l'accordo non sia affatto una combinazione grafica ma l'esatto momento in cui l'accordo deve essere suonato. Per quanto riguarda il basso, qualora si voglia eseguirlo con la sinistra, è spesso indicato negli spartiti anche dove c'è la sola chiave di violino e corrisponde molto spesso alla nota che da il nome all'accordo. Armonizzare il basso con l'accordo è proprio la caratteristica dello studio dell'armonia. Se sei riuscito a visualizzare il brano che ti ho allegato puoi notare l'indicazione delle note scritte in maniera più piccola nelle prime battute e (sono tutte una serie di MI) che andrebbero a raddoppiare, con le loro relative pause indicate, il tempo della battuta se fossero riferite alla stessa battuta dove compare la parte melodica.
Avevi percepito esattamente. Suono gli accordi con la sinistra e con la destra faccio la melodia.
Alla domanda di quando ripetere l'accordo all'interno della battuta, avevi risposto in maniera molto soddisfacente.


Perchè mai dici "capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo con la sinistra"?
Se non hai ambizioni di cantare o accompagnare altri, ma suoni il piano e basta, secondo me questo è il metodo giusto.
Ho sempre il sospetto che chi fa gli accordi con la destra è solo perchè eccessivamente destrimano.
Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: ilmioregno - Marzo 30, 2020, 11:01:11 pm
Mi sono spiegato male ed è molto giusto ciò che affermi quando dici che il pianista suona l'accordo con la destra e con la sinistra esegue la nota del basso lasciando che la melodia la esegua il canto o qualunque altro strumento solista. Avevo comunque percepito che tu cercavi di suonare l'accordo con la sinistra e la melodia con la destra ed eri alla ricerca di sapere quando dovevi ripetere l'accordo che tendi a fare sul terzo tempo in un brano da 4/4.


Capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo (cercando il rovescio più comodo per le dita) con la sinistra e lasciare la destra libera per eseguire la melodia e leggendo vari spartiti dove è indicata la sola sigla dell'accordo ho notato che il punto preciso in cui la sigla dell'accordo è trascritta corrisponde sempre ad una pausa nei righi della melodia o ad una delle "tre o quattro" note dell'accordo. Ritengo che il punto dove è trascritto l'accordo non sia affatto una combinazione grafica ma l'esatto momento in cui l'accordo deve essere suonato. Per quanto riguarda il basso, qualora si voglia eseguirlo con la sinistra, è spesso indicato negli spartiti anche dove c'è la sola chiave di violino e corrisponde molto spesso alla nota che da il nome all'accordo. Armonizzare il basso con l'accordo è proprio la caratteristica dello studio dell'armonia. Se sei riuscito a visualizzare il brano che ti ho allegato puoi notare l'indicazione delle note scritte in maniera più piccola nelle prime battute e (sono tutte una serie di MI) che andrebbero a raddoppiare, con le loro relative pause indicate, il tempo della battuta se fossero riferite alla stessa battuta dove compare la parte melodica.
Avevi percepito esattamente. Suono gli accordi con la sinistra e con la destra faccio la melodia.
Alla domanda di quando ripetere l'accordo all'interno della battuta, avevi risposto in maniera molto soddisfacente.


Perchè mai dici "capita anche a me, purtroppo, di suonare l'accordo con la sinistra"?
Se non hai ambizioni di cantare o accompagnare altri, ma suoni il piano e basta, secondo me questo è il metodo giusto.
Ho sempre il sospetto che chi fa gli accordi con la destra è solo perchè eccessivamente destrimano.
Dico "purtroppo"  perché facendo tutto da autodidatta ho una forte impressione di prendere un difetto che mi diventerà poi impossibile da correggere. Nell'eseguire, talvolta, l'incipit del brano, leggendo spartiti che riportano oltre alla doppia chiave per il pianoforte anche la chiave di violino per la voce, avverto un senso di migliore soddisfazione. Nella parte iniziale infatti non c'è necessità di suonare la "voce" per cui le mani assumono l'impostazione corretta dell'accompagnamento pianistico e credo che questa sia la corretta impostazione da metabolizzare. Quando con la mano destra ci si abitua ad eseguire l'accordo, magari arpeggiandolo, ritengo sia poi più facile far emergere anche la melodia che continuerebbe ad essere ben armonizzata con il basso. Credo anche che la corretta impostazione ci aiuterebbe a leggere la chiave di basso con maggiore scioltezza e comunque sono sempre considerazioni di un principiantissimo che si avvicina alla settantina quelle che esprimo io e magari qualche utente più ferrato potrebbe aiutare entrambi dandoci un parere più pertinente e ferrato.
Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: Antonio27 - Marzo 31, 2020, 02:03:24 pm
Dico "purtroppo"  perché facendo tutto da autodidatta ho una forte impressione di prendere un difetto che mi diventerà poi impossibile da correggere. Nell'eseguire, talvolta, l'incipit del brano, leggendo spartiti che riportano oltre alla doppia chiave per il pianoforte anche la chiave di violino per la voce, avverto un senso di migliore soddisfazione. Nella parte iniziale infatti non c'è necessità di suonare la "voce" per cui le mani assumono l'impostazione corretta dell'accompagnamento pianistico e credo che questa sia la corretta impostazione da metabolizzare. Quando con la mano destra ci si abitua ad eseguire l'accordo, magari arpeggiandolo, ritengo sia poi più facile far emergere anche la melodia che continuerebbe ad essere ben armonizzata con il basso. Credo anche che la corretta impostazione ci aiuterebbe a leggere la chiave di basso con maggiore scioltezza e comunque sono sempre considerazioni di un principiantissimo che si avvicina alla settantina quelle che esprimo io e magari qualche utente più ferrato potrebbe aiutare entrambi dandoci un parere più pertinente e ferrato.
A me invece sembra che il pianoforte classico:
cioè chiave di violino per la melodia con la mano destra, e chiave di basso (oppure accordi) per la mano sinistra,
e il piano moderno (o di accompagnamento):
cioè accordi con la mano destra, e la sinistra che li rafforza,
siano due strumenti diversi.
Non ho mai sentito qualcuno che pratica le due tecniche indifferentemente.


Titolo: Re:Quando ribattere un accordo?
Inserito da: ilmioregno - Marzo 31, 2020, 09:03:34 pm

A me invece sembra che il pianoforte classico:
cioè chiave di violino per la melodia con la mano destra, e chiave di basso (oppure accordi) per la mano sinistra,
e il piano moderno (o di accompagnamento):
cioè accordi con la mano destra, e la sinistra che li rafforza,
siano due strumenti diversi.
Non ho mai sentito qualcuno che pratica le due tecniche indifferentemente.

Ancora una volta ti devo dar ragione; era lontano da me il fatto che "pianoforte moderno" sia proprio uno studio un po' alternativo rispetto allo studio classico e mi hai dato lo spunto per documentarmi ed approfondire. Di questo ti ringrazio e ti auguro buon proseguimento.