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sergiomusicale

i tetracordi ed altro
Novembre 26, 2011, 09:56:59 am
Curiosando in queste dispense di teoria musicale della Berklee School

http://www.4shared.com/document/DNoAfHKq/Berklee_School_of_Music_Book_o.htm

ho trovato due impostazione che mi sono sembrate utili
1 - (a pag.2) considerare la scala maggiore come formata da due tetracordi intervallati da un tono:
primo tetracordo:  do-re-mi-fa (tono-tono-semitono)
un tono fa-sol
secondo tetracordo: sol-la-si-do (tono-tono-semitono)

2 - usare per completare il suono degli accordi maggiori la sesta, loro scrivono a pag.10: "However, since simple triads are rarely used in modern writing we shall immediately move on to the more modern and fuller sounding version of major, the 6th chord." -- che tradotto suona:  "Comunque, dal momento che le triadi semplici sono raramente usate nella scrittura moderna, noi ci muoveremo subito verso la versione più moderna e  piena di sonorità del maggiore, l'accordo di sesta."

Che ne pensate ?

perna giuseppe

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 04, 2011, 02:54:23 pm
Vorrei precisare che  l'accordo maggiore è retto da due modi: Ionian, Lydian
ovviamente i tetracordi della Ionian sono do-re-mi-fa     sol-la-si-do
i tetracordi dela lydian sono do-re-mi-fa#      sol -la -si-do
In realtà noi accettiamo meglio la scala ionica perchè ci è stata proposta dalla chiesa cattolica dopo il Concilio di Trento e dai media attuali, ma in realtà l'accordo maggiore è intrinsecamente  verticale ed è legato al modo lydian.
Infatti se estendiamo l'accordo maggiore tratto dalla scala Ionian abbiamo:C-E-G-B-D-F che è un accordo cacofonico in quanto la discesa di quinte C-G-D-A-E-B-F  è interrotta artificialmente dal tritono B-F che crea la risoluzione in risolve in C maj e quindi ha per effetto la chiusura tonale dell scala in uno spazio ristretto ed orizzontale e cioè tra le sue due toniche C...F.
Se estendiamo invece l'accordo maggiore tratto dalla scala Lydian abbiamo:C-G-D-A-E-B-F# che non è un accordo cacofonico in quanto la discesa di quinte è: C-G-D-A-E-B-F# e quindi non è interrotta dal tritono. La scala quindi non si chiude armonicamente in quanto possiede una sola tonica:C; ciò rende possibile estendere il campo tonale di tale scala praticamente al'infinito. Questo lo dimostra anche il fatto che il tritono della scala ionian(F-G) risolve sulla triade primaria della scala : C-E-G. Invece il tritono della scala lydia(C-F) risolve su G-B-E che è una triade secondaria della scala lydia, basterebbe questo per farci capire che l'importanza della triade di tonica nella scala lydia è ridotta e ciò apre lo spazio a soluzioni armoniche non obbligate come nella armonia tonale ma scelte dal musicista come nella armonia modale. Ovviamente l'eistenza del II-V-I nella scala lydia è negata, per cui ciò significa che abbiamo a che fare con un sistema musicale completamente diverso, alieno.

Ultima modifica: Dicembre 04, 2011, 02:56:35 pm da perna giuseppe

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pianoforteverona

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 04, 2011, 08:01:57 pm
La spiegazione di Perna Giuseppe è interessante.
Ciò non toglie che la storia della musica occidentale si sia sviluppata, a partire dal XVII secolo, nel senso della scala ionica più che di quella lidia, tanto è vero che la citata cadenza II-V-I è stata il fondamento della sintassi armonica tonale.

Non so dire se tutto ciò sia stato una conseguenza del Concilio di Trento! Questo potrebbe essere uno stimolo di riflessione interessante, chissà.

Di certo, invece, lo sviluppo dell'armonia tonale è legato alla logica di preparazione - tensione - risoluzione, che forse ci può far pensare anche ad altri aspetti dello sviluppo del pensiero moderno, anche filosofico.
Maestro Sfredda
Soddisfa il tuo bisogno di fare musica attivamente, per il tuo benessere.
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perna giuseppe

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 05, 2011, 01:42:16 am
Il Concilio di Trento è stato un adeguamento ed anche un mezzo di difesa della Chiesa Cattolica che trovandosi di fronte al'Illuminismo e alla filosofia marxista che riducevano l'importanza del Dio accentrandola verso l'uomo, eliminò il sistema modale la cui organizzazione tonale è fondata sulla scala lydia ed introdusse il sistema tonale la cui organizzazione è basata sulla scala ionica. Ciò perchè la presenza di una convergenza tonale molto forte verso il centro tonale ( Turnaround vari , II-V-I- ecc) rinforzava inconsciamente l'idea di Dio e comunque di qualcosa verso cui convergere. Ciò probabilmente inquadrato in senso storico ha avuto la sua utilità ma come le idee marxiste sono degenerate nella media borghesia capitalista così la musica tonale introdotta dalla chiesa è degenerata verso forme abbastanza banali di composizione.
Rimane il fatto che la Chiesa cattolica introdusse la musica tonale più per evitare fughe creative che per un effettivo aumento del valore della musica. Il grande successo dell'andamento preparazione - tensione - risoluzione lo vedo come un aspetto consumistico - tipo usa e getta - applicato alla musica. Ovviamente queste sono considerazioni personali comunque condivise da molti. 

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sergiomusicale

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 05, 2011, 09:24:53 am
Bello questo legame musica-religione-politica-società-... chissà se agli amici del forum potrebbe piacere un approfondimento....  ;-)

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pianoforteverona

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 05, 2011, 12:09:42 pm
Uhm... mi pare che il Concilio di Trento (1545-63), sia venuto prima dell'Illuminismo (filosofia e movimento culturale che generalmente si attribuisce al XVIII secolo, definito appunto "secolo dei lumi") e soprattutto prima di Karl Marx (1818-1883), da cui deriva la parola "marxismo".  Scusa per queste precisazioni cronologiche, che peraltro non tolgono valore al senso della tua tesi in quanto tale.

Tuttavia, dal punto di vista strettamente musicale, sono altrettanto perplesso, per questo motivo: prendiamo l'esempio di Johann Sebastian Bach, che secondo me è stato il più grande compositore del sistema tonale. Indubbiamente tonale la sua musica, benché certamente "non consumistica"; solo in rari casi riecheggia il sistema modale (ad es. nel preludio corale "Durch Adams Fall") perché cita una fonte antica. Ma la sua matrice culturale è luterana e, semmai, anche calvinista (calvinista era infatti il fondatore della scuola organistica del Nord Europa: Jan Pieterszoon Sweelinck), quindi un po' distante dall'influenza della Chiesa Cattolica.

L'uso del sistema tonale, in Bach, non può certo definirsi consumistico: egli infatti esplora le enormi potenzialità del sistema, al di là di ogni banalità, come del resto seppero fare molti dopo di lui, soprattutto di area tedesca: ad esempio (e così torniamo al pianoforte!) Chopin, Liszt, Schumann, Brahms, Richard Strauss.
Maestro Sfredda
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sergiomusicale

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 05, 2011, 12:59:13 pm
Ragassii, ma mi volete far passare all'organo ?!
Durch Adams Fall:
http://www.youtube.com/watch?v=CTzLpSL01Mw

Scherzi a parte...  è tutto uno scoprire... come commento direi che accetto l'interpretazione Agostiniana del termine religo=ti lego:
http://it.wikipedia.org/wiki/Religione

La religione, io credo, non ha bisogno o voglia di evoluzione, ha già in sè le verità (od almeno così crede) e quindi che bisogno c'è di innovazione, scoperta, cambiamento?!.. nei secoli la religione (almeno la cattolica) ha remato sempre all'indietro, e condannato tutto quanto si spingeva avanti (teatro, tecnologia etc... sono stati anche contrari all'introduzione della bicicletta!!!
http://www.bancadipiacenza.it/banca_flash/html/BancaFlash_Numero_106_Pagina_12_notizia_5.htm

)... quindi è ovvio che non abbia voluto inoltarsi in scoperte, neppure musicali ...

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Paola

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 05, 2011, 06:50:51 pm
Quoto in pieno! Soprattutto per la parte che riguarda la musica di Bach.
A livello generale credo che l'analisi di Giuseppe sia una delle tante analisi possibili.
Credo piuttosto nel differente sviluppo del sistema armonico su due binari, quello della tonalità e quello della modalità. Spesso i due linguaggi armonici hanno corso parallelamente, talora si sono incontrati, ma ritengo che non esista una validità assoluta dell'uno rispetto all'altro.
Utilizzabili entrambi con scopo e funzione diversa.
L'evoluzione del pensiero filosofico ha indubbiamente influenzato anche l'evoluzione musicale, nell'uso appunto di linguaggi diversi. Ma credo ancora più fermamente che la destinazione d'uso della musica abbia dettato regola per molto tempo, condizionando il lavoro del compositore (si veda la scomparsa dell'improvvisazione per tutto il lungo periodo romantico in cui è emersa la figura dell'interprete) e che i generi, quelli che oggi per fortuna vanno mescolandosi linguisticamente parlando, abbiano subìto a lungo una stilizzazione quasi forzata.
Oggi siamo più liberi per fortuna e proprio per questo possiamo vantare la conoscenza (e l'abilità) di linguaggi diversi.



Uhm... mi pare che il Concilio di Trento (1545-63), sia venuto prima dell'Illuminismo (filosofia e movimento culturale che generalmente si attribuisce al XVIII secolo, definito appunto "secolo dei lumi") e soprattutto prima di Karl Marx (1818-1883), da cui deriva la parola "marxismo".  Scusa per queste precisazioni cronologiche, che peraltro non tolgono valore al senso della tua tesi in quanto tale.

Tuttavia, dal punto di vista strettamente musicale, sono altrettanto perplesso, per questo motivo: prendiamo l'esempio di Johann Sebastian Bach, che secondo me è stato il più grande compositore del sistema tonale. Indubbiamente tonale la sua musica, benché certamente "non consumistica"; solo in rari casi riecheggia il sistema modale (ad es. nel preludio corale "Durch Adams Fall") perché cita una fonte antica. Ma la sua matrice culturale è luterana e, semmai, anche calvinista (calvinista era infatti il fondatore della scuola organistica del Nord Europa: Jan Pieterszoon Sweelinck), quindi un po' distante dall'influenza della Chiesa Cattolica.

L'uso del sistema tonale, in Bach, non può certo definirsi consumistico: egli infatti esplora le enormi potenzialità del sistema, al di là di ogni banalità, come del resto seppero fare molti dopo di lui, soprattutto di area tedesca: ad esempio (e così torniamo al pianoforte!) Chopin, Liszt, Schumann, Brahms, Richard Strauss.

perna giuseppe

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 06, 2011, 02:42:35 am
E' chiaro che ognuno ha le sue idee. Questo è il bello della vita.  Gli accordi della Western Harmony che fanno parte della armonia tonale contengono il F# e cioè: C+5 deriva dalla scala lydia aumentata che contiene il F#, oppure dalla scala a toni interi che contiene il F#, gli accordi di diminuita estratti dalla scala tono semitono oppure semitono tono contengono il F#,  c ome si fa poi a dire che alla base della armonia tonale c'è la scala ionian? visto che quasi tutte le scale della armonia tonale aventi come tonica modale C posseggono il F# in scala, invece la scala ionian non possiede il F#?. Credo che si debba riflettere su questo. Le "analisi possibili" riguardano gli stili, e cose opinabili. L'armonia è sottoposta a leggi fisiche che non possono essere opinate, anche se poi la musica è fatta di istintualità e deve essere tale, ma alla base non deve esserci un errore altrmenti anche l'istintualità compostiva sarà frutto dell'errore.   
A me la musica tonale per il fatto di essere prevedibile dal punto di vista armonico non  trasmette le emozioni di una musica meno prevedibile come quella modale contemporanea. Certamente alla base di tutto ci sono anche dei fattori caratteriali. Non dimentichiamo comunque gli overtones, ove la 4th giusta è molto più distante della 4th tritonica dalla tonica modale....
Ultima modifica: Dicembre 06, 2011, 03:03:21 pm da perna giuseppe

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pianoforteverona

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 09, 2011, 08:39:39 am
Il mio riferimento era ad un altro preludio corale di Bach, il BWV 705, che è evidentemente concepito secondo il sistema modale:
http://www.youtube.com/watch?v=ogX6v0fKaO0.
Meraviglioso, indubbiamente.

Per me non è questione di scelta del sistema compositivo, ma piuttosto di come lo si usa. Bach è l'esempio sommo di capacità di uso meraviglioso del linguaggio musicale, indipendentemente dal sistema.
Del resto, la Fuga in si minore BWV 869 del I volume del "Clavicembalo ben temperato" è quasi dodecafonica! http://www.youtube.com/watch?v=f5al3LUlbYU (la Fuga inizia a 2:15).
Maestro Sfredda
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sergiomusicale

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 09, 2011, 09:29:12 am
Grazie Mestrosfredda, esempio illuminante di uso "particolare" del contrappunto, specie in alcuni punti.

perna giuseppe

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 09, 2011, 01:31:31 pm
Il BWV  705 non è un brano modale bensì un brano tonale in F Maj e contiene i modi costruiti sulla scala di F Maj adoperati in maniera orizzontale e con evidente convergenza tonale verso la tonalità base. Numerose sono anche le cadenze Dominante-Tonica che escludono che tale brano possa essere ritenuto modale.

Per quanto riguarda il brano BWV 869 non è un brano dodecafonico nè " quasi dodecafonico" è un brano i D Maj, tonale come il precedente, in più esistono diverse aree tonali modulanti che arricchiscono il tema e l'armonia.



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pianoforteverona

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 09, 2011, 03:54:08 pm
Il BWV  705 non è un brano modale bensì un brano tonale in F Maj e contiene i modi costruiti sulla scala di F Maj adoperati in maniera orizzontale e con evidente convergenza tonale verso la tonalità base. Numerose sono anche le cadenze Dominante-Tonica che escludono che tale brano possa essere ritenuto modale.

Per quanto riguarda il brano BWV 869 non è un brano dodecafonico nè " quasi dodecafonico" è un brano i D Maj, tonale come il precedente, in più esistono diverse aree tonali modulanti che arricchiscono il tema e l'armonia.

Chiedo scusa se insisto, spero di essere utile alla discussione e ringrazio Pernagiuseppe per la pazienza con cui sopporta le mie repliche!

BWV 705 non mi sembra in Fa Maggiore. semmai mi sembra in re minore. Comunque evidentemente si riferisce alla struttura modale del protus, secondo la fonte antica della melodia.

BWV 869 non mi sembra in Re Maggiore, semmai mi sembra in si minore. Comunque il tema tocca tutti i dodici suoni della scala temperata con poche ripetizioni; è "quasi" dodecafonico, non del tutto, perché ovviamente non utilizza un procedimento seriale. Tuttavia è evidente che tra i modelli principali di riferimento per Arnold Schoenberg vi era il sommo Bach.

Spero che la nostra discussione sia utile per tutti i lettori e anche per la nostra informatica amicizia!
Maestro Sfredda
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perna giuseppe

Re:i tetracordi ed altro
Dicembre 10, 2011, 01:20:15 am
Carissimo Maestrofredda parlare  di F Maj e di D Aeolian è la stessa cosa, è come vedere una stessa persona di faccia o di spalle. Così come parlare di D Maj e B Aeolian. Tieni presente che dire Re minore non significa nulla perchè le note che costituiscono l'accordo: D-F-A, le troviamo sia nel modo D dorian che nel modo D Aeolian come pure nel modo D Phrygian.
La vera tonalità di un brano, perlomeno nel mio metodo consiste nella identificazione della scala genitrice e non della relativa della genitrice. Per cui senza dubbi un brano suonato in D Aeolian possiede la sua scala genitrice nella scala di F Ionian. Nell'altro brano vedo solo delle cadenze tonali con numerose aree modulanti. Anche io caro maestrafredda spero che il nostro dialogo possa servire da stimolo per i lettori del forum.