Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 04, 2017, 05:53:25 pm »
Ciao a tutti,
Sono un principiante che studia il pianoforte per hobby, non conoscendo un vero metodo di studio chiedo a voi del forum come devo articolare lo studio di un esercizio, per esempio del Beyer, e utilizzare al meglio il tempo a disposizione? Chi non ha un maestro va un po a naso e non sa se è meglio prima solfeggiare tutto l'esercizio o solamente qualche battuta per volta? Suonare con la destra due tre battute , impararle a memoria e così di seguito tutta la mano destra? Nello stesso modo per la sinistra? Unire infine le mani e studiare poche battute, o suonare tutto l'esercizio e mandarlo a memoria? Qual'è la strada da percorrere? Sono certo che vuoi utenti del forum, che avete studiato al conservatorio o con un maestro, siete in grado d'indicarmela. Grazie sin d'ora a voi tutti.

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Offline guc

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #1 il: Maggio 05, 2017, 08:59:31 am »
E' una domanda da un milione di dollari!!!
Perchè dipende da molti fattori: dipende dal tuo livello, dal tipo di esercizio, dalla tua reattività....
Innanzitutto dovresti scegliere un esercizio alla tua portata, hai qualcuno che ti consiglia?
Una volta deciso puoi prima solfeggiarlo qualche volta se sei ancora insicuro sul solfeggio, poi puoi provare a fare qualche battuta a mani separate e poi a mani unite. Puoi altre battute e così via fino a fare tutto il brano. Però questi step dipendono tanto da come reagisci tu.
In generale secondo me prima bisogna cercare una visione d'insieme del pezzo e poi concentrarsi sui passaggi più ostici.
Per ora lascia perdere imparare a memoria...

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Offline Pianoth

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #2 il: Maggio 05, 2017, 09:52:11 am »
Non ho tempo per scrivere una risposta adeguata al momento, ma quello che dice guc, in sostanza, è giusto. Dipende molto dal tuo livello. A livelli alti lo studio a mani separate è solo occasionale, quando si ritiene necessario, altrimenti è molto più efficiente studiare direttamente a mani unite. Per farlo però occorre avere una buona velocità di lettura e un buon orientamento della tastiera. Per cui, a meno che studi con qualche maestro, per il momento non puoi far altro che studiare a mani separate una piccola sezione alla volta e mettere con calma assieme le mani (anche considerando che sicuramente avrai ancora problemi di coordinazione tra le mani, viene tutto con il tempo).
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #3 il: Maggio 05, 2017, 01:02:36 pm »
Grazie per il tempo che mi dedicate, cercherò di fare tesoro dei vostri consigli.
Il mio livello è sicuramente basso (esercizio n° 30 del Beyer), che eseguo con qualche piccolo intoppo. Ciò comporta che non sono mai soddisfatto del risultato. È vero che non ho l'ambizione di esibirmi in pubblico, però quello che faccio vorrei farlo bene. Probabilmente la cosa che più mi manca, oltre alla coordinazione tra le mani; la sicurezza nel solfeggio, è la pazienza. Mi sembra di non fare mai dei progressi tangibili.  Forse quei noiosi esercizi propedeutici, che ho saltato, sono indispensabili. Cosa s'intende per visione d'insieme del pezzo?

p.s.   mi manca anche un milione di dollari...

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Offline eds

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #4 il: Maggio 05, 2017, 01:51:25 pm »
Quello che sto per dirti io lo faccio solo in parte  :D :D : studio a mani separate e metronomo!

Non potrai che iniziare lo studio ad una velocità più bassa di quanto consigliato, ma piano piano aumenterà da sé.
Prima di unire le mani sarebbe auspicabile che, separate, queste siano in grado di suonare la loro parte ad una velocità circa 15-20% superiore a quanto prescritto.
Al momento in cui le unirai dovrai in ogni caso ricominciare più lentamente.


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Offline guc

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #5 il: Maggio 05, 2017, 02:17:49 pm »
Cosa s'intende per visione d'insieme del pezzo?

Intendo dire che bisogna cercare di suonare tutto il brano dall'inizio alla fine il prima possibile. Solo così puoi avere l'dea generale del pezzo, dargli uniformità e continuità. Gli spigoli si livellano dopo. Non tutti sono della stessa opinione ma secondo me è la strada migliore.

PS: aspetto l'accredito  ;D

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Offline Roberto S. Persi

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #6 il: Maggio 05, 2017, 04:35:00 pm »
Se sei al 30 del Beyer la coordinazione delle mani è di là da venire (se per questo intendi la capacità di farle lavorare insieme ma con articolazione indipendente). Per quanto riguarda invece la soddisfazione per la "buona" esecuzione... beh scorda anche quello, mai essere soddisfatti!!! Tutto viene nel tempo e i progressi da soli è veramente difficile vederli. Studia molto a mani separate e lentamente, ricorda che la precisione in questa fase è decisamente  più importante e utile della velocità.
Per quanto riguarda gli esercizi propedeutici... noiosi... è decisamente meglio farli, magari non più di 10/20 minuti, ma ti assicuro servono, all'inizio è molto più bastone che carota ma poi vedrai che soddisfazione. Quando sei circa a metà Beyer (dal 60 in poi più o meno) puoi cominciare a mettere il naso sul Duvernoy 176, annusare lo Czerny 599 e altri trattatelli che puoi incontrare, ma non prima ne rimarresti solo demotivato. Le scale invece iniziale subito, una a settimana magari. Teoria e solfeggio inutile dirlo sempre utili e necessarie. Ultima cosa è la costanza, magari solo una mezzoretta al giorno quando ti senti stanco, ma sempre. Buon lavoro e divertimento (prima o poi arriva anche quello).
L'importante è partecipare

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Offline Pianoth

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #7 il: Maggio 05, 2017, 09:01:01 pm »
Purtroppo il pianoforte è un ottimo strumento che richiede, non molta, ma moltissima pazienza, specialmente se si studia da soli, perché i progressi sembrano sempre insignificanti, specialmente quando ci si giudica da soli. Non posso che augurarti di riuscire ad avere pazienza e costanza.
« Ultima modifica: Maggio 05, 2017, 10:02:09 pm da Pianoth »
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #8 il: Maggio 05, 2017, 09:54:57 pm »
Non avrei mai creduto di trovare delle persone così disponibili. Un grazie di cuore a tutti voi.
Il pianoforte è uno strumento meraviglioso che mette in riga chi, come me, vorrebbe bruciare le tappe. Mi armeno' di tanta pazienza, farò gli esercizi noiosi, le scale e compatibilmente con gli impegni quotidiani cercherò d'essere costante. Così magari ogni tanto un pezzetto di carota...

Per quanto riguarda l'accredito dei dollari: non c'è trippa per gatti

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Offline Roberto S. Persi

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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #9 il: Maggio 05, 2017, 10:49:11 pm »
Forse ti sarò sembrato un tantino duretto nel darti i miei miseri consigli, ma ti assicuro che arrivano da uno che è nella tua stessa situazione, forse un tantino più avanti ma non poi molto. Se sei costante e soprattutto curioso di esplorare vedrai che a breve sarai tu a darti un percorso di studio seguendo anche il gusto. Per dire, io il Beyer ho smesso di seguirlo quando ero circa all'esercizio 70 o 71 perchè ho trovato altro che a me sembrava (sembra) più valido e ora studio con più convinzione e soprattutto piacere.Ho seguito le chiacchiere e discussioni nel forum trovando piano piano quella che mi sembra la "mia" strada giusta. Ciò che è valido per uno lo è meno per un altro, l'importante è applicarsi e seguire i fondamentali necessari a prescindere per un brano di Mozart o di Piripicchio...
Se poi ti piace suonare il piano è comunque tutta discesa, anche la "cima Coppi".
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Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #10 il: Maggio 06, 2017, 10:00:59 am »
Suonare il piano mi piace tantissimo e per migliorare sono disposto a prendere anche qualche bastonata.

Re:Come si studia un esercizio?
« Risposta #11 il: Maggio 11, 2017, 06:53:07 pm »
All'inizio si vuole sempre "bruciare le tappe", ma non si può, perché non è una cosa che dipenda dal desiderio, dalla predisposizione o anche solo dall'impegno. Dipende dai tempi di assimilazione del cervello che deve coordinare tutto, e lì non possiamo comandare.

Aggiungo a quello che hanno detto gli altri amici che avere una visione di insieme dello spartito, vuole anche dire non cominciare a studiare a casaccio una nota dopo l'altra o una battuta dopo l'altra.
Serve fare un minimo di analisi: tonalità in cui è scritto il pezzo o l'esercizio, come è strutturato, il tempo (se un 4/4, un 3/4, ecc.), se ci sono legature di valore o di altro tipo, quale potrebbe essere la diteggiatura adeguata se non è scritta sullo spartito, il carattere del brano (se è un Adagio, un Allegro, o altro), se ci sono parti che si ripetono, se leggendo sopra e sotto puoi identificare magari certi accordi (questo perché a volte è più facile ricordare il nome di un accordo quando leggi che magari 6 note una sopra l'altra), e così via.
Non aver paura di scrivere a matita sullo spartito.

La pazienza è la principale virtù di un pianista, perché la qualità si conquista molto lentamente, soprattutto all'inizio (ma anche dopo qualche anno)  ;)