Pianosolo Forum - Il forum sul pianoforte

Il cuore di Pianosolo => Tecnica => Topic aperto da: Claudio Bonechi - Aprile 15, 2017, 09:24:14 am

Titolo: Produzione del suono singolo
Inserito da: Claudio Bonechi - Aprile 15, 2017, 09:24:14 am
Da sempre leggo o sento dire anche da pianisti di fama che il suono dipende da "come" si abbassa o si colpisce il tasto; per esempio dall'alto, da vicino, con il peso, etc. Tutto ciò è falso. Per spiegarlo basta richiamare l'attenzione sulla meccanica del pianoforte, dalla quale ovviamente non si può prescindere. Teniamo presente che il martelletto, una volta partito in seguito alla forza che il tasto gli trasmette, dopo poco tempo (dell'ordine dei millisecondi) si svincola dal resto del meccanismo della tastiera. A quel punto ha acquisito una certa velocità e la sua traiettoria può essere una sola: un arco di cerchio, il cui centro è il perno del martelletto stesso. Ne segue che il martelletto colpisce le corde con una forza che dipende solo dalla velocità acquisita e l'unico parametro del suono che può variare è l'intensità: il suono sarà tanto più forte quanto maggiore è la velocità del martelletto. Le corde continueranno a vibrare con intensità decrescente finchè conserveranno abbastanza energia o finchè saranno tacitate dallo smorzatore. Quindi il martelletto non riesce a distinguere se la forza impressa dal tasto proviene da un pianista esperto, da un principiante o da un fucile ad aria compressa, come dice il fisico Arthur H. Benade. Ne segue che non c'è modo di influire sul timbro del suono singolo.
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: Pianoth - Aprile 15, 2017, 12:38:35 pm
Certo. Non è una novità. L'obiettivo delle moderne tecniche pianistiche, infatti, è quello di dare l'illusione del controllo del suono, così come bisogna dare l'illusione del legato, e così via. Il piano, nelle tecniche scientifiche, si ottiene semplicemente premendo più lentamente i tasti. Devo aggiungere solo un piccolo dettaglio che forse non hai pensato: il rumore degli stessi tasti. Se suonassi il pianoforte colpendo i tasti con un martello, o con le unghie, ci sarebbe una differenza di suono sostanziale, provocata dal rumore del tasto stesso. Allo stesso modo, a seconda di come le dita giungono sui tasti, il suono è leggermente diverso. Comunque, questa è praticamente l'unica cosa che cambia nella produzione del suono singolo, e non ha un'importanza poi così grande.

Quello che è importante nella tecnica pianistica, tuttavia, è il controllo del suono complessivo, e non quello della nota singola. Per dare l'illusione del crescendo, secondo questa logica, bisogna premere i tasti in modo gradualmente più veloce. Tuttavia sarebbe assurdo per un umano pensare precisamente alla velocità con cui si premono i tasti. Per questo l'utilizzo del peso resta comunque importante, in quanto permette, per un umano, un controllo più preciso del suono. Inoltre, è più efficiente a livello muscolare: utilizzare semplicemente i muscoli delle dita sarebbe praticamente impossibile, specialmente se i tasti sono pesanti.

Per quanto riguarda invece il colpire i tasti da vicino o da lontano, è la stessa cosa nel momento in cui si fa un confronto in cui i tempi di attacco e di rilascio sono esattamente identici, ma è piuttosto improbabile che ciò succeda. Quindi, in realtà, il colpire i tasti da lontano permette di ottenere un suono diverso, nel senso che inevitabilmente si andrà a lasciare i tasti leggermente in anticipo (provocando non solo un rumore dei tasti in un momento diverso, ma anche un rumore dei martelletti in un momento diverso), per dare tempo all'arto di alzarsi dalla tastiera e tornare giù. Infatti, è ovviamente impossibile ottenere un suono, per così dire, legato, suonando tutto alzando completamente la mano dalla tastiera, a meno che si lega tutto con il pedale, il che, invece, influisce leggermente sul timbro, in quanto nell'utilizzo del pedale si alzano tutti gli smorzatori, dando quindi un suono molto più armonico.

Pertanto, un principiante, con le unghie non troppo lunghe magari, su un ottimo strumento potrà produrre lo stesso suono singolo di un grande pianista, ma è improbabile che riesca a produrre la stessa frase melodica, a meno che non utilizzi una buona tecnica. Quindi questo tuo discorso non dimostra molto, a mio avviso.
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: maria_pianista - Aprile 15, 2017, 02:19:11 pm
Ciao Claudio Bonecci,
anzitutto benvenuto sul forum. Francamente mi ha sorpreso che al tuo primissimo post ti presenti con un discorso come quello che hai fatto, un po' "al negativo". Ci racconti qualcosa di te? Da quanto tempo studi? (ammesso che tu sia uno studente di pianoforte o un pianista).

Anche a me in quello che hai scritto qualcosa non torna
Dici:

Da sempre leggo o sento dire anche da pianisti di fama che il suono dipende da "come" si abbassa o si colpisce il tasto; per esempio dall'alto, da vicino, con il peso, etc. Tutto ciò è falso.

Dove l'hai letto? Da sempre?
Non so dove tu l'abbia letto o se lo hai copiato da qualche parte, ma per fortuna la musica è qualcosa di più rispetto alla pura azione meccanica dello strumento. Se fosse così come hai detto, tutti saremmo dei grandissimi pianisti. Basterebbe concentrarsi nella velocità o nell'intensità (come scrivi tu) con cui il martelletto colpisce la corda. E così bell'e fatta. ;-) In un brano musicale, a una nota segue un'altra ma ci sono anche le dinamiche, il carattere del brano, e qualcosa di invisibile e di molto importante che si chiama "musicalità".

Non so perché ma quella frase che hai scritto mi sembra di averla letta da qualche parte. Non so se su Chang o altrove.

Allora, ci dici un po', se vuoi, chi sei, da quanto tempo suoni e come sei arrivato a queste conclusioni? Altrimenti non capiamo più di tanto.
Benarrivato di nuovo.
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: sergiomusicale - Aprile 15, 2017, 02:42:24 pm
Misteri della fisica.... è vero quel che dice il nostro nuovo amico, "non c'è modo di influire sul timbro del suono singolo" (o almeno non molto, ma se volessi fare il pignolo in assoluto potrei anche far osservare che il timbro di un suono singolo al pianoforte può dipendere anche dalla permanenza o meno del dito sul tasto.... perché altera, in maniera anche infinitesima, gli armonici che lo strumento emette... così come avere il pedale premuto o meno -la scarpa a contrasto altera la massa dello strumento-, o un altro tasto premuto -permette armonici diversi-, ma anche se una mosca si poggia sul tuo pianoforte il timbro cambia -le vibrazioni della mosca dove le mettiamo ;D ;D
https://it.wikipedia.org/wiki/Timbro_(musica)
il bello è poi che combinando i suoni si entra nell'infinito degli armonici ed è li che avviene il miracolo...la sensibilità e l'esperienza dell'artista prendono vita e riescono a trasmettere le meravigliose sensazioni che molti degli amanti della musica sanno apprezzare. Quindi, riepilogando, sono anche d'accordo, grosso modo, nelle affermazioni di Claudio, ma di fatto è una diatriba assolutamente non essenziale, e che non porta a nulla, o a ben poco. La mia esperienza è che ogni strumento ha la sua timbrica, ma in mano a persone diverse trasmette sensazioni diverse...per il resto lascio agli altri ulteriori elucubrazioni  ;)
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: maria_pianista - Aprile 15, 2017, 02:59:36 pm
Ma non dipende tutto dalla timbrica di un pianoforte. Basterebbe che chiunque suonasse su uno Steinwey di lusso e allora non importerebbe COME il pianista suona. E invece importa. Viceversa, anche da un pianoforte schifosissimo un grande pianista può ricavare un suono bello. Quindi non dipende TUTTO dalla timbrica, dalla velocità o dall'intensità. E il timbro o la velocità con cui si colpisce una singola nota non porta a fare una bella escuzione di un brano.  Allora cosa è che può fare di un brano un capolavoro?. La tecnica del pianista (fatta dalla diteggiatura, per esempio, che produce il miglior suono possibile, da come si lega o meno, dall'uso del pedale, dall'importanza che si da alla mano destra o sinistra a seconda della composizione), e della musicalità del pianista. Per questo a me sì che sembre importante il COME al contrario di quello che ha scritto Claudio che tiene presente, sembra, solo la meccanica del pianoforte. Non vedo altri possibili discorsi. Non solamente è un mistero della fisica, ma dell'arte. Evidentemente c'è qualcosa nei grandi pianisti che trascende tutto: la meccanica, la timbrica e il resto.
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: Re Cremisi - Aprile 16, 2017, 09:44:14 am
Accidenti, ma allora tutto ciò che ci hanno insegnato sul pianoforte è falso! Mi darò al liuto.
Titolo: Re:Produzione del suono singolo
Inserito da: maria_pianista - Aprile 16, 2017, 12:16:47 pm
Mi è venuta in mente un intervista a Claudio Arrau, non parla di meccanica o altro ma dell'arte del pianismo che, come dice lui, ha a che vedere anche con l'anima. Ecco qui il link al video su Youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=oXOiLVT18W4