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Adv57

Buonasera a tutti. Scrivo questo post perché fra quelli, purtroppo, andati perduti, ce n'era uno sul come imparare a memoria la tastiera, Mi sembra, ma potrei sicuramente sbagliare, che fosse stato scritto da Pianoth. Comunque il topic era relativo all'acquisire la capacità di leggere e suonare senza guardare le mani (o qualcosa del genere). Io sono lontano anni luce da queste cose (è già tanto se metto insieme una scala), però mi sembrava utile la pratica indicata per acquisire, appunto, la conoscenza a memoria della tastiera. Magari, anche se non si riesce ad impararla completamente a memoria, potrebbe essere una facilitazione per riuscire ad orizzontarcisi in tempi più brevi.
So che chiedo molto, ma sarei molto grato se fosse possibile riavere quelle istruzioni, naturalmente senza fretta e con i tempi che si ritengono opportuni.
Grazie mille per l'attenzione.

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Pianoth

Cerco per qualche copia cache, ma essendo piuttosto recente la vedo dura...
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Adv57

Grazie Pianoth.

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Pianoth

Ok ho fatto un po' di ricerca, e non lo trovo, purtroppo. Se qualcuno riesce a ritrovare il topic, magari cercandolo su google (che potrebbe in teoria avere una copia cache), lo indichi qui magari.
Potrei riscrivere qualche suggerimento o considerazione in un topic apposito, ma non so se riscriverei le stesse idee e gli stessi esercizi, in quanto li avevo pensati al momento. Comunque l'idea di base del mio post era in parte basata su questo video di Josh Wright, che però non dice molto purtroppo.
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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sergiomusicale

Esatto Adv57, era un post fondamentale, e più ci penso e più lo vedo come fondante. Sembra difficilissimo, ma non è così, basta volerlo, dedicarci tempo e risorse e come per incanto la lettura a prima vista e la relativa esecuzione diviene un piacere assai simile alla lettura, ovviamente accontentandosi di brani (almeno per me ) abbastanza semplici e non velocissimi. Inizia ogni volta che ti siedi al piano ad allargare le braccia, tocca i tasti estremi e quindi, posizionato ben in centro rispetto alla tastiera, con gli occhi chiusi vedi se allungando la mano destra tocchi senza indecisione la coppia MI-FA centrale. Esegui diversi tentativi, fallo poi con la sinistra (a me è risultato più difficile, ma poi ci riesci), quindi prosegui.... con le dita (sempre ad occhi chiusi) inizia ad avere sensibilità sulle dita e capire dove sei, senti la coppia do# re#, visualizza nella mente la tastiera, dove sei, man mano che tocchi i tasti... inizia poi pian piano a fare il salto dall'ottava centrale a quella più alta e più bassa, vedi se riesci a toccare i tasti giusti... il salto  MI-FA da un'ottava all'altra a me sembrava dover essere sempre più lungo di quel che poi doveva essere.... (ti dirò poi altri tentativi). Con il tempo ti accorgerai che la lettura a prima vista diverrà più veloce, perché il tuo cervello ha già memorizzato i salti giusti. A questo punto fai il salto e cominci a fare lettura senza guardare la tastiera. Un trucco valido che ho trovato è stato quello di interporre tra tastiera ed occhi un leggio che copriva completamente la tastiera. All'inizio è stato abbastanza sconfortante, ma in poco tempo ho iniziato ad avere risultati positivi. Quando hai imparato un pò, ti accorgerai che non avrai più bisogno di interporre il leggio, perché l'occhio si sarà abituato a non guardare la tastiera. E' Fatta!!!

Adv57

Grazie per i suggerimenti, li ritengo preziosi. Io, però, devo dire che sto ancora cercando (con fatica, peraltro) di imparare... l'alfabeto  :-[.

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eds

Buongiorno a tutti, io mi ero salvato questo intervento di Pianoth, lo condivido volentieri
Enzo

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SUONARE SENZA GUARDARE LE MANI
Post di Pianoth sul forum di pianosolo il: 25 Febbraio 2017, 01:40:18 am

Allora, siccome ho messo io in campo ultimamente questa cosa, dico un po' di premesse.

Innanzitutto, dovrebbe essere ovvio ma non lo è, suonare guardando lo spartito, equivale a suonare a occhi chiusi, con la differenza che il cervello è impegnato a tradurre quello che bisogna suonare "in tempo reale", diciamo. Siccome equivale a suonare a occhi chiusi, è necessario abituarsi innanzitutto a fare quello, acquisendo quindi una maggiore consapevolezza della tastiera, la quale è senza dubbio utile mentre si legge uno spartito, in quanto va proprio a evitare che sia necessario guardarsi le mani.

Tuttavia, potrebbe non essere una buona idea praticare direttamente qualche pezzo che si conosce a occhi chiusi, il quale si può rivelare molto più complesso del previsto. Propongo quindi innanzitutto un esercizio molto più semplice.

Bisogna notare come è fatta la tastiera. I tasti bianchi sono alternati ai tasti neri, nel seguente ordine ciclico:
   DO♯       RE♯          FA♯       SOL♯       LA♯    
DO      RE      MI |   FA      SOL      LA      SI |   DO ...

Possiamo dunque notare che sono presenti solo due casi in cui ci sono due tasti bianchi vicini, cioè tra i MI e i FA, e tra i SI e i DO.

Scorrendo la mano sulla tastiera ad occhi chiusi, dovrebbe essere semplice trovare i punti in cui ci sono due tasti bianchi vicini, grazie al fatto che la distanza tra i tasti neri è maggiore. Allora si possono costruire una serie di esercizi molto più graduali a quello di suonare direttamente un pezzo ad occhi chiusi (in ordine graduale, ma è possibile procedere al successivo nel caso si è sicuri di essere in grado di eseguirlo nella maniera più accurata e più veloce possibile):
•   Scorrere la mano sulla tastiera a occhi chiusi, dai toni gravi agli acuti, individuando tutti i punti in cui ci sono due tasti bianchi vicini, e, basandosi sul fatto che i tasti neri vanno a gruppi di 2 e di 3, giustificare il fatto che la mano si trovi su MI-FA o su SI-DO, e verificare a occhi aperti ogni volta la propria risposta. Eseguire l'esercizio sia con la mano destra che con la mano sinistra.
•   Ad occhi chiusi, posizionare una delle proprie mani in un punto casuale della tastiera. Successivamente, individuare il più vicino punto in cui ci sono due tasti bianchi vicini, e, basandosi sul fatto che i tasti neri vanno a gruppi di 2 e di 3, giustificare il fatto che la mano si trovi su MI-FA o su SI-DO, e verificare a occhi aperti ogni volta la propria risposta. Ripetere l'esercizio finché si è soddisfatti della velocità a cui lo si riesce ad eseguire con entrambe le mani (il riconoscimento dovrebbe essere quasi immediato), e non procedere al prossimo esercizio finché non lo si riesce ad eseguire con massima accuratezza e velocità piuttosto sostenuta.
•   Ad occhi chiusi, posizionare una delle proprie mani in un punto casuale della tastiera. Aiutandosi con la posizione dei tasti neri, individuare almeno due DO a distanza di ottava. Suonare l'ottava ad occhi chiusi, e suonare una scala di DO, sempre a occhi chiusi. L'orecchio dovrebbe essere in grado di giudicare la correttezza dell'esecuzione, tuttavia verificare comunque a occhi aperti. Anche in questo caso, ripetere l'esercizio finché si è soddisfatti della velocità a cui lo si riesce ad eseguire con entrambe le mani, e non procedere al prossimo esercizio finché non lo si riesce ad eseguire con massima accuratezza e velocità piuttosto sostenuta.
•   Ad occhi chiusi, posizionare una delle proprie mani in un punto casuale della tastiera. Aiutandosi con la posizione dei tasti neri, individuare un qualsiasi DO, e individuare il MI superiore più vicino. Suonare la terza DO MI ad occhi chiusi. L'orecchio dovrebbe essere in grado di giudicare la correttezza dell'esecuzione, tuttavia verificare comunque a occhi aperti. Ripetere l'esercizio finché si è soddisfatti della velocità a cui lo si riesce ad eseguire con entrambe le mani. L'esercizio deve essere successivamente esteso a qualunque tipo di bicordo con DO come nota inferiore, quindi ripetere l'esercizio con: DO RE♭, DO RE, DO MI♭, DO FA, DO SOL♭, DO SOL, DO LA♭, DO LA, DO SI♭, DO SI, e se la mano lo consente, anche intervalli superiori all'ottava. Naturalmente, non limitarsi semplicemente a suonare tutti gli intervalli dopo avere individuato DO MI, ma assicurarsi piuttosto di essere in grado di suonare qualunque di questi bicordi in qualunque momento con massima accuratezza e velocità piuttosto sostenuta, in qualunque ottava e con entrambe le mani.
•   Esercizio ideale da eseguire a tastiera spenta (nel caso si possiede un digitale). Ad occhi chiusi, suonare un qualunque bicordo con una mano, e senza basarsi sul suono, individuare quali note sono state premute. In una fase iniziale è possibile aiutarsi con l'altra mano, per individuare i tasti neri, e quindi aiutarsi nell'identificazione, ma non procedere al prossimo esercizio finché non lo si è in grado di portare a termine con una sola mano con massima accuratezza e velocità abbastanza sostenuta.
•   Analogo al precedente, esercizio ideale da eseguire a tastiera spenta (nel caso si possiede un digitale). Ad occhi chiusi, suonare un qualunque tricordo su tasti bianchi con una mano, e senza basarsi sul suono, individuare quali note sono state premute. In una fase iniziale è possibile aiutarsi con l'altra mano, per individuare i tasti neri, e quindi aiutarsi nell'identificazione, ma non procedere al prossimo esercizio finché non lo si è in grado di portare a termine con una sola mano con massima accuratezza e velocità abbastanza sostenuta. Eseguire lo stesso esercizio con tricordi su tasti neri, e successivamente provare ad eseguirlo con tricordi di qualunque tipo.
•   Suonare tutte le scale che si conoscono ad occhi chiusi, a 4 ottave se possibile.
•   Provare a suonare qualche arpeggio ad occhi chiusi. Più arpeggi si è in grado di suonare ad occhi chiusi, maggiore è la propria consapevolezza della tastiera.
•   Ad occhi chiusi, individuare un DO, e provare ad eseguire qualche salto di ampiezza definita, superiore o uguale a una decima, ad esempio DO3-MI♭4, DO3-MI4, DO3-FA4, DO3-SOL♭4 e così via. Ripetere lo stesso esercizio partendo da RE♭. Cercare di ottenere un buon compromesso tra accuratezza e velocità (non è necessario avere la massima accuratezza su salti oltre la dodicesima, ma non bisogna neanche buttare le mani a casaccio).

Se si riesce ad eseguire tutti questi esercizi con massima accuratezza e velocità abbastanza sostenuta, vuol dire che si ha una consapevolezza della tastiera tale da riuscire a suonare letteralmente ad occhi chiusi, e senza troppi problemi, praticamente qualunque cosa che si è in grado di suonare a occhi aperti. Quindi a questo punto, l'unico vero problema resta la lettura degli spartiti.

Il fatto di non avere più bisogno di guardarsi le mani mentre si suona, è di grande aiuto in quanto in questa maniera, mentre si suona, la maggior parte dell'attenzione sarà sullo spartito, e non sulla tastiera. Idealmente, alla tastiera non ci si dovrebbe neanche pensare: il fatto di trovare i tasti da premere senza guardarli, dovrebbe diventare così veloce, meccanico e intuitivo, da non perderci nulla se non una frazione di secondo per posizionare le mani in modo da premerli. Ma questo viene con il tempo.

Nel frattempo, la cosa migliore da fare, è esercitarsi dunque sia nella lettura, sia nella consapevolezza della tastiera. Dunque, impegnarsi negli esercizi sopracitati, cercando di ottenere risultati sempre migliori, un poco alla volta, ma anche provare a sfruttare questi risultati su spartiti da leggere.

Due parole le devo spendere anche sul come migliorare la lettura degli spartiti, che è un argomento molto connesso a quello di questo topic: la lettura degli spartiti, anche se si può allenare leggendo a prima vista tanti spartiti "nuovi", si allena molto efficacemente lontana dalla tastiera. Non a caso, nei corsi di solfeggio, l'obiettivo non è assolutamente quello di suonare gli esercizi che vengono proposti, che potrebbero benissimo essere anche insuonabili e orribili da ascoltare. È molto consigliabile dunque, cercare di spendere un po' di tempo leggendo spartiti anche quando non si sta al pianoforte.

Anche qui si può avere molta gradualità, e darsi qualche esercizio. In ogni caso conviene effettuare gli esercizi di lettura su qualche spartito non troppo semplice da leggere, quindi niente esercizi di lettura su beyer e cose simili, serve piuttosto qualcosa strapieno di scale, arpeggi, e accordi. Molti spartiti di Liszt sono perfetti a questo scopo, anche perché in realtà sono molto semplici da leggere, gli spartiti di Liszt sono generalmente solo impegnativi da suonare a livello tecnico. Per dimostrarvi ciò, basta che immaginiate una scala di DO maggiore scritta su un pentagramma. Sono ben 7 note, eppure dovreste essere in grado di leggerle molto speditamente anche con una lettura pessima, siccome sono tutte note consecutive. Ma non è necessario sapere suonare una scala di DO per leggerla velocemente. Allora, fatta questa premessa, di leggere quindi spartiti di Liszt, ad esempio gli studi trascendentali per dirne uno, o comunque spartiti pieni di scale, arpeggi e accordi, considerando che non sarà assolutamente necessario suonarli in seguito, si possono provare questi 2 esercizi, per i quali non è necessario sapere nulla di solfeggio:
•   Leggere mentalmente, una ad una, solo le note di uno dei due pentagrammi, ignorandone il ritmo, e leggendo una ad una le note degli eventuali accordi. Cercare, man mano che si legge, di individuare qualche pattern, quindi cercare di riconoscere le scale, riconoscere gli accordi che si stanno leggendo, e cercare di memorizzare questi pattern. Questo esercizio, che si può fare perfino senza sapere nulla di solfeggio, fatto nella maniera corretta assieme al successivo, permette in teoria già di migliorare la lettura a vista d'occhio, in quanto si vanno a memorizzare tanti pattern che si incontrano in tantissimi spartiti. A seconda dell'attuale capacità di lettura, si può provare inoltre a leggere le note di entrambi i pentagrammi (o di tutti i pentagrammi se ne sono presenti più di due). Volendo e potendo, si può infine provare ad introdurre anche il ritmo, a una velocità tale da consentire la lettura dello spartito (naturalmente, non dovendo leggere le note ad alta voce, è sufficiente scorrere lo spartito con gli occhi, assicurandosi di tradurre ogni singola nota e ogni singolo accordo in un "linguaggio" che vi consentirebbe di suonarlo al pianoforte ipoteticamente).
•   Esercitarsi ad immaginare su uno spartito, sia in chiave di violino che in chiave di basso, molto rapidamente le seguenti successioni di note:
1.   DO RE MI FA SOL LA SI DO ...
2.   DO MI SOL SI RE FA LA DO ... (terze ascendenti)
3.   DO FA SI MI LA RE SOL DO ... (quarte ascendenti)
4.   DO SOL RE LA MI SI FA DO ... (quarte discendenti)
5.   DO LA FA RE SI SOL MI DO ... (terze discendenti)
6.   DO SI LA SOL FA MI RE DO ... (discendente)
E trasporre la visualizzazione dello spartito in altre tonalità. È consigliabile effettuare l'esercizio per iscritto le prime volte. Si potrebbe impiegare parecchio tempo a svolgere l'esercizio le prime volte. La cattiva notizia, è che se non si ha la minima idea di come si traspone, occorre prima studiare sufficiente armonia e teoria musicale e capirlo. Quindi comunque serve un po' di conoscenza per svolgerlo, ma d'altronde non si potrà mai leggere uno spartito correttamente e velocemente se non si ha sufficiente conoscenza di teoria e armonia, ed è difficile che si intuisca tutto a forza di leggere solamente, anche se un orecchio particolarmente dotato potrebbe già intuire molto.
Per quanto potrebbe essere strano a pensarsi, la lettura si migliora molto anche con lo studio dell'armonia, in quanto non solo si andranno riconoscere le verticalità (quindi gli accordi) più speditamente, favorendo una lettura "a blocchi" invece che a note singole, ma si riuscirà anche ad approfittare della maggiore consapevolezza dei movimenti armonici e talvolta anche contrappuntistici, prevedendo come procede la composizione. Tanto per fare un paio di esempi, dopo un'armonia di dominante, ci va generalmente una tonica, il che semplifica molto la lettura; oppure, dopo uno sviluppo di una sonata c'è la ripresa, e sapere che si incontrerà il secondo gruppo tematico nella tonalità della tonica (almeno in teoria) aiuta molto a prevedere come procederà un'ampia parte della sonata che non si è ancora letta.

Purtroppo sull'argomento della lettura degli spartiti ci si può scrivere tranquillamente un libro, e non posso certo scriverlo tutto qui in un post. Per cui mi fermo e non aggiungerò altro qui, ma naturalmente sono aperto ad ulteriori domande e approfondimenti.

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Pianoth

Ottimo eds, ero preoccupato del fatto di dover riscrivere un post così lungo e importante ;D
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Adv57

Bravissimo eds  ;D.  Grazie!