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Ottave su tasti neri (Topic recuperato)
« il: Marzo 23, 2017, 09:02:57 pm »
La maggior parte delle scuole tradizionali di tecnica suggerisce di suonare le ottave su tasti neri con la diteggiatura 14, talvolta anche 13. Tale diteggiatura viene addirittura suggerita per i tasti bianchi, qualora si debbano suonare delle ottave legate. Le motivazioni per tale scelta sono talvolta nel fatto che l'anulare è un dito più lungo, quindi la presa è più sicura, altre volte nel fatto che il pollice non può legare quindi si lega solo la nota superiore mettendo 4 invece di 5...

Tuttavia, le più recenti tecniche che si affidano di più a risultati scientifici suggeriscono di evitare totalmente tale diteggiatura, eccetto in casi sarebbe impossibile mettere 15 (se ad esempio c'è un mordente sull'ottava su tasto nero, o altri abbellimenti che potrebbero impedire di mettere 15), o quantomeno suggeriscono di evitare di usare spesso tale diteggiatura.

Le motivazioni risiedono nel fatto che suonare un'ottava con 14, o addirittura con 13, anche per chi ha le mani grandi, richiede di estendere le dita, ed inoltre crea automaticamente un disallineamento dell'avambraccio, cioè la mano è costretta a ruotare verso il mignolo per permettere che tale apertura colpisca due tasti neri ("twisting"). Attenzione, con "allineamento" non mi sto riferendo all'allineamento completo dell'avambraccio con il dito, di cui parla Sándor, che in un modo o nell'altro porta lo stesso a fare movimenti poco consigliati. Il vero allineamento naturale forma sempre un angolo tra le dita e l'avambraccio, che cambia leggermente da persona a persona, mediamente comunque l'angolo tra radio e indice è di 15 gradi:

(questa non è una mia immagine)

Nel mio caso la mano è grande, quindi la differenza tra 15 e 14 non è particolarmente notevole:



Nel caso di una mano piccola tuttavia, tale differenza è maggiore. Il problema si aggrava ancora di più proprio quando si cerca di legare passando da 15 a 14. Ciò è un problema, in quanto facilmente si raggiunge il limite estremo di quel movimento, e più ci si avvicina a tale limite e più c'è tensione e perdita di efficacia.

In generale, ruotare la mano in quel modo è generalmente sconsigliato nelle tecniche moderne scientifiche, ed è considerato una delle cause più comuni che causano infortuni ai pianisti. Ci sono anche sondaggi, che mostrano che circa il 52% dei pianisti con problemi attribuiscono la causa alle ottave. Un esempio di pianista che ha dovuto smettere di suonare, se non solo con la mano sinistra, presumibilmente per problemi alle ottave, è Gary Graffman (maestro di Lang Lang e Yuja Wang), che suonava spesso le ottave con 14 e 13, ma che ammette che hanno contribuito a portarlo a una distonia focale.

Allora, ho provato ultimamente a suonare le ottave sempre con 15, se non dove è impossibile. Effettivamente, perfino avendo la mano grande, sento molta meno tensione. L'unico problema è che effettivamente non si può più legare fisicamente le ottave usando sempre 15.

Ma è davvero necessario farlo? Si sente davvero la differenza? Per rispondere a tale domanda, ho provato a leggere al volo le prime 3 pagine dello studio di Chopin per le ottave, Op. 25 N. 10, e ho provato a registrare suonando prima con una diteggiatura "tradizionale", legando fisicamente mediante 14 e talvolta 13, e poi provando a suonare tutto con 15. Personalmente, ascoltandomi, non ho sentito differenze notevoli.

Nella parte lenta, Chopin scrive ben legato, ma non ho suonato per niente legato quando ho adoperato la diteggiatura sempre con 15... Eppure, suona lo stesso ben legato.

Ho proposto l'ascolto delle due versioni alla mia ragazza (attualmente ex-ragazza), che è una brava pianista con un ottimo orecchio, per vedere se era in grado di indovinare in quale versione adoperavo la diteggiatura con 15. Ma non era in grado di distinguere le due diteggiature.

Propongo allora anche a voi l'ascolto. Ho registrato prima le prime due pagine:
http://www.mediafire.com/download/btfzxby5v6jn92y/ottave_a.mp3
http://www.mediafire.com/download/5vv9afuz63o8o49/ottave_b.mp3
Poi la terza pagina:
http://www.mediafire.com/download/mak01xj11857775/ottave_c.mp3
http://www.mediafire.com/download/6kvq73g0yboajit/ottave_d.mp3

Sareste in grado di distinguere con certezza assoluta in quale audio ho usato quale diteggiatura? Se la risposta è no, vuol dire che c'è una grande lezione da imparare: lo spartito deve essere un indicazione di ciò che deve essere riprodotto, non fatto. Quindi, se ad esempio Chopin scrive "ben legato", l'importante è la musica suoni ben legata, non che fisicamente si leghi bene. Questo è un fatto molto importante, secondo me.

Ricordo la mia insegnante che obbligava un allievo a mettere una diteggiatura molto scomoda e piena di cambi di dita per legare la sinistra nel terzo movimento della seconda sonata di Chopin... Eppure, Michelangeli in tale contesto suona la sinistra quasi staccata... E suona pure meglio. Oramai sono convinto che non sia realmente necessario, cioè che non ci sia realmente grande differenza se si suona staccato o legato quando c'è il pedale. La differenza è notevole praticamente solo quando si stacca troppo, o quando ci si dimentica che comunque il suono va controllato anche quando si stacca.

In realtà, comunque, una lieve differenza tra gli audio sopra linkati c'è. Ma c'è da considerare che questo non è un pezzo nel mio repertorio, e la differenza può essere praticamente completamente eliminata con un minimo di studio in più. Praticamente, per suonare le ottave sempre con 15 bisogna prestare un po' più attenzione al suono, proprio perché non si deve perdere l'illusione del legato. Se si suonano correttamente, la differenza è praticamente inesistente. In compenso, per questa attenzione in più, c'è davvero molta meno tensione. Perfino con la mia mano, per registrare le prime due pagine utilizzando la diteggiatura con 14 ero arrivato alla fine con una tensione percepita, e significamente maggiore.

Personalmente, la mia posizione è attualmente questa in merito a questo argomento: la diteggiatura 14 va evitata sempre, così come in generale va evitato il twisting, eccetto in due casi, cioè quando sono presenti abbellimenti prima o dopo l'ottava che impediscono di utilizzare la diteggiatura 15, e quando non è possibile legare di pedale per ragioni musicali o storiche (ad esempio in bach magari). Nelle ottave staccate direi che è severamente bandita in qualunque contesto.

Naturalmente, in pochi sarebbero disposti a cambiare l'abitudine di usare la diteggiatura 14 prima che gli si mostri come fare in modo che non sia più necessaria.

Ma personalmente, sono sicuro che una volta che si capisce come fare chiunque cambierebbe. Le ottave in generale purtroppo sono una cosa che facilmente può causare molta tensione purtroppo, e non finisce qui il discorso: ad esempio ci sono pianisti che consigliano di arricciare l'indice quando si suonano le ottave, il che naturalmente causa molta tensione in più, altri pianisti suggeriscono di suonare le scale e gli arpeggi di ottave tramite un movimento (completamente innaturale) del polso, mentre sarebbe molto più efficiente e senza tensione sfruttare semplicemente il rimbalzo, e così via... Purtroppo, finché non ci si allontana dalla tradizione, e si ascolta la scienza, la tecnica non sarà mai perfetta. Anche riguardo il come evitare il twisting in generale ci sarebbe da dire molto, non è una cosa immediata, specie quando si proviene da scuole tecniche tradizionali. Ma è possibile, ed è molto meglio.

Se volete sapere quale audio ha quale diteggiatura, ci vogliono almeno 3 post di risposta (da persone diverse) a questo ;D E poi prometto che lo dico e non mento. Altrimenti, se proprio siete curiosi, scrivetemi in privato con le vostre ipotesi, e vi dico se sono giuste o no. ;)

N.B. Topic del 21 Settembre 2016, recuperato grazie ad una copia cache.
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Re:Ottave su tasti neri (Topic recuperato)
« Risposta #1 il: Marzo 23, 2017, 09:16:59 pm »
Bravo, grazie