Autore Topic: L'insegnante e i metodi...  (Letto 395 volte)

Offline gianni69

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L'insegnante e i metodi...
« il: Dicembre 19, 2011, 12:52:39 »
Ciao a tutti, mi chiamo Gianni, mi sono appena presentato nella apposita sezione, vorrei sottoporvi quanto segue: questo anno ho letto molto sul pianoforte i compositori gli esecutori, ho ascoltato tanta musica (non solo per piano) e ho appena letto la seconda edizione del libro di Chang "i Fondamenti dello studio del Pianoforte", ed ora sono alla ricerca del mio insegnante...e proprio il libro di Chang mi ha messo in crisi. Sabato ho conosciuto la mia possibile futura insegnante, ha la mia età, è diplomata in conservatorio (Bologna) ed è attiva musicalmente cioè fa concerti ecc., però quando le ho parlato dello studio a mani separate mi ha guardato storto! e mi ha detto ma tu quando impari a guidare la macchina non lo fai mica un pezzo alla volta usi tutto contemporaneamente (piedi mani ecc.) e quindi perchè fare diversamente con il piano e poi lo studio a mani separate non ti permette di fruire del reale messaggio del compositore, cioè perdi in sostanza delle "linee melodiche", diciamo che vizi in modo erroneo l'orecchio e il brano. Lei sostiene che lo studio a mani separate si fa solo in casi particolari, cioè quando qualcosa non funziona bene. Poi mi ha proposto per iniziare un libro che progressivamente ti fa suonare le due mani prima separatamente ma in sequenza prima fai 4 note con la dx e subito dopo con la sx (ma non contemporaneamente) e poi pian piano le unisci fino a suonare alcuni brani semplici riportati nel libro stesso. Per le scale e gli arpeggi lei mi ha detto che li fa affrontare quando si presentano nel brano. Insomma con alcune nozioni di Chang è concorde (anche se non ha letto il libro) ma per esempio del suonare mentalmente, degli insiemi paralleli non sa cosa dirmi! per farvela breve non so cosa fare, non è facile trovare un insegnante vicino casa con un onorario più che onesto però che segua anche i principi di Chang. L'alternativa per me è studiare usando le indicazioni di Chang di nascosto dall'insegnante!!! Avete qualche suggerimento oltre a cercare un altro insegnante, cosa che ribadisco non è cosi facile?
grazie ancora
a presto
Gianni

Massimiliano1

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #1 il: Dicembre 19, 2011, 02:47:43 »
Anche secondo me lo studio a mani separate non serve a molto, di solito lo applico quando la mano destra fa gli arpeggi mentre la sinistra "incastra" i bassi, allora in questo caso imparo i bassi a memoria in modo da dover solo leggere la mano destra. Però se entrambe le mani si articolassero in modo indipendente sarebbe da schizzare a impararli a mani separate, bisognerebbe avere due cervelli separati per mettere assieme distintamente due linee melodiche contrastanti, bravo chi ci riesce xD

ps: no, ho detto una cavolata. Ora che ci penso comunque una lettura a mani separate la do anche io, però diciamo che non mi soffermo a imparare le due mani indipendentemente
« Ultima modifica: Dicembre 19, 2011, 02:51:27 da Horowitz »

Offline gianni69

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #2 il: Dicembre 19, 2011, 06:53:18 »
Questo è il metodo con cui vorrebbe iniziare: "La prima tastiera" di D. Lane - P. Logan Ed. Ricordi, vol, 1°, qualcuno ne sa qualcosa?
grazie
Gianni

Offline °°°Re Cremisi°°°

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #3 il: Dicembre 19, 2011, 09:24:23 »
Vedo spesso queste discussioni su quale metodo sia il giusto e quale sia sbagliato e cose così. Il punto è che non esiste un metodo giusto circondato da metodi sbagliati, ma ci sono tanti metodi che possono essere giusti, e questo dipenda da tante cose fra cui anche la capacità dello studente di apprendere meglio con un metodo piuttosto che con un altro. Gianni69, non so dirti come sia la tua potenziale insegnante, a volte valutare un insegnante è davvero difficile oltretutto, però posso consigliarti sicuramente di non fossilizzarti sulle indicazioni, pur valide, di Chang! Ci sono molti altri metodi per imparare a suonare, a volte il meglio può essere anche una sintesi di vari metodi diversi :)
Il pianoforte è come la nutella, ma in effetti ci sono delle lievi differenze fra le due cose.

Massimiliano1

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #4 il: Dicembre 20, 2011, 10:39:47 »
Alla fine crimisi ha ragione...ogni persona è un caso a se.

Offline Paola

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #5 il: Dicembre 20, 2011, 04:02:14 »
Quoto al 100% Re Cremisi!

Non esiste un metodo unico valido, non esiste un insegnante che usi una didattica efficace con tutti.
Trovo sbagliatissimo affidarsi ai suggerimenti di un libro che resta pure sempre uno strumento teorico non verificabile nella prassi.
Perché ti sei fissato con questo Chang?

Generazioni di pianisti ne hanno fatto a meno e suonano benissimo! Io ad esempio mi fido di più di Czerny, Beyer, Hanon, Bach, Cesi-Marciano....

Forse Chang può essere utile a chi non ha un insegnante, ma chi va a lezione deve imparare a fidarsi del proprio insegnante.
Mio consiglio?
Molla Chang (che non è la Bibbia) e tieni l'insegnante! ;)

Offline gianni69

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #6 il: Dicembre 20, 2011, 04:48:04 »
Ciao Paola, prima di cestinare Chang ti inviterei a leggerlo a meno che tu non lo abbia già fatto, brevemente vorrei dirti ha speso 15 anni della sua vita a raccogliere questi metodi ed è partito dalla pratica non dalla teoria, lui stesso ha studiato pianoforte per diversi anni trovando però dei "muri" che non riusciva a superare ma quando poi da padre ha visto che le sue figlie la cui insegnante era una certa Ivonne Combe (chi conosce un pò di storia del pianismo sa chi è) riuscivano entrambe in modo brillante tanto da vincere concorsi e da riuscire in poco tempo a suonare brani di una certa difficoltà si è interessato ai metodi della Combe e poi ha ampliato il suo campo di indagine riscontrando che queste che lui definisce buone pratiche (suonare a mani separate, memorizzare, suonare mentalmente e l'uso degli insieme paralleli) erano cmq presenti nella letteratura pianistica ma non erano strutturate e organizzare in un "manuale" diciamo cosi, in ogni caso molto di ciò che dice Chang lo trovi anche in Sandor.
Chiusa questa parentesi mi rendo conto benessimo che il metodo non è una uno ed uno solo e cmq non sposo ciecamente alcun manuale di teoria, l'unica cosa che mi preme è non partire con il piede sbagliato e soprattutto avendo poco tempo a disposizione non sprecarlo in inutili esercizi di pura e semplice ginnastica delle dita che so (avendo già studiato chitarra classica x diversi anni senza un buon metodo) non mi porteranno da nessuna parte.
Ciao
Gianni

Offline Paola

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #7 il: Dicembre 20, 2011, 08:24:19 »
Ciao Paola, prima di cestinare Chang ti inviterei a leggerlo a meno che tu non lo abbia già fatto, brevemente vorrei dirti ha speso 15 anni della sua vita a raccogliere questi metodi ed è partito dalla pratica non dalla teoria, lui stesso ha studiato pianoforte per diversi anni trovando però dei "muri" che non riusciva a superare ma quando poi da padre ha visto che le sue figlie la cui insegnante era una certa Ivonne Combe (chi conosce un pò di storia del pianismo sa chi è) riuscivano entrambe in modo brillante tanto da vincere concorsi e da riuscire in poco tempo a suonare brani di una certa difficoltà si è interessato ai metodi della Combe e poi ha ampliato il suo campo di indagine riscontrando che queste che lui definisce buone pratiche (suonare a mani separate, memorizzare, suonare mentalmente e l'uso degli insieme paralleli) erano cmq presenti nella letteratura pianistica ma non erano strutturate e organizzare in un "manuale" diciamo cosi, in ogni caso molto di ciò che dice Chang lo trovi anche in Sandor.
Chiusa questa parentesi mi rendo conto benessimo che il metodo non è una uno ed uno solo e cmq non sposo ciecamente alcun manuale di teoria, l'unica cosa che mi preme è non partire con il piede sbagliato e soprattutto avendo poco tempo a disposizione non sprecarlo in inutili esercizi di pura e semplice ginnastica delle dita che so (avendo già studiato chitarra classica x diversi anni senza un buon metodo) non mi porteranno da nessuna parte.
Ciao
Gianni


Gianni la mia provocazione non intendeva cestinare Chang, che ho letto e al quale riconosco qualche merito. Volevo piuttosto sottolineare quella che è una mia ferrea convinzione desunta da un'esperienza diretta, cioè che un insegnante che ti segua da vicino sia insostituibile.
Non dimentichiamo che suonare è una pratica, un atto concreto, un manuale può darti delle indicazioni buone e giuste, ma un riscontro sull'effettiva correttezza della pratica credo che, soprattutto agli inizi, non possa venire da un'autovalutazione. Nel suonare spesso si assumono pratiche scorrette che solo un orecchio esterno e sapiente e un occhio professionale possono valutare ed eventuale correggere. Tutto qua.
Trovo anche un pò eccessivo, ma è solo una mia modesta opinione, giudicare un insegnante e il suo metodo in relazione al fatto che segua o meno le indicazioni di Chang. Cioè non vorrei che ti condizionasse troppo quella data lettura.
Io ho cambiato molti metodi e molti insegnanti e in ognuno ho trovato qualcosa da apprendere. Erano tutti diversissimi ed anzi spero di cambiarne ancora molti. Non credo ci sia qualcosa di giusto o sbagliato in un metodo piuttosto che in un altro, credo esista una sensibilità individuale nell'apprendere e soprattutto nell'adattare il metodo che ci viene dall'esterno alle nostre capacità, al tempo che abbiamo a disposizione, al talento e all'impegno che possiamo profondere nel far musica.

Offline francesco B

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #8 il: Dicembre 22, 2011, 03:04:24 »
La mia insegnante mi raccomandava lo studio a mani separate. Concordo perciò con Chang.
Concordo altresì che un "sistema" universale non esiste.
Per la mia modestissima esperienza questo metodo ha anche il vantaggio di sveltire la memorizzazione del pezzo, con l'avvertenza di procedere molto lentamente quando si uniscono poi le 2 mani.
Saluti e Auguri.
Francesco

Offline sergiomusicale

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Re:L'insegnante e i metodi...
« Risposta #9 il: Dicembre 22, 2011, 07:11:40 »
L'insegnante deve essere un punto di riferimento indiscusso (fino a prova contraria), se inizi non avendo totale fiducia in lui perdi una buona parte del valore dell'insegnamento stesso, perchè il tuo pensiero lo metterà sempre in discussione. Sei hai scelto un'insegnante che ti sembra valido metti da una parte il libro di Chuan C. Chang (anch'io lo tengo da parte, l'ho letto e vi ho trovato cose con cui concordo ed altre no), ed affidati a lui, lascia che passi un pò di tempo e poi vedi quali sono i risultati, ma IMPEGNATI !! , perchè non c'è insegnante o libro che tenga, se non ci metti del tuo.  ;)