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Roberto S. Persi

Innanzitutto ben ritrovati (era parecchio che non partecipavo al forum)
Ora il quesito, fra i topic letti giorni fa e che ora non ritrovo, ve ne era uno relativo alla diversità di volume, e quindi forza, da imprimere su mano destra e sinistra. L'estensore lamentava di non riuscire a diversificare la forza, di solito più alla destra "melodica" e meno alla sinistra "ritmica". L'unica risposta da me vista suggeriva di abbassare di una o più ottave la mano sinistra e alzare di una o più ottave la destra. Il motivo era che i suoni bassi arrivano naturalmente con volume maggiore e ciò costringe più o meno inconsciamente a "pestare" più con la destra per pareggiare i suoni, e poi tornando alla lettura normale qualche differenza si sarebbe comunque sentita (spero di aver riassunto correttamente).
Il tema interessa anche me e il problema di diversificare il volume fra le due mani mi assilla, specialmente quando sento esecuzioni degli esercizi fatte in rete da buoni pianisti. Questo è l'unico suggerimento o vi sono anche altri approfondimenti?
Questione a lato... Molti esercizi mantengono le mani abbastanza ferme; sto provando a fare salti di ottave verso l'alto e il basso, magari più volte nello stesso esercizio per abituare le mani a muoversi di più (se possibile senza guardare la tastiera), è una cretinata o può essere un accettabile metodo?
L'importante è partecipare

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maria_pianista

In attesa che qualcun altro più ferrato in tecnica ti risponda, ci provo io a dire la mia. Sono due argomenti diversi, quelli che proponi:

1) Diversa forza e/o volume da imprimere a mano destra e sinistra:
Ammesso e non concesso che io abbia capito, a me sembra che tutto dipende da quello che suoni. Non è detto che la mano sinistra faccia sempre ritmo o che l'armonia sia sempre a sinistra.  Ci possono essere brani in cui la melodia te la ritrovi anche a sinistra. O che trovi varie voci, da far sentire sia a destra che a sinistra. Penso per esempio a Bach e mi vengono in mente le invenzioni a due voci. L'importante è far sentire la melodia, sia che essa la trovi a sinistra o a destra. Il resto dovrebbe essere come un sottofondo. Ci possono essere, al contrario, brani in cui la melodia è quasi sempre a destra. In ogni caso la melodia deve essere cantabile e distinguersi dal resto. In questo senso, aiuta cercare di studiare con più attenzione possibile i segni di dinamica che si trovano nello spartito.
Detto ciò, non è facilissimo questo "far cantare". L'importante è, almeno nella mia esperienza, allenarsi con qualche brano o con qualche esercizio di tecnica, non importa, a suonare LENTAMENTE cercando di fare pianissimo la sinistra e più forte la destra. Ma, attenzione, tu parli di "forza". Invece il suono brillante non si fa con forza, ma con il peso del corpo e con la velocità con cui precuoti una corda del pianoforte: a maggior peso e a maggior velocità di percussione, più volume. Sto parlando di "forza" intesa come "muscolosità", come forza del braccio. Questa non deve esserci. Facile a capirsi, ma difficile a farsi.

2) Cercare di orientarsi nella tastiera senza guardarsi le mani e addirittura con gli occhi chiusi. È sicuramente un ottimo esercizio per avere maggior consapevolezza delle mani che si muovono in uno spazio preciso, quello della tastiera del pianoforte, e non mi sembra una cretinata; sicuramente serve. Anche questo, lo dico perché so che è così ma non perché io lo faccia sempre.  :D ;)
 
Ultima modifica: Marzo 25, 2017, 08:51:24 pm da maria_pianista

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guc

Anch'io provo a dire la mia in attesa di "luminari".
Come dice Maria non è una questione di forza ma di peso.
Le dita che dovono suonare più forte devono cadere da più in alto. Ciò si può ottenere principalmente in due modi: o facendo cadere le dita (mano, avambraccio o braccio a seconda dell'intesità da ottenere) per esempio se si devono suonare accordi o note che si possono "staccare" oppure sfruttando la rotazione dell'avambraccio che fa alzare e abbassare la mano per suonare note consegutive.
Un buon esercizio secondo me è quello di suonare le scale con due intensità diverse. per esempio sn pp e dx ff e viceversa. Oppure provando ad evidenziare solo alcuni gruppi di note. Per esempio (sempre nelle scale) suonare la prima ottava pp poi la sconda ottava pp a sn e ff dx, poi terza ottava pp poi quarta ottava ff a sn  e pp a dx. In modo da esercitarsi a modulare l'intensità senza interrompere la continuità. Può darsi che all'inizio le due mani vadano di pari passo ma poi con l'esercizio vedrai che si noterà la differenza.

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Pianoth

L'esercizio più efficace che conosco purtroppo l'avevo già citato nel vecchio topic, e quindi l'hai citato anche tu, il fatto di praticare suonando la destra qualche ottava sopra e la sinistra qualche ottava sotto. Una cosa importante che bisogna sapere riguardo l'esercizio è che è importante che anche se la destra stia nelle ottave più acute, e la sinistra nelle ottave più gravi, quando si prova a suonare la destra si senta più forte della sinistra. È un esercizio che porta all'esagerazione della differenziazione della destra e la sinistra, che è una cosa positiva, infatti più riesci a differenziare le mani, più sei in controllo del suono... Inoltre i grandi pianisti tendono ad avere un'accentuata differenza tra destra e sinistra, più ampia di quanto si potrebbe pensare.

In aggiunta posso solo dire di ricordare di pensare le due mani non come indipendenti ma come interdipendenti, quindi se vuoi suonare la sinistra piano e la destra forte, il cervello non dovrà inviare due comandi, uno per la destra e uno per la sinistra, ma dovrà mandare un'unico comando, quello di suonare la destra più forte della sinistra (un po' difficile da capire, ma se funziona vuol dire che lo stai facendo).

Riguardo il peso, per ottenere un piano utilizzando il peso basta semplicemente premere i tasti più lentamente. La cosa a cui devi fare attenzione è che premendo lentamente devi comunque utilizzare il peso, non la forza del braccio o dell'avambraccio. Affinché ciò sia possibile è cruciale essere seduti nella maniera corretta, avendo la possibilità di avere la tastiera che sorregge l'avambraccio, senza che il peso prema i tasti senza controllo. In altre parole, per produrre un piano perfettamente controllato bisogna assicurarsi che, quando la mano è sulla tastiera, non si abbia la sensazione che sia il braccio a tenerla sulla tastiera, ma il peso dell'arto, bilanciato opportunamente con il peso dei tasti (cosa impossibile su strumenti i cui tasti non siano pesati naturalmente) tramite un'altezza adeguata, in modo da non premere tasti per sbaglio tramite il peso. Anche questa è una cosa complicata da capire, ma non so spiegarla meglio di così. Si può suonare il pianoforte anche senza altezza adeguata naturalmente, però ciò implica di non usare il peso, specialmente quando si suona piano (tant'è che la stragrande maggioranza degli insegnanti ti dirà che per suonare piano la mano deve essere tesa, il che non è vero se si usa opportunamente il peso).
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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Roberto S. Persi

La risposta che citavo era proprio la tua (sintetizzata da me grossolanamente e con semplificazioni che Mariap. ha subito giustamente "beccato"), era stata una risposta veloce in attesa di approfondimenti che ora sono arrivati, Grazie!
Proprio dalla diversificazione delle ottave, più alte e più basse,  ho preso lo spunto per sperimentare l'altra questione (impadronirsi gradualmente di tutta la tastiera del piano senza occhi fissi sulle mani). Penso che unita ovviamente ad esercizi adeguati possa essere un piccolo aiuto e comunque certo male non fa... al lavoro...
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