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Roberto S. Persi

come studiare..
Agosto 29, 2015, 09:44:41 am
In risposta ad una mia curiosità Forsepianista dice: fossilizzarsi su un esercizio non ha senso, dopo un po annoia e anche se non lo eseguo perfettamente passo oltre....
 Certo per noi autodidatti è un bel problema capire quando si è raggiunta una padronanza adeguata dell'esercizio in studio, oltre a non avere un insegnante che ci guidi siamo anche obbligati ad essere giudici di noi stessi e si può immaginare quanta sia la tendenza all'indulgenza...
Per questo  chiedo rivolgendomi agli autodidatti (ma anche agli esperti e/o insegnanti), che metro di giudizio adottate o  va adottato per ritenere superato uno studio?
Io ad esempio non sono mai proprio soddisfatto di quel che faccio, mi baso anche sulle esecuzioni postate in rete (santo you tube!) per farmi un'idea, e comunque anche se passo oltre per un certo periodo ripeto gli esercizi passati per verificare quanto mi è rimasto in testa e nelle mani. Insomma un bel rompiscatole ;D, però mi sembra funzioni.
Non ditemi che un insegnante è necessario, lo so! Ma quando non è possibile ci si arrangia, e comunque bisogna anche sapere che risultati si vogliono raggiungere e essere coscienti dei propri limiti.
L'importante è partecipare

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maria_pianista

Re:come studiare..
Agosto 29, 2015, 05:55:46 pm
Anch'io ascolto spesso quello che studio su Youtube. Ma mi vado ad ascoltare le migliori esecuzioni. Io credo che l'importante è portare ogni brano che si studia al massimo delle proprie possibilità, non di più... ma soprattutto non di meno. Quello è il metro, secondo me. Al top delle proprie possibilità. Mollarlo prima a me francamente non gratifica per niente, mi sembrerebbe una perdida di tempo. Suonare, studiare solo per strimpellare?
Ognuno ha il proprio metro. Magari a quella persona che hai citato basta così perché dopo si annoia. Io credo che è proprio quando si è finito un brano che arriva il bello perché ogni giorno si possono vedere progressi, si può lavorare nell'espressione, la velocità, la precisione, tante altre cose. Certo, se il metro è un video qualsiasi su Youtube, magari di uno che non sa suonare, e io lo supero in qualità di suono allora mi sembrerà sono a posto. Invece se si ascolta un esecuzione, che ne so di A.B. Michelangeli, di Cortot, di Gilles, ecc capisco che non posso arrivare subito là ma mi aiuta a capire che ho ancora tanta strada da fare in base alle mie possibilità, e quindi a metterci più impegno nello studio del brano che in quel momento ho sotto mano.

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Pianoth

Re:come studiare..
Agosto 29, 2015, 06:14:39 pm
L'importante è non cercare troppo di imitare le esecuzioni dei grandi, perché una cosa è interpretare un brano, e un'altra è interpretare un'interpretazione. Se non si riesce a studiare un brano senza l'ausilio dell'ascolto di un'esecuzione, allora a mio parere non si è ancora pronti ad affrontare quel brano.
Aldo Roberto Pessolano (aka Pianoth Eakòs Shaveck)
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maria_pianista

Re:come studiare..
Agosto 29, 2015, 06:38:48 pm
Ma si stava parlando di "fosilizzarsi" o meno su un brano e avere un metro. Ascoltare aiuta moltissimo. Io ascolto assolutamente tutto. Poi imitare l'espressività di un'esecuzione non è facile, forse è impossibile, e condivido che non si deve imitare nessuno, l'espressione nasce da se stessi.

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eligen

Re:come studiare..
Agosto 29, 2015, 09:43:35 pm
Roberto, ti propongo la mia esperienza, non da autodidatta ma col maestro, perchè penso e spero che possa comunque esserti utile. Più volte mi è successo che volentieri avrei abbandonato un brano perchè ero stufo, come si dice, non ne potevo più a forza di ripeterlo pur rendendendomi conto talvolta che non era come avrebbe dovuto più o meno essere (e qui mi raffronto a youtube piuttosto che a CD, non importa ...). Ma il mio maestro ha sempre insistito (a posteriori ritengo a ragione) affinchè continuassi sino o a migliorare in aspetti specifici (continuità di esecuzione, velocità, rispetto dei colori, ...) o a raggiungere il limite oltre al quale la "sfida" non avrebbe avuto più senso, anzi, sarebbe risultata controproducente. In pratica, a mio parere bisogna "banalmente" continuare sino a quando si ha la sensazione che quel qualcosa che ancora non và possa essere superato con un po' di impegno. Spero di essere riuscito a spiegarmi, è una sensazione interiore difficile da descrivere, un delicato equilibrio tra l'arrendersi troppo presto e non volere intestardirsi in un qualcosa per cui non si è ancora pronti non avendo ancora una sufficiente preprazione.

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Roberto S. Persi

Re:come studiare..
Agosto 30, 2015, 06:36:27 am
Cerco di essere più preciso riguardo l'ascolto. Quando si parla di brani musicali è un conto... dopo aver "risolto" tema e variazioni di Clementi mi sono ascoltato alcune versioni in rete e quella postata sul sito per farmi un'idea su velocità d'esecuzione colore ecc. notando parecchie differenze interpretative, e anche questo aiuta.  Ma in generale mi riferivo ad esercizi di studio dove si lavora essenzialmente sulla tecnica e in questo caso dubito si possa trovare un Michelangeli o un Pollini che interpretano l'es 70 del Beyer o il 20 dello Czerny, in quel caso l'eventuale video serve solo a fugare dubbi o perplessità su questo o quel passaggio.
Penso che siano questi gli studi che "annoiano" Forsepianista.
Io cerco di risolvere al massimo delle mie capacità gli esercizi anche se mi "stancano", piuttosto interrompo e poi riprendo, ma non vado oltre finchè a mio giudizio (purtroppo) non ho raggiunto un livello accettabile. In questo periodo sono impegnato essenzialmente con il Mikrokosmos, e ammetto che mi aiuto molto (sempre a posteriori) con le interpretazioni in rete.
La mancanza di un insegnante pesa, ma comunque si tira avanti... anche rompendo le scatole al Forum di Pianosolo 8)
Grazie per i vostri suggerimenti dati e che magari darete.
L'importante è partecipare

emanuele86

Re:come studiare..
Agosto 30, 2015, 08:34:04 am
ciao Roberto, io non ho un gran metodo, anzi non ho proprio un metodo e per questo ho deciso di prendere un anno di lezioni nella speranza di trovare un professore abile nel capire i miei punti di forza e capace nel guidarmi verso il miglior risultato possibile.
Sono convinto, programmi ministeriali a parte, che da persona a persona si possano 'aggiustare' i piani di studio in base al 'carattere' e alla mano dello studente, e che solo l'esperienza di un professore riesca ad instradare e far saltare probabili controproducenti e paludosi intoppi di percorso, comunque, avendo ripreso a suonare da poco, mi servirà qualche anno per iniziare a sentirmi soddisfatto di come eseguo qualcosa.
Per studiare autonomamente penso si debba arrivare ad avere almeno un paio dei requisiti indispensabili:
1. sapersi ascoltare davvero a fondo, non solo a livello di fenomeno acustico ma soprattutto a livello di percezione del movimento che è la causa primaria del suono (e non viceversa).
2. saper seguire in larga misura il proprio istinto ( sperando sia ben orientato ), assecondandolo per superare i passaggi difficili.
Leggendo il tuo post mi è tornato in mente uno spezzone di un aforisma del tuo omonimo Schumann, che diceva circa così:
A chi si da dei limiti è convenuto, una volta dati, che rimanga entro di essi e che da li non esca.
Ed ora il domandone
Presumendo che tu sia "all'inizio" del percorso di pianismo, che limiti ti sei dato o di quali limiti ti sei reso cosciente?

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Roberto S. Persi

Re:come studiare..
Agosto 30, 2015, 10:54:25 am
La risposta non è per nulla semplice.
Nel tempo ho studiato e suonicchiato altri strumenti, principalmente il Sax tenore (strumento traspositore), chitarra acustica più per noia che altro, flauti vari, armonica (amo il blues) e ho iniziato l'organetto diatonico modello irlandese (Si-Do) perchè amo le ballate di quelle zone. Di tutto un pò insomma con infarinatura ma non approfondimento vero del solfeggio. Il piano lo ho iniziato per dare alle mani l'indipendenza necessaria per suonare proprio organetto e fisarmonica (pensa te!) è ovvio però che mi ci sono intrigato e ora lo studio a prescindere. Tutto questo per dire in sostanza che non mi pongo limiti e/o traguardi, so che mai sarò concertista, ma le cose mi piace farle nei limiti del possibile per bene. Non ho un insegnante però so cosa vuol dire studiare uno strumento musicale, penso di avere la sensibilità necessaria per capire se suono o calpesto tasti, per questo sono così severo con me stesso, non ho fretta proprio perchè non ho traguardi da raggiungere, ma mi piacerebbe un giorno intrattenere gli amici con delle suonate decenti (non canzonette pop per intenderci... con tutto il rispetto...) ma almeno un blues ben fatto o una sonatina non troppo impegnativa.
Il mio "programma di studi" è ovviamente inventato da me, rubacchiando le idee dal forum, ho iniziato con il Beyer (ma non lo trovo proprio il massimo e ho un pò rallentato) Studio lo Czerny 599, sto finendo il primo volumetto del Mikrokosmos (per me molto intrigante e che mi pone perecchie domande), finalmente per rilassarmi un pochetto ho iniziato il Cesi Marciano che almeno mi sottopone dei brani e non esercizi, studio ovviamente le scale e solfeggio perchè non ero abituato prima alla lettura del doppio rigo.
Domandona a te che hai il Maestro... che te sembra? Devo aggiungere o togliere qualche cosa? Ovviamente la domanda è estesa a chiunque voglia dire la sua ;)
L'importante è partecipare

emanuele86

Re:come studiare..
Agosto 30, 2015, 01:39:01 pm
Mi sembra un ottimo programma, ma non ho ne le basi ne le conoscenze per dirtelo con certezza... però vedere che scrivi di sensibilità mi piace un sacco.
Dovrei iniziare le lezioni tra due settimane, quindi, per ancora, sbando e inciampo sull'autostrada bianca e nera che ci piace tanto.
Pensa te, che in otto mesi che ho ripreso a suonare, non ho concluso nulla di che. Ne uno studio ne un esercizio ne un brano suonato per bene, e questo può farti capire che cane disorganizzato posso essere.
Nel post di prima, comunque, volevo solo consigliarti di non darti troppi limiti, o nel caso, di tanto in tanto di riuscire a scordarli, a me è tornato utile.
Per il resto sono certo che con la dedizione che ci stai mettendo arriverai fare quello vuoi.