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Di tutto e di più / Re:"crisi di scelte" aiuto
« Ultimo post da Pianoth il Luglio 11, 2017, 10:39:28 pm »
Direi che se si inizia a studiare entro i 16 anni si può teoricamente raggiungere anche risultati da grandissimi pianisti, se si ha talento e forse un po' di fortuna. La strada del direttore d'orchestra però è davvero molto lunga e difficile, e non so fino a che punto ne vale la pena al giorno d'oggi, con i corsi del nuovo ordinamento... Comunque, allora. Sarò brusco, ti avviso. Ma purtroppo questa è la verità.

Ti dico che diventare un musicista classico al giorno d'oggi è davvero molto difficile, perché la tecnica pianistica (ma anche di altri strumenti) si sta evolvendo sempre di più verso il massimo che scientificamente può fare, e la concorrenza è spietata. Innanzitutto, puoi scordarti i tuoi sogni, a meno che non trovi un insegnante veramente bravo, oppure ritieni di avere veramente grande talento, oppure sei pronto a spendere ore ed ore ed ore solo ed esclusivamente alla musica (il che implica, già da ora, che dovrai rinunciare anche a ottimi voti a scuola, perché non avrai tempo). La strada del musicista classico non è come la strada di musicisti non classici: è dura, difficile e senza pietà. Potrai avere tutta la passione e la volontà che vuoi, ma se non doni tutta la tua vita alla musica ora, potresti avere davvero seri problemi. E questo è un grande problema, perché vuol dire che il tuo sogno è realizzabile, ma è rischiosissimo, perché ti ritroverai alla fine del liceo senza un piano B (e se provi a preparartelo è molto più probabile che non riuscirai a combinare molto). E se non funziona? Sarai forzato a sfruttare le tue capacità musicali in altro modo (ad esempio per musica non classica), o sarai forzato a ricominciare lo studio da capo, perdendo tanto altro tempo importante nella tua vita. D'altra parte, se scegli di studiare medicina ora, potrai comunque probabilmente trovare un po' di tempo per studiare musica, senza grandi ambizioni.

Per quanto riguarda la direzione... Al giorno d'oggi materie importanti, come composizione e direzione, ma anche pianoforte in realtà, sono davvero molto difficili da studiare. Non per colpa degli insegnanti, o del materiale, no: per colpa del sistema scolastico. Se hai intenzione di entrare al conservatorio, sappi che il nuovo ordinamento al conservatorio ha ridotto notevolmente la durata dei corsi, ma questa non è affatto una cosa positiva per materie così importanti. La cosa terribile è che non solo la durata dei corsi è ridotta, ma anche la durata delle lezioni delle materie principali, in quanto si viene riempiti di corsi supplementari che spesso non sono neanche necessari (ammesso che, almeno, si ha un insegnante decente nella materia principale). Per cui, per materie come composizione, e forse quindi direi anche direzione, l'ideale al giorno d'oggi probabilmente è studiare privatamente, che tu ci creda o no. Da autodidatta naturalmente non esiste, te lo puoi scordare, a meno che hai grandissimo talento. Naturalmente neanche studiare privatamente però non è abbastanza, perché ti serve comunque qualche titolo, altrimenti non vai da nessuna parte: in altre parole, dovresti recuperare privatamente tutti gli anni che le riforme scolastiche hanno eliminato, per successivamente entrare al conservatorio per avere un titolo (e quindi ti ritroverai inevitabilmente a ripetere cose che hai già fatto), o in alternativa, fare talmente tanti concorsi (supponendo che tu ne vinca il più possibile) da iniziare a diventare conosciuto.

Dico queste cose te le dico da diplomato in pianoforte al vecchio ordinamento, e studente di composizione al nuovo ordinamento. Il livello generale del nuovo ordinamento è semplicemente pietoso rispetto al vecchio, te l'assicuro.
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Di tutto e di più / Re:"crisi di scelte" aiuto
« Ultimo post da oscar il Luglio 11, 2017, 09:52:25 pm »
Ho bisogno di aieri sulla variazione di Goffredo Walther mi aiutate
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Di tutto e di più / "crisi di scelte" aiuto
« Ultimo post da Bach33 il Luglio 11, 2017, 09:04:19 pm »
Ciao a tutti,
vorrei condividere con voi questo particolare momento della mia vita...
Premetto che ho appena finito il secondo anno di liceo classico (per intenderci la 5a ginnasio) e mi trovo davanti ad un grande bivio. Studio pianoforte da quando avevo 11 anni e adesso ne ho 15 e sto preparando l'esame preaccademico i livello b2. Mi è stato chiesto dai miei genitori di sfruttare al massimo questi due mesi di estate per prendere una decisione sul mio futuro. Il mio più grande sogno sarebbe diventare un grande pianista e , se dio vuole, un direttore d'orchestra , mentre l'altra opzione sarebbe medicina....e per questo mia mamma mi ha detto che dall'anno prossimo dovrò iniziare a prendere ripetizioni per affrontare poi (tra tre anni ovviamente) il test d'ingresso. Mentre se decidessi di intrapendere la strada dela musica che, come ho già detto, è il mio più grande sogno allora inizierò uno studio più serio e i miei genitori investiranno in un pianoforte(attualmento suono su un pianoforte digitale della casio con il tasto pesato, si chiama celviano).Il problema è che ho paura perchè non conosco per niente il modno della musica o meglio come funziona



QUINDI avrei alcune domande da fare a chi lavora con la musica tutti i giorni a livelli professionali e a chi la conosce bene

Diciamo che prima di tutto il pensiero che più mi trmenta è il timore che l'aver iniziato a studiare a 11 anni possa in qualche modo limitare le mie possibilità e su questo siamo tutti d'accordo, ma fino a che putno?! Se si  pensa che la Argerich fece il suo primo concerto ad otto anni mentre io ad otto anni a stento sapevo cosa fosse il pianoforte! Ora non che io prentenda di poter mai raggiungere i livelli di Martha Argeirch, ma vorrei comunque raggiungere livelli alti , e non ridurmi dopo il conservatorio a fare l'organista nella parrocchia o cose simili...


Che vuol dire veramente essere un musicista classico? Penso che sia una strada meravigliosa ma altrettanto spietata ed io non so se sono in grado di affrontarla e di distinguermi

Vi chiedo di raccontarmi la vostra esperienza, la vostra opinione , l'idea che vi siete fatti su come funziona il mondo della musica classica (ed in particolare quello del pianoforte classico che credo sia un mondo altrettanto spietato) e soprattuto dei Consigli!
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Di tutto e di più / Re:concerti per pianoforte e orchestra!
« Ultimo post da Bach33 il Luglio 11, 2017, 08:39:44 pm »
Grazie mille ;D
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Di tutto e di più / Re:Come componete?
« Ultimo post da Pianoth il Luglio 11, 2017, 02:20:43 pm »
Ci tengo innanzitutto a precisare che questo discorso vale nel momento in cui si vuole comporre a un livello non dilettantistico. Nessuno ti vieta di scrivere una sonata mozartiana per pianoforte interamente basandoti su improvvisazioni al pianoforte. Sappi solo che è piuttosto improbabile che Mozart le avesse composte in tal modo.

Allora, mettiamo che hai in mente un tema. Da dove è venuto fuori questo tema? Molto probabilmente da esperienze di ascolto. Magari la motivazione per cui ti è venuto il tema è da stimoli extra-musicali, ma a livello strettamente musicale, se ascolti solo Mozart dalla mattina alla sera, difficilmente ti viene da comporre un "tema" tipo Bartòk, per dire, a meno che volutamente stai cercando di uscire dagli schemi il più possibile. E questo è assolutamente normale, ovvio, direi. Se componi un tema al pianoforte, ti limiti ancora di più, perché le mani sono inconsciamente portate a muoversi su determinati tasti a causa della memoria meccanica, quindi per comporre un tema che suoni originale devi fare il doppio della fatica, perché devi uscire dagli schemi sia uditivi che meccanici. Non so se sono stato abbastanza chiaro.

Faccio un altro esempio, giusto per farti capire. Mettiamo che sei proprio all'inizio dello studio, e sai suonare solamente la scala di DO maggiore e di LA minore. Se componi al pianoforte, sei inequivocabilmente vincolato a muoverti su queste tonalità, per la semplice ragione che le mani non sono ancora abituate a muoversi con facilità su altri tasti, e ciò avviene anche se magari, a livello teorico, tutte le scale le conosci. Però, se a livello teorico le scale le conosci, tu puoi scriverle senza problemi, è solo suonarle il problema. Se al pianoforte non capisci l'esempio, prova a pensare di dover comporre per violino, e metti che hai studiato solo la scala di DO maggiore: ti verrebbe mai da usare una scala di LA maggiore, per dirne una, non sapendola neanche suonare? Se non sei tu a dover suonare il violino, il problema non te lo poni proprio. Lo stesso dovrebbe valere per qualunque composizione per qualunque strumento. Magari componendo lontano dal pianoforte rischi di scrivere qualcosa che poi non sei in grado di suonare, ma ciò che conta è che è suonabile e che è una tua composizione, non che tu sei in grado di suonarlo (anche se ovviamente bisogna sempre conoscere il più possibile gli strumenti per cui si scrive). Chiaramente, se sei tu a dover suonare le tue composizioni, è evidente che devi cercare di non rischiare di scrivere cose troppo al di fuori della tua portata, tuttavia, conviene comunque fare un lavoro di ricerca lontano dallo strumento.

Mettiamo ora che sei un grande pianista, conosci tutte le scale, tutti gli arpeggi, hai un repertorio che si estende dai fiamminghi fino a Stockhausen, e non hai preferenze musicali. Perché, in questo caso, è sempre meglio comporre lontani dal pianoforte? Innanzitutto, per la semplice ragione che, a questo punto, hai talmente tanta esperienza nelle mani e nelle orecchie, che non puoi davvero fare altrimenti, se vuoi comporre qualcosa di originale. Ma soprattutto perché, con così tanta esperienza, si può puntare a qualcosa di molto più grande. Faccio un ennesimo esempio: mettiamo che devi comporre un canone triplo o quadruplo, ed esageriamo, diciamo che una delle voci è in canone per aumentazione (cioè la durata delle note è doppia). Ora, a meno che hai una tale esperienza con le tecniche compositive applicate al pianoforte, da riuscire ad improvvisare canoni, cioè di immaginare una singola linea compositiva che si possa sovrapporre a sé stessa in varie maniere, dubito fortemente che il pianoforte sarebbe di aiuto, insomma. E questo è anche il motivo per cui non basta semplicemente comporre al pianoforte e poi aggiustare la composizione a tavolino.

In sintesi, quello che sto cercando di dire, è che se si compone lontano dal pianoforte, si eliminano tutta una serie di vincoli idiomatici che provengono dalle proprie esperienze musicali con lo strumento. Dunque, come ho detto sopra, la composizione può anche essere ridotta ad un'improvvisazione o una concatenazione di improvvisazioni, ma, in un certo senso, non vale il viceversa, per cui, se si è interessati a fare davvero un gran bella composizione, è bene comporre lontani dallo strumento, cosa possibile, come ho detto sopra, grazie allo studio del contrappunto (se si ha un buon orecchio si può comporre lontani dallo strumento fin da subito, altrimenti il contrappunto è di aiuto).
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Di tutto e di più / Re:Come componete?
« Ultimo post da antares il Luglio 11, 2017, 02:12:47 pm »
E l'estro senza tecnica e studio a cosa porta? A risultati spesso per lo meno discutibili.
Come lo studio senza un minimo di estro porta a risultati deludenti e standardizzati.
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Di tutto e di più / Re:Come componete?
« Ultimo post da guc il Luglio 11, 2017, 01:59:57 pm »
Chi è bravo, ha studiato e magari ha anche un buon orecchio, non ha bisogno di provare al piano, se lo immagina! Inoltre, quando suoni liberamente, spesso tendi a ripetere melodie/armonie/ritmi/tecniche già a te congeniali. E’ per questo secondo me che Pianoth dice che è meglio comporre lontani dallo strumento. Detto questo, però, anche se componi sullo strumento, nulla vieta, poi, di rivedere lo spartito a tavolino e di fare aggiustamenti successivi.
Quindi, secondo me, non esiste un meglio, ma esistono uno o più “meccanismi” congeniali ad ognuno che possono essere diversi da persona in persona. Quando si tratta di arte è tutto molto soggettivo. Prima ancora della tecnica e della preparazione esiste l’estro che nessuno può spiegare scientificamente.
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Di tutto e di più / Re:Come componete?
« Ultimo post da antares il Luglio 11, 2017, 01:33:56 pm »
Schönberg diceva che gli studenti e dilettanti "compongono o in base a una successione armonica (basso) e ci costruiscono il resto o da una melodia e costruiscono tutto.
Un compositore (sempre secondo Schönberg) deve riuscire a comporre immediatamente tenendo conto sia dell'aspetto melodico che di quello armonico, senza contare tutti gli altri aspetti legati alla strumentazione, alle varie forme ecc.
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Di tutto e di più / Re:Come componete?
« Ultimo post da Francesco Campanella il Luglio 11, 2017, 12:36:06 pm »
Pianoth
Personalmente ritengo che sia meglio comporre lontani dallo strumento.


Vorrei cercare di approfondire questo aspetto: come mai dici questo?

Nel caso in cui un compositore pianista deve scrivere una composizione per pianoforte solo, è bene che componga comunque lontano dallo strumento, e risolva eventuali problemi della composizione provandola a suonare.

Comporre direttamente al pianoforte... Sì è possibile. Quello che si ottiene è una concatenazione di improvvisazioni però, oppure addirittura di improvvisazioni forzate in uno schema, nel caso in cui si cerca di dare una forma stabilita alla composizione. E le improvvisazioni, come giustamente fa notare Adorno, utilizzano bene o male sempre gli stessi schemi, in particolare meccanici direi, che vengono imparati ogni qual volta si suona una composizione di qualcun altro.


Concatenazione di improvvisazioni e improvvisazioni forzate in uno schema.
Io la vedo così: se mi trovo davanti al pianoforte, teoricamente, mi trovo davanti al miglior mezzo per comporre, aldilà se è "giusto o sbagliato" (diciamo così) essere lontani dall strumento quando si compone...
Se ho un'idea in testa, un motivo, un tema o altro, cerco di svilupparlo proprio al pianoforte perchè ho come l'impressione che solo lì e solo attraverso lo strumento posso riuscire a mettere il tutto nero su bianco, specialmente se si tratta del pianoforte solo...
Non sono realmente in grado di improvvisare, ma un altro mio quesito è questo: c'è differenza tra un' improvvisazione ed una composizione? Magari la seconda è e/o può essere qualcosa di più elaborato della seconda, ma credo che senza un'improvvisazione non ci possa essere una composizione, credo...
Mi ripeto e mi scuso di questo, oltre magari a studiare queste due materie non ho mai praticato quest'ultime, per esempi pratici (appunto) non ne ho...
Però durante i miei semplici tentativi di composizione (tanto per :) ) ho sempre cercato di elaborare un determinato tema che avevo in mente direttamente sul pianoforte e "ascoltare" tutto il processo passo per passo, come per controllare e valutare il tutto insomma per cui, fino ad ora, non è mai successo di comporre lontano dallo strumento...

Però mi interessa sapere cosa intendi per "concatenazione di improvvisazioni e improvvisazioni forzate in uno schema" perchè su per giù credo che una composizione si proprio questo, aldila delle forzature o meno :)
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Tecnica / Re:metronomo si o no
« Ultimo post da Pianoth il Luglio 10, 2017, 04:15:42 pm »
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