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Quale pianoforte? / Re:Meglio verticale nuovo o codino usato?
« Ultimo post da c64 il Febbraio 01, 2018, 03:16:42 pm »

Se ho capito bene, Schimmel, Blüthner, Rönisch, etc. montano invece un sistema sviluppato da altre aziende, su cui non hanno il controllo al 100% e che qualitativamente non è paragonabile a quello dei due giganti giapponesi.
A dire la verità Quelle marche montano anche per la parte acustica il meccanismo sviluppato dalla Renner.
Del resto molti produttori di tastiere elettroniche usa(va)no meccaniche FATAR(*), quindi questo non vuole dire che il sistema sia di qualità inferiore.
Se viene montato di fabbrica e ben integrato e previsto in fase di progetto non credo che ci possano essere problema.
Naturalmente i due giganti giapponesi fanno ottimi prodotti, non c'è che dire, e come rapporto prezzo/prestazioni sono direi ottimi, ma come dicevo secondo me ci sono anche altri marchi ugualmente interessanti.


(*)Come Farfisa.
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Quale pianoforte? / Re:Meglio verticale nuovo o codino usato?
« Ultimo post da Ross il Febbraio 01, 2018, 01:50:24 pm »
Ciao C64,
Scusa, forse mi sono espressa male. So che ci sono vari sistemi (Quiet Time, Twin Tone, Genius, etc.) da poter montare su pianoforti acustici di diverse marche, anche di fabbrica.

Al di là dell’aspetto economico (ad es. la marca che preferisco, Schimmel, con sistema Twin Tone ha un prezzo decisamente proibitivo), ho letto su vari forum che Yamaha e Kawai sono le ditte più affidabili da questo punto di vista, poiché questo sistema lo hanno brevettato e integrato perfettamente ai loro pianoforti.

Se ho capito bene, Schimmel, Blüthner, Rönisch, etc. montano invece un sistema sviluppato da altre aziende, su cui non hanno il controllo al 100% e che qualitativamente non è paragonabile a quello dei due giganti giapponesi.

Neanch’io sono un’esperta e mi sembra di aver capito così leggendo e parlando con vari rivenditori, ma potrei aver frainteso io e, in questo caso, ringrazio in anticipo chi vorrà aiutarmi a capire meglio!
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Quale pianoforte? / Re:Meglio verticale nuovo o codino usato?
« Ultimo post da c64 il Febbraio 01, 2018, 12:34:00 pm »
Purtroppo un pianoforte con un silent di fabbrica mi impone di scegliere tra Yamaha e Kawai.
Mi permetto di dissentire.
http://www.roenisch-pianos.de/en/everytime.html
Il piano verticale che avevo visto in vendita è di questa marca.
Penso che quasi tutti i produttori di pianoforti possano montare un silent di fabbrica.
http://www.bluthner.co.uk/product/e-volution-digital-piano/
http://www.schimmel-pianos.de/home/instruments/twintone-and-more/twintone.html?L=1
e potrei continuare.

Non lo dico da espetro, ma dato che ultimamente mi son fatto un giro da alcuni negozianti (ed un negoziante/costruttore) ho visto che sia sui digitali ma ancora più che con gli acustici ci sono molti marchi tra cui scegliere.




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Quale pianoforte? / Re:Meglio verticale nuovo o codino usato?
« Ultimo post da Ross il Febbraio 01, 2018, 11:57:51 am »
Grazie mille a Sergio, a GUC e a C64 per le preziose osservazioni, tutte sicuramente utili!

In effetti non avevo specificato che abito in una villetta bifamiliare in campagna, quindi ho dei vicini di casa (anche se estremamente civili e ragionevoli!). Vivo con mio marito ed ho un bebè in arrivo. Anche da qui nasceva l’idea di scegliere un pianoforte silent, così magari lo sfrutto anche mentre il bambino riposa oppure di sera dopo il
lavoro... Senza considerare il fastidio che si dà a tutti normalmente quando si studiano per ore scale, arpeggi ed esercizi di tecnica vari! Da bambina/ragazzina ero spesso costretta a suonare con la sordina e sinceramente non vorrei ripetere l’esperienza!

Purtroppo un pianoforte con un silent di fabbrica mi impone di scegliere tra Yamaha e Kawai. Pur riconoscendo la superiorità tecnologica del primo (soprattutto sui sistemi SH e TA), preferisco Kawai per il timbro più dolce, misterioso ed in generale più adatto al mio repertorio (Chopin, Schumann, Schubert, etc.).

Un pianoforte digitale non lo prendo neanche in considerazione... Sono troppo all’antica per queste diavolerie moderne e poi tanto so già che lo dovrei affiancare ad un pianoforte acustico, e non mi va di dedicare così tanto spazio a quello che per me è solo un hobby.

Il codino Schimmel l’ho trovato quasi per caso su un sito di annunci e non nego di essere molto tentata dalla marca che conosco così bene e che così tanto mi piace. Andrò a provarlo sabato e mi farò un’idea. Sicuramente per me il discorso del doppio scappamento non è imprescindibile (nel senso che tutti questi anni ho vissuto benissimo senza!), e in quanto al “sentire” tutte le sfumature che un coda dà rispetto ad un verticale... Beh, vi farò sapere se questa differenza è per me questione di vita o di morte!

Ma vi faccio anche un’altra domanda: è giusto in questi casi, per un acquisto così “emozionale” come quello di un pianoforte, fare anche dei ragionamenti di natura economica sulla futura svalutazione dello strumento? Cioè, il Kawai nuovo lo compro oggi a 6.000 € e tra un anno ne varrà 3.000; lo Schimmel invece, essendosi già in gran parte svalutato, potrei un domani rivenderlo grossomodo alla stessa cifra che pago oggi. È corretto?

Inoltre il Kawai K200 è uno strumento affidabile e fruibile? Un rivenditore che ho sentito (forse è necessario specificarlo, rivenditore  Premium Yamaha) mi ha parlato malissimo delle parti interne in carbonio anziché in legno, e del fatto che nessuno possa prevedere cosa succederà con la meccanica di questi pianoforti tra 10, 20 o 30 anni...

Scusate se ho sollevato una miriade di interrogativi, ma mi rendo conto che è veramente difficile destreggiarsi in questo mondo così complesso e affascinante!

Grazie in anticipo per le vostre risposte e a presto!

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« Ultimo post da Vincenzo DG il Febbraio 01, 2018, 11:26:30 am »
Si, si, e ho molto apprezzato l’intervento di C64.
Sono grato a Paul Kent e al suo “Chitarristi in 24 ore” ma ora, proprio forte di quella esperienza, mi sono guardato bene dall’acquistare libricini tipo  “Tastieristi in 24” e invece mi sono procurato il Beyer e il Cesi-Marciano.
Credo, ma in questo siete voi gli esperti, che siano i testi più indicati per un neofita dello strumento come me (suggeritemi pure se, a vostro avviso, avrei dovuto acquistare testi differenti o se c’è qualcosa d’altro da aggiungere).
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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« Ultimo post da sergiomusicale il Febbraio 01, 2018, 11:11:12 am »
La cosa bella è che ora si stia parlando di musica!  :D... forse il "tutto in 24 ore" non era una partenza corretta, ma chissà se non avessi fatto quella iniziazione ... se ora saresti qui, oppure faresti tutt'altro ... quindi mi piace pensare che sia fondamentalmente tutto positivo  ::) anch'io ho iniziato con la fatidica chitarra Eko negli anni 60... bellissima esperienza! :D , a quei tempi si era molto più "autodidatti", visto che di possibilità economiche non ve ne erano tante. Di certo imparare la teoria musicale è assai più semplice davanti ad una tastiera che davanti ad un manico di chitarra :-[  , e non è che suonare bene una chitarra sia semplice, non si possono fare paragoni, si parla di due mondi lontani, ognuno col le proprie difficoltà e facilitazioni... nessun pianista credo si ritrovi con le dita sanguinanti, od un callo spesso mezzo centimetro, di certo è che anche suonare un pianoforte non è semplice ed immediato  ;D ;D ;D provare per credere.
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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« Ultimo post da Vincenzo DG il Febbraio 01, 2018, 10:08:29 am »
Concordo un po’ su tutto ma tranne che per una cosa: chi studia seriamente chitarra non inizia certo con accordi e giri armonici.
Sarebbe come dire che uno ha iniziato a studiare seriamente pianoforte solo perché ha comprato una tastierina da 100 euro e sa pigiare i tasti per comporre gli accordi di DO, LAm, REm, SOL accompagnando “Sapore di mare”.
Ti spiego.
Quando ho iniziato a suonare, pardon, a strimpellare la chitarra avevo 15 anni e da autodidatta acquistai un libricino.
Si chiamava “la chitarra in 24 ore”.
Dentro, sostanzialmente, c’era una raccolta delle,posizioni delle dita per formare gli accordi (maggiori, minori e di settima), i  giri armonici nelle varie tonalità e, in appendice, qualche semplice canzoncina popolare.
Effettivamente, complice anche la giovane età e il tempo a disposizione, non in 24 ore ma in una settimana già strimpellavo una decina di accordi e accompagnavo le prime canzonette.
Ho quindi, effettivamente, iniziato come tu dici.
Ma parliamo della chitarra di accompagnamento imparata da,autodidatta, ossia quella strimpellata da perfetti ignoranti (come me all’epoca) sulla spiaggia davanti a un falò.
Quando, molto più tardi, ho iniziato a studiare seriamente la classica ho dovuto fare una fatica tremenda per disimparare molte cattive abitudini e.....degli accordi e dei giri armonici nessuna apparente ombra !
Il programma di studio di primo livello, diciamo così, comprendeva infatti la teoria musicale (Rossi), un po’ di solfeggio (Bona), lo studio del primo volume della collana del Sagreras (ben sei volumi....), i preludi di Carulli (Op.114), lo studio della tecnica sul Chiesa (tre volumi) e i 25 studi del Carcassi (Op.60).
Insomma, una mole di lavoro che a farlo bene, rispettando le esatte diteggiature proposte, mi ha tenuto occupato per un paio d’anni.
Apparentemente di accordi e giri armonici neppure l’ombra.
Anzi vi posso assicurare che il conoscere qualche accordo strimpellato alla meno peggio mi ha solo danneggiato in quanto, ad esempio, quando intravedevo sullo spartito una tonalità di Do maggiore, ero portato a impostare sulla tastiera le dita della mano sx col relativo accordo.
Peccato che così facendo posizionavo dita assolutamente inutili (spesso si trattava del terzo dito), in quanto casomai nell’arpeggio da eseguire  non era prevista tale diteggiatura se non che andava in contrasto col proseguire dell’esecuzione.
Ad esempio, ricordo che l’accordo di Sol lo avevo imparato col libricino di cui vi parlavo da autodidatta posizionano il quinto dito sul Sol del cantino e poi primo e secondo dito sulle corde basse ma spesso la diteggiatura prevedeva che si impiegasse quinto, secondo e terzo dito, lasciando  il primo dito libero perché, casomai, poi sarebbe stato utilizzato subito dopo per formare il Sol7 (chi conosce un po’ di chitarra avrà capito cosa intendo).
Insomma iniziare a suonare la chitarra di accompagnamento proprio con imparare accordi e giri armonici, mi ha solo danneggiato volendola poi studiare seriamente e sono felice, ma lo dico col senno di poi, che volendo ora studiare un po’ di pianoforte, non avendo all’epoca una pianola a casa (ossia una tastiera economica come volgarmente viene detta), non acquistai anche “tastierista in 24 ore”.
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Quale pianoforte? / Re:Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« Ultimo post da guc il Febbraio 01, 2018, 09:35:12 am »
sono orientato verso un piano che non mi faccia rimpiangere i soldi spesi
Fai bene a ponderare la scelta ma non mi fisserei su un pianoforte "per la vita".
Pian piano che la tua preparazione migliorerà aumenterà anche l'esigenza di uno strumento di qualità superiore.
Quello che ora ti può andare bene tra un paio d'anni potrebbe starti stretto. Ma è giusto così. Quando sarà il momento potrai fare un salto di qualità.
Tieni presente che gli strumenti (se tenuti bene) si vendono bene anche usati
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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« Ultimo post da c64 il Febbraio 01, 2018, 08:47:21 am »
Non farei quindi considerazioni tipo questo strumento è più difficile di quello (sembra la gara a chi ha la moto più veloce) anche perché, come qualche altro utente ha detto, la maggiore o minore difficoltà dipende anche da fattori estremamente soggettivi.
Io credo che dietro a questi discorsi ci sia il fatto che la musica in realtà è un argomento molto complesso, non solo "meccanica". Me ne sto accorgendo adesso, perché approfondendo la reoria mi accorgo che esiste un mondo dietro.
Poi voglio dire, io qualche volta per scherzo ho provato a suonare la batteria, diciamo che al pianoforte dopo un quarto d'ora è difficile che sei sudato fradicio.

Tra chitarra e pianoforte credo anche che la differenza sia l'approccio didattico, per cui mentre uno inizia a suonare la chitara imparando a fare i giri armonici e gli accompagnamenti, a chi suona il pianoforte viene presentato di solito un approccio che implica la lettura del pentagramma ed il discorso armonico si fa molto più avanti.
Aggiungerei il fatto che una chitarra da studio costa assai meno che un pianoforte ed è molto più portatile, Indi uno studente di chitarra riese a ritagliarsi più tempo per studire in giro.
Adesso però con uno Juno-DS on un Privia PX5s il pianista si può permettere di avere uno strumento portatile e che funziona senza essere connesso alla rete elettrica e non pesa 250 kg.
Tutto è relativo
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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« Ultimo post da Vincenzo DG il Gennaio 31, 2018, 10:20:43 pm »
Non sono un professionista della musica (assolutamente!) ma mi permetto di dire la mia in quanto studio da qualche anno la chitarra classica e ora ho iniziato pianoforte quale strumento complementare allo scopo di una migliore comprensione della musica e per ampliare quindi il mio bagaglio culturale (ma adoro il piano almeno quanto la chitarra e ho iniziato con chitarra solo perché da adolescente tra i due strumenti, entrambi assai graditi, potevo permettermi solo il meno costoso).
Venendo al punto, a me pare che entrambi gli strumenti siano davvero complessi.
A differenza di quanto ho letto da parte di qualcuno, posso assicurare che anche nella chitarra le due mani fanno cose completamente diverse tra loro.
Spesso nello studio, mi accorgo che se sono impegnato nella tecnica di una mano l'altra sbaglia anche se la sua parte è facile e del tutto alla mia portata. E quindi anche nella chitarra si usa studiare lentamente, talvolta in via preliminare per mani separate.
D'altra parte il processo di apprendimento umano sempre quello è. Quindi non mi meraviglia una sostanziale similitudine nel modo di procedere (poi, ovviamente, la tecnica è differente).
Nella musica classica, piano o chitarra che sia, potrebbe apparire che uno ha il suo bello spartito e non deve fare altro che seguirlo in tutte le sue indicazioni.
Già questo non si creda sia facile: non lo è per la chitarra classica e immagino non lo sia neppure per il pianoforte.
Non a caso ci volgliono "solo" 10/12 anni per formarsi in tali strumenti e...si può ben dire che solo in pochi poi divengono davvero concertisti.
Una ragione ci sarà no?
Ma la preparazione concertistica di un brano non può essere di tipo scolastico. Il brano, ovviamente, va interpretato e questo richiede uno studio e una applicazione altrettanto dura come lo studio scolastico (se non di più!).
Se non fosse così, non avrebbe senso ascoltare la stessa partitura eseguita da differenti esecutori.
Anzi spesso, ascoltando uno stesso esecutore a distanza di qualche anno, ci si accorge che è cambiata l'esecuzione, comunque tecnicamente perfetta, ma in virtù di una sua evoluzione interpretativa.
Non farei quindi considerazioni tipo questo strumento è più difficile di quello (sembra la gara a chi ha la moto più veloce) anche perché, come qualche altro utente ha detto, la maggiore o minore difficoltà dipende anche da fattori estremamente soggettivi.
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