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Post - Vincenzo DG

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Quale pianoforte? / Re:Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« il: Febbraio 07, 2018, 03:33:42 pm »
Salve.
Vi aggiorno un po' della situazione.
Ieri pomeriggio, complice un'oretta di tempo a disposizione, mi sono recato da un noto rivenditori di pianoforti della mia zona (non indico quale per ovvie ragioni di netiquette).
Avrei voluto vedere qualche Kawai della serie CA ma pare che non siano presi se non su ordinazione.
Il rivenditore mi ha tuttavia assicurato che ad oggi quello é il piano digitale che ha il tocco più realistico.
A parte che mi sembra surreale che un rivenditore importante non abbia disponibile proprio i modelli digitali che sostiene essere i piú realistici e vicini a un vero piano acustico, il discorso si é poi spostato sui pianoforti verticali e mi ha proposto un piano (credo) cinese sostenendo che è pur vero che il suo costo fosse maggiore al digitale di cui avevo chiesto di vedere (per costo iniziale, trasporto, accordatura stagionale) ma che non c'erano paragoni.
A quel punto, da perfetto ignorante quale sono, gli ho detto candidamente di non conoscere quel marchio e gli ho chiesto perché non mi parlasse delle marche piú rinomate di piano acustici verticali (Yamaha, Kawai, Petrof) ma lui ha ribattuto che il piano che mi stava proponendo era comunque ai loro livelli pur costando solo la metà, giustificando il divario di prezzo a causa del nome non rinomato. Chiaramente sono rimasto perplesso perché non so se davvero il solo nome fa raddoppiare il costo di un piano rispetto a uno strumento qualitativamente paragonabile ma di un brand meno noto.
Pur volendo dargli credito (e volendo pure fare uno sforzo economico in piú), ho quindi chiesto se praticasse la formula del noleggio con riscatto e mi ha detto che oggi non si fa piú in quanto é meglio acquistare a rate tramite finanziaria.
Sono rimasto nuovamente perplesso in quanto leggo spesso della formula del noleggio.
Voi, che non dovete vendermi nessun piano, che  mi dite in proposito?
Davvero due piano acustici verticali, uno di marchio famoso e uno cinese possono avere la stessa qualitá pur costando uno la metá dell'altro?
E, se cosí non fosse (come credo), qualunque piano cinese acustico é veramente da considerare meglio di un buon digitale?

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Teoria musicale / Re:Quiz di teoria, le scale
« il: Febbraio 02, 2018, 05:23:34 pm »
Ora (da iPad) funziona

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Febbraio 02, 2018, 04:55:20 pm »
Si, ricordo i modelli che citi.
Per un po', all'inizio della diffuzione degli home e personal computer, pensai addirittura che la programmazione potesse essere la mia professione.
Poi, ho preso una strada differente e oggi solo solo un buon utilizzatore di strumenti informatici.
Insomma, so usare un po' di tutto e passo senza batter ciglio da Windows a MacOS a Ubuntu.
Sinceramente oggi, ma dovrei dire da alcuni anni, preferisco imparare la musica ed é per questo che ho ripreso in mano lo studio della chitarra classica e ora del piano.

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Presentiamoci / Re:Presentazione
« il: Febbraio 02, 2018, 04:49:44 pm »
Si, certamente.
In effetti non ho preso un libro per il solfeggio solo perché, studiando la chitarra classica, ho gia affrontato il Bona.

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Di tutto e di più / Re:Giochi musicali
« il: Febbraio 02, 2018, 01:47:07 am »
Utilizzando un iPad non si vedono le immagini a corredo delle domande (credo che il problema risiede nel fatto che questi plug in usino l’Adobe Flash Player che iOS non utilizza)

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Febbraio 02, 2018, 01:44:56 am »
Guarda, penso che abbiamo dei trascorsi un po’ paralleli.
Anche io ho iniziato a programmare gli home computer col C64.
Oddio, prima avevo uno ZX81 ma la ram era così poca (un solo Kb.....!) che davvero si poteva fare ben poco.
Tornando in topic, indubbiamente non è facile fare appassionare i ragazzi alla musica classica.
É sempre stato così, immagino, ma oggi più che mai.
Dunque hai ragione che ogni mezzo è buono se raggiunge lo scopo.


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Quale pianoforte? / Re:Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« il: Febbraio 01, 2018, 06:19:46 pm »
Hai ragione che, almeno per i principianti, non esiste lo strumento per la vita.
E devo ringraziare anche Sergio che, almeno per il momento, mi ha pragmaticamente indirizzato verso un piano digitale piuttosto che un acustico.

Chiaramente sto cercando lo strumento giusto per le mie esigenze.

Ma, fortunatamente, lo posso fare con calma giacché ho avuto in prestito un vecchio (ma in perfette condizioni) Yamaha Clavinova CLP115 e per me, che non ho mai toccato un piano, mi sembra ottimo pur avendo una decina e piú anni sul groppone che é una enormitá nel campo dei digitali.

Infatti  leggendo le caratteristiche tecniche vedo che ha "solo" 32 voci di polifonia, che il timbro non é campionato ma generato e che i tasti sono "solo" pesati e allora non oso pensare quale sará la sensazione di realismo che proveró quando avró trovato l'occasione giusta da acquistare tra i modelli di produzione corrente (di quelle a 256 voci di polifonia, tasti in legno con scappamento e suoni campionati).

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Presentiamoci / Re:Presentazione
« il: Febbraio 01, 2018, 06:07:10 pm »
Salve e grazie per i davvero graditi messaggi di benvenuto.

Come dicevo nel primo post, quello di presentazione, mi sono procurato il Beyer e ora anche il primo volume del Cesi-Marciano (che peró conto di iniziare ad affrontare non prima che col Beyer sia ben inoltrato visto che sin dal primo pezzo si devono utilizzare entrambe le mani.

Sicuramente, mi avvarró anche di internet e dei tutorial di Pianosolo.

A vostro avviso, vanno bene solo questi due testi o vanno integrati?

O, addirittura, sarebbe stato preferibile altro materiale didattico?


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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Febbraio 01, 2018, 05:57:54 pm »
Il tuo nick name, C64, a chi ha qualche anno come me, dice qualcosa e non mi meraviglia che, essendoti dato quel nome, fai l'esempio delle circonferenze da fare apparire sullo schermo di quell'home computer.

Ritornando in tema, sono daccordo con te e sicuramente la scintilla della musica può scoccare in molti modi. Anche suonando la chitarra in spiaggia!

In ordine a Joan Baez, the sweet cheriot,  non é peró proprio l'ultima arrivata se ha suonato, come ha suonato, nientepopodimeno che a Woodstock nel famoso concerto del 1969.

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Febbraio 01, 2018, 11:26:30 am »
Si, si, e ho molto apprezzato l’intervento di C64.
Sono grato a Paul Kent e al suo “Chitarristi in 24 ore” ma ora, proprio forte di quella esperienza, mi sono guardato bene dall’acquistare libricini tipo  “Tastieristi in 24” e invece mi sono procurato il Beyer e il Cesi-Marciano.
Credo, ma in questo siete voi gli esperti, che siano i testi più indicati per un neofita dello strumento come me (suggeritemi pure se, a vostro avviso, avrei dovuto acquistare testi differenti o se c’è qualcosa d’altro da aggiungere).

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Febbraio 01, 2018, 10:08:29 am »
Concordo un po’ su tutto ma tranne che per una cosa: chi studia seriamente chitarra non inizia certo con accordi e giri armonici.
Sarebbe come dire che uno ha iniziato a studiare seriamente pianoforte solo perché ha comprato una tastierina da 100 euro e sa pigiare i tasti per comporre gli accordi di DO, LAm, REm, SOL accompagnando “Sapore di mare”.
Ti spiego.
Quando ho iniziato a suonare, pardon, a strimpellare la chitarra avevo 15 anni e da autodidatta acquistai un libricino.
Si chiamava “la chitarra in 24 ore”.
Dentro, sostanzialmente, c’era una raccolta delle,posizioni delle dita per formare gli accordi (maggiori, minori e di settima), i  giri armonici nelle varie tonalità e, in appendice, qualche semplice canzoncina popolare.
Effettivamente, complice anche la giovane età e il tempo a disposizione, non in 24 ore ma in una settimana già strimpellavo una decina di accordi e accompagnavo le prime canzonette.
Ho quindi, effettivamente, iniziato come tu dici.
Ma parliamo della chitarra di accompagnamento imparata da,autodidatta, ossia quella strimpellata da perfetti ignoranti (come me all’epoca) sulla spiaggia davanti a un falò.
Quando, molto più tardi, ho iniziato a studiare seriamente la classica ho dovuto fare una fatica tremenda per disimparare molte cattive abitudini e.....degli accordi e dei giri armonici nessuna apparente ombra !
Il programma di studio di primo livello, diciamo così, comprendeva infatti la teoria musicale (Rossi), un po’ di solfeggio (Bona), lo studio del primo volume della collana del Sagreras (ben sei volumi....), i preludi di Carulli (Op.114), lo studio della tecnica sul Chiesa (tre volumi) e i 25 studi del Carcassi (Op.60).
Insomma, una mole di lavoro che a farlo bene, rispettando le esatte diteggiature proposte, mi ha tenuto occupato per un paio d’anni.
Apparentemente di accordi e giri armonici neppure l’ombra.
Anzi vi posso assicurare che il conoscere qualche accordo strimpellato alla meno peggio mi ha solo danneggiato in quanto, ad esempio, quando intravedevo sullo spartito una tonalità di Do maggiore, ero portato a impostare sulla tastiera le dita della mano sx col relativo accordo.
Peccato che così facendo posizionavo dita assolutamente inutili (spesso si trattava del terzo dito), in quanto casomai nell’arpeggio da eseguire  non era prevista tale diteggiatura se non che andava in contrasto col proseguire dell’esecuzione.
Ad esempio, ricordo che l’accordo di Sol lo avevo imparato col libricino di cui vi parlavo da autodidatta posizionano il quinto dito sul Sol del cantino e poi primo e secondo dito sulle corde basse ma spesso la diteggiatura prevedeva che si impiegasse quinto, secondo e terzo dito, lasciando  il primo dito libero perché, casomai, poi sarebbe stato utilizzato subito dopo per formare il Sol7 (chi conosce un po’ di chitarra avrà capito cosa intendo).
Insomma iniziare a suonare la chitarra di accompagnamento proprio con imparare accordi e giri armonici, mi ha solo danneggiato volendola poi studiare seriamente e sono felice, ma lo dico col senno di poi, che volendo ora studiare un po’ di pianoforte, non avendo all’epoca una pianola a casa (ossia una tastiera economica come volgarmente viene detta), non acquistai anche “tastierista in 24 ore”.

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Tecnica / Re:piano vs chitarra
« il: Gennaio 31, 2018, 10:20:43 pm »
Non sono un professionista della musica (assolutamente!) ma mi permetto di dire la mia in quanto studio da qualche anno la chitarra classica e ora ho iniziato pianoforte quale strumento complementare allo scopo di una migliore comprensione della musica e per ampliare quindi il mio bagaglio culturale (ma adoro il piano almeno quanto la chitarra e ho iniziato con chitarra solo perché da adolescente tra i due strumenti, entrambi assai graditi, potevo permettermi solo il meno costoso).
Venendo al punto, a me pare che entrambi gli strumenti siano davvero complessi.
A differenza di quanto ho letto da parte di qualcuno, posso assicurare che anche nella chitarra le due mani fanno cose completamente diverse tra loro.
Spesso nello studio, mi accorgo che se sono impegnato nella tecnica di una mano l'altra sbaglia anche se la sua parte è facile e del tutto alla mia portata. E quindi anche nella chitarra si usa studiare lentamente, talvolta in via preliminare per mani separate.
D'altra parte il processo di apprendimento umano sempre quello è. Quindi non mi meraviglia una sostanziale similitudine nel modo di procedere (poi, ovviamente, la tecnica è differente).
Nella musica classica, piano o chitarra che sia, potrebbe apparire che uno ha il suo bello spartito e non deve fare altro che seguirlo in tutte le sue indicazioni.
Già questo non si creda sia facile: non lo è per la chitarra classica e immagino non lo sia neppure per il pianoforte.
Non a caso ci volgliono "solo" 10/12 anni per formarsi in tali strumenti e...si può ben dire che solo in pochi poi divengono davvero concertisti.
Una ragione ci sarà no?
Ma la preparazione concertistica di un brano non può essere di tipo scolastico. Il brano, ovviamente, va interpretato e questo richiede uno studio e una applicazione altrettanto dura come lo studio scolastico (se non di più!).
Se non fosse così, non avrebbe senso ascoltare la stessa partitura eseguita da differenti esecutori.
Anzi spesso, ascoltando uno stesso esecutore a distanza di qualche anno, ci si accorge che è cambiata l'esecuzione, comunque tecnicamente perfetta, ma in virtù di una sua evoluzione interpretativa.
Non farei quindi considerazioni tipo questo strumento è più difficile di quello (sembra la gara a chi ha la moto più veloce) anche perché, come qualche altro utente ha detto, la maggiore o minore difficoltà dipende anche da fattori estremamente soggettivi.

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Quale pianoforte? / Re:Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« il: Gennaio 31, 2018, 04:39:22 pm »
Perfetto.
Come detto, farò tesoro delle tue parole.
Al momento sto cercando di capire se il rivenditore a me più vicino abbia questi modelli proprio per potere eventualmente andare di persona e, nonostante la mia sostanziale inesperienza, farmi un'idea.
Indubbiamente, sono orientato verso un piano che non mi faccia rimpiangere i soldi spesi (comuque non pochi) in tempi più o meno brevi, ossia una volta conseguita la minimale progressione di esperienza, anche a costo di dovere posporre l'acquisto o fare un piccolo finanziamento rateale.
Ti ringrazio infinitamente.


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Quale pianoforte? / Re:Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« il: Gennaio 31, 2018, 12:08:43 pm »
Innanzi tutto grazie per la pronta risposta. Terrò in debito conto la preziosa indicazione.

Venendo al merito, mi pare di capire mi stai consigliando di non scendere sotto del Kwai CA67 oppure lo Yamaha CLP645 i quali, l’un per l’altro, mi pare costino qualcosa sopra i 2000 euro.

O ci sono altri modelli più economici in casa Kawai, diciamo intorno i 1500, che offrono egualmente il tocco “Grand Feel”?

Ribadisco che non sono interessato ai mille timbri che digitalmente si possono ottenere ma solo a un buon pianoforte (intendo che non mi interessa avere display, violini, batterie e ritmiche, etc. etc.).

Lo chiedo perché davvero non conosco i modelli di questo marchio e, in generale, so poco dei pianoforti digitali!

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Quale pianoforte? / Indeciso tra digitale nuovo e verticale usato
« il: Gennaio 31, 2018, 09:46:16 am »
Salve.
Sono un neofita del pianoforte (ma non un perfetto ignorante della musica in quanto studio da un paio di anni).
Vorrei acquistare un pianoforte quale strumento complementare ai miei studi.
Non potendo spendere migliaia e migliaia di euro per un pianoforte acustico nuovo, devo per forza restringere il campo a un verticale usato o a un digitale.
Volendo restringere ancora, le marche su cui mi orienterei sono Yamaha o Kawai.
A questo punto la scelta é tra un verticale usato tipo Yamaha U3 (dalle mie parti si trovano intorno ai 2500/3000 euro ma....con tutti i rischi dell’acquisto di uno strumento dalla storia incerta, con la necessità di riaccordarlo periodicamente e con l’impossibilita di suonare la sera) oppure un piano digitale nuovo tipo Yamaha CLP635 che costa giusto la metà.
Addirittura, se prendessi il CLP625 (rinunciando al VRM, ossia al Virtual Resonance Modelling (cambia cosi drammaticamente le cose ?), spenderei giusto 1000euro.
So bene che il verticale acustico sarebbe da preferire per certi versi ma, considerate le mie attuali necessità e le problematiche sopra esposte, voi cosa fareste?
Naturalmente, potete indicarmi anche altri modelli ma vi prego di restare sempre in casa Yamaha o Kwai (i cui modelli però non conosco proprio) per evitare di mettermi troppo in confusione.
Grazie.

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