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Post - Pianoth

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Suggerimenti e idee / Re:Chat per sezioni
« il: Giugno 25, 2017, 09:35:22 pm »
In luogo come Facebook non avrebbe senso fare i miei abituali post lunghi e approfonditi, perché verrebbero immediatamente sotterrati anche da semplici messaggi come "Ciao" e "Come va" ;D Discussioni più importanti hanno senso esclusivamente su un luogo come un forum, perché in genere hanno un interesse molto più collettivo. In generale, quando si posta qualunque cosa sul forum bisogna immaginare di stare parlando a tutto internet. Ecco perché non è il luogo più adatto per discussioni brevi e veloci, o personali (anche se per quelle bastano i messaggi privati magari), ma è ideale per certi tipi di discussioni. Ciò non toglie che ci stanno anche discussioni più leggere su un forum, quelle possono stare da entrambe le parti.

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Libri e Materiale didattico / Re:Armomia & storia
« il: Giugno 24, 2017, 01:51:37 pm »
In base al programma che hai condiviso, direi proprio di prendere il primo che ho suggerito, che include anche quel po' di analisi che ti serve. È sufficiente il primo volume con il quaderno degli esercizi (o anche senza per ora in realtà, considerando che non è detto che lo userai al conservatorio). Il secondo che avevo consigliato è inappropriato per il programma che devi completare: tutto il programma di armonia di 2 anni (e anche più) è contenuto in 31 pagine. Il terzo che ho consigliato invece pure è una possibile alternativa al primo, tuttavia è un po' più datato, quindi a quel punto ti consiglio più il primo. È possibile comunque il tuo insegnante al conservatorio che ti farà comprare un altro libro.

Per storia, se la fai in 2-3 anni, allora il Carrozzo è l'ideale, un volume per anno (o al limite un volume e mezzo). Il Surian citato da antares è in 4 volumi, e un po' più datato, ma è anch'essa un'ottima alternativa, chiaramente.

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Libri e Materiale didattico / Re:Armomia & storia
« il: Giugno 24, 2017, 11:45:40 am »
Purtroppo, in genere ogni insegnante preferisce usare determinati libri di testo. In particolare per armonia, è praticamente impossibile dirti un buon testo. Il migliore in italiano attualmente ritengo che sia Armonia e condotta delle voci di Carl Schachter e Edward Aldwell, perché è uno dei più moderni e aggiornati nel campo, anche se è in due volumi e va abbinato ai quaderni degli esercizi, rendendolo parecchio costoso (37,40€ + 23,80€ primo volume, 34,00€ + 23,80€ secondo volume, spesso basta solo il primo volume però), tuttavia potresti trovarti, per l'appunto, con un'insegnante che insegna armonia in maniera tradizionale, usando uno degli innumerevoli testi di armonia, che possono essere riassuntivi e basati unicamente sulla realizzazione di bassi, come Appunti per le lezioni di Armonia con bassi da realizzare di Bruno Mazzotta, oppure molto estesi e dettagliati come Armonia di Walter Piston (che è più datato del primo che ho citato ma sicuramente più economico), o, se sei sfortunato, potrebbe addirittura capitarti qualcuno che ti farà studiare armonia con il manuale di armonia di Schoenberg. Naturalmente ho solo citato qualche esempio, è impossibile indirizzarti precisamente su un unico testo. Diciamo che i primi 3 che ho citato, a seconda del metodo del tuo insegnante, potrebbero essere buoni. Quello di Mazzotta potrebbe essere un po' complicato da reperire, nel caso non riesci te lo passo io in PDF.

Per quanto riguarda Storia, se vuoi una storia della musica leggibile e comprensibile, ti dico Storia della musica occidentale in 3 volumi di Cristina Cimagalli e Mario Carrozzo, magari saltando gli approfondimenti, che spesso appesantiscono notevolmente la lettura, anche se talvolta contengono informazioni piuttosto importanti. Ti consiglio questo anche perché è un po' più recente (2001) di altri che ti si potrebbe consigliare. Naturalmente contiene ancora qualche errorino, a causa di scoperte posteriori al 2001, ma niente di troppo eclatante. Nota che parte direttamente dalla musica dei greci, se ti serve qualcosa anche per le origini della musica puoi provare a leggerti Le sorgenti della musica di Curt Sachs (anche non tutto). Se vuoi una storia della musica consultabile al volo, che ti dica più o meno tutto ciò che è importante e quasi niente più, ti dico Tutto musica di De Agostini. È sostanzialmente un bignami, contiene la storia della musica colta dalle origini fino ad oggi, e la storia della musica jazz, tutto in un volumetto. Contiene anche degli schemi riassuntivi a fine di ogni capitolo. Ciò è possibile perché non sono contenute immagini, è solo testo.

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Tecnica / Re:Tecniche di memorizzazione
« il: Giugno 24, 2017, 10:35:34 am »
Scorre materiale celebrale difficilmente classificabile come spartito o tastiera, quindi direi "altro". Come potrei descriverlo? Penso contemporaneamente al suono che voglio ottenere, e ciò che c'è scritto sullo spartito, pensato per gruppi armonici, o gruppi tecnici (ad esempio scale, arpeggi, accordi, note ribattute e così via), mentre i tasti da premere saranno premuti generalmente per memoria meccanica (naturalmente non è memoria meccanica pura al 100%). C'è molta attività celebrale mentre si suona, anche per questo ritengo che bisogna evitare di affidare tutta la parte mnemonica al cervello, evitando comunque di andare completamente in automatico.

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Tecnica / Re: diteggiatura
« il: Giugno 24, 2017, 08:34:47 am »
Se si è in grado di cercare diteggiature, non è necessario cercare spartiti con la diteggiatura, anche perché a seconda della propria mano potrebbe essere necessario cambiare le diteggiature suggerite. Edizioni diverse difficilmente portano la stessa diteggiatura, perfino nei brani o esercizi più semplici che si potrebbe immaginare.

Comunque sì, ci sono un'infinità di regole generale da tenere in considerazione, ma, con tutta la buona volontà, è parecchio difficile elencarle tutte: sia perché su alcune regole generali non tutti si trovano d'accordo (uno degli altri motivi per cui edizioni diverse spesso hanno diverse diteggiature), sia perché molte regole è difficile esprimerle a parole, e si capiscono più che altro con l'esperienza.

Un esercizio che puoi fare è proprio quello di prendere uno spartito senza diteggiatura, e lo stesso pezzo in un'edizione con diteggiatura, provare a diteggiare completamente da solo l'edizione senza diteggiatura e fare un confronto con l'edizione diteggiata, valutando - dove ci saranno differenze - se la diteggiatura che consiglia l'edizione è più impegnativa o meno impegnativa di quella che hai messo istintivamente. Fallo con vari spartiti e forse qualcosa la impari, ma non ti assicuro nulla.

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Tecnica / Re:Tecniche di memorizzazione
« il: Giugno 23, 2017, 10:10:05 pm »
Onestamente, le fantomatiche tecniche di memorizzazione mi sembrano più adatte per memorizzare sequenze di simboli o numeri, piuttosto che materiale musicale, in quanto recuperare materiale dalla memoria è molto più dispendioso cerebralmente del semplice affidarsi alla memoria meccanica... L'unica cosa che bisogna memorizzare secondo me sono le dinamiche, le legature, e le altre indicazioni, e per questo in generale non è che servano le tecniche di memorizzazione... Tutto ciò che riguarda note e articolazioni è bene che avvenga in maniera meccanica, sennò si fa uno sforzo assurdo con il cervello mentre si suona, bisognerebbe ricordare velocissimamente nota per nota (o al limite gruppi di note), articolazione per articolazione (o al limite gruppi di articolazioni), assieme alle legature, dinamiche e tutte le altre indicazioni, impensabile.

Questo non implica che sia contro lo studio della partitura lontano dallo strumento, quello è un altro discorso.

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Tecnica / Re:Passaggio indigesto
« il: Giugno 23, 2017, 09:56:18 pm »
Trattandosi di un esercizio, se quel passaggio, studiato da solo, ti esce, quindi è solo un problema di coordinazione mentale, non è un gran problema: si risolverebbe semplicemente prendendo quel passaggio da un po' prima e vedendo se esce, e andando sempre un po' più indietro finché si riesce dall'inizio. Prova a farlo, senza perdere pazienza. Se proprio non ne puoi più di questo esercizio, e quel passaggio da solo sei sicuro che ti esca, allora vai pure avanti, non rendere lo studio inutilmente stressante.

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Di tutto e di più / Re:Pianoth si è diplomato in pianoforte oggi! :-)
« il: Giugno 22, 2017, 09:39:46 am »
Eccomi, allora grazie a tutti, ho ringraziato mia madre. :P Sono sparito anche ieri in quanto, con grande sfortuna, avevo un esame di storia il giorno dopo al diploma. Con mia sorpresa, me la sono cavata con 30 e lode all'esame di storia :D Ora manca solo un ultimo esame di 12 ore il 4 Luglio sulla fuga, e potrò avere un minimo minimo di riposo.
Al diploma comunque ho portato la sonata Op.109 di Beethoven, la seconda sonata di Chopin, la Toccata d'après le cinquième Concerto di Saint-Saëns (Op. 111 n. 6), e i quadri di Mussorgsky. Devo dire che sono molto soddisfatto di come ho suonato, in particolare sono venute molto bene le due sonate, l'unica cosa che sicuramente poteva venire molto meglio era la Toccata di Saint-Saëns. Non sono stato l'unico a diplomarmi, prima di me ha suonato un altro ragazzo, e abbiamo preso entrambi lode e menzione. La commissione ha successivamente commentato "Erano anni che non ascoltavamo diplomi di questo livello" ;D Insomma, abbiamo fatto proprio una bella figura.
Ho registrato dal cellulare tutto il diploma. Purtroppo non si sente benissimo, ma l'ho fatto più che altro per riascoltarmi.

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Di tutto e di più / Re:Studio op 10 n9 Chopin
« il: Giugno 14, 2017, 10:47:05 pm »
La diteggiatura 5 4 è autentica di Chopin. Fossi in te cercherei di abituarmi a tale diteggiatura, anche considerando che, mentre nelle prime 6 note la diteggiatura 5 3 è adoperabile, diventa presto praticamente forzata 5 4, ammesso che tu voglia portare lo studio a una velocità più o meno decente. Per adoperare la diteggiatura 5 4 sappi che non è necessario che tu estenda le dita a tal punto di riuscire a prendere intervalli di quinta, o ancora più grandi tra mignolo e anulare. Nel caso in cui si riesce a prendere una quinta è molto comoda come diteggiatura in quanto l'anulare praticamente resta quasi fermo, mentre l'avambraccio si muove rapidamente a sinistra e a destra in modo da prendere le altre note. Nel caso in cui non si riesce, è comunque possibile lo stesso movimento utilizzando abilmente una rotazione che parte dal gomito (difficile da spiegare a parole).

David Stanhope, nel seguente video, mostra come la possibilità di prendere effettivamente una quinta tra 5 e 4 renda lo studio molto più suonabile, e da 1:19 lo suona al tempo a cui andrebbe suonato, più veloce di come molti lo suonano, cioè 96 ogni semiminima puntata, indicazione di Chopin: nell'autografo si trova scritto 92, ma Chopin ha successivamente corretto a mano la prima edizione francese cambiando il tempo a 96. Cosa certa è che Chopin non vuole che questo studio sia suonato lento.

Da 2:49 in poi parla degli studi di Godowsky collegati a tale studio, sicuramente interessanti, ma da lì in poi non dice nulla di utile nel tuo caso.

Comunque, non per scoraggiarti, ma ti avviso che questo è uno studio molto più impegnativo di quel che sembra. In base alle cose che ti fa studiare il maestro, forse è un tantino presto. Se vuoi provare proprio uno studio di Chopin, è molto più appropriato lo studio op. 25 n. 2, che a orecchio inesperto forse suona più difficile, ma in realtà è il meno impegnativo, almeno a livello tecnico, fra tutti quanti gli studi di Chopin.

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Tecnica / Re:Studi Chopin tecnica
« il: Giugno 06, 2017, 05:28:50 pm »
Uhm in realtà no, semplicemente non l'avevo visto, o l'ho completamente dimenticato ::) Probabilmente ero troppo pieno d'impegni quando l'ho visto la prima volta. Non vedo perché dovrebbe essere una bufala tra l'altro, e non mi sembra neanche un bot automatico che ha copiato il topic da qualche parte ;D L'unica cosa che mi puzza è la sua ultima attività, che risale esattamente alla data del post (in pratica non ha più effettuato l'accesso dopo). Ma che senso avrebbe un bot simile, comunque? Non ha neanche spam nella firma.

In ogni caso, è passato praticamente un mese, quindi non so quanto vale la pena rispondere, a questo punto. Posso dire giusto quattro paroline nel caso qualcuno capitasse per caso su questo topic.

PRATICARE LENTO; VARIANTI RITMICHE

Ecco le mie quattro paroline. Spero siano d'aiuto. ;D

Seriamente, però. Gli studi di Chopin son difficili. Non escono da un giorno all'altro, e non esistono trucchi magici che li fanno uscire. Il "tutorial", per così dire, di Paul Barton, dà un bel panorama storico, riflessioni interpretative, e qualche consiglio tecnico potenzialmente utile, ad esempio raggruppando gli arpeggi in accordi (consiglio con cui non mi trovo necessariamente d'accordo a livello tecnico, ma alcuni posso trovarlo utile almeno mentalmente). Non ti do nessuna garanzia tuttavia. La cosa migliore, a mio avviso, è semplicemente studiarlo molto tempo lento. Non sforzarsi subito a suonarlo a tempo.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 06, 2017, 05:10:49 pm »
Domanda secca sulle scale, io le sto imparando svolgendole su due ottave, vado avanti così o è preferibile affrontarle subito sull'estensione di quattro?
Come preferisci, se sei in grado di suonarle sull'estensione di quattro direttamente, perché no. L'importante è che non ti fissi sempre sulle solite 4-5, e cerchi invece di farle tutte (non tutte ogni giorno ovviamente).
Domanda di riserva... lavoro sul Mikrokosmos (vol.2), il 176 del Duvernoy, Cesi Marciano, e di tanto in tanto (per il momento) butto un'occhio al corso di piano Blues, oltre a teoria e scale ovviamente, troppa carne al fuoco? E se no, è meglio affrontare il tutto a giorni alterni (due robe al giorno per dire) o è meglio fare magari poco ma sempre tutto?
Anche qui, come preferisci. Se senti di fare troppi pochi progressi puoi provare a ridurre un po' le cose, se senti di fare troppe poche cose non è necessario che le riduci. Cerca però di mandare avanti un po' tutto quanto in maniera equilibrata. Direi di non focalizzarti su tutti i differenti materiali ogni giorno, però non è necessario che procedi in maniera esageratamente sistematica, ad esempio studiando i giorni pari queste cose, e i giorni dispari altre cose. Semplicemente fai quello che ti va di fare, mantenendo in linea di massima equilibrio in tutto quanto.
La mia impressione è che l'Hanon appartenga alla scuola didattica che se una cosa non è non dico divertente ma interessante, allora non è vero studio. In queste cose è simile a certe cose come il Beyer/Pozzoli, da cui sono state eliminati gli esercizi basati su melodie conosciute. Metodi più moderni hanno un approccio completamente diverso mettendo assieme studi di tecnica con l'armonia. Tanto per dire Microkosmos di Bartok o l'op. 39 di Kabalewsky. Dato che una delle poche cose che ho capito dello studio del pianoforte è che deve essere fatto con attenzione consapevole. Se si fanno gli esercizi meccanicamente i progressi sono nulli e ci si stufa rapidamente.
Non sono sicuro di avere capito questo tuo commento. Comunque il discorso che io faccio è che se è uno studia da autodidatta, o quasi da autodidatta, potrebbe avere bisogno di studiare qualche esercizio, oltre a dover studiare teoria, scale e così via, anche se ciò potrebbe portarlo su strade sbagliate. Il motivo per cui con un maestro presente, ciò non è strettamente necessario, è che nel momento in cui si incontra un problema su un brano, lo si risolve localmente, e solo se necessario si generalizza il concetto.

Negli studi, o fai una serie di movimenti ipoteticamente destinati a rinforzare i muscoli, o vai a studiare tutta una serie di generalizzazioni che, tra l'altro, è anche probabile che non incontrerai mai in un brano, quindi per uno studente seguito da un maestro potrebbero non essere assolutamente necessari; per un autodidatta, invece, potrebbero rivelarsi potenzialmente utili nel momento in cui non si riescono a fare progressi con i soli brani, perché lo studio, se appropriatamente scelto, isolerà tale problema, e in un modo o nell'altro, è possibile che ciò sia d'aiuto. Non è detto che lo sarà, sia chiaro: per tal motivo insisto con il dire che l'Hanon non ha una grande utilità. Però, nel caso lo fosse, si potrebbe dire che lo studio è stato d'aiuto.

Detto ciò, per chi studia con qualche maestro, non bisogna di certo sorprendersi se i maestri assegnano studi. È una cosa, per così dire, "comoda" da fare. Nel caso in cui ci si trova al conservatorio, tra l'altro, portare studi è spesso d'obbligo agli esami, quindi in un modo o nell'altro si è forzati a studiarli. Non è un buon insegnante, però, quello che assegna lo studio e non dà nessunissima indicazione o consiglio sul come suonarlo. A quel punto il ruolo dell'insegnante viene meno.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 01, 2017, 04:28:46 pm »
Uhm, onestamente dalla foto non si capisce molto bene. Sembra come se tu abbia l'avambraccio inclinato verso il mignolo, ciò lo deduco dal fatto sembra che tu abbia anulare e medio sullo stesso tasto, ma allo stesso tempo sembra che il pollice tocchi la tastiera, il che mi fa quasi intuire che il pollice sia rigido, oltre che un po' l'indice.
Una foto purtroppo temo che non basti per far sì che ti dica qualcosa di certo. Comunque puoi verificare se è un problema di allineamento della mano rispetto alla tastiera: controlla che le nocche non vadano verso il mignolo quando suoni il mignolo, e assicurati che puoi sempre vedere tutte le nocche in ogni momento. È un po' difficile dirti altro in base a quella foto.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 01, 2017, 01:04:03 pm »
Non mi piace ritenermi un "grande", ma sono sicuramente uno dei più attivi e specializzato in tecnica pianistica (nessun titolo ufficiale ma ho i miei studi). Personalmente credo che sia molto più utile arrivare a suonare tutte le scale a 4 ottave piuttosto che arrivare suonare i primi 31 studi dell'Hanon. Tuttavia, nello studio da autodidatta (o anche quasi autodidatta, cioè con lezioni molto occasionali), non avendo l'opportunità di qualcuno che ti dice se più o meno ti muovi bene, l'Hanon può comunque avere un suo senso. Non ti porterà a fare movimenti giusti magari, ma svilupperà un minimo dei muscoli che ti potrebbero portare ad avere un poco poco più facilità anche senza essi. Quindi, a questo punto, più che eliminarlo totalmente, se ti sembra che possa esserti di aiuto, puoi semplicemente ridurne lo studio. Quello che è importante, è che, in qualunque momento, se provi dolore, vuol dire che c'è qualcosa che non va: ti fermare per un attimo, non mettere le mani al pianoforte prima di un paio di minuti, o fin quando è passato qualunque dolore sia. Il pianoforte non è una palestra, è uno strumento, ricordalo.

Riguardo i canoni di Kunz, diciamo che la maggior parte sono piccoli esercizi di coordinazione... Di certo salterei almeno i primi 35, che sarebbero utili solo per chi parte proprio da 0 con un insegnante al limite (ma penso che a quel punto ci sarebbero un'infinità di alternative più interessanti). Puoi continuarli certamente, se li trovi gradevoli. Bartòk quasi sicuramente è ancora più utile e istruttivo, ma se non sei nella sua mentalità potrebbe piacerti di meno (oltre al fatto che sono presenti esercizi a 4 mani che naturalmente non puoi realizzare pienamente a meno che hai qualcuno che fa l'altra parte).

Comunque sì, dedicati alle scale, gli arpeggi li introdurrai con calma, studia della teoria musicale se puoi, studia Bach sicuramente, Bartòk se ti piace, Kunz se ti piace, e altri brani di qualunque tipo che trovi che ti piacciono.

Ah, per l'inizio della quinta sonatina di Clementi per il momento non ti preoccupare, cerca per il momento di eliminare il problema dove l'hai individuato, quindi nell'Hanon (quindi non lasciarlo ancora sicuramente per ora, risolvi prima il problema). Con calma, fai qualche esperimento e non correre, spesso i problemi richiedono giorni (per non dire settimane, mesi o anni) per essere risolti.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 01, 2017, 11:03:21 am »
Ok, appena tornato da alcune visite mediche. (Non sono un medico, anche se talvolta posso sembrarlo da come scrivo, sono il paziente hahahaha)
Citazione
A questo punto ne approfitto e faccio una domanda che, sicuramente, avrete sentito in altre mille salse...tralasciando la loro utilità per lo sviluppo della tecnica, gli esercizi del pianista virtuoso sono utili per cercare di migliorare la velocità se svolti sempre in quartine con bpm via via maggiori?
Gli esercizi dell'Hanon appartengono a una scuola di tecnica superata da molti decenni ormai. Considera che le moderne tecniche scientifiche mettono totalmente in discussione già solo il fatto che abbiano una utilità per lo sviluppo della tecnica. Sai perché sono ancora molto in uso? Perché sono semplici da leggere, tengono le mani occupate, spegnendo piano piano il cervello (essendo esercizi molto sistematici e simmetrici), e sviluppano i muscoli delle dita quando vengono fatti con articolazione molto accentuata. Tuttavia, a mio avviso, è un controsenso, in quanto quello che fai a quel punto è quello che devi assolutamente evitare di fare quando vai in velocità. Infatti, metti che non riesci ad andare veloce nelle scale, poi pratichi un po' l'Hanon ed ecco che riesci ad andare veloce. Cosa ti assicura che ora stai eseguendo la scala nella maniera più efficiente? Il punto del discorso è che bisogna risolvere i problemi localmente, dalla vera base della tecnica pianistica, cadute, articolazioni, scale, arpeggi e solo successivamente altri elementi di tecnica. Perché le scale e gli arpeggi sono veramente utili e gli esercizi no? Perché in realtà, una volta che hai studiato tutte le scale e gli arpeggi, quasi qualunque frase melodica non sarà altro che formata da frammenti di scale e arpeggi. La maggior parte degli esercizi o degli studi invece, non provocano danni magari, ma spesso non risolveranno neanche il problema che cercano di trattare. Inoltre, fare esercizi ripetutamente è probabilmente ciò che fa annoiare i bambini e perdere la motivazione. È una perdita di tempo e concentrazione, alcuni suggeriscono perfino di leggere un libro mentre si fanno esercizi tecnici, perché si cerca effettivamente solo di sviluppare i muscoli. Uno dei motivi per cui si assume di non avere talento è dovuto alla grande perdita di tempo in esercizi, nella speranza di risolvere problemi tecnici che non saranno mai risolti grazie ad essi.

Detto ciò, in generale, il metodo di aumentare molto gradualmente il metronomo funziona per ottenere velocità, anche se va idealmente impiegato in più sessioni (ad esempio in una sessione arrivi da 60 a 90, poi da 70 a 100, poi da 80 a 110 e così via). Tuttavia è molto importante che ogni volta che aumenti il metronomo senti il pieno controllo della velocità. Nel momento in cui senti che stai spingendo velocità, vuol dire che tutte le velocità al di sopra di quella saranno sempre più impegnative, quindi non ha senso andare molto avanti. Non sto dicendo che non bisogna spingere la velocità neanche un po', ma bisogna sfruttare la possibilità di dividere lo studio in sessioni. Ad esempio metti che a 95 di velocità senti che spingi di velocità in qualche esercizio. Allora la mattina del primo giorno provi a studiarlo gradualmente da 60 a 90, poi la sera provi da 70 a 100 verificando come te la cavi quando spingi un po', poi la mattina successiva vai da 75 a 105, poi la sera da 80 a 110 e così via piano piano cercando di non spingere mai troppo, ma senza neanche mai tornare troppo indietro (direi però che le sessioni devono sempre partire da una velocità inferiore a quella in cui senti che spingi però). Poi aumentare gradualmente anche andando di 2 alla volta, e considera che nel caso degli esercizi dell'hanon non è particolarmente importante che li fai dall'inizio alla fine essendo molto ripetitivi meccanicamente, è sufficiente che pratichi un po' della prima parte dell'esercizio e un po' della seconda parte, siccome tutti i primi esercizi dell'Hanon sono strutturati così.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 01, 2017, 09:29:44 am »
Non sono riuscito a recuperare il topic perso del 2016, pazienza. In ogni caso, il dolore al polso è piuttosto comune (ciò non toglie che va eliminato), può dipendere dal modo in cui ti siedi al pianoforte, il modo in cui articoli, se arricci le dita, isolamento del polso (difficile da spiegare in poche parole), eventuali abitudini a tenerlo troppo basso o troppo alto e molte altre possibilità (più o meno riconducibili a queste). Ti capita solo nell'Hanon, o anche quando suoni altre cose? Se sì, che tipo di cose? Comunque questo dolore al polso può essere anche causato dallo stesso secondo problema che hai descritto, quindi direi di focalizzarsi più su quello.

Innanzitutto assicurati di avere chiara idea di come dovrebbe essere la mano al pianoforte. Per saperlo basta che ti alzi, con le braccia rilassate, e fai qualche passo. La posizione naturale in cui si trova la mano, si trova il polso, e si trova l'avambraccio, è esattamente quella che dovranno avere al pianoforte, solo che le mani hanno il palmo rivolto verso il corpo. Di conseguenza, per posizionare la mano sulla tastiera, sarà necessario un movimento di rotazione dell’avambraccio. È importante osservare ciò, perché può capitare di non ruotare abbastanza, specialmente nella mano sinistra, trovandosi con la mano leggermente storta. Questo potrebbe essere un altro motivo per il quale l’anulare e il mignolo talvolta danno l’impressione di essere più deboli, perché quando si ha la mano storta in questo modo, non ha il supporto della mano e dell’avambraccio, e potrebbe anche essere la causa del tuo problema all'indice.

Quale sia la causa del problema comunque non importa e non lo posso certo sapere con certezza. Direi di verificare innanzitutto se, anche in questo caso, avviene solo nell'Hanon o anche in altre cose. Direi di controllare specialmente nelle scale che conosci (anche se sarebbe meglio verificare con almeno 2 ottave) e nei 24 pezzi da Anna Magdalena.

Il fatto che possa avvenire solo nell'Hanon naturalmente non ne riduce la gravità. Direi di tornare a velocità più lente, anche molto più, prestando massima attenzione alla sinistra, controllando se ogni tasto che premi senti tensione nell'indice, e cercando di sciogliere subito la tensione (senza lasciare il tasto, ma anche senza forzare le posizioni, insomma tieni sempre a mente la posizione ideale della mano che ti ho spiegato più sopra). Fai qualche esperimento e fammi sapere, al momento non ho tempo per aggiungere altro.

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