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Post - Pianoth

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Le mie esecuzioni / Re:F. Chopin - Op. 10 N. 2
« il: Agosto 05, 2017, 06:54:43 pm »
Eh sì, quello è un inferno. Per chi non sapesse di cosa si sta parlando:

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Manutenzione / Re:Accordo la2
« il: Agosto 05, 2017, 11:47:09 am »
Potrebbe essere LA SI DO MI, o LA SI DO# MI, a seconda che nel brano l'accordo di La sia maggiore o minore. Potrebbe anche essere un accordo privo di terza, cioè LA SI MI, ma generalmente quest'ultimo viene chiamato LA sus2.

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Di tutto e di più / Re:Difficoltà Appassionata beethoven
« il: Agosto 03, 2017, 08:59:12 pm »
Mi era sfuggito il topic. È una sonata difficile, ma ci sono sonate più difficili. Non ricordo quali sono le difficoltà tecniche maggiori (a parte scale ed arpeggi), è parecchio che non la vedo e non ho tempo per vederla ora. Si portava al diploma nel vecchio ordinamento, quindi alla fine del percorso. Nel nuovo ordinamento non saprei, suppongo all'accademico.

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Di tutto e di più / Re:Mani sudate al pianoforte...
« il: Agosto 01, 2017, 01:09:57 pm »
Tieni un fazzoletto a portata di mano. Oppure...

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Di tutto e di più / Re:Chopin studio op 10 n 2
« il: Luglio 31, 2017, 01:54:52 am »
Citazione
Non importa se il risultato finale sarà spettacolare o meno ma superare questo studio brillantemente (obbiettivo che mi auguro di raggiungere nel tempo e nel quale investiro tutti i miei sforzi) garantisce l'acquisizione di capacità tecniche utili o in ogni modo un importante miglioramento tecnico, o lo studio è fine a se stesso?

Se si riesce ad eseguire senza troppa tensione questo studio, vuol dire che si è in grado di controllare i propri movimenti in maniera tale da evitare tensione, quindi sicuramente non è male. Questo studio però è assolutamente inutile se si continua a ripeterlo sperando che prima o poi verrà, perché non accadrà mai facendo così ;D
Citazione
Inoltre pensi che utilizzando il metodo di suonare il più brevemente possibile le note del pollice e dell'indice(nonostante sia una metodo utile ai fini dell'esecuzione) venga compromessa la finalità dello studio?

No. Anzi, il senso dello studio è proprio quello di suonare quelle note il più breve possibile mentre si esegue la melodia cromatica. Altrimenti Chopin le avrebbe scritte come semiminime (e sarebbe stato praticamente insuonabile).
Citazione
Comunque a quanto ho capito il rischio dal quale mi metti in guardia sarebbe quello a 0:19 dell'esecuzione di kate liu? ( https://youtu.be/vjy6AsXJWq4 ) (credo che il suo errore sia dovuto all'irrigidimento di cui parli)

L'esecuzione di Kate Liu è un ottimo esempio. Su Kate Liu di certo non si può dire che non abbia tecnica. Eppure in questo studio, pur non avendo combinato proprio un assoluto disastro, non dà una bellissima impressione.

Citazione
Non ho  ben capito se all'inizio devo studiare la destra solo 345 senza 12 oppure devo studiarla bella come mamma l'ha fatta. Dovrei prima leggerlo completo per trovare la diteggiatura che mi è più congeniale e una volta stabilita questa, esercitare solo la scala cromaticoa e poi il resto, oppure devo studiare la destra interamente da subito?

Prima di iniziare lo studio, pratica con la destra delle scale cromatiche generiche senza usare pollice e indice, devi prima acquisire un po' di confidenza con questa difficoltà. Poi, quando ti senti pronto, leggi con la più assoluta pazienza la destra, così com'è scritta, cercando di sperimentare tutte le diteggiature che ti vengono in mente, e scegliendo quelle con cui senti meno tensione, volta per volta, appuntandole sullo spartito. Se vedi il video della mia esecuzione, ci sono varie diteggiature consigliate sulla edizione che ho usato, alle quali ho aggiunto la mia. Te lo dico perché così puoi vedere se trovi qualche alternativa migliore rispetto alla tua edizione. In particolare, sappi che la diteggiatura in grassetto nell'edizione che uso è la diteggiatura consigliata da Chopin in persona.

Citazione
Inoltre non mi è ben chiaro cosa intendi qui [...]

Dizionario:
fuori: verso di te, o la parte del tasto che è più vicina a te;
dentro: lontano da te, o la parte del tasto che è più vicina alla meccanica;
dita corte: il pollice e il mignolo.

(leggi con calma per capire, non è nulla di troppo complesso)
Il braccio deve andare fuori quando le dita corte si trovano entrambi su tasti bianchi, e non devono suonare su tasti neri nelle successive 3 o 4 note. Il braccio deve andare dentro quando una delle dita corte o entrambe sta per suonare su un tasto nero, possibilmente il movimento si deve suddividere nell'arco di 3-4 note, in modo da essere un movimento graduale e non fare scatti bruschi dentro e fuori. Quando le dita corte hanno finito di suonare sui tasti neri, il braccio può ritornare fuori, sempre con un movimento graduale suddiviso in un arco di 3-4 note, a meno che dopo suddette note una delle dita corte o entrambe devono suonare di nuovo su tasto nero, in tal caso in quelle 3-4 note si resterà dentro. Ci sono delle eccezioni a queste regole (ad esempio nel passaggio del pollice su tasto nero), ma non sono presenti in questo studio.

In aggiunta a queste regole, ho aggiunto che "devi abituarti a suonare l'indice sempre un po' più dentro di quanto potresti pensare", perché essendo la maggior parte degli accordi nello studio suonati con 123 o 124, se suoni l'indice fuori ti ritrovi inevitabilmente o a tenere l'indice molto curvo, o a torcere il polso continuamente verso destra. Per cui, per quanto possa risultare scomodo, l'unico modo per ridurre la tensione è suonare l'indice più dentro. Per questo occorre molta pazienza, bisogna studiare lentissimamente lo studio per molto tempo cercando di abituarsi e tutte le varie posizioni dell'indice negli accordi, mentre si presta attenzione naturalmente anche alla linea cromatica, che deve essere legatissima, alla sinistra, e al non tenere pollice e indice sui tasti più del dovuto (ricorda: come se fossero dei pizzicati di violino).

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Di tutto e di più / Re:Chopin studio op 10 n 2
« il: Luglio 30, 2017, 09:59:49 pm »
Secondo me, o la tua insegnante non ha realmente chiaro quanto è difficile questo studio, o ritiene che tu abbia una tecnica così buona da non avere grossissime difficoltà... Ma mi sa che è molto più probabile la prima. Pensa che questo studio, Paul Barton che ci ha fatto dei tutorial l'ha registrato usando trucchi di registrazione, e Valentina Lisitsa leva un sacco di note che suona l'indice per tutto il brano. Qui stiamo parlando di livelli di difficoltà tecnica veramente veramente alti, e il risultato finale spesso non è per niente soddisfacente, perché non suona per niente difficile! Anzi, se non lo suoni in maniera perfetta, rischi solo di dare l'impressione di avere una cattiva tecnica. In pratica, o dai una cattiva impressione, o l'impressione di stare suonando qualcosa di piuttosto semplice. È uno studio davvero diabolico.

Ora, se davvero, davvero ti piace questo studio, e non ti preoccupa il fatto che per i primi mesi di studio potresti non essere in grado di superare senza tensione neanche le prime 4 righe al tempo a cui andrebbe suonato (144 per semiminima, ma molti lo suonano anche a velocità maggiori), oppure di superarle ma cacciare un suono indecente o sporco, allora...

Sicuramente, di base, ti conviene studiare la scala cromatica senza usare pollice ed indice. Quando hai acquisito confidenza con tale scala e senti di essere libero da tensione mentre la fai (può aiutare il cercare di evitare di torcere il polso, cioè tenendo la mano sempre allineata al tasto che stai premendo, senza mai bisogno di ruotare il polso orizzontalmente per premere il tasto successivo), puoi iniziare una lettura dello studio. Sin dall'inizio, non sottovalutare la sinistra. Ha un ruolo melodico-ritmico importante, per cui studia a mani separate, anche sinistra da sola, dagli un senso musicale. Per quanto riguarda la destra, la devi studiare più lenta che puoi, e, anche se qualcuno potrebbe non essere d'accordo, direttamente così com'è scritta. C'è chi consiglia di studiare prima la parte superiore, anche perché deve essere legatissima, ma c'è un problema: la diteggiatura che devi usare, possibilmente deve essere stabilita con estrema accuratezza sin dall'inizio, e per farlo l'unico modo è suonare la destra direttamente con gli accordi. Non usare necessariamente la diteggiatura suggerita, prova tutte le diteggiature possibili. Su youtube si trova facilmente l'esecuzione di Dmitry Shishkin, che suona lo studio a una velocità pazzesca e senza levare nessuna nota: la diteggiatura che usa lui è molto particolare, perché sui tasti bianchi mette sempre 4 e 5 contemporaneamente, eccetto quando è forzato a fare movimenti come 345 e 543. Non è detto che tale diteggiatura funzioni anche per te, ma prova tutte le alternative che ti passano per la testa. Anzi, in vari punti è possibile dare delle note a sinistra, personalmente ti consiglio di farlo quando è possibile, perché la tensione in questo studio si accumula davvero molto facilmente.

Ora, a questo punto, si suppone che tu abbia annotato una dettagliata diteggiatura comoda per la tua mano per tutto lo studio. A questo punto, inizia lo studio vero e proprio. Come si fa a fare in modo che si accumuli meno tensione possibile? Allora. La tensione in questo studio si accumula in 3 modi: tenendo le dita rigide o curve, torcendo il polso, o tenendo le dita estese più tempo di quanto è necessario. Ora, al tempo a cui va suonato lo studio, è quasi impossibile rimuovere completamente tutte e 3 le fonti di tensione. Tuttavia, bisogna fare il possibile per limitare la tensione, perché altrimenti, come ho anticipato sopra, a malapena superi le prime 4 righe, suonando a tempo. Per cui, per quante strategie tu possa provare, varianti ritmiche o tutto quello che ti può mai venire in mente, c'è solo un modo per suonare questo studio senza soffrire di tensione, ed è il seguente:
*
In altre parole, le note che devono suonare il pollice e l'indice, devono essere staccate più presto possibile, come se fossero pizzicati di violino, e la mano deve immediatamente rimuovere tutta la tensione, in altre parole devi assolutamente evitare di mantenere pollice ed indice rigidi, come se dovessi suonare questo:
*
Appena hanno suonato le note che devono suonare, devono immediatamente rimuoversi dai tasti in cui stavano, altrimenti la mano resta rigida.
Inoltre, mentre suoni devi assolutamente evitare di torcere il polso o tenere le dita curve. Per farlo, devi abituarti ad entrare gradualmente più dentro la tastiera quando deve suonare il pollice (se non lo sei già), e devi abituarti a suonare l'indice sempre un po' più dentro di quanto potresti pensare (in questo studio in particolare, presumibilmente questo è il motivo per cui la Lisitsa leva un sacco di note dell'indice, perché è molto scomodo in effetti).

* Immagini prese dall'edizione di Cortot di Chopin, personalmente la sconsiglio in quanto è datata, quindi piena di errori, e dà alcuni consigli tecnici piuttosto discutibili

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Quale pianoforte? / Re:acustico o digitale?
« il: Luglio 20, 2017, 10:14:28 pm »
Certo, però devi essere comunque in grado di fare certe cose (o devi trovare qualche modo per impararlo che non sia semplicemente quello di andare ad intuito possibilmente)... Non mi preoccuperei tanto di questo quanto della possibile differenza di meccanica... Della realisticità del suono neanche mi preoccupo molto, si riescono a raggiungere grandi risultati oggi

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Tecnica / Re:Studio scale
« il: Luglio 20, 2017, 09:40:15 am »
Esattamente.

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Tecnica / Re:Duevrnoy
« il: Luglio 20, 2017, 09:39:44 am »
Direi che si può anche evitare. Comunque sarebbe un tantino troppo presto per gli studi, al limite potresti fare gli esercizi preparatori, ma si trovano elementi tecnici simili sia nell'Hanon che nel Beyer parecchio più avanti. Se vuoi iniziare qualcos'altro del Duvernoy puoi provare l'op. 176.

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Tecnica / Re:Studio scale
« il: Luglio 20, 2017, 09:31:16 am »
Per trovarti sul battere alla fine delle scale, sei obbligata a suonare due ottave a duine, tre ottave a terzine, e quattro ottave a quartine. Se il problema è che tendi a perdere il senso del battere, prova ad andare più lenta e assicurati di percepire bene il senso del battere.

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Tecnica / Re:Czerny op 740.no1
« il: Luglio 18, 2017, 10:54:41 pm »
secondo te questo esercizio si potrebbe portare anche ad un concorso?
Non so... Non ha un grande valore musicale. Alcuni studi dell'op. 740 direi di sì, ad esempio l'ultimo l'ho anche visto portare, questo in particolare mi sa un po' troppo di studio...

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Tecnica / Re:Czerny op 740.no1
« il: Luglio 18, 2017, 08:27:34 pm »
Se riesci a spingere un altro po' è meglio, intorno a 140 almeno direi, se vuoi un'indicazione precisa, si tratta comunque di studi per sviluppare velocità. Se non riesci proprio comunque non ti preoccupare.

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Di tutto e di più / Re:Qua'è il vostro preferito?
« il: Luglio 18, 2017, 12:25:30 pm »
Non vorrei creare fraintendimenti, neanche a me piace cortot , preferisco 1000 volte rubinstein ma intendevo che egli visse in tempi più vicini a chopin e non che il suo modod di interpretarlo fosse più vicino a quello di chopin (Anche perchè non ho la più pallida idea di come si suoni chopin)
Non ti preoccupare, c'è comunque molta gente che crede che Cortot suoni in maniera più corretta Chopin, ho solo voluto chiarire che in realtà non è così. Comunque, in sintesi, quello che io ed antares vorremmo è che, se hai intenzione di suonare qualunque brano di Chopin, o anche di altri autori, ascoltassi tante esecuzioni diverse, ascoltassi i suggerimenti dei tuoi insegnanti, ma provassi anche ad informarti per conto tuo: ti assicuro che farlo ti guiderà meglio anche nel trovare una tua interpretazione anche se differente da quella del compositore. Ovviamente se hai difficoltà ad informarti da solo possiamo darti delle indicazioni su come informarti o scriveremo noi esplicitamente (o al limite ci fai sentire qualcosa direttamente e ti diremo delle indicazioni specifiche lì). L'importante è che non ti lasci spaventare, non succede nulla se interpreti in maniera totalmente "sbagliata" un brano ;)

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Di tutto e di più / Re:Qua'è il vostro preferito?
« il: Luglio 18, 2017, 12:27:22 am »
Sì, anche io preferisco Rubinstein e Zimerman in generale. Pollini non lo disprezzo in alcune cose.

Diciamo comunque che per gli autori fino alla prima metà del '700, molti giustificano le proprie interpretazioni con il fatto che vengono suonate sul pianoforte, quindi possono, ovviamente, permettersi di fare tante cose che gli strumenti non potevano fare. Tuttavia, il problema è il medesimo: un conto è interpretare secondo i gusti personali, un altro è farlo dopo essersi informato appropriatamente... Parliamoci chiaro: tutte le interpretazioni di Mozart al pianoforte considerate grandi, sono semplicemente ridicolosamente errate a livello filologico, e danno tutte un'immagine di Mozart come emblema di una musica pura e perfetta, e non sia mai aggiungere un abbellimento allo spartito... Però non è assolutamente così...

A questo punto però si pone un altro problema: se si cerca di interpretare Mozart in maniera filologica, si rischia comunque di fare cavolate, perché le informazioni che abbiamo, anche se sono parecchie, non sono abbastanza. Ecco perché – secondo me – anche un grande interprete musicologo quale Badura-Skoda, alla fine, non si spinge più di tanto a cercare di essere filologico sul pianoforte: quando ci ha provato, ha ottenuto risultati interessanti, ma non necessariamente "corretti". Quindi su Mozart penso sia proprio un problema di difficoltà di interpretazione, non solo dovuto alla mancanza dell'informarsi. Io stesso ammetto che avrei difficoltà ad interpretare con sicurezza Mozart al pianoforte in questo senso.

Per Bach invece penso sia proprio questione di ignoranza e pigrizia. Penso che almeno per sentito dire moltissimi pianisti conoscano il Saggio di metodo per la tastiera di Carl Philipp Emanuel Bach. Il fatto è che poi non si sforzano più di tanto, in genere. O forse finiscono per adeguarsi alle indicazioni degli insegnanti, a loro volta non adeguatamente informati, o adeguarsi agli ascolti, finendo per imitare pazzie antifilologiche di Gould pensando di portare rispetto a Bach ;D

Comunque, non per dire, ma siamo andati un tantino off-topic.

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Presentiamoci / Re:65anni: non e' mai troppo tardi, giusto?
« il: Luglio 17, 2017, 10:18:24 pm »
mi faccio chiamare PROFincubus [...]
Ho fatto una rapida ricerca del nome... Wow! Ricordo di avere visto varie delle sue videolezioni ai tempi del liceo, non so se addirittura da prima (da amante della matematica), apprezzo moltissimo il suo lavoro! Dunque, benvenuto ;) La proverei ad indirizzare ad alcune pagine del sito, ma non riesco a trovarle, per cui aspetti che qualcun altro la riesca ad indirizzare.

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