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Post - Roberto S. Persi

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Tecnica / Passaggio indigesto
« il: Giugno 23, 2017, 06:20:37 pm »
Pongo un piccolo quesito sul modo di affrontare gli esercizi.
In un esercizio (non brano intendiamoci) c'è un piccolo passaggio che mi risulta ostico, non tanto dal punto di vista tecnico ma mentale, mi spiego, so come va fatto e lo posso ripetere 100 volte senza sbagliarlo, ma quando affronto tutto l'es. complessivamente lì e quasi sempre solo lì mi incaglio, non è questione di velocità  eccessiva o altro, proprio non riesco a farlo diventare scorrevole. Devo dire che l'esercizio complessivamente non mi fa impazzire di gioia e che altre parti molto più complicate, a detta del tutorial di pianosolo, le ho risolte molto velocemente.
Fosse un brano mi sentirei per forza costretto ad insistere ma in questo caso non è meglio forse che soprassieda e vada oltre? Forse incaponirsi non è produttivo e quel nodo da sciogliere magari si dissolverà affrontando gli esercizi successivi. Non dico abbandonarlo, ma non sentirmi bloccato da quel maledetto passaggio in se sempliciotto.
Che ne dicono gli esperti?

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Di tutto e di più / Re:Pianoth si è diplomato in pianoforte oggi! :-)
« il: Giugno 22, 2017, 10:55:11 am »
Decisamente si può dire che non sono braccia rubate all'agricoltura (con tutto il rispetto per  contadini e braccianti vari). Complimenti, ma che avevamo a che fare con un "genietto" lo si poteva ben capire dagli interventi in forum.
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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Giugno 06, 2017, 03:33:20 pm »
Se vuoi comincia pure col Beyer, ma guardati intorno c'è molto altro, l'Hanon direi proprio di no. Per curiosità vai a vedere nella sez. "tecnica" le risposte che dà Pianoth sulla domanda "dolori al polso" prendendo in considerazione i vari modi e metodi di studio, così forse ti farai un'idea più chiara sul come affrontare lo studio del piano. Buon lavoro.

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Regole del forum e guida / Re:Psr s 950 pedaliera bheringer1010
« il: Giugno 03, 2017, 06:29:40 pm »
Io non me ne intendo e quindi non ti posso rispondere, ma penso che tu abbia sbagliato il luogo dove postare la domanda.
Se guardi l'indice c'è un luogo appositamente dedicato - "problemi tecnici"- dove forse ti possono dare delle risposte.

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Tecnica / Re:Dolori al polso...
« il: Giugno 02, 2017, 08:33:43 am »
Scusate se mi intrometto.. ho seguito con molto interesse la vostra chiacchierata e le risposte (per me molto chiarificatrici) di Pianoth sul modo di studiare. Mi sono in questo modo liberato dalla malattia "ansia dell'Hanon" che non voleva proprio mollarmi. spiego... Leggendo quà e là prima o poi compariva sto maledetto Hanon come scoglio sul quale spiaccicarsi per diventare un vero suonatore di piano e mi chiedevo: "quando sarò finalmente pronto ad affrontare il mostro?". Ora non più, come si dice "sono nato pronto" e non me ne importa nulla.
Domanda secca sulle scale, io le sto imparando svolgendole su due ottave, vado avanti così o è preferibile affrontarle subito sull'estensione di quattro?
Domanda di riserva... lavoro sul Mikrokosmos (vol.2), il 176 del Duvernoy, Cesi Marciano, e di tanto in tanto (per il momento) butto un'occhio al corso di piano Blues, oltre a teoria e scale ovviamente, troppa carne al fuoco? E se no, è meglio affrontare il tutto a giorni alterni (due robe al giorno per dire) o è meglio fare magari poco ma sempre tutto?

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Di tutto e di più / Re:è finito Piano City 2017, arrivederci al 2018!
« il: Maggio 26, 2017, 05:18:01 pm »
L'hai messa giù proprio proprio dura... comunque condivido ogni virgola di quel che dici, la musica certo non ci salva ma un aiutino lo dà.
Quel che mi fa felice è che Putin, degno compare dell'americano, suona decisamente peggio di me (a vedere dal video che hai postato tempo fa).
Tirem avant con gli esercizi quotidiani vah...

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 19, 2017, 10:13:58 am »
E' ovvio che con un insegnante tutto diventa più semplice e diretto... ma se non fosse così, o almeno non subito...
Se come mi pare di capire di teoria musicale non ne sai proprio nulla, non sarebbe per niente male che almeno i primi passi oltre che sul testo tu li faccia con un amico e/o conoscente qualche cosa n (non importa che suoni il piano) e ti dia delle dritte. I testi teorici per un neofita possono risultare un pò criptici anche perchè, penso, danno per scontato che ci sia sempre accanto un maestro che spiega.
Studia sempre con la tastiera a portata di mano e vedrai che tutto si spiega più facilmente.

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 18, 2017, 10:27:48 pm »
Per farti un'idea dello studio del piano puoi intanto spulciare quello che ti offre questo sito. Se vai nella home page, sulla destra trovi alcune lezioni introduttive ("per cominciare") e così puoi avere un'idea di cosa potrai o dovrai fare. Penso che gli esercizi di base siano tutti più o meno simili. La teoria ovviamente è a prescindere.
Buon lavoro.

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Teoria musicale / Re:Materiale didattico
« il: Maggio 18, 2017, 09:10:09 pm »
La prima domanda è: conosci la musica? Ovviamente intesa come i fondamenti per affrontare un qualsiasi strumento, es. note, scale, accordi, lettura di un pentagramma ecc. ecc., se si bene (almeno per iniziare) se no prendi subito un testo di teoria musicale. Tutti indicano il Luigi Rossi come il migliore.
Per il resto Antares ha ragione, Dovresti indicare quali sono i tuoi interessi o desideri. Fra le altre cose intendi per tastiera una pianola elettronica, un simil piano con tasti pesati, e quanti tasti ha, i classici da piano (88) o una versione ridotta?

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Di tutto e di più / Re:Pezzo piano stupendo e sconosciuto !
« il: Maggio 13, 2017, 08:19:19 am »
Io avevo ascoltato subito il brano postato e mi ero astenuto da ogni giudizio perchè non sarebbe risultato particolarmente benevolo, ti assicuro che io non sono un dio della musica... anzi... ma questo mi sembra proprio un jingle pubblicitario che può funzionare per i primi 30 secondi poi francamente diventa noioso. Io ci ho provato ad ascoltarlo tutto ma dopo due minuti non reggo più, un pò come quei libri gialli che dopo dieci pagine sai già chi è l'assassino.
Ma non devi prendertela, ognuno ha i suoi gusti (sapessi che robe ascolto io) e se chiedi un giudizio devi anche saperlo accettare.
Con affetto :)

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Teoria musicale / Re:Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 05, 2017, 10:49:11 pm »
Forse ti sarò sembrato un tantino duretto nel darti i miei miseri consigli, ma ti assicuro che arrivano da uno che è nella tua stessa situazione, forse un tantino più avanti ma non poi molto. Se sei costante e soprattutto curioso di esplorare vedrai che a breve sarai tu a darti un percorso di studio seguendo anche il gusto. Per dire, io il Beyer ho smesso di seguirlo quando ero circa all'esercizio 70 o 71 perchè ho trovato altro che a me sembrava (sembra) più valido e ora studio con più convinzione e soprattutto piacere.Ho seguito le chiacchiere e discussioni nel forum trovando piano piano quella che mi sembra la "mia" strada giusta. Ciò che è valido per uno lo è meno per un altro, l'importante è applicarsi e seguire i fondamentali necessari a prescindere per un brano di Mozart o di Piripicchio...
Se poi ti piace suonare il piano è comunque tutta discesa, anche la "cima Coppi".

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Teoria musicale / Re:Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 05, 2017, 04:35:00 pm »
Se sei al 30 del Beyer la coordinazione delle mani è di là da venire (se per questo intendi la capacità di farle lavorare insieme ma con articolazione indipendente). Per quanto riguarda invece la soddisfazione per la "buona" esecuzione... beh scorda anche quello, mai essere soddisfatti!!! Tutto viene nel tempo e i progressi da soli è veramente difficile vederli. Studia molto a mani separate e lentamente, ricorda che la precisione in questa fase è decisamente  più importante e utile della velocità.
Per quanto riguarda gli esercizi propedeutici... noiosi... è decisamente meglio farli, magari non più di 10/20 minuti, ma ti assicuro servono, all'inizio è molto più bastone che carota ma poi vedrai che soddisfazione. Quando sei circa a metà Beyer (dal 60 in poi più o meno) puoi cominciare a mettere il naso sul Duvernoy 176, annusare lo Czerny 599 e altri trattatelli che puoi incontrare, ma non prima ne rimarresti solo demotivato. Le scale invece iniziale subito, una a settimana magari. Teoria e solfeggio inutile dirlo sempre utili e necessarie. Ultima cosa è la costanza, magari solo una mezzoretta al giorno quando ti senti stanco, ma sempre. Buon lavoro e divertimento (prima o poi arriva anche quello).

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Tecnica / Re:sempre a proposito di scale
« il: Maggio 04, 2017, 02:50:14 pm »
Ok, faccio tesoro dell'indicazione.

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Tecnica / sempre a proposito di scale
« il: Maggio 04, 2017, 11:18:21 am »
Il mio studio delle scale è ancora un pò zoppicante, non le ho ancora affrontate tutte, e in passato ho fatto l'errore (almeno per me è così) di impostarmi prima sulle maggiori e solo dopo sulle minori. Ora sono convinto sia meglio abbinare subito allo studio della maggiore la sua relativa minore, tanto per farsi l'orecchio..... Domandona: Minore naturale, armonica e melodica, mi sembra di aver capito che la minore armonica sia più importante a livello teorico che pratico mentre naturale e soprattutto melodica sono più utilizzate nelle esecuzioni. Nello studio pratico devo comunque affrontarle con la stessa determinazione o la minore armonica può essere per così dire un pò "tirata via" ?
Se ho detto una colossale cretinata abbiate pietà di me, sono solo un principiante pasticcione ;D

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Tecnica / Re:Esecuzione de: "Il Gatto solitario" di C. Salerno
« il: Maggio 01, 2017, 09:01:57 pm »
E come disse il saggio il suggerimento di Pianoth è "Cassazione", quello che mi manca personalmente è l'uso del pedale, ancora mai toccato ma prima o poi bisogna...

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