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Post - maria_pianista

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Vabbe', senza a stare a ripetere in un papiro quello che ti dicevo poco fa in privato, aggiungo solo per i nostri amici che non ho detto simile cosa. Intendevo esattamente che interpretare non vuol dire stravolgere.

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Le mie esecuzioni / Re:J. S. Bach Inventionen BWV 772-786
« il: Maggio 18, 2017, 04:08:37 pm »
Mi avete fatto venir la voglia di tirare fuori la mia registrazione della 1 invention. Era del 2014, può darsi che se mi mettessi ora a ricordarla la suonerei peggio. https://soundcloud.com/maria_pianista/1-invenzione-due-voci-bach-clavicembalo
Ora Antares mi spara per il mio "clavicembalo".  ;)

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Scusa se mi intrometto, Antares. Ma quello che dici tu, da vero purista, vorrebbe dire non suonare mai Bach con il pianoforte ma solo con strumenti d'epoca, il che non è alla portata di chiunque. Nel senso che non tutti abbiamo la fortuna (o anche la voglia) di avere un "piccolino" come il tuo sotto il letto.  ;)
Allora: hai detto che il pianoforte non deve imitare il clavicembalo. E ok. Ma allora, visto che con il pianoforte si possono fare cose non identiche a quelle che si fanno con il clavicembalo e viceversa, e se, come dici tu, il pianoforte non deve imitare il suono del cembalo, suonare Bach con un pianoforte normalissimo significherebbe automaticamente andrebbe fuori stile. E a questo punto, se non ho capito male, meglio rinunciare a suonare Bach con il pianoforte. Su questo non sarei d'accordo.

Secondo me il dicorso è andato comunque da un argomento all'altro, e cioè dal fraseggio e i cambiamenti bruschi di tempo che avevamo osservato nell'esecuzione di Kalos, in particolare nella 1ª invenzione, e che lui successivamente ha argomentato, al discorso dell'esecuzione vera e propria con uno strumento diverso dal clavicembalo.

La mia prima insegnante, che non era giovane e che era diplomata oltre che in pianoforte anche in composizione e in didattica della musica, era molto severa e solo molto eccezionalmente mi faceva mettere il pedale in Bach. Per il fraseggio mi faceva legare le note più lunghe e fare un non legato (suono portato) per le note più brevi. Per la cronaca, lei odiava il Bach di Gould (e non piace nemmeno a me).

Il mio attuale insegnante è sempre severo ma più flessibile per l'uso del pedale. Per nulla flessibile per quanto riguarda i cambiamenti bruschi di tempo, per gli abbellimenti che li vuole in un certo modo e per il fraseggio. In particolare Bach deve "cantare".

Effettivamente su Bach ci sono molte scuole di pensiero. La mia conclusione è sempre la stessa: bisogna stare più possibile a quello che è scritto e a non stravolgere un compositore adattandolo al proprio gusto. Se questo vale per tutti i compositori, penso che ancora di più per la musica barocca. Cosa dici?

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Wow! Stai migliorando, Antares!  8) :o :D
Concordo, ma non sappiamo su quale edizione sta studiando Kalos... (per la terza originale di Bach, dico).

Comunque, coraggio, Kalo, che Antares è normalmente severissimo e questa volta si è contenuto parecchio  ;) Vuol dire che così male non è! Hai tutti i numeri per poterle migliorare ancora. Bravo, va avanti!

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Ciao Kalos Piano,

anzitutto complimenti perché hai un tocco bellissimo e credo di ricordare che non è tantissimo che studi, no?

Ho ascoltato abbastanza velocemente le tre invenzioni.
La prima è quella che mi è piaciuta di meno, pur essendo forse la più facile, sia  nella sua variante ritmica che nella "normale". Soprattutto nella versione "normale" questi cambiamenti che fai nel ritmo distraggono molto (per lo meno a me) perché, sempre a mio parere, fa sì che le due voci non si capiscano bene e distintamente.

Nella seconda hai iniziato anche con questi sfasamenti ma poi mi sembra molto meglio nella seconda parte. Farei solo cantare un po' di più la sinistra perché non è un accompagnamento ma una voce distinta che deve sentirsi. Sempre a mio parere.

Vediamo cosa dicono gli altri. Comunque, mi piace come suoni. Grazie mille per averlo condiviso.

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Teoria musicale / Re:Come si studia un esercizio?
« il: Maggio 11, 2017, 06:53:07 pm »
All'inizio si vuole sempre "bruciare le tappe", ma non si può, perché non è una cosa che dipenda dal desiderio, dalla predisposizione o anche solo dall'impegno. Dipende dai tempi di assimilazione del cervello che deve coordinare tutto, e lì non possiamo comandare.

Aggiungo a quello che hanno detto gli altri amici che avere una visione di insieme dello spartito, vuole anche dire non cominciare a studiare a casaccio una nota dopo l'altra o una battuta dopo l'altra.
Serve fare un minimo di analisi: tonalità in cui è scritto il pezzo o l'esercizio, come è strutturato, il tempo (se un 4/4, un 3/4, ecc.), se ci sono legature di valore o di altro tipo, quale potrebbe essere la diteggiatura adeguata se non è scritta sullo spartito, il carattere del brano (se è un Adagio, un Allegro, o altro), se ci sono parti che si ripetono, se leggendo sopra e sotto puoi identificare magari certi accordi (questo perché a volte è più facile ricordare il nome di un accordo quando leggi che magari 6 note una sopra l'altra), e così via.
Non aver paura di scrivere a matita sullo spartito.

La pazienza è la principale virtù di un pianista, perché la qualità si conquista molto lentamente, soprattutto all'inizio (ma anche dopo qualche anno)  ;)

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Presentiamoci / Re:Sono un nuovo (diversamente giovane) autodidatta.
« il: Maggio 04, 2017, 03:22:27 pm »
L'importante è che sei di nuovo qui. Ben tornato allora.  ;)

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Di tutto e di più / Re:A chi rivolgersi
« il: Maggio 01, 2017, 09:28:55 pm »
Ciao Reyra,
io ho l'impressione che le scuole di musica costino meno, in generale, rispetto all'onorario di un bravo insegnante.
Dipende cosa vuoi tu, se un'attenzione personalizzata (insegnante privato) oppure poter confrontarti con altri studenti di pianoforte. Ognuna delle due cose ha i propri vantaggi.

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Grazie, Guc. L'ho tolta perché in realtà, anche se adesso sto già iniziando a studiare qualcos'altro, continuo a provarla ogni giorno e in ogni registrazione mi piace di più una cosa e un'altra no.
Spero di migliorarla e di postare ancora. Ma non leverò le precedenti, così si vede l'evoluzione. Questa volta l'ho fatto solo perché avevo su Soundcloud ben 5 registrazioni diverse de lo stesso brano.  ;)

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Presentiamoci / Re:presentazione
« il: Aprile 30, 2017, 07:29:25 pm »
Benarrivato, Paolo, "diversamente giovane". Di questa "categoria" ce ne siamo un bel po' qui sul forum di Pianosolo.
Grazie per esserti presentato, ti suggerisco di curiosare nelle varie categorie del forum. Se tornerai a trovarci, siamo qui.  :)

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Libri e Materiale didattico / Dal silenzio la Musica, Giovanni Carmassi
« il: Aprile 30, 2017, 07:27:21 pm »
Volevo consigliarvi questo libro che sto finendo di leggere e che mi è piaciuto molto. Da riflettere.

Titolo: "Dal silenzio la musica"
Sottotilo: Il pianoforte e la costruzione interiore del pezzo musicale

Autore: Giovanni Carmassi con Piero Ferrucci

Editrice: Edizioni ETS


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Tecnica / Re:Alternanza 3^ e 4^ dito (di nuovo)
« il: Aprile 30, 2017, 04:07:19 pm »
Solo precisare che nel riferirmi all'articolazione intendevo applicarla allo studio LENTO per avere consapevolezza del fatto che non occorre spingere il tasto in modo "muscoloso" come mi dice il mio maestro.
Naturalmente quando si suonerà alla velocità normale, più si accelera e meno articolazione c'è ma penso che in questo caso l'articolazione serve per avere la giusta sensazione del contatto con il tasto, che non è "di forza". Il 4º dito va aiutato con le altre dita e non forzato, perché è uno dei più deboli.
È logico che poi, man mano si va avanti, si comincia a prendere consapevolezza di tutto il corpo, non solo delle articolazione delle dita. In ogni caso, per la tecnica, ogni pianista ha la sua.  ;)

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Tecnica / Re:Alternanza 3^ e 4^ dito (di nuovo)
« il: Aprile 29, 2017, 09:15:39 pm »
Ciao Max,
il mio consiglio:
isola le due quartine. Falle LENTE LENTISSIME che più non si può, cercando il rilassamento e senza "spingere" i tasti, e cioè senza forza, ma "lanciando" le dita. Questo ti farà più consapevole del peso e dell'articolazione. Ripeti un bel po' volte ogni giorno le due sole quartine rispettando la diteggiatura, articolando molto le dita. Probabilmente la tua difficoltà possa venire da prima di arrivare al quarto dito, e cioè dal passaggio del pollice.
Importante: suona lento lento lentissimo. E poi, pian piano, quando ti sentirai più sicuro e più confortevole, capirai il gesto che devi fare per far suonare come si deve quel quarto dito.
Questo è il migliore esercizio in questo caso, secondo me. In pratica la tecnica la fai sul brano stesso, ma concentrandoti sulle due quartine.

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Di tutto e di più / Re:E adesso da dove (ri)comincio?
« il: Aprile 29, 2017, 09:06:32 pm »
Ciao! Che tu adesso ti trovi dento il desiderio di guardare diversamente il pianoforte in camera tua e i libri di musica è già aver ri-cominciato!  :)
È logico che tu non sappia come continuare. Come te la cavi con il solfeggio e con la lettura?
Forse il coraggio di ricominciare, se non vuoi proprio un maestro, potresti trovarlo iscrivendoti in una scuola di musica, magari lì troveresti l'input e altre persone con cui confrontarti. In base alla mia esperienza è importante avere un insegnante che ti guidi e ti consigli, ma non solo per questo. Ti faccio un esempio: decidi di metterti a dieta, per esempio. Se vai dal dietologo e lo paghi, e lui ti fa un "menù" da rispettare per quel mese, è praticamente sicuro che tu in quel mese dimagrisci. Per tre motivi:
1) non vuoi fare brutta figura  :D
2) non vuoi che quei soldi che hai speso siano buttati via;
3) VUOI veramente dimagire.

Se fai tutto da sola, c'è un rischio: che dopo un mese ti sembri di non vedere grandi risultati e abbandoni.

Pensaci! Intanto puoi sempre confrontarti qui sul forum. Dà un'occhiata, se non lo hai già fatto, alle video-lezioni sul sito di Pianosolo. Possono essere di aiuto. E poi, condividi, confrontati, cerca di migliorare, prova, riprova, parla, brontola, e poi... gioisci! Ecco, qui siamo a posta per queste cose.  :D Quindi, benvenuta!

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Tecnica / Re:Hanon e metodo di studio
« il: Aprile 27, 2017, 05:41:18 pm »
Scusa, sei stato tu a fare la domanda. Si vede che ti sei dato da solo la risposta che fa per te. Io ti ho risposto esclusivamente in base alla mia esperienza e ti ho detto quello che penso.  ;) Fra l'altro mi sembra improbabile e un tantino pretenzioso usare il termine "virtuosismo" quando si iniziano a fare gli esercizi del Hanon, sia che si facciano a 60 che a 120 o a 200. Bisognerebbe vedere poi cosa intende ciascuno per "virtuosismo". Comunque quello è un altro discorso.

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