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Post - maria_pianista

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Ho sputato sangue, ti assicuro!  ;D Ma sono contenta di averlo affrontato. Questo mi sa che lo tengo al caldo, sperando che non vada del tutto nel dimenticatoio, perché ho dentro come lo vorrei fare. Magari con il tempo potrò perfezionarlo. Devo per forza lasciarlo riposare.

Quanto a "lento", in realtà questo Notturno e "Lento con grande espressione". Si chiama proprio così, quindi molto più veloce sinceramente penso che non ci vada.

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Ok, allora tengo questa per l'archivio  ;D La posso registrare un milione di volte e ogni volta ciascuna ha i suoi pregi e i suoi difetti. Tutte diverse.

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OK! Il bestione allora è forse quello che ho visto su Facebook. Infatti dopo ho notato che la foto era di gennaio.  8)

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Va be', metto qui allora l'altra versione che dicevi tu. A me piace di più quella che ho postato sopra, un po' più "libera". Forse per quello sono magari caduta di nuovo in qualche irregolarità nel rubato.

Ecco qui il link all'esecuzione che preferisci, con un altro pianoforte meno "opaco" rispetto a quello che avevamo fatto: https://soundcloud.com/maria_pianista/chopin-notturno-def-versione-2-con-bluethner-concert-r-jo

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Vi lascio qui il Notturno in Do# minore di Chopin che ho appena finito. Mi ci sono voluti circa 2 mesi (un po' meno ma siamo lì) e questa volta le difficoltà più grosse sono state tecniche e musicali.
Sono stata ossessionata veramente da questo Notturno, pensandolo giorno e notte. Ora che mi pare di non poterlo migliorare più a breve, ho capito che è ora di passare ad altro.

Ringrazio qui di tutto cuore Pianoth, che ha avuto la pazienza di ascoltarmi fino all'indicibile e di darmi ottimi consigli per l'esecuzione. Se non fosse per lui lo avrei mollato già un mese fa.

Ecco qui l'esecuzione. Non so se sia la migliore o meno tra le moltissime di questo brano che ho registrato in questi giorni. Ma non importa.
Se avete voglia, giusto per aiutarmi a prendere un po' "distanza" dal brano e per guardare la mia esecuzione da fuori, sono sempre benvenuti i vostri commenti.

Ecco qui il link: https://soundcloud.com/maria_pianista/notturno-do-minore-lento-con-gran-espressione-def

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Hey, Antares, che stai molto zitto!!!
Facci vedere il piccolino come è cresciuto! Ho sbirciato su Facebook e... che bello! Facci vedere qui!

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Di tutto e di più / Re:e adesso non dite che suona da cani!
« il: Aprile 22, 2017, 06:56:06 pm »
Adorabile!!!

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Quale pianoforte? / Re:Pianoforti quarto coda Essex
« il: Aprile 21, 2017, 06:08:56 pm »
È che mi è piaciuto l'Essex!  ;D

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Quale pianoforte? / Re:Pianoforti quarto coda Essex
« il: Aprile 21, 2017, 01:05:42 pm »
Di nuovo grazie mille, Max.
Ho letto un sacco di recensioni in questi giorni del tipo di queste che mi segnali. Ti ringrazio moltissimo. Ero più contenta di sentire il parere di chi ne possiede uno, anziché dei venditori che hanno sempre l'interesse di venderti una marca anziché un'altra. La pubblicità alla fine trova la strada che trova.

In pratica, alcuni anni fa, dopo un paio d'anni su un digitale, ero stata tentata di prendere proprio un quarto di coda Essex, che avevo provato e mi era piaciuto.

Poi, mi recai con il mio insegnante da un venditore Yamaha molto prestigioso. Io all'epoca avevo solo le mie orecchie, e nessuna conoscenza di meccanica, tastiere, martelliere, caviglie e robe varie. Il pianista che mi accompagnò che  è il mio attuale insegnante (che ama gli Yamaha), mi disse che gli Essex avevano le gambe corte, perché con il prezzo "contenuto" dell'Essex rispetto agli Steinway, poteva darmi problemi di deterioro nel tempo. Lui metteva in discussione la meccanica e i componenti del pianoforte. Mi sconsigliò anche il Kawai e anche la mia insegnante di allora. Entrambi dicevano che era un pianoforte "squillante" e che era anch'esso molto soggetto al deterioro. Insomma, mi fidai di chi sapeva più di me, rinunciai all'Essex quarto di coda, il Kawai non lo provai neanche, rinunciai anche a un quarto di coda della Yamaha con Silent che avevo visto, e presi un verticale Yamaha U3, usato, del 1982, sul quale mi fu montato un Silent. A loro dire il suono era buonissimo. La spesa complessiva fu di €6.000 (pianoforte + silent). Questo avvenne tre anni fa.

Nel frattempo sono andata ancora avanti con lo studio e l'U3 non ha soddisfatto le mie esigenze, perché ho scoperto che il suono dei pianoforti Yamaha semplicemente non mi piace, così come neanche il Silent montato successivamente.

Ora ho una nuova chance: mia figlia ha ricevuto un bonus di 2500 euro al conservatorio per l'acquisto di uno strumento nuovo, e così io ho pensato: vendo l'U3 Yamaha, vendo il digitale Clavinova, aggiungo il bonus e prendo un quarto di coda.

Ho provato l'altro giorno di nuovo l'Essex 155c e mi ci sono innamorata! Era persino facile da suonare!  ;)

Ho sentito ancora altri pareri, anche di concertisti che conosco, che invece mi hanno detto che l'Essex è un ottimo pianoforte, essendo una sottomarca della Steinwey, ma non solo per quello.

Ma non ho dimenticato il parere di chi mi aveva detto del risparmio nella meccanica e nei componenti... fatto in Cina, ecc. ecc. E quindi ho paura!

In questi giorni vengono a valutarmi i miei usati. Credo che farò l'operazione, perché l'Essex risponde benissimo al mio tocco ed è un piacere per le mie orecchie. E al prezzo ci posso arrivare vendendo quello che ho e aggiungendo il bonus. Alla fine, il mio ragionamento è stato: tanto vale continuare a pagare un finanziamento per un pianoforte che non mi soddisfa pienamente, o iniziare uno nuovo per la parte che rimane per un pianoforte che invece mi piace molto. Questa volta l'ho provato da sola e mi sono fidata della sensibilità.  :)

Essendo comunque un investimento non da poco, mi interessava sapere il parere di chi ce l'ha già, per verificare questa cosa delle meccanica, che mi preoccupa.
Il Silent lo farò comunque montare. Non in negozio, questa volta; lo montano in fabbrica, quindi è la Steinwey che risponde.

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Quale pianoforte? / Re:Pianoforti quarto coda Essex
« il: Aprile 21, 2017, 11:58:09 am »
Grazie, Max,
la mia domanda è riferita ai coda della Essex, in particolare il 155. Questo:
http://eu.steinway.com/it/pianoforti/essex/pianoforti-a-coda/egp-155c/

Vorrei sapere in particolare se montano una buona meccanica o se, al contrario, sono fatti al risparmio. Sento di tutto e di più e in questi giorni sto per prendere una decisione. ;)

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Quale pianoforte? / Pianoforti quarto coda Essex
« il: Aprile 20, 2017, 05:09:49 pm »
Avete mai provato o avete un pianoforte Essex? Potete dire come li trovate?

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 20, 2017, 05:03:58 pm »
Io cercavo di fare con te l'avvocato del diavolo! Forse non mi è riuscito tanto bene.  ::)
Capisco benissimo quello che dici. Ti ho parlato così perché anch'io mi arrabbio con me stessa, e molto! E condivido il tuo perfezionismo, e quindi da lì arriva il non essere mai soddisfatti. Datti un po' di tempo e concediti di sbagliare e di dare al tuo cervello il tempo di assimilare quello che studi, provi e riprovi magari senza un risultato apparente. Magari ti svegli un giorno e quello che ti sembrava uno scoglio insormontabile, di colpo comincia a venirti benino. Poi arriva un altro scoglio... e altre arrabbiature... ma poi si supera anche quello. Non si finisce mai. Come diceva un nostro amico, la musica si concede molto lentamente a noi, comuni mortali.   ;D

Non potresti magari farti seguire, anche online (su skype o telegram), da qualche bravo pianista e fare un percorso tutto tuo? O cercare qualcuno nella tua zona che ti veda almeno una volta ogni 15 giorni se non hai altro tempo? È un'idea che ti butto lì. Andare alla scuola di musica con i bambini delle elementari non è il massimo. Noi "grandi" abbiamo poi il nostro tempo di apprendimento, diverso da quello dei bambini. E viceversa, la nostra "maturità umana" ci porta ad avere esigenze più raffinate che magari un bambino non ha. Noi diversamente giovani abbiamo anche un po' di più fretta. Non so in quale zona dell'Italia tu sia, ma anche qui sul forum ci sono pianisti molto validi che magari potrebbero darti una mano, almeno per superare questa tappa difficile. Potrei farti in privato qualche nome.

Al di là di tutto questo, aiuta molto condividere. Se studi una cosa, la registri e poi la posti qui, nella sezione "le mie esecuzioni", qualche consiglio generale ti si può dare. O se hai problemi di natura tecnica o teorica, puoi sempre postare nella sezione specifica del forum. Insomma siamo qui, non demordere.

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 20, 2017, 01:39:31 pm »
D'accordo con Guc.
Senti una cosa c64, ma da quanto tempo studi? Se hai appena iniziato, è normalissimo che esca tutto male. Comincierà a piacerti di più quando man mano andrai avanti con lo studio, comincerai a godere di quel suono che esce dal tuo pianoforte con in mezzo le tue mani e le tue emozioni.

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Di tutto e di più / Re:Come farsi piacere lo studio del pianoforte.
« il: Aprile 19, 2017, 02:49:54 pm »
Quello che penso io:
se non ti piace studiare pianoforte, non devi necessariamente forzarti. Dici che non sei sicuro di avere una motivazione. Ecco, questa è la prima cosa che ti devi chiedere.
Quando studiavi informatica e preparavi gli esami di Analisi II  :), sicuramente non era un divertimento fare derivate e integrali a gogò ma il tuo sogno era diventare informatico, e dici che hai fatto di questo il tuo mestiere. Dici anche che hai studiato francese, perché ti piaceva, e hai goduto di poter partecipare in Francia a quelle visite guidate.
Per la musica è uguale. Ti piace? Vorresti un risultato? Allora si deve per forza fare un percorso che ti possa portare al tuo scopo, sapendo che la strada è lunga e faticosa ma altrettanto appagante. Se invece è lo scopo che non è chiaro, vale la pena fermarsi un attimo, perché se la motivazione non è chiara, lo studio non ti piace e alla fine ti annoi e torni sempre allo stesso punto, allora non progredisci, e, come ti ha detto Sergio, alla fine mollerai. La musica non è patrimonio unicamente dei musicisti professionisti, è per tutti. Ti dico per esperienza (io sono sempre un po' sofferente perché la mia esigenza è forte e i risultati li vedo molto a lungo andare e dedicando tanto tempo) che la musica e le ore che passi davanti al pianoforte devono essere anzitutto piacevoli, altrimenti, scusami se te lo dico, forse è meglio che fai altre cose.
Coraggio! È già una bella cosa se frequenti una scuola di musica. Cerca, quando vai, di condividere quello che provi, con il tuo insegnante o con altri allievi. Questo potrà senz'altro aiutarti.

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Tecnica / Re:Produzione del suono singolo
« il: Aprile 16, 2017, 12:16:47 pm »
Mi è venuta in mente un intervista a Claudio Arrau, non parla di meccanica o altro ma dell'arte del pianismo che, come dice lui, ha a che vedere anche con l'anima. Ecco qui il link al video su Youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=oXOiLVT18W4

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